T’amo, come amo la volta notturna,
anfora di tristezza, taciturna,
più fuggi, bella, più forte io sento
amore; tu, delle mie notti ornamento,
vai scavando con ironia distanze
tra i miei sensi e le azzurre lontananze.
Vengo all’attacco, all’assalto ritorno
come su un morto i vermi tutt’intorno.
T’amo, animale crudele che offende,
t’amo nel gelo che bella ti rende.
Charles Baudelaire
Questo splendido e tormentato verso apre la poesia Je t'adore à l'égal de la voûte nocturne, composta dal celebre poeta maledetto francese Charles Baudelaire; il componimento fa parte della sua opera più famosa, I fiori del male (Les Fleurs du Mal), pubblicata per la prima volta nel 1857. In questi versi Baudelaire esprime una visione dell'amore cupa, ossessiva e fortemente intrisa di Spleen (quella profonda malinconia esistenziale tipica dell'autore). La donna amata non è idealizzata come una figura angelica salvifica, bensì descritta attraverso immagini forti e paradossali (dalla rete).

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