"Carpe diem" è una celeberrima locuzione latina tratta dalle Odi del poeta Orazio (Odi I, 11, 8) che letteralmente significa "cogli il giorno", comunemente adattata in italiano come "cogli l'attimo". La locuzione latina completa pronunciata da Orazio è "Carpe diem, quam minimum credula postero".
Leuconoe è il personaggio femminile a cui il poeta rivolge la frase.
(dalla rete)
Carpe diem
Cogli l’attimo (Odi XI)
Non domandare, Leuconoe – non è dato sapere – che
destino gli dei hanno assegnato a me e a te, e non consultare
gli oroscopi. Perché è meglio tollerare ciò che sarà,
sia che Giove ci abbia dato ancora tanti inverni sia che questo,
che sfianca il mar Tirreno con rocce di pomice,
sia l’ultimo: sii assennata, purifica il vino e recidi la duratura speranza,
ché la vita è breve. Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso:
cogli l’attimo, e non fare nessun affidamento sul domani.
Orazio
L'espressione affonda le radici nella corrente dell'epicureismo.
Più che un'esortazione a sperperare il tempo, è un invito a vivere pienamente il presente e ad apprezzare ogni istante senza l'ansia del domani.
Più che un'esortazione a sperperare il tempo, è un invito a vivere pienamente il presente e ad apprezzare ogni istante senza l'ansia del domani.
Ma quante volte... "Olim...",
"Carpe diem..." dettati dal suono
di metriche astruse, latino,
greco, e pensieri lontani...
Essa non invita al divertimento sfrenato o all'incoscienza.
La lucuzione di Orazio rappresenta un'esortazione a vivere appieno il presente, accettando con serenità l'inesorabile scorrere del tempo e l'incertezza del futuro.
La lucuzione di Orazio rappresenta un'esortazione a vivere appieno il presente, accettando con serenità l'inesorabile scorrere del tempo e l'incertezza del futuro.

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