...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

Visualizzazione post con etichetta Credenze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Credenze. Mostra tutti i post

sabato 15 novembre 2025

Sotto il cielo pacato...

Sotto il cielo pacato di Novembre

Sotto il cielo pacato di Novembre
come nette profondano le linee
dei rettifili, preciso lo spigolo
dell'edificio l'ombra della luce
scompartisce, e beato posa l'albero.
Avrei voluto apprendere cotesta
tua chiarezza infallibile, meriggio
senza una nube, che a questo discreto
ed ovvio paesaggio cittadino
imprimi oggi un rigore architettonico
quasi di tela neoclassica. Invece
cancellarmi vorrei, tanto mi sento
un estraneo accidente in queste splendide
tue geometrie, non più che una confusa
macchia, una pena, un vagabondo errore.

Sergio Solmi

Come le brume sul fiume,
colori, scorci di luce tenue;
mi mancano quelle mattine 
impregnate, fiato che aleggia...
 
 
La bruma (o nebbia) sul fiume Adda è un
fenomeno atmosferico comune e suggestivo, tipico soprattutto della stagione autunnale e invernale, in particolare nelle ore notturne e al mattino presto, favorito dalla conformazione della Pianura Padana e dalla presenza del corso d'acqua. 
La "bruma" sul fiume Adda è la nebbia che può formarsi, soprattutto in determinati periodi dell'anno, e che viene descritta in diverse leggende e racconti locali. Un esempio è la leggenda delle tre luci misteriose che tagliano la bruma ogni cinquant'anni nei pressi di Trezzo.  
La presenza di nebbia sul fiume Adda oggi (15 novembre 2025) è probabile nelle ore notturne e al primo mattino, specialmente nelle zone della bassa pianura, a causa delle condizioni meteorologiche tipiche della Pianura Padana in questa stagione.
L'Adda, un fiume lombardo che nasce nelle Alpi Retiche e sfocia nel Lago di Como, può essere scenario di questo fenomeno, ma anche di eventi meteorologici più seri come inondazioni o piena del fiume.
(dalla rete)

giovedì 11 settembre 2025

Tesori

La voce dell'oro

Sono alti i cipressi che formano il cerchio,
nel basso le siepi di spine s’intrecciano
terribilmente.
Al centro del cerchio è il pozzo profondo
che ha in fondo,
lo dice la gente,
il tesoro.
Sono alte le siepi di spine,
raggiungon la chioma degli alti cipressi,
terribili intreccian le braccia fra loro.
Da secoli e secoli tanti
nessuno tagliò quella macchia paurosa;
la gente, da secoli tanti,
non passa vicino a quel cerchio.
Soltanto la sera al calare del sole
ognuno sta attento in orecchi,
dal centro del cerchio,
dal fondo del pozzo profondo,
vien fuori un lamento: «la voce dell’oro».

Aldo Palazzeschi

Aspettando arcobaleni improbabili
stimiamo gli indici del valore;
in un contesto sempre più difficile
rimane una fantasiosa e vana fuga ...
   
"Pozzo del tesoro" si riferisce alla leggenda del pozzo sull'Isola di Oak (Oak Island) in Canada, dove si crede sia sepolto un grande tesoro, oppure a un pozzo leggendario ad Arenzano, in Liguria, che nascondeva gli averi degli abitanti e non è mai stato ritrovato. Esiste anche una leggenda simile a Aquileia riguardante un "Pozzo d'oro" (Puteum aureum), con clausole sui contratti di vendita che riconoscevano i diritti del vecchio proprietario sul tesoro ritrovato.
(dalla rete)

sabato 30 agosto 2025

Fonte e segno

La fonte del bene

Nel grembo d’un prato è la fonte perenne.
L’adombran cipressi ben alti e ben folti.
Quell’acqua guarisce le piaghe.
La fonte ne getta tre stille ogni giorno.
N’occorre una brocca a guarire una piaga.
Sta intorno alla fonte la gente aspettando la stilla.

Aldo Palazzeschi

Una fonte guaritrice è una fonte naturale, spesso sacra, alla quale si attribuiscono poteri curativi e miracolosi, legati sia alla spiritualità che alle proprietà delle sue acque.  
Questi luoghi sono importanti nella cultura e nella spiritualità di molte comunità, che li considerano luoghi di purificazione e guarigione, come nel caso della Fonte di Santa Lucia a Fossacesia o delle sorgenti termali scientificamente riconosciute. 
Le sorgenti sono considerate sacre e associate a divinità fin dall'antichità, un elemento centrale nella cultura e spiritualità locale.
 
Nella magia di credenze popolari
ritrova fanciullezze, carri di fieno;
il "segno" di mia nonna, la gente
anche sul mio braccio un tempo...

Il potere del segno guaritore appartiene ai guaritori e segnatori, persone che usano gesti specifici (segni) e preghiere per alleviare sofferenze, sebbene non riconosciute dalla scienza medica. 
Questo potere può manifestarsi attraverso linee sul palmo della mano, un dono ereditato, o come un'abilità intrinseca derivante dall'esperienza del dolore, come nell'archetipo del "guaritore ferito". 
L'atto del guarire e del segnare è spesso legato a pratiche magiche popolari e tradizione orale, tramandata di generazione in generazione. 
Le segnature sono atti ritualistici, come il tracciare segni di croce con la mano o oggetti specifici, accompagnati da formule o preghiere (che ricordo come appena bisbigliate ed indecifrabili anche a un attento ascolto).
(dalla rete)

giovedì 26 giugno 2025

Anime perdute

Contemplazione

Quand’io contemplo da quest’erma altura,
Ove sospira tra’ ginepri il vento,
Sfavillar senza fin lo smarrimento
Degli astri accesi nella notte oscura;

Vinto da uno stupor, da uno sgomento
Di cieca, ignota, universal sciagura,
Che sempre fu, che interminabil dura,
Il cor nel petto avviluppar mi sento.

E penso le infinite anime erranti
Nell’abisso de’ cieli e senz’aita
Cacciate, offese, piangenti, preganti:

E imploro la pietà d’una infinita
Forza che il tronco maledetto schianti
E la radice onde fiorì la vita.

Arturo Graf

Contemplo spesso anime perse,
quasi lontane nel tempo e cuore;
eppure sento premere in petto il sole
di quando la luce era chiara e forte... 
 
Le anime perdute sono esseri di luce che sono rimasti intrappolati in questo piano per vari motivi.
Alcuni di essi sono stati associati al buio e anche quelli di noi che possono percepire il loro campo energetico li vedono spesso scuri. 
Dobbiamo capire che queste anime perse non sono demoni, anche se a volte sembrano tali.
La presenza di queste entità ha dato molto in termini di credenze alle culture popolare di tante genti.
(dalla rete)

domenica 29 dicembre 2024

Ex voto

L'ex voto (dal latino ex voto, per promessa) è un regalo, donazione, od offerta che viene data dai fedeli a scopo votivo per ringraziare una divinità in segno di riconoscenza per una grazia ricevuta. “Per grazia ricevuta” è la formula che accompagna - da tempo immemorabile - le offerte votive dei fedeli a Dio per aver ascoltato le preghiere e concesso loro l'aiuto divino.
 
 «Ex voto»

S'alza la neve in pace;
la valle che s'imbianca
spicca sul cielo bruno.

Il Santuario tace
nella gran pace bianca
dove non c'è nessuno.

Nessuno per guarire
del male che lo strazia
più giunge di lontano...

Sol io potrei salire,
salire per la grazia:
mi rifarebbe sano...

Ma non vedrò la faccia
nera e la mitra aguzza...
Troppo ai bei dì sereni,

avvinto a quelle braccia
baciai la medagliuzza
tepente tra i due seni...

Guido Gozzano

Seni tiepidi nel cuore
ricorda la mente i baci;
carezze allora proibite
ma così dolci e belle...
 
La presenza di questa locuzione nella lingua italiana è attestata almeno dal XVII secolo. Si tratta in genere di piccoli dipinti, oggetti preziosi o simbolici. Ex voto è una locuzione latina derivata dall'ellissi di ex voto suscepto, "secondo la promessa fatta", e indica una formula apposta su oggetti offerti nei santuari per ringraziare il destinatario del dono (Dio, la Madonna, un santo) di aver esaudito una preghiera. 
Gli ex-voto, in particolare i dipinti, sono una forma di devozione molto diffusa, e hanno iniziato a diffondersi a partire dal 1500 (precedentemente era più diffusa la donazione di immagini in cera, oro, argento o gioelli), dapprima opera di facoltosi, poi nei secoli successivi sempre più diffusi anche nelle classi meno abbienti, ed esposti o donati alle chiese e ai santuari di riferimento, quali offerte alla Madonna, a Gesù, a uno specifico santo (spesso quello della parrocchia di riferimento), o a Dio.
(da wikipedia)

domenica 1 settembre 2024

Sant' Egidio abate

L’epoca in cui visse l’abate Egidio non si conosce con precisione. Alcuni storici lo identificano con l’Egidio inviato a Roma da S. Cesario di Arles all’inizio del secolo. Altri lo collocano un secolo e mezzo più tardi, e altri ancora datano la sua morte tra il 720 e il 740. Numerose sono le testimonianze del suo culto in Francia, Belgio e Olanda. Secondo alcuni nasce ad Atene all’inizio del secolo VII e in seguito si reca in Provenza dove fonda un monastero nei pressi di Arles in cui fu nominato abate. Sul luogo della sua cripta, sul finire del IX secolo, viene costruita una basilica nella quale, in una tomba di età merovingia, si sarebbe conservato il suo corpo. La località, posta nella regione di Nîmes, prese da allora il nome di “Saint Gilles du Gard”. L’abbazia di Sant’Egidio diventò luogo di numerosi pellegrinaggi soprattutto nel X secolo.
Egidio proviene da una nobile famiglia ateniese profondamente religiosa. Morti i genitori, dona tutti i suoi beni ai poveri.
È uno dei santi più popolari dell’Europa occidentale del tardo Medioevo: nella sola Inghilterra gli vengono dedicate più di centocinquanta chiese.
Si trasferisce in Provenza per fare vita eremitica. Lasciata la solitudine, crea una numerosa comunità di monaci a Saint-Gilles.
Dirige il monastero da lui fondato fino alla morte.
Si rifugia con tutti i suoi monaci presso Carlo Martello a Orléans, durante le incursioni dei musulmani.
E’ sempre il re a offrire i fondi per la ricostruzione dell’abbazia distrutta dai saraceni.
Riceve un avvertimento soprannaturale della morte imminente. 
Si addormenta santamente e nella pace del Signore.
Numerosi i pellegrinaggi per venerare le sue spoglie mortali, conservate nel monastero da lui fondato.
 
Il santo Patrono accompagna
la vita quotidiana di ognuno;
per chi crede è importante, presente,
ma spesso lo si ricorda solo un giorno...
 
La tradizione riporta anche un altro episodio della vita del Santo. Durante il suo periodo da abate viene supplicato da Carlo Martello affinché pregasse per ottenere il perdono di un peccato che per la vergogna non aveva mai voluto confessare a nessuno. Il Santo prega intensamente per lui. Mentre celebra messa vede un angelo nell’atto di porre sull’altare una pergamena dove era stata scritta la grave colpa di Carlo Martello, che andò cancellandosi di pari passo allo svolgersi della celebrazione eucaristica. 
Una conosciuta e bella leggenda racconta che una cerva, che nutre col suo latte Egidio, inseguita dal re goto Wamba durante una partita di caccia, si rifugi nella grotta dell’eremita.
Il sovrano ferisce senza volerlo e con una freccia Egidio a una gamba.
Quando il re entra nella grotta, trova Egidio ferito dalla freccia, con la cerva tra le sue braccia e i cani completamente immobilizzati.
Per risarcirlo, Wamba gli dona un territorio dove viene edificato un monastero chiamato “Saint-Gilles”.
(dalla rete)

mercoledì 13 luglio 2022

Ciclamini!

Nel territorio italiano i ciclamini sono fiori molto diffusi. Essi crescono allo stato spontaneo, preferibilmente nelle regioni centro meridionali, in moltissimi boschi soprattutto di lecci. E’ quindi molto facile poterli ammirare allo stato spontaneo. Sono una specie protetta e non possono essere estirpati e tanto meno recisi. E’ una pianta ornamentale molto apprezzata. Il fiore è composto da cinque petali che possono essere di vari colori: bianco, rosa, rosso, color pesca, color albicocca e con piccole screziature violace.

Quanti fiori decadono nel bosco
o periscono dalla collina,
che la loro bellezza non ebbero
in sorte di conoscere.
e quanti affidano un seme senza nome
a una brezza vicina,
ignari del dono scarlatto
che recherà ad altri occhi.

Emily Dickinson

  Così fragile da apparire flebile
come la voce che uso nel bosco, da solo,
ho rivisto i ciclamini come quando bambino
saltavo balze scoscese ed il cuore taceva...

Del ciclamino esistono molte specie, ma il più comune nel territorio europeo si chiama cyclamen europaeum, è di colore rosa chiaro e ha un’intensa profumazione. Fiorisce durante il mese di settembre nelle zone boscose di media altitudine.
Il ciclamino veniva descritto dal filosofo greco Teofrasto, nel 300 a.C., come una pianta utile per eccitare l’amore e la sensualità, invece secondo Plinio il Vecchio, nei luoghi in cui veniva piantato il ciclamino sarebbero stati immuni da malefici e filtri nefasti.
Si attribuiva a questo fiore anche la proprietà di guarire dal morso dei serpenti. Lo consigliava come amuleto, perché secondo la tradizione del tempo, chi lo piantava veniva protetto dai malefici, pertanto veniva piantato intorno alle case per proteggerle dai malefici. Veniva usato anche per adornare le camere dei novelli sposi per favorire la procreazione, come augurio di fertilità. Veniva e viene tuttora tenuto in casa come ornamento.
Il ciclamino secondo alcune tradizioni cristiane, era un tributo a Maria, in quanto il fiore spesso ha delle macchioline rosse che secondo le credenze del tempo rappresentavano il dolore delle Madonna per la crocifissione del figlio.
Il bulbo del ciclamino veniva adoperato dai contadini come cono, da riempire di olio tiepido per calmare il mal di orecchio, oppure veniva frantumato per ricavare una fecola utile per l’alimentazione del bestiame. E’ bene ricordare, però, che il bulbo del ciclamino è altamente tossico per l’uomo, in quanto ricco di ciclamina, una sostanza velenosa per l’organismo umano ma che risulta innocua per molti animali come ad esempio il maiale. Durante le epidemie di vaiolo del XVII secolo dai bulbi freschi di ciclamino si estraeva un olio che applicato sulla pelle impediva alla malattia di sfigurare la persona ammalata (dalla rete).

martedì 21 giugno 2022

Protocollo cittadino #67

Non ho più tante parole,
solo attimi afuocati dal caldo e la sete,
vorrei redimere il mondo, la gente,
vorrei essere vento e accarezzare.
Le tante distanze della vita si accorciano
nei sogni, nei desideri,
la testa crea immagini colorate...

Gujil
 
L’arcobaleno è composto da 7 colori, che in ordine dall’esterno verso l’interno dell’arco sono: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e viola. In realtà andrebbe fatta una precisazione, alla luce degli studi più recenti. L’indaco infatti era stato classificato come uno dei colori arcobaleno da Newton, ma i fisici moderni sono quasi tutti concordi nell’escludere questo colore. Il risultato sarebbe che l’arcobaleno, in realtà, risulterebbe formato da 6 colori e non più 7 come si è sempre detto fino a qualche anno fa (dalla rete).

martedì 27 aprile 2021

Pioggia in aprile

Un detto cinese afferma: La pioggia di primavera è preziosa quanto l’olio”. 

In ogni parte del mondo, in primavera la natura si rinnova.
In Cina, in particolare, la pioggia che cade in questo periodo è generalmente fitta e minuta, favorevole alla crescita delle piante e al rifiorire della natura, perciò viene molto apprezzata
(dalla rete).

 

  Pioggia d’aprile

Che pazzerelle nuvole!
Scherzano su nel cielo…
In un momento intessono
intorno al sole un velo;

poi leste quattro gocciole
di pioggia spruzzan giù,
e al sol, fuggendo, gridano:
“Adesso asciuga tu!”.

Lina Schwarz

insieme uscimmo per contarle,
le gocce di pioggia, sul vetro;
in ogni pensiero un sogno riposto,
noi, nel piovoso vento sferzante...

domenica 17 gennaio 2021

Cipressi (e cimiteri)

Il canto del cipresso

Un oscuro cipresso,
Nella brezza d’aprile,
Va cantando sommesso
Una canzon gentile:

— Io son l’arbore antica
Sacra al pallido Lete,
Dell’eterna quiete
E del silenzio amica.

La negra arbore io sono
Cui non isfronda il verno,
L’arbore del perdono
E del riposo eterno.

O voi che per la via
Mute e stanche passate,
Anime addolorate,
Venite all’ombra mia. 

Sdrajatevi al mio piede,
Ov’è più fitta l’erba,
E troverà mercede
La vostra doglia acerba. 

L’umil vostro soggiorno
Io parerò dal sole,
Anemoni e vïole
Vi crescerò d’intorno. 

Voi dormirete un blando
Sonno, e perché v’annoi
Meno il tempo, cantando
Io veglierò su voi. — 

Nella brezza d’aprile
Un oscuro cipresso
Va cantando sommesso
Questa canzon gentile. 

Arturo Graf

Al mondo esistono migliaia di tipologie differenti di piante, eppure ce ne sono pochissime evocative come i cipressi: chi può dire che questa pianta non evochi immediatamente l’idea di morte e quindi, di conseguenza, di tristezza?
Il perché è presto detto: i cipressi sono gli alberi che solitamente adornano e circondano le mura dei cimiteri.
Ma perché la scelta, già da secoli, è caduta su questa pianta?

Innanzitutto per il valore simbolico: il cipresso è emblema dell’immortalità e della vita dopo la morte, poiché la sua altezza notevole, che arriva anche a 50 metri, designa proprio l’anima che si avvia verso il regno celeste.

In più, nella mitologia, il suo legno era considerato incorruttibile, dato che fu addirittura usato per intagliare la freccia di Eros, lo scettro di Zeus e la mazza di Ercole.

Ma esiste anche un’altra motivazione ben più “concreta”: questo albero è un sempreverde, il che significa che anche durante i periodi più freddi non perde le foglie, ed è quindi molto adatto in un ambiente come il cimitero dove la manutenzione non è certo quotidiana.

(dalla rete)

cipressi e cimiteri, un tutt'uno,
alberi assecondano viali di dolore;
sono canzoni di passato e ricordi
quelle che cantano solitari la notte...

domenica 3 gennaio 2021

Mistica

Mistiche

Simili a gru, migranti ad oriente,
trasvolavan le Mistiche, in sì mite,
in sì celestial sogno rapite,
ch'ogni atto lor ne sorridea eloquente.

Del passato obliose, del present
inconscie, già viventi delle vite
serafiche, già assunte alle infinite
promesse, il cui promettitor non mente.

Già le fronti raggianti, quasi incluse
nell'aureola. Già le lunghe ciglia,
quasi abbagliate dal fulgor, socchiuse.

Già presso al limitar della vallea
sacra, ove il re in clamide vermiglia
dirà a ciascuna: – Veni Sponsa mea.

Amalia Guglielminetti

rapite dall'estasi come le sante nei quadri,
oppure come coloro che sognano sempre;
il misticismo rafforza il sentimento imperante,
quello che tutti vorremmo avvitarci nel cuore...
 

Mistica

 
La mistica
è la contemplazione della dimensione del sacro
e ne comporta una esperienza diretta,
"al di là" del pensiero logico-discorsivo
e quindi difficilmente comunicabile.
Nell'estasi mistica
l'uomo si unisce con
la "Verità ultima"
della propria esistenza
e dell'intera realtà cosmica.
(dalla rete)

sabato 18 aprile 2020

Diluvio (di parole)

Nei testi mesopotamici si dice a chiare lettere che ci fu una spaventosa inondazione causata da Tigri ed Eufrate e che l’evento interessò “i quattro angoli della Terra”.
Si trattò dunque di un momento cruciale, un vero spartiacque nella preistoria della Mesopotamia.

I
                  
E se fosse proprio il diluvio quel che,
onda dopo onda, giorno dopo giorno,
spinge fino in fondo le vecchie carte
i vecchi amori, i volti, le luci
le case sui loro tetti, balene insabbiate;
se fosse proprio lui, questo lungo brivido
come un corridoio che ci attraversa

quando lo squillo del pescivendolo
risuona nell'aria umida,
resteremmo noi come una barca vuota
nell'ombra e senza muoverci
in attesa che il battelliere assopito
rinsaldi le due rive?

Guy Goffette
da "Alla ricerca delle parole definitive"
traduzione di Gio Batta Bucciol

Quindi il Diluvio Universale altro non sarebbe che una delle consuete inondazioni annuali della piana dove scorrono il Tigri e l’Eufrate, un’inondazione particolarmente violenta che sommerse campi e città, uomini e animali; e i popoli primitivi, vedendo in essa una punizione divina, cominciarono a diffondere la leggenda del Diluvio (dalla rete).

parole definitive ne diciamo tante, troppe,
siamo un diluvio di frasi e sentenze, sempre;
non mi sottraggo al giudizio, alla gogna,
sono un essere di sensazioni, tattile...