s'inchinerà al suono di una chitarra.”
Jim Morrison
Questa celebre frase,
attribuita al chitarrista cantante
Jim Morrison,
simboleggia il potere
salvifico della musica
sull'odio e la violenza.
Jim Morrison
Questa celebre frase,
attribuita al chitarrista cantante
Jim Morrison,
simboleggia il potere
salvifico della musica
sull'odio e la violenza.
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Michael Triegel “Deus absconditus" |
Deus Absconditus
Un semplice dato:
Dio non s’è nascosto.
Dio si è suicidato.
Giorgio Caproni
Il Deus Absconditus
(dal latino "Dio nascosto")
è un tema citato in un passo della Bibbia,
precisamente nel
Libro di Isaia (45, 15).
Il Deus Absconditus
è in relazione
al tema del libero arbitrio
e del circolo ermeneutico fede-ragione.
Propositi
La
depilazione pubica, non è una pratica recente, infatti era presente e
comune fin dai tempi antichi: alcuni dei primi rasoi, realizzati in
rame, furono usati in Egitto e in India intorno al 3000 a.C.
Le donne
egiziane considerarono i peli pubici sgradevoli; le donne romane
dell’alta borghesia del VI secolo a.C. usavano pinzette, pietra pomice e
prodotti per la depilazione ottenendo così un effetto glabro molto
ambito.
L’era moderna della depilazione è spiegata dalle teorie
evoluzionistiche della selezione naturale di Charles Darwin nel testo
del 1871, The Descent of Man: secondo questa teoria l’homo sapiens ha
meno peli sul corpo dei suoi antecedenti perché i compagni meno pelosi
erano più attraenti sessualmente
(dalla rete).
Un uomo qualunque mi domandò:
che cosa pensi del sesso?
Una delle meraviglie della creazione, risposi.
Restò disorientato, poiché confonde le cose
e s’aspettava che io dicessi maledizione,
solo perché prima gli avevo confidato: il destino dell’uomo è la santità.
La donna che mi domandò piena d’odio:
lei si depila là in basso? lo domandò sorridendo,
pensando che così mi poteva meglio assassinare.
Magnifici sono il calice e la verga che contiene,
peloso o no.
Santo, santo, santo è l’amore, poiché viene da Dio,
non poiché uso guanto o rasoio.
Che cosa può contro di lui l’escremento?
Anche la rosa, che cosa può in suo favore?
Se “copre la moltitudine dei peccati ed è benigno,
come la morte duro, come l’inferno tenace”,
riposa nel tuo amore, che starai bene.
I peli pubici hanno funzione protettiva e termoregolatrice nei
confronti dei nostri organi genitali e sono uno strumento che il nostro
corpo utilizza per garantire la sopravvivenza della specie e la
possibilità di procreare. Al giorno d’oggi, nonostante la moda sia
incentrata su donne e uomini sempre più depilati, ci sono molti
movimenti femminili che promuovono la presenza dei peli sul corpo e che
non demonizzano il corpo come madre natura l’ha fatto.
La scelta
di rimuovere i peli pubici deve essere personale, scegli ciò che ti fa
sentire a tuo agio e non farti influenzare da ciò che la società impone!
Non c’è nulla di male se non ti depili! Ora che le donne stanno
riconquistando la libertà di mostrare il corpo al naturale, sempre più
uomini, invece, si avvicinano alla depilazione, parziale o totale (dalla rete).
La
sensazione di non avere tempo è spesso causa di valutazioni errate; si
crede di essere in ritardo sul mondo e, spesso non è così, bisogna
procedre per priorità e già questo molte volte risolve il problema.
Altro discorso è quando la sensazione di non avere tempo ha risvolti
sulla psiche;
molti non si accorgono di invecchiare e non percepiscono
che il tempo si consuma e consuma.
Il più delle volte si rifiuta il
concetto di fine tempo e ci si convince di averne all'nfinito.
Non è
così.
Non è proprio così.
Siamo bombe ad orologeria con un timer tarato a casaccio, spero
solo che al mio sia stata data una buona carica.
È da un suono remoto
dalla casa, dalla stanza in fondo,
o è un mio tremito interno
o è quel giovane ailanto
che s’agita là fuori, all’imbocco del parco,
il selvatico che alligna dappertutto
senza riguardi.
Di dove viene che non la vedo,
questa speranza
io non so in che cosa,
questa gioia improvvisa
fuori del cuore,
quest’aliena che canta
la sua infinita ragione d’esistere?
Anna Maria Carpi
da "Quando avrò tempo"
S’è avvolto nelle tenebre il mondo, non temere.![]() |
| Anton Raphael Mengs, "Parnaso" Museo dell'Ermitage |
![]() |
| Clio, Talia, Erato, Euterpe, Polimnia, Calliope, Tersicore, Urania e Melpomene, sarcofago di marmo (Parigi, Louvre) |
![]() |
| Caesar van Everdingen (1616/1617–1678), "Quattro Muse e Pegaso sul Parnaso L'Aia, olio su tela, circa 1650. |
Credo veneziano
La lingua Veneziana impropriamente detto dialetto è diffuso nella maggior parte dei centri della laguna veneta
e dell'estuario (Venezia centro storico, Murano, Lido, Malamocco), ma
anche nelle località di terraferma facenti parte del comune di Venezia (Mestre, Marghera e dintorni,) oltre che nei comuni di Cavallino-Treporti e di Caorle (quest'ultimo costituisce una sorta di isola linguistica nella Venezia Orientale). Come quasi tutti gli altri dialetti parlati nella penisola italiana, il dialetto veneziano nacque dall'evoluzione del latino volgare,
sviluppatosi a sua volta sulla base del substrato linguistico parlato
nella zona prima della romanizzazione. In particolare, il dialetto
veneziano si diffuse assieme alla presenza veneziana nelle colonie dell'Adriatico e del Mediterraneo orientale nei secoli XI e XIII, arricchendosi di apporti di altre lingue e continuando la sua evoluzione (da Wikipedia).