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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 13 giugno 2026

Satie e Debussy

Il rapporto tra Erik Satie e Claude Debussy è stato uno dei sodalizi artistici più affascinanti della musica francese a cavallo tra fine Ottocento e primi del Novecento.
Si incontrarono a Parigi nel 1891 e l'impatto fu poitente, immediato e rivoluzionario.
 
 Rileggere persone nei fatti
o nelle stravaganze di vita;
la musica trasporta in mondi
caleidoscopici attimi di intenso...

Erik Satie spinse Claude Debussy a distaccarsi dal modello wagneriano per cercare una via puramente francese e legata alla pittura moderna degli artisti impressionisti.
Si influenzarono a vicenda, traghettando la musica europea dal Simbolismo alle soglie delle avanguardie moderne.
Le armonie libere e statiche delle celebri Gymnopédies di Erik Satie (1888) anticiparono e ispirarono le innovazioni armoniche del linguaggio musicale impressionista di Claude Debussy
.
Erik Satie e Claude Debussy hanno vissuto un rapporto unico fatto di profonda amicizia, reciproca influenza e ironiche rivalità. Insieme hanno rivoluzionato la musica francese a cavallo tra il XIX e il XX secolo, rompendo i legami con il rigido tradizionalismo accademico e la monumentale eredità di Richard Wagner
 (dalla rete).

mercoledì 15 aprile 2026

Montparnasse

Montparnasse è un celebre quartiere di Parigi situato sulla riva sinistra della Senna, principalmente nel 14° arrondissement. Storicamente noto come il cuore pulsante della vita artistica e intellettuale parigina durante gli Années Folles (gli anni '20), oggi è un vivace centro che mescola uffici moderni, stazioni ferroviarie e siti storici (dalla rete).
 
 Montparnasse

Non ci sono mai suicidi nel quartiere tra la gente che si conosce
Suicidi riusciti.
Un ragazzo cinese s’ammazza ed è morto.
(continuano a mettergli la posta nel casellario al Dome)
Un ragazzo norvegese s’ammazza ed è morto.
(nessuno sa dov’è andato l’altro norvegese)
Una modella, la trovano morta,
sola nel suo letto e morta assai.
(e non parliamo dei fastidi che tu o questo ha dato alla concierge)
Olio d’oliva, bianco d’uovo, senapismi, schiuma di sapone
e sonde gastriche salvano la gente che si conosce.
La gente che si conosce la si trova ogni pomeriggio al caffè.
Parigi, 1922

Ernest Hemingway
Three Stories & Ten Poems (1923

Nella quotidianità notizie
di addii, di soste, di vita
che sfugge in un disperato gesto
di drammi consumati nel buio...
 
Ernest Hemingway ha vissuto intensamente il quartiere di Montparnasse a Parigi negli anni '20, frequentando assiduamente caffè iconici come Le Dôme, La Coupole e La Rotonde. Parte della "Generazione perduta", ambientò qui parte delle sue opere, descrivendo la vita bohemien e la miseria creativa del tempo. Abitò al n. 113 di rue Notre-Dame-des-Champs.

martedì 10 marzo 2026

Sonetti a Orfeo

 Sonetti ad Orfeo, XI

Guarda il cielo. Non c’è tra le costellazioni
“il Cavaliere”? Perché questo vanto terreno
è stranamente radicato in noi. E un altro ancora
che lo spinga, lo freni e ne sia tratto.

Non è così, cacciata e poi domata
questa tempra dell’essere, asciutta e forte?
Cammino e svolta. Ma una stretta dice:
nuova distesa. E i due si fanno uno.

Ma lo sono davvero? O non intendono soltanto
il cammino che insieme stanno percorrendo?
Già così tanto la mensa li separa e la pastura.

Anche il legame strale è fuorviante,
ma si creda per poco alla figura,
è un piacere per noi. È sufficiente.

Rainer Maria Rilke

I Sonetti a Orfeo (Die Sonnette an Orpheus) sono una raccolta di 55 componimenti scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922, durante un eccezionale periodo di ispirazione creativa presso il castello di Muzot, in Svizzera. L'opera è considerata, insieme alle Elegie duinesi, il vertice della produzione rilkiana e una delle testimonianze più alte del modernismo poetico.

Ci faremo uno in fondo
all'attesa che brucia i corpi,
si incendia l'orizzonte ancora
sono un uomo, come tale...
 
I Sonetti a Orfeo (Die Sonette an Orpheus) sono uno dei vertici della poesia del XX secolo, scritti da Rainer Maria Rilke nel febbraio 1922 in un eccezionale slancio creativo durato pochi giorni.
L'opera è composta da 55 sonetti divisi in due parti (26 nella prima e 29 nella seconda). Sebbene utilizzino la struttura metrica del sonetto, Rilke ne scardina le forme tradizionali attraverso enjambement e ritmi fluidi che riflettono una tensione spirituale e metafisica. La raccolta nacque quasi contemporaneamente alla conclusione delle Elegie duinesi. Lo stimolo immediato fu la morte prematura di Wera Ouckama Knoop, una giovane ballerina figlia di amici del poeta, la cui figura diventa nel testo un archetipo del mutamento e della grazia. Orfeo, il mitico cantore che scende agli Inferi, non è qui solo un personaggio mitologico ma il simbolo dell'arte che "ammansisce" la morte e trasforma la caducità della vita in canto eterno (dalla rete).

giovedì 11 settembre 2025

Tesori

La voce dell'oro

Sono alti i cipressi che formano il cerchio,
nel basso le siepi di spine s’intrecciano
terribilmente.
Al centro del cerchio è il pozzo profondo
che ha in fondo,
lo dice la gente,
il tesoro.
Sono alte le siepi di spine,
raggiungon la chioma degli alti cipressi,
terribili intreccian le braccia fra loro.
Da secoli e secoli tanti
nessuno tagliò quella macchia paurosa;
la gente, da secoli tanti,
non passa vicino a quel cerchio.
Soltanto la sera al calare del sole
ognuno sta attento in orecchi,
dal centro del cerchio,
dal fondo del pozzo profondo,
vien fuori un lamento: «la voce dell’oro».

Aldo Palazzeschi

Aspettando arcobaleni improbabili
stimiamo gli indici del valore;
in un contesto sempre più difficile
rimane una fantasiosa e vana fuga ...
   
"Pozzo del tesoro" si riferisce alla leggenda del pozzo sull'Isola di Oak (Oak Island) in Canada, dove si crede sia sepolto un grande tesoro, oppure a un pozzo leggendario ad Arenzano, in Liguria, che nascondeva gli averi degli abitanti e non è mai stato ritrovato. Esiste anche una leggenda simile a Aquileia riguardante un "Pozzo d'oro" (Puteum aureum), con clausole sui contratti di vendita che riconoscevano i diritti del vecchio proprietario sul tesoro ritrovato.
(dalla rete)

mercoledì 10 settembre 2025

John Keats a Fanny Brawne (1819)

Nel 1819, la corrispondenza tra John Keats e Fanny Brawne fu intensa e appassionata, caratterizzata da lettere che esprimono il suo amore totalizzante e la sua ossessione per lei.
Le lettere di Keats, conservate da Fanny Brawne, sono una testimonianza di un amore profondo e appassionato, ma segnato anche dalla sofferenza e dalla consapevolezza della precarietà della vita.

Mia cara ragazza,
 
 In questo momento mi sono messo a copiare dei bei versi. 
Non riesco a proseguire con una certa soddisfazione. 
Ti devo dunque scrivere una riga o due per vedere se questo mi assiste nell’allontanarti dalla mia mente anche per un breve momento. 
Sulla mia anima non riesco a pensare a nient’altro. 
È passato il tempo in cui avevo il potere di ammonirti contro la poco promettente mattina della mia vita. 
Il mio amore mi ha reso egoista. 
Non posso esistere senza di te. 
Mi scordo di tutto salvo che di vederti ancora la mia vita sembra fermarsi lì non vedo oltre. 
Mi hai assorbito. 
In questo preciso momento ho la sensazione di essermi dissolto – sarei profondamente infelice senza la speranza di vederti presto. 
Sarei spaventato di dovermi allontanare da te. 
Mia dolce Fanny, cambierà mai il tuo cuore? 
Amore mio, cambierà? 
Non ho limiti ora al mio amore… 
Il tuo biglietto è arrivato proprio qui. 
Non posso essere felice lontano da te. 
È più ricco di una nave di perle. 
Non mi trattare male neanche per scherzo. 
Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione – Ho avuto un brivido. 
Ora non rabbrividisco più. 
Potrei essere un martire per la mia religione – la mia religione è l’amore – potrei morire per questo. 
Potrei morire per te. 
Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma. 
Mi hai incantato con un potere al quale non posso resistere; eppure potevo resistere fino a quando ti vidi; e perfino dopo averti visto ho tentato spesso “di ragionare contro le ragioni del mio amore”. 
Non posso farlo più – il dolore sarebbe troppo grande. 
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

Tuo per sempre,

John Keats 

Le lettere mostrano l'estasi, la devozione e il desiderio di Keats per Brawne, ma riflettono anche la sua sofferenza per la lontananza e la sua crescente malattia, la tubercolosi, che alla fine lo porterà alla morte e segnerà la fine della loro storia d'amore. 
La malattia di Keats si aggravò nel 1820, costringendolo a trasferirsi in Italia. 
Morì a Roma nel 1820, pochi mesi dopo il suo arrivo.
(dalla rete)

Potrei... potrei... sempre potrei...
le sciocchezze dell'amore su carta
sono impresse a marchio sul cuore
macerare in situazioni perdute e sole...

martedì 26 agosto 2025

Caffè Trieste, San Francisco

Al Caffè Trieste

La musica dell’antica Grecia
e di Roma non è giunta fino a noi
ma stamani
ho letto le Ecloghe di Virgilio
impressionato dalla profezia
di una nuova era:
“Un nuovo grande ciclo di secoli
ha inizio. La giustizia fa ritorno in terra,
torna l’Età dell’Oro”, ha scritto
30 anni prima del termine
del suo millennio, descrivendo
la nascita del dio infante, disceso
dai cieli. Gesù aveva 19 anni
quando Virgilio morì ad 89.
Arriverà mai l’Età dell’Oro?
Ogni generazione produce le stesse facce,
le stesse razze, emozioni, contese!
tutti quei secoli, quelle nazioni!
lingue, canzoni, malcontenti!
Ricompaiono qui a San Francisco
mentre siedo al Caffè Trieste.
O recitativo degli anni!
O Paradiso! Canta il jukebox
mentre Virgilio e Verdi si combinano
in questa vita per indicare
che la nostra è l’unica Età dell’Oro
che mai si darà.

Harold Norse

Pensieri sparsi sorseggiando
un caffè, come quella sera
in casa Masinari, ragazzi ancora
eppure mai pronti al futuro...
 

Tra quei tavolini sono passate autentiche rivoluzioni culturali che si sono propagate non solo a San Francisco o negli Usa ma in tutta la società occidentale.: dai poeti trasgressivi come Lawrence Ferlinghetti ai film di Francis Ford Coppola, che scrisse tutta la sceneggiatura di Il Padrino seduto a uno di quei tavolini, ai fisici “hippie” guidati da Jack Sarfatti, che ispirò il leggendario personaggio di “Doc”, lo scienziato eccentrico di “Back to the Future(dalla rete).

venerdì 1 agosto 2025

Leopoldina Rodriguez

«Perché la puttana ha una sorte malsana…»

PERCHÉ LA PUTTANA HA UNA SORTE MALSANA
LA SIFILIDE L’ASPETTA
E LA PASSERA DELLA PUTTANA
SGOBBA TUTTA LA SETTIMANA
MENTRE ANCHE IL SUO CANE NON STA BENE.
Parigi, 1922

Ernest Hemingway 

I biografi parlano di Leopoldina come una delle prostitute che vagavano per El Floridita e che talvolta finivano nel letto di Hemingway.
Come se fosse una donna insignificante…
in realtà, Hemingway la amava molto.
Era una donna colta e intelligente, che ha influenzato il suo lavoro”.

La donna di turno si chiama Leopoldina Rodríguez; in una fotografia è ritratta mentre beve con Hemingway, a L’Avana, ha un foulard sulla testa, mani bellissime, l’atto con cui tiene la sigaretta denota una connaturata nobiltà.
Zevallos ha ricostruito con devozione la biografia di Leopoldina: figlia di una domestica, padre sconosciuto, è cresciuta nella famiglia Pedroso, abbiente, per cui lavorava la madre
.
Leopoldina
pare aver ispirato la Liliana di Isole nella corrente, fu l’amante di José Antonio Primo de Rivera, il fondatore della ‘Falange Española’, che le facilitò il ritorno a Cuba, Hemingway le faceva leggere i suoi manoscritti.

Una volta donne come cose,
nelle strade, in città affollate;
non ho mai permesso questo,
non mi sono mai prestato... 
 
Leopoldina si ammala di cancro, è il 1950,Hemingway la ha accompagnata fino alla fine della malattia, ha partecipato al funerale, che ha pagato. 
Incaricò il custode del cimitero di non far mancare mai fiori sulla sua tomba”.
(dalla rete)

domenica 6 luglio 2025

Franz e Milena (1920)

Ancora sabato. Questo incrociarsi di lettere deve cessare, Milena, ci fanno impazzire, non si ricorda che cosa si è scritto, a che cosa si riceve risposta e, comunque sia, si trema sempre. Capisco benissimo il tuo ceco, odo anche la risata, ma m’ingolfo nelle tue lettere tra la parola e il riso, poi odo soltanto la parola, poiché oltre a tutto la mia natura è angoscia. Non so rendermi conto se dopo le mie lettere di mercoledì-giovedì tu voglia ancora vedermi. So il rapporto fra te e me, (tu appartieni a me, anche se non dovessi vederti mai più), lo conosco in quanto non sta nel territorio confuso dell’angoscia, ma non conosco affatto il rapporto tuo verso di me, questo appartiene tutto all’angoscia. E neanche tu mi conosci Milena, lo ripeto. Ciò che accade è per me qualcosa di mostruoso, il mio mondo crolla, il mio mondo risorge, vedi come tu (questo tu sono io) ne possa dare buona prova. Non mi lagno del crollo, il mondo stava crollando, mi lagno del suo ricostruirsi mi lagno delle mie deboli forze, mi lagno del venire al mondo mi lagno della luce del sole. Come continueremo a vivere? Se dici di sì alle mie lettere di risposta, non devi più vivere a Vienna, è impossibile. Milena, non si tratta di questo, tu non sei per me una signora, sei una fanciulla, non ho mai visto nessuna che fosse tanto fanciulla, non oserò porgerti la mano, fanciulla, la mano sudicia, convulsa, unghiuta, incerta e tremula, cocente e fredda.

Franza Kafka

Milena Jesenská e Franz Kafka si scrissero più di 150 lettere in appena un anno di relazione ma quelle di lei le intuiamo soltanto, perché non sono state conservate.
Abbiamo quelle di Franz, le cui relazioni sentimentali si svolsero quasi esclusivamente per lettera.
Tra Aprile e Novembre del 1920 lo scambio di lettere fu fittissimo ma si incontrarono appena due volte.
Poi i rapporti si fecero sporadici per i seguenti due anni, fino al silenzio.

Nelle mie lettere sempre ho trovato
 conforto, ragione, possibili parole;
 ora la mano tremante ed incerta
sconnette i pensieri alla mente...

Lei era sposata e non intendeva lasciare suo marito benché avessero una relazione burrascosa e infelice.
Lei era libera, indipendente, vitale mentre lui era un uomo chiuso, tormentato e ammalato:Sono malato di mente, la malattia polmonare è soltanto uno straripare della malattia mentale.”
Il primo incontro era capitato in un caffè nel 1919 ma Kafka di quell’episodio non conservava una memoria chiara.
Milena invece sì e l’anno seguente lo contattò per chiedergli il permesso di tradurre in ceco un suo racconto.
(dalla rete)

lunedì 26 maggio 2025

B.B. & W.C.

La corsa di Beep Beep e Willy il Coyote
dura da 70 anni. Sono stati disegnati il 16 settembre 1949 dalla matita di Chuck Jones.
 
Baja - per Harry

IO SONO IL COYOTE MORTO
SULL’ASFALTO
col capo rigirato in un sorriso.
Io sono il falco pescatore che nidifica
sul cartello stradale.

Sono l’aquila appollaiata
su un albero di cactus.
Sono
qualsiasi cosa
che il vento viene a visitare

Michael McClure
 
 Vento tra le mani nei giorni
che passano ricordi sbiaditi;
queste schegge impazzite, dolore
che nella testa romba ancora...

venerdì 16 maggio 2025

Protocollo cittadino #166 (neverending)

 
La storia infinita (titolo originale in tedesco Die unendliche Geschichte) è un romanzo fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende, pubblicato nel 1979 a Stoccarda dalla Thienemann Verlag. Tradotto in più di quaranta lingue, il romanzo ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo ed è diventato un classico della letteratura per ragazzi. La prima edizione in italiano risale al 1981, a cura della Longanesi .
 
Neverending
 
Ancora pressioni infinite,
i soldi, i cuori, le mete sfiorate;
senza fine apparente incontro
vicissitudini contigue e dolenti...
 
Gujil 

La maggior parte della storia si svolge a Fantàsia, un mondo fantastico minacciato dall'espansione di una forza misteriosa chiamata Nulla, che causa la sparizione di regioni sempre più estese del regno. 
Il coprotagonista è Atreiu, un coraggioso fanciullo che viene incaricato dall'Infanta Imperatrice di trovare una soluzione al problema di Fantàsia; il protagonista è invece un bambino del mondo reale, Bastiano Baldassarre Bucci, che, leggendo un libro sul Regno di Fantàsia, si ritrova progressivamente coinvolto negli eventi del racconto. Diventato anche lui parte di Fantàsia, Bastiano aiuta Atreiu nel tentativo di salvare il regno e dovrà infine trovare un modo per ritornare nel mondo reale.
L'opera è stata adattata in una varietà di media diversi, che vanno dal teatro ai videogiochi, dal cinema alla televisione. Proprio dal romanzo di Ende, Wolfgang Petersen ha tratto nel 1984 il celebre lungometraggio La storia infinita.  (dalla rete).
 

lunedì 7 aprile 2025

Lesbia

John Reinhard Weguelin
"Lesbia"

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Lesbio deve esser proprio bello.
Certo: Lesbia lo preferisce
a Catullo e a tutti i suoi amici.
Ma questo bello
venda schiavi Catullo e i suoi amici,
se rimedia anche solo un bacio
fra tre che lo conoscono.

Publio Valerio Catullo 

Nel II secolo d.C., Apuleio affermò che il vero nome della Lesbia di Catullo era Clodia e, nel Cinquecento, l’umanista Piero Vettori la collegò alla moglie del proconsole Quinto Metello Celere, ovvero la Clodia tanto invisa a Marco Tullio Cicerone.

La fine di un amore permette
al cuore di battere diversamente;
rimangono impresse nel ventre
le cose che hanno dato passione...

Da allora è opinione quasi del tutto condivisa che queste due figure del passato coincidano, ma per ricostruire la vita della scandalosa Clodia/Lesbia dobbiamo per forza affidarci al Liber di Catullo e alla Pro Caelio di Cicerone.
Le informazioni che riguardano la figura di Clodia/Lesbia sono veramente poche e coprono solo il tempo di qualche anno, ma bastano per tratteggiare a grandi linee la biografia di una donna colta, elegante, assai  licenziosa e spregiudicata.
(dalla rete)