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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 17 agosto 2017

Preghiera


Preghiera
 
Anima mia, leggera
va’ a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
Timida, di nottetempo
fa’ un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

 
Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.

 
Anima mia, sii brava
e va’ in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada.
 
Giorgio Caproni


La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni.
Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, chiedere una grazia, chiedere perdono, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono.
La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui una persona 'parla' al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che 'parla' alla persona.
La preghiera può essere vocale o mentale, personale o comunitaria, libera oppure liturgica; solitamente quest'ultima forma si ritrova come preghiera scritta (o comunque tramandata in qualche modo).
La preghiera può essere distinta anche in privata o pubblica: la prima viene fatta dai fedeli a nome proprio, la seconda viene fatta a nome della comunità (come l'ufficio divino dei cattolici, che viene recitato non in nome proprio, ma in nome di tutta la Chiesa).
Una delle forme di preghiera più diffuse è il canto devozionale
(da Wikipedia).
 
pregare serve a noi, dentro,
per colmare il senso di impotenza,
quello forte di solitudine:
serve a noi, solo a noi...

mercoledì 16 agosto 2017

Vele


Demò
"Vele"

Vele
 
Due vele, a pena nate e di sorpresa,
sull'orizzonte, agli occhi chiari che apre
il mattino del mondo nel mio viso,
son l'evento che instaura un tempo albare.
E se il silenzio mi riduce a un lieve
giuoco come un vel d'acqua fra due pietre,
m'è bastato, perché mi sia la vita
candida, quella coppia aerea d'ali
apparsa d'improvviso fra due cieli.
Il passato s'esilia. Antichi lutti
del mio cuore si sciolgono nell'ora
come il sale nell'acqua che s'acciglia.
 
Aldo Capasso

 
Luciana Guandalini
"Vele"
La vela è una superficie di tela o di sottile ma robusto materiale sintetico, di forma tale che utilizzando la forza del vento genera propulsione.
Il suo funzionamento si basa sull'interazione fra il vento (e la sua direzione) e uno o più elementi fissi o mobili presenti sul mezzo di trasporto che fa uso di tale sistema di propulsione.
La vela è sempre stata usata come sistema di propulsione in acqua di navi ed imbarcazioni.
In tempi recenti e a fini commerciali, la vela è stata sostituita da altri sistemi di propulsione, come i motori a combustione interna.
Tuttavia l'azienda SkySails produce vele che aiutano la propulsione di navi a motore permettendo di risparmiare carburante.

Demò
"Vele"

L'uso della vela continua comunque ad essere vivo a fini sportivi e ricreativi, estendendosi anche ad altre tipologie di mezzi e sistemi di trasporto, fra cui aeromobili (deltaplano, aliante, parapendio), slitte e sci, surf, quadricicli, barche a vela (da Wikipedia).

 
come due vele nel mare,
quello della vita, aspro,
due vele insieme, stessa scia,
uno dietro l'altra fino al naufragio... 
 

martedì 15 agosto 2017

Rinascita

Rinascita
 
Dimesso il pensiero
d’un addio alla vita, ho voglia
di giocare anch’io nel bene
e nel male la mia esistenziale
partita, di guardare sereno
da una soglia.
 
Luca Canali
 
 
 rinàscita
 sostantivo femminile
 [der. di rinascere, sul modello del rapporto nascere-nascita]
-TRECCANI-
 
 – Il rinascere, in senso proprio: la r. di una pianta, dei capelli; e fig.: la r. di un dubbio, della passione. Con riferimento alla storia della civiltà, si usa talvolta invece di rinascimento, sia nel sign. più stretto (la R. per antonomasia), sia con sign. più esteso, non limitato cioè al periodo storico a cui si dà comunem. tale nome: la r. carolingia; o quando, più che sui limiti cronologici e i caratteri di quel periodo, si voglia insistere sul fatto del risorgere, del rinnovarsi in esso di determinate forme di vita: r. economica, civile, politica; r. culturale, e la r. degli studî classici, dell’arte
 
ogni volta, sempre, rinascere;
concetti profusi a badilate,
credere o perire,  fedeli
nel nostro piccolo passaggio...

lunedì 14 agosto 2017

Poesia e riflesso agostano

C'è chi nasce un mattino
 
C’è chi nasce un mattinotirato a lucido, un banco
di nubi che indietreggia di là dal limite
dell’orizzonte a incurvare
i grattacieli e i campanili
di Milano in una bolla di quarzo
il viale sotto casa con le foglie rosse
e d’oro a felpargli il passo in un sontuoso
tappeto indiano,
mattini
tersi di novembre che pare
aprile e la rosa sul terrazzo
illusa mette le foglioline
nuove,
“crede che sia
primavera”, ti dicevo.
E c’è
come te e me, chi è nato
con la nebbia che nessun sole potrà forare
cupa da cataclisma
giornata conchiusa in un giro
inesorabile di ventiquattro
ore, la nebbia precipita
in pioggia melma le strade
le gore che straripano la tramontana
che rapprende al tuo brancolare
un lastrico di ghiaccio su cui stramazzi,
e quando è l’ora ventiquattresima
non ti riguarda più se entro un attimo
il cosmo scatterà in una nuova alba.
 
Helle Busacca
 
 
qualche cinguettio di passeri,
sono ancora tanti qui, senza cornacchie;
qualche respiro e lungo silenzio,
rinasco ogni mattina

domenica 13 agosto 2017

La vita quotidiana


Vita quotidiana
 
Andare dove devo andare
Piantare un nuovo albero
Irrigare il giardino anche se continua a piovere
Ingrassare la ruota
e controllare i freni
Leggere il giornale senza il desiderio
di emigrare
Ricevere gli amici
Dimenticare
Rose o galline?
Scrivere poesie
e non far caso alla musica dei violini
del cielo
che sia azzurro o coperto.
 
Rainer Brambach


quella da cui sei preso, arpionato,
dove sei un numero nella folla;
la vita quella dei giorni,
quella con tutti gli altri...

 
 
 
 Canzone Della Vita Quotidiana
 
Inizia presto all' alba o tardi al pomeriggio,
ma in questo non c'è alcuna differenza,
le ore che hai davanti son le stesse, son tante,
stesso coraggio chiede l' esistenza.

La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato
come il caffè che bevi appena alzato
e l' acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni
e col bisogno annega la speranza
e mentre la dolcezza del sonno si allontana,
inizia la tua vita quotidiana...

E subito ti affanni in cose in cui non credi,
la testa piena di vacanze ed ozio
e non sono peggiori i mali dei rimedi,
la malattia è la noia del lavoro:

fatiche senza scopo, furiose e vane corse,
angosce senza un forse, senza un dopo,
un giorno dopo l' altro il tuo deserto annuale,
con le oasi in ferragosto e per Natale,
ma anno dopo anno, li conti e sono tanti
quei giorni nella vita che hai davanti..

Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo,
risposte argute date sempre tardi,
saluti caldi d' ansia, di noia o di disprezzo
o senza che s' incrocino gli sguardi,

le usate confidenze di malattie o di sesso
dove ciascuno ascolta sol se stesso:
finzioni naturali in cui ci adoperiamo
per non sembrar di esser quel che siamo.
Consolati pensando che inizia e già è finita
questa che tutti i giorni è la tua vita...

Amori disperati, amori fatti in fretta,
consumati per rabbia o per dovere
che spengono in stanchezza con una sigaretta
i desideri nati in tante sere,

amori fatti in furia, ridicolo contrasto,
dopo quei film di fasto e di lussuria,
rivincita notturna dove, per esser vero,
l' uno tradisce l' altro col pensiero:
son questi che tu vedi, che vivi e che hai d' attorno
gli amori della vita d' ogni giorno...

Le tue paure assidue, le gioie solitarie,
i drammi che commuovon te soltanto,
le soluzioni ambigue, i compromessi vari,
glorie vantate poi di tanto in tanto,

i piccoli malanni sempre più numerosi,
più dolorosi col passar degli anni,
la lotta vuota e vana, patetico tentare
di rimandare un poco la vecchiaia...
E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito
che la vita quotidiana ti ha tradito...
 
Francesco Guccini
 

sabato 12 agosto 2017

Mareggiare pallido e forte...



Montaliana

Mareggiare pallido e forte
presso scogli e rocce ritorte
notare nel grigio marosi possenti
e uccelli marini nel volo radenti
 
Sabbiose distese le spiagge spianate
da libeccio insistente, da onde iridate;
astanti figure sagomate nel sole
un gioco di ombre lontane e da sole...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

una bella poesie sullo stile di Montale,
un abbraccio al mare,
alle coste liguri così amate dal poeta.
Trovata per caso negli anfratti riposti
dei ricordi, dell'adolescenza.
Mi piace...
 
Gujil

venerdì 11 agosto 2017

Libeccio, albero e mare agitato

 
Il libeccio è un vento che spira da Sud-ovest, anche detto garbino (sul litorale di Veneto, Romagna, Marche, Abruzzo e Molise) o africo (termine letterario), tanti sono i termini che vengono dati al vento che nella sua lunga corsa interessa tutto il bacino occidentale del Mediterraneo.
Per il termine "libeccio" esistono due ipotesi di etimologia: o viene dal greco libykós, ossia "della Libia", oppure dall'arabo lebeǵ, che deriva del greco líps-libós, che significa "vento portatore di pioggia".
Il termine regionale "garbino" viene dall'arabo gharbī, che significa "occidentale".
Il termine "africo", usato solo in ambito letterario, deriva dal latino afrĭcus, che significa "africano", per la sua provenienza.
Durante la stagione estiva, il vento di libeccio soffia generalmente come brezza di mare lungo le coste occidentali della penisola italiana e come brezza di terra lungo quelle orientali, in condizioni di stabilità atmosferica.
Nell'Italia meridionale è conosciuto per il calore che porta con sé, ma soprattutto la polvere, proveniente dal deserto del Sahara.
Nella stagione estiva e, in misura nettamente minore anche nelle altre stagioni, il vento può favonizzarsi lungo il versante adriatico e sullo Ionio, oltre che sulle coste orientali della Sardegna e su quelle settentrionali della Sicilia.
Le configurazioni che innescano tali situazioni presentano strutture di alta pressione a sud e a est della penisola italiana e centri di bassa pressione in approfondimento a nord-ovest della penisola, con la conseguente risalita di aria calda da sud-ovest verso nord-est dal bordo orientale della depressione verso quello occidentale e settentrionale delle aree anticicloniche.
Di questo tipo fu la configurazione del 24 luglio 2007 con temperature record sul medio-basso Adriatico e sullo Ionio.
Il vento di libeccio soffia anche durante il passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, assumendo in questo caso caratteristiche di vento umido portatore di pioggia. (da Wikipedia)
 

L'albero, il lume
 
L’albero invecchia nell’albero: è l’estate.
L’uccello valica il canto dell’uccello e si allontana.
Il rosso della veste illumina e disperde
lontano, in cielo, il carreggio dell’antico dolore.
Oh fragile paese,
fragile come la fiamma del lume che portiamo
quando è vicino il sonno nella linfa del mondo,
semplice il battito dell’anima condivisa.
Anche tu ami l’istante in cui la luce dei lumi
trascolora e sogna nel giorno.
Tu sai che è l’oscurità del tuo cuore che guarisce,
la barca che raggiunge la riva e vi ricade.
 
Yves Bonnefoy
 
 
l'estate al suo culmine, nuvole,
il vento di libeccio sferza il mare
onde possenti battono le rive;
gli alberi piegano le loro chiome...

giovedì 10 agosto 2017

Chiocciole (Helix Pomatia)

Raccolta di chiocciole
 
Dopo che piovve abbondantissimamente
sull'altopiano in sassi crisopazi
e cantò la civetta dall'albero millicucco,
i due ragazzi e le tre bambine
andarono in cerca - con lumelli
di luna nel paniere -
di chiocciole, lumachelle e grilli.
Orlando giovane paladino errante
addormentato nella casa
per la finestrella mandava fortissimo
lo scintillio delle armi. La madre
dei ragazzi per l'aperta campagna
già in sera pregava la terra
e l'onnipotente Dio Macone.
 
Giuseppe Bonaviri

ci sono momenti della nostra vita che ci tornano in mente come flash veloce, momenti riposti e sereni, momenti quasi di felicità assoluta, quello della raccolta delle chiocciole è uno di questi;
le verdi colline toscane brulicavano di rugiada ed il sole era ancora caldo e arancione.
Eravamo lì, insieme, tutti (il dio Macone, citato nella poesia, dovrebbe essere  una variante medievale del nome di Maometto)...

Gujil

 era tanto tempo fa, a Capannori,
chiocciole dappertutto, sui muri,
sull'erba profumata di pioggia;
noi, come bimbi, passeggiammo tra loro...

mercoledì 9 agosto 2017

Siamo un pasaggio di allodole...



L'allodola e la luna
 
L'allodola e la luna sole nel cielo:
lei sorta appena e il passero spaurito
dal pino nero e i silenziosi spari
dei finti cacciatori in mezzo al grano nascente.
Nessuno l'attendeva. Nessuno attende.
Volava di traverso con tutto il cielo in gola.
Sotto di lei crollavano i papaveri,
un'ombra cancellava coi grossi pollici
il dolce vino e il viola del tramonto.

In una stanza in fondo, la memoria,
lasciata ai suoi più torbidi solitari,
di te non s'informava, fine d'un grande giorno:
giorno da meditare
davanti a una finestra, col silenzio alle spalle.
 
Vittorio Bodini
 
 

allodola  
femminile singolare (pl: allodole)

1.- (zoologia) piccolo uccello dell'ordine dei Passeriformi, di colore grigio bruno, con becco appuntito e lunga unghia posteriore, noto per il suo trillo modulato, la sua classificazione scientifica è Alauda arvensis
2.- (senso figurato) specchietto per le allodole, lusinga dal latino volgare alaudula (fonte Treccani), forma diminutiva del classico alāuda, di origine celtica.
 
Da sempre il suo canto ispira poeti, scrittori, musicisti. Shakespeare la chiamava “La messaggera dell’alba” sapendo che canta al sorgere del sole.
L’allodola è uno degli uccelli più poetici che esistono, ma oggi, a causa della caccia e dei problemi legati ai suoi habitat naturali, rischia di scomparire per sempre.
Piccolo uccello delle campagne, vivace e riconoscibile per la sua voce cristallina.
L’allodola (Alauda arvensis) canta quando spicca il volo verso l’alto, canta alle prime luci dell’alba. Ed è proprio questa caratteristica quasi magica ad affascinarci, tanto che da sempre l’uomo ha dedicato leggende, favole e poemi a questo bellissimo animale portatore del nuovo giorno (dalla rete).
 
come un allodola, stupida o curiosa,
lo specchietto mi chiama e rispondo;
il riflesso è una luce abbagliante
ma rivedo ciò che ho sempre amato...

martedì 8 agosto 2017

Poesia e luoghi

 
Chissà se i posti lo sanno

Chissà se i posti lo sanno
dell'ultima volta che stai,
di quando una lieve tristezza
sembra sapere, sicuramente conosce,
noi sì ferma l' istante...

Anonimo
del XX  secolo
poesie ritrovate
 
 

lunedì 7 agosto 2017

Giorni di minime estive #4


In un contesto, solo,
come uccello marino additivi
ai naviganti approdi,
nascosti, celati e remoti...

Gujl

domenica 6 agosto 2017

Poeisia e riflesso

Amore
 
C'è poco spazio per l'amore, tra
una chiamata telefonica, un viaggio,
un grido, a malapena un esser qui
tra un sorriso, un morire del sorriso,
ma questo è amore, questo poco spazio
che viene meno: screzio del possibile,
strazio dell'impossibile che può.
 
Se è intatta la coppa, l'incrinata
coppa ma che non versa, è che l'amore
che l'incrina la tiene, che la sbriciola
la rifonde in un tutto. Nulla passa:
la ferita non versa, par guarita.
Ma non l'amore, esso non è guaribile.
 
Non guarisce l'amore, l'inguaribile
scende stilla a stilla dagli occhi, e uno dice: vedo;
stilla a stilla dal cuore, e uno dice: sento,
sento un vuoto, un dolore, sento venir meno
la notte o l'alba che dovrebbero seguirsi
a breve distanza, caute, tacendo.
 
È notte o l'alba, non so: il fiume qui è grosso
ma pur fine, fatto di stille di temporali miti.
Gridano di andarsene dal cuore le poche cose che lo
posseggono
ma come una stiva che una tempesta mette a soqquadro,
quanto spazio là, quanto spazio tra le cose mercanteggiate,
in qualche pericolo
qualcuno grida lassù in alto con un urlo lacerante qualcosa.
 
Ha veduto, o non ha veduto, il pack aprirsi
a un' improvvisa primavera che ha percorso le acque
fredde
in canali profondi; ha veduto, o non ha veduto,
anche il carico aprirsi, sbandare, ritrovare quel disordine
antico che all'improvviso provoca non udito,
 
ultrasuono infrasuono, non una voce per chi è sordo a ogni ordine estremo
o forse all'opposto di ogni ordine. Se tutto, dentro e fuori,
ugualmente e tutto insieme si apre, attento
attento a non cadere in questa grafia fine che l'amore crea
tra le cose
come se volesse descriverle, lui l'indescrivibile,
attento a non scinderti in un significato che non può
significare l'insignificabile
perché l'amore può stritolarti là in mezzo dove ti lascia
dolcemente cadere
se tu non ne sei la tenaglia ma il mallo amaro.
 
Piero Bigongiari
da Antimateria, Mondadori 1972
 
 
amore lontano ricordo,
o era sol passione, non so;
mi curvo nelle anse del tempo
per ricreare quei profumi lontani...

sabato 5 agosto 2017

Dettagli

Dettagli a sangue
 
Di tanto amarti perdutonon resterà che questo:
il ricordare a strappi come ci si leva
una benda per rabbia da una ferita
fresca
solo frammenti, dettagli a sangue, o svolte
fulminee,
il senso del dolore prima che il dolore esulti:
il poco, il breve
che non sapevamo vivendoli capaci d'immenso.
 
Alberto Bevilacqua
 


Antonio Canova
"Maddalena"
dettaglio
dettàglio
sostantivo maschile
[dal fr. détail, der. di détailler: v. dettagliare]
- TRECCANI -
 
 - 1. a. Circostanza minuta, particolarità: esporre tutti i dettagli di un fatto (o un fatto in tutti i dettagli); entrare nei dettagli, nei particolari, nelle minuzie.
Per estensione: i dettagli di un quadro, di una facciata, di un’opera d’arte, ecc., i particolari.
Come locuzione avverbiale, in dettaglio, minutamente, nei particolari: esporre, narrare, esaminare in dettaglio.
b. Vendere, vendita al dettagli, al minuto, in piccole quantità (contr. di all’ingrosso).
 
- 2. Nella marina militare italiana, l’insieme dei servizî necessarî alla vita dell’equipaggio e all’ordinato svolgersi dei lavori di bordo, che sono affidati agli ufficiali detti, appunto, al dettaglio, posti alle dirette dipendenze del comandante in seconda.
 
 
perdersi nei dettagli, bello,
lasciare che le cose frivole
vengano a noi come grandi verità:
stringiamoci nell'ovvio...

venerdì 4 agosto 2017

Poesia e riflesso

Hymnus ad nocturnum

Ho la calma di un morto:
guardo il letto che attende
le mie membra e lo specchio
che mi riflette assorto.

Non so vincere il gelo
dell’angoscia, piangendo,
come un tempo, nel cuore
della terra e del cielo.

Non so fingermi calme
o indifferenze o altre
giovanili prodezze,
serti di mirto o palme.

O immoto Dio che odio
fa che emani ancora
vita dalla mia vita
non m’importa più il modo.


Pier Paolo Pasolini

La poesia che dice tutto 
                    

 
notturni caldissimi, estivi,
aria condizionata per dormire;
un tempo sudavo le notti
e non sempre era per il caldo...

giovedì 3 agosto 2017

Giorni di minime estive #3


 

A disagio come sempre
anche ora, anche adesso
dove stare?

Gujil

mercoledì 2 agosto 2017

Fiori di mare



Fiori di mare
 
Ci sono fiori di mare,
rosati che tendono al viola
mi ricordo quando scossi dal vento
li guardavo cercando conforto.
 
Ci sono fiori di mare
nascosti da sparuti canneti
che cercano il sole, la luce
come dita protese verso l'azzurro del cielo.
 
Ci sono fiori di mare,
che ricordano ai vivi i passati,
con dolcezza senza scosse
cartoline ancora di pieni colori.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 
i fiori di mare crescono su terreni sabbiosi, difficili,
sono esseri che si accontentano di poco, poca acqua,
poco nutrimento; eppure svettano al cielo i loro colori,
un ringraziamento infinito a chi gli permette la vita,
malgrado le difficoltà,
malgrado tutto...
 
Gujil



martedì 1 agosto 2017

Giorni di minime estive #2



Volesse il momento
che il vento portasse
regolari respiri, non ansie,
farei corse mattutine
dirompenti consueti...

Gujil