Strematoè un aggettivo che indica una condizione di estremo esaurimento fisico o mentale. Si usa per descrivere chi ha consumato completamente ogni energia o risorsa a disposizione.
Parzialmente stremato
Strematoè un aggettivo che indica una condizione di estremo esaurimento fisico o mentale. Si usa per descrivere chi ha consumato completamente ogni energia o risorsa a disposizione.
Parzialmente stremato
Guillaume Apollinaire
| Nazzareno Cipriani "Suore al capezzale" |
Nazarene bianche, Nazarene nere.
Del fiume alle rive
si guardan da tanto i conventi,
si guardan con occhio di vecchia amicizia
le piccole torri, una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Due volte s’incontran, le bianche e le nere,
sul ponte, sul ponte che unisce i conventi,
li unisce da tanto per vecchia amicizia,
le piccole torri si guardan ridenti
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Le piccole chiese al crepuscolo s’aprono,
ne sortono leste le suore ed infilano il ponte,
nel mezzo s’incontran, s’inchinano,
le bianche e le nere,
si recan l’un l’altre alla piccola chiesa al saluto;
vi fanno una breve preghiera
e leste rinfilano il ponte.
Di nuovo s’incontran, s’inchinan le file
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Aldo Palazzeschi
"Nessuno" è un
pronome o aggettivo indefinito italiano, usato al singolare per escludere in modo assoluto la presenza, l'esistenza o la qualità di persone o cose. Nessuno
Io sono forse un fanciullo
che ha paura dei morti,
ma che la morte chiama
perche' lo sciolga da tutte le creature:
i bambini, l'albero, gli insetti;
da ogni cosa che ha cuore di tristezza.
Perche' non ha piu doni
e le strade son buie,
e piu non c'e' nessuno
che sappia farlo piangere
vicino a te, Signore.
Salvatore Quasimodo
Nessuno significa "neanche uno" e si usa prevalentemente in frasi negative o
interrogative. Si usa esclusivamente al singolare e può richiedere la negazione "non" quando segue il verbo (es. "Non c'è nessuno").Sinonimi includono nessuno, alcuno (con non), nemmeno
uno (dalla rete).
Ostico
ti guardo
cavalcare le onde –
spazio azzurro
in cui cielo e mare
si confondono
Tawara Machi
Il concetto "tra cielo e mare" evoca l'orizzonte, punto di incontro simbolico e visivo tra l'infinito celeste e la profondità marina. Rappresenta uno spazio di transizione, libertà e sogno, spesso associato a scenari panoramici, riflessione interiore e bellezza naturale (dalla rete).
Dirama dal profondo
in noi la vena
segreta: il nostro mondo
si regge appena.
Se tu l’accenni, all’aria
bigia treman corrotte
le vestigia
che il vuoto non ringhiotte.
Il gesto indi s’annulla,
tace ogni voce,
discende alla sua foce
la vita brulla.
Eugenio Montale
Il sistro è un
antico strumento musicale a percussione, originario dell'Egitto (circa
3000 a.C.), costituito da una cornice metallica a forma di "U" con
asticelle mobili che, scosse, producono un suono acuto e tintinnante.
Simbolo sacro legato alle dee Iside e Hathor, veniva usato in cerimonie
rituali, processioni e scene di culto, specialmente da sacerdotesse.
Il poeta è quindi il sacerdote, intermediario fragile con i suoi versi che
vorrebbero convincere con il vibrare tinnente del sistro, la dea-luna ad
esser luminosa e a far chiaro il suo regno fin oltre la notte.
Il canto
del poeta nasce dal profondo della sua mente, come quello della cicala
dal profondo misterioso del suo corpo (dalla rete).
Addormentata
sei una persona diversa:
il tuo essere
felino-bollente-slanciato-Modiglianesco
con occhi bluporcellana
si distende
in una ragazzina con adombramenti di donna,
calda, rannicchiata,
il sommesso alito del tuo respiro
che emana…
Io sto
sopra il tuo letto
- desidero abbracciare dolcemente
la tua minuscola figura perfetta,
baciare la tua fronte,
baciare la guancia
- eppure ho paura
di svegliarti.
Dan Propper
Ci hanno fottuto;
Il re e la patria,
Cristo Onnipotente
E tu o il resto.
Patriottismo,
Democrazia,
Onore…
Parole e frasi,
Ci hanno ferito o ucciso.
Ernest Hemingway
Il parco è serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia;
da un muro coperto di muffe,
coperto di verdi licheni,
grondante di dense fanghiglie.
Né un varco soltanto nel parco traspare
né un foro vi luce.
Soltanto si posson le muffe cadenti, vedere,
soltanto le dense fanghiglie grondanti.
Altissimi cedri ne passano il muro,
i pini dal fusto robusto ne sporgon l’ombrello;
e salici, salici tanti,
che mischian sul muro cadenti
le lacrime ai verdi licheni,
a grige fanghiglie grondanti.
Di fuori ecco il parco serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia.
Fra l’ombre, fra l’ombre potenti,
nel folto degli alberi grandi,
soltanto tre donne s’aggirano lento,
bellissime donne: regine parenti.
S’aggirano lento, in silenzio,
nell’ombre del parco serrato,
pesante trascinano il manto di lu o, le donne,
coperte d’un velo
che appena il pallore del volto ne scopre.
Aldo Palazzeschi
Il Parco di Monza è uno dei maggiori parchi storici europei, esteso per
quasi 700 ettari, noto per essere il più grande parco cintato da mura in
Europa
. Situato a nord di Milano, istituito da Napoleone nel 1805, ospita il
famoso Autodromo Nazionale, la Villa Reale, antiche cascine e i Giardini
Reali, offrendo percorsi nel verde.
Dopo nove inverni e nove estati di lavoro
finalmente la Zmyrna del mio Cinna è pubblicata,
mentre Ortensio mezzo milione di versi scrive
all'anno...
La Zmyrna arriverà sino alle acque profonde
del Sàtraco e ancora in secoli lontani sarà letta.
Gli Annali di Volusio invece moriranno a Padova
o forniranno cartaccia per avvolgere gli sgombri.
Mi rimanga dunque in cuore il suo piccolo gioiello
e i profani si godano pure l'enfasi di Antímaco.
Publio Valerio Catullo
La Zmyrna (o Smirna) è un famoso epillio perduto scritto da Gaio Elvio Cinna (I sec. a.C.), poeta neoterico e amico di Catullo, che celebra la perfezione formale e la laboriosità, essendo stato composto in nove anni. L'opera, elogiata nel Carme 95 di Catullo, narra il mito dell'amore incestuoso di Mirra per il padre (dalla rete).