mi rassegno al non-senso del respiro
e non chiedo
-piuttosto credo-
in chi mi ha venduto
lo sciroppo del domani:
certo più dell’oggi.
Loredana Savelli
mi rassegno al non-senso del respiro
e non chiedo
-piuttosto credo-
in chi mi ha venduto
lo sciroppo del domani:
certo più dell’oggi.
Loredana Savelli
![]() |
| Vincent Van gogh "Vecchio uomo che beve caffè" |
Tu m’hai scritto cosí: «Or che spezzato
è questo nostro amor fatto di ebbrezze,
io ti rimando i baci che m’hai dato
io ti rimando tutte la carezze».
Piccola bimba mia sempre malata,
una cosa ti sei dimenticata.
La prima cosa che ti ho data, o amore,
ti sei scordata di ridarmi il cuore!
Sergio Corazzini
Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.
Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le striscie di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato
.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.
Cesare Pavese
![]() |
| Valentine Godé-Darel, dipinta durante la sua agonia dal suo compagno Ferdinand Hodler |
Nuova tortura, incognita agonia!
Nel corpo che si logora ed invecchia,
Nel corpo che a morir già s’apparecchia,
Torna a ringiovanir l’anima mia.
Torna agli amori e al dolce error di pria,
E gli obliati sogni ecco risogna,
E un ben che più non può sperare agogna.
Nuova tortura, incognita agonia!
Arturo Graf
I sintomi più frequenti con cui l'affaticamento oculare si presenta e manifesta sono lacrimazione associata al bruciore oculare, secchezza oculare, senso di corpo estraneo nell'occhio, ma possono insorgere anche fastidio alla luce, mal di testa, visione annebbiata e visione sdoppiata.Incessante il tempo scorre
lo dice la pelle,il sorriso,
spesso lo dicono gli occhi,
flebili bagliori lontani...
Non ti stupire se nessuna donna, Rufo,
vuol concederti il suo tenero corpo,
nemmeno se la tenti col dono prezioso
di una veste o la malia di un gioiello.
Hai una triste fama: sotto le tue ascelle
pare che viva un orrido caprone.
Questo il timore. Certo: è una mala bestia
e le belle donne con lei non dormono.
Allontana l'incubo di questo fetore
o non stupirti se quelle ti fuggono.
Publio Valerio Catullo
Iperidrosi e bromidrosi ascellare: questi i termini medici per indicare due inconvenienti che tante persone conoscono bene, e cioè l’eccessiva sudorazione e la formazione di cattivo odore sotto le ascelle; problemi che si fanno sentire ancor di più con l’arrivo del caldo. «Alla base di iperidrosi e bromidrosi c’è la decomposizione di secrezioni, cioè cheratina, detriti cellulari e lipidi, da parte di alcuni batteri che proliferano a partire dal sudore» esordisce il prof. Santo Mercuri. «Le ascelle sono aree particolarmente ricche di follicoli pilo-sebacei, che pertanto producono più lipidi, in più sono zone “chiuse” e poco areate, dove è più facile che si formi (e ristagni) sudore (dalla rete).
Emily Dickinson
Il tuono spazia un rumore
di cavalli lanciati sui monti;
sui muri degli orti
tempo d’acqua che torna,
randagio.
Il sonno intorba i pagliai,
il silenzio cresce nel petto.
Dopo lo scroscio la terra è rossa,
nei dorsi di rupe
il sasso si stria.
E il fango è un tramonto
che tutto l’anno ci dura negli occhi.
Vittorio Sereni