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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 19 dicembre 2019

Vergogna e dolore

Di altro colore

Piange una madre la figlia morta,
l'indifferenza circonda l'evento;
parole dure, distruggono umanità,
lasciano solo il colore del lutto,
tingono di nero una bimba e una madre...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

Questi i fatti: la mattina di sabato scorso, 14 dicembre, la mamma della piccola, una donna nigeriana residente a Sondrio, si era accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. E' scesa in strada chiedendo aiuto e ha trovato un uomo che ha portato lei e la piccolina in ospedale in auto. Quando sono arrivati al Pronto soccorso dell'ospedale civile di Sondrio, però, la bimba era in condizioni disperate e non respirava già da tempo. I medici che l'hanno presa in cura non hanno potuto salvarle la vita. Poco dopo al nosocomio è arrivato anche il papà della neonata, avvisato dalla madre, e i genitori hanno purtroppo ricevuto la terribile notizia.
..."Dalla sala d'attesa iniziano commenti di ogni tipo.
Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di 'tradizioni loro', chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta". "La tristezza ha iniziato ad invadermi - ha raccontato agli amici la ragazza -.
Nel frattempo ho sperato più che mai che calasse il silenzio fra le voci insopportabili e malvagie di quegli individui. E invece no, anche di fronte alla morte di un innocente, le voci hanno continuato. La più tremenda è stata: 'tanto loro ne sfornano uno all'anno'. Siete davvero schifosi"...
Sui presunti insulti a sfondo razzista al Pronto soccorso subiti da una donna nigeriana che aveva perso la figlia di cinque mesi la direzione sanitaria dell'ospedale di Sondrio afferma che "le frasi riportate da Francesca (la ragazza che le ha rese note anche su Facebook ndr.) non possono essere né confermate, né smentite. Il personale in servizio non le ha assolutamente sentite". "E' certo, invece - spiegano i responsabili  - che l'assistenza e la cura nei confronti della famiglia e della loro figlioletta sono state massime". (Tiscali news 19 Novembre 2019)

Non posso che provare vergogna,
indipendentemente dal fatto che sia o meno successo;
siamo diventati animali territoriali;
pensare alla cristianità è difficile eppure,
molti di loro saranno alla Messa
e avranno fatto un Presepe...

Gujil

domenica 25 agosto 2019

Protocollo marino #7 con mostri marini


 Protocollo marino #7
 
il senso dei ritorni, ancora, sempre,
i protocolli  sconfiggono la noia
eppure... mostri marini affiorano,
spumeggia l'azzurro, rompe, spruzza
fonde nel bianco di creste di onde...
 
Gujil
  
Le fantastiche ed impressionanti figure dei
 mostri marini
sono da sempre presenti nell’immaginario collettivo.
L’idea di una creatura mitologica, che popola i mari ed incute timore ai marinai, ha stuzzicato la fantasia degli scrittori (pensiamo a Jules Verne per esempio) che, per rappresentarla, hanno iniziato a servirsi di espedienti sempre più audaci e legati ad antiche credenze.
Essi hanno dato così origine ad una tipologia di racconto piuttosto comune, incentrato su un animale mostruoso che vive nel mare e semina il terrore.
L’archetipo del mostro marino che ingoia l’eroe è presente, ad esempio, anche nella letteratura per bambini.
Pensiamo per esempio a Pinocchio o a Il soldatino di stagno .
Lì l’isolamento nel ventre del pesce mette in contatto con la coscienza e porta alla decisione di uscire dalla propria chiusura mentale.
I mostri marini, d’altronde, possono assumere le forme più variegate: dal drago al serpente, fino ad arrivare ad esseri dotati di mille tentacoli.
Essi possono avere una consistenza gelatinosa oppure ricca di squame.
Possono essere dotati di fauci o di semplici ventose.
Indipendentemente dal loro aspetto, fanno parte della storia della letteratura da sempre, poiché rappresentano forze soprannaturali, contro le quali l’uomo si rivela impotente, o quasi.
Essi si nascondono nel profondo degli abissi e attaccano non visti, all'improvviso.
Nel mondo antico, in cui gli spostamenti via mare erano gli unici possibili, rappresentavano il rischio e l’ignoto del viaggio sia esso di andata o di ritorno.
Suscitano terrore e ostilità, anche perché in fondo rappresentano il lato oscuro e bestiale che si nasconde in ognuno di noi. 
E dunque, esaminiamo cinque figure di mostro marino che, nella letteratura di tutti i tempi, hanno fatto molto parlare di sé.
(dalla rete)
 1. Il leviatano: Un mostro antico dalla forza leggendaria
2. Il calamaro gigante: Forse il più classico fra i mostri marini
3. Il serpente marino: Il mostro per eccellenza della mitologia
4. Lo squalo: Un pesce assassino che ha ispirato numerose pellicole cinematografiche
5. Moby Dick: Una balena bianca (un capodoglio) simile ad un fantasma


sabato 29 settembre 2018

Filo spinato

Il filo spinato
è un filo, in genere metallico, munito di spine.
L'invenzione del modo di produrre su larga scala il filo è attribuita allo statunitense
 Joseph Glidden,
che nel 1874 depositò il brevetto di due fili di ferro e di una serie di spine.
Il filo spinato ha assunto una importanza fondamentale nella storia dell'umanità, sia con caratteristiche positive, sia negative.
Ad esempio, durante la cosiddetta conquista del west la disponibilità di filo spinato in misura praticamente illimitata comportò la possibilità di recingere i campi per evitare che le mandrie potessero pascolare e segnò il passaggio da una economia basata sull'allevamento a quella basata sulle coltivazioni agrarie.
Nello stesso tempo la recinzione dei campi teneva lontano gli indiani anche perché in tal modo era interrotto il cammino dei bisonti, dalla cui caccia gli indigeni americani traevano il loro sostentamento.
In generale il risultato più importante fu che anche nell'ovest degli Stati Uniti si poté coltivare la terra, dando il via alla colonizzazione stanziale ed alle esportazioni di cereali.
L'utilizzo principale e più esteso del filo spinato è stato senza dubbio però durante le guerre.
La prima guerra in cui le forze armate si avvalsero di esso in modo massiccio fu la Guerra di secessione americana. Anche la prima guerra mondiale, caratterizzata dalla cosiddetta guerra di trincea, fu uno dei conflitti bellici ove si fece grandissimo uso del filo spinato. Solo nell'ultimissima fase, i carri armati furono perfezionati e cominciò il declino della trincea e con essa dell'utilizzo militare del filo spinato che vide una diminuzione del suo utilizzo in battaglia (da Wikipedia).

Fili spinati
 
Nella farandola del vento
stesi gli abiti del mio amore.
Quale volo fece allora il tempo che
 ci passammo l'un l'altro/tanto
difficile da afferrare tutto.
Noi siamo
in ciò in cui ci manchiamo. Lì
ci vediamo l'un l'altro
in una strada dove
la luce cade al contrario.
 
Juan Gelman
da "La notte lentamente"
traduzione di Laura Branchini

la notte porta sogni e incubi,
restiamo aggrappati alla vita come filo spinato
eppure gli strappi sono tanti e duri
e ci troviamo spesso sull'orlo del bicchiere...
 
Esistono diversi tipi di filo spinato.
Il tipo originario, e anche il più comune, è costituito da due fili di ferro leggermente ritorti, attorno ad uno dei quali sono avvolte le spine, realizzate con pezzi di filo di ferro a tranciatura diagonale affinché le punte siano più acuminate, mentre il secondo filo ha la funzione di mantenere al loro posto le spine.
Il normale filo spinato è perfetto per il contenimento del bestiame, ma per un uomo è abbastanza facile superarlo, allontanando i vari fili del recinto e passandovi in mezzo.
Per creare recinzioni più difficilmente valicabili dagli uomini, per esempio per usi militari o nelle recinzioni carcerarie, è stato inventato il tipo detto razor wire (o nastro spinato), assai più pericoloso. Nel razor (rasoio in inglese) il filo è unico, e le spine sono realizzate accoppiando al filo stesso, mediante punti di saldatura, una striscia di lamiera stampata recante spine acuminate e taglienti, formando così una sottospecie di lama (da Wikipedia).

mercoledì 13 giugno 2018

Disumanità


Abbiamo perso il senso,
l'umanità scompare di fronte agli egoismi e alle paure;
non so dove stia il torto né la ragione
ma non mi piace questo clima, non mi ci trovo.
Cerco di guardare più in là ma non vedo
che facce immusonite e stupidità latente,
d'altra parte nessuno fa cose che danno
sensazioni di certezza e sicurezza e ciò
non è nelle mie corde...
 
Gujil
 
 
 

Un’altra settimana difficile alle quali ormai la follia umana ci sta abituando e, probabilmente, l’abitudine al terrore è la peggiore delle paure ed a pagarne il prezzo più caro sono sempre i cittadini innocenti! Ci si chiede continuamente quando tutto questo orrore finirà ma non vi è una risposta precisa se non che finchè vittima e carnefice saranno la stessa mano, tutto questo non avrà mai fine! Che sia una Buona Domenica per tutti voi cari Amici, con un pensiero a tutte le vittime figlie della disumanità di quell’essere che si definisce umano ma che di umano, troppo spesso, non ha nulla! (dalla rete)

Pino Masciari
 
 

 
 

sabato 10 febbraio 2018

Soldato Morente


Il soldato morente
               
Capitano, portami qui il tribunale di guerra!
Io non muoio per l'imperatore!
Capitano, sei il furfante dell'imperatore!
Quando sarò morto, non farò il saluto militare!

Quando sarò dal mio Signore,
sotto di me si troverà il trono dell'imperatore,
e mi farò beffe degli ordini suoi!
Dov'è il mio paese? Lì gioca il mio bambino.

Quando mi addormenterò nel mio Signore,
arriverà l'ultima mia lettera dal campo.
Gridava, gridava, senza scampo!
Oh com'è profondo il mio amore!


Arcangelo Salavarani,
"Soldato morente", 1917
Capitano, sei fuor di senno,
perché mi hai spedito qui.
Nel fuoco si è bruciato il mio cuore.

E io non muoio per nessuna patria!
 
Voi non mi piegate, non mi piegate!
Ecco, come la morte le catene ha spezzate!
Davanti al tribunale portate la morte!

Io muoio, ma non per l'imperatore!
                  

Karl Kraus

Traduzione di Gio Batta Bucciol 

 
La foto prelevata dal giornale Corsera (Corriere della Sera) è necessario diffonderla, affinchè le persone si rendano conto direttamente quale sia la realtà, di immagini orribili ne abbiamo viste da sempre, ora mi dovrebbero spiegare le polemiche sulla pubblicazione,al di là della pietà che equivale a nascondersi dietro ad un dito.
La guerra in Afghanistan e prima in Iraq è stata voluta per mero interesse, dovuto al controllo del territorio ovvero delle risorse petrolifere e dei passaggi degli oleodotti.
La cosiddetta esportazione della democrazia è una scusa a cui ormai credono in pochi,  e tra quelli esistono molti disonesti perlomeno intellettualmente.
Il blog Freedom si scusa con i familiari del soldato deceduto,solo per loro sono dovute,alla pubblica opinione consigliamo di riflettere e di pensare alle migliaia di vittime innocenti tra la popolazione di queste guerre e in generale.

(dal blog di freedom commento condiviso e ripreso integralmente).
 
come le guerre, inutili, le divise,
riconoscersi per uccidere altri
dove il senso delle cose, dove?
io, per me, amo la pace...