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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 28 agosto 2026

France!

Il volto della pace (Francia)

Conosco tutti i luoghi dove abita la colomba
e il più naturale è la testa dell’uomo.

L’amore della giustizia e della libertà
ha prodotto un frutto meraviglioso.
Un frutto che non marcisce
perché ha il sapore della felicità.

Che la terra produca, che la terra fiorisca
che la carne e il sangue viventi
non siano mai sacrificati.

Che il volto umano conosca
l’utilità della bellezza
sotto l’ala della riflessione.

Pane per tutti, per tutti delle rose.
L’abbiamo giurato tutti.
Marciamo a passi da giganti.
E la strada non è poi tanto lunga.

Fuggiremo il riposo, fuggiremo il sonno,
coglieremo alla svelta l’alba e la primavera
e prepareremo i giorni e le stagioni
a seconda dei nostri sogni.

La bianca illuminazione
di credere tutto il bene possibile.
L’uomo in preda alla pace s’incorona di speranza.
L’uomo in preda alla pace ha sempre un sorriso
dopo tutte le battaglie, per chi glielo chiede.

Fertile fuoco dei grani delle mani e delle parole
un fuoco di gioia s’accende e ogni cuore si riscalda.
La vittoria si appoggia sulla fraternità.
Crescere è senza limiti.
Ciascuno sarà vincitore.

La saggezza è appesa al soffitto
e il suo sguardo cade dalla fronte come una
lampada di cristallo
la luce scende lentamente sulla terra
dalla fronte del più vecchio passa al sorriso
dei fanciulli liberati dal timore delle catene.

Pensare che per tanto tempo l’uomo ha fatto
paura all’uomo
e fa paura agli uccelli che porta nella sua testa.

Dopo aver levato il suo viso al sole
l’uomo ha bisogno di vivere
bisogno di far vivere e s’unisce d’amore
s’unisce all’avvenire.

La mia felicità è la nostra felicità
il mio sole è il nostro sole
noi ci dividiamo la vita
lo spazio e il tempo sono di tutti.

L’amore è al lavoro, egli è infaticabile.
Eravamo nel millenovecento diciassette
e conserviamo il senso
della nostra liberazione.
Noi abbiamo inventato gli altri
come gli altri ci hanno inventato.
Avevamo bisogno gli uni degli altri.

Come un uccello che vola ha fiducia nelle sue ali
noi sappiamo dove conduce la nostra mano tesa:
verso nostro fratello.

Colmeremo l’innocenza
della forza che tanto a lungo
ci è mancata
non saremo mai più soli.

Le nostre canzoni chiamano la pace
e le nostre risposte sono atti per la pace.
Non è il naufragio, è il nostro desiderio
che è fatale, e la pace inevitabile.

L’architettura della pace
riposa sul mondo intero.

Apri le tue ali, bel volto;
imponi al mondo di essere saggio
poiché diventiamo reali,
diventiamo reali insieme per lo sforzo
per la nostra volontà di disperdere le ombre
nel corso folgorante di una nuova luce.

La forza diventerà sempre più leggera
respireremo meglio, canteremo a voce più alta.

Paul Éluard

Riscoprire suoni, garbati
volti gentili e occhi, nel verde,
nel blu di una Francia vicina
eppure il cuore sussulta e tace...

mercoledì 26 agosto 2026

Suggestioni francesi #2 (Annecy & Perouges)


 
Brezza di lago nel sole
cammino, mercato, gente 
il sapore confonde i miei passi
su antichi selciati sconnessi...
 
Gujil

mercoledì 29 luglio 2026

Riflesso americano

Con il termine "states" (in inglese "stati") ci si riferisce solitamente ai 50 Stati federati degli Stati Uniti d'America, le entità politiche e amministrative che compongono la federazione (dalla rete).
 
Quei ricordi, l'America, viaggi
incastonati nei dunque della vita;
gli States, i vasti orizzonti, gli odori,
da est a west, lungo il Riverwalk...

martedì 30 giugno 2026

Toilette

Il titolo allude al momento intimo del risveglio e della cura di sé, traslato però sull'intera natura.
Il componimento descrive un paesaggio mattutino, sospeso e silenzioso.

Toilette

I giganteschi cipressi d’argento
attendono in circolo sul prato.
Fra i loro tronchi d’ebano istoriato
pendono distesi
tanti lenzuoli bianchi di bucato.
Intrepida riflette nell’attesa
l’acqua grigia della vasca.
Ecco: tra i veli della mattina nebulosa
il sole che s’affaccia insonnolito
pare una luna rosa.

Aldo Palazzeschi


I panni stesi e l'acqua nella vasca suggeriscono un'immagine di pulizia, freschezza e ordine, in contrapposizione alle figure bizzarre e grottesche spesso protagoniste della poetica palazzeschiana.

Aldo Palazzeschi
crea un contrasto cromatico forte usando l'argento,
l'ebano e il bianco dei lenzuoli.
L'ambiente ricorda un giardino incantato o un'opera d'arte figurativ
.

Immagini prese dal vento
le terre stagliate nel cuore;
ritorno nel tempo che avevo
di vita, di sole,di corse...
 
Il testo, che appartiene alla fase futurista di Aldo Palazzeschi, si articola come un dipinto impressionista o un gioco di specchi in cui gli elementi naturali vengono personificati. La "toilette" non è quella di una persona, ma è un rito mattutino della natura. L'uso delle sinestesie (unione di sfere sensoriali diverse) e delle similitudini serve a trasmettere un senso di pace e di irrealtà ovattata.
(dalla rete)

giovedì 18 giugno 2026

Greppi al mare

Il poeta descrive la discesa verso il mare ligure lungo ripidi sentieri aridi (quali sono i greppi appunto), abbandonando l'angoscia del tempo per cercare una fusione panteistica con la natura (dalla rete).

Scendendo qualche volta
gli aridi greppi ormai
divisi dall'umoroso
Autunno che li gonfiava,
non m'era più in cuore la ruota
delle stagioni e il gocciare
del tempo inesorabile;
ma bene il presentimento
di te m'empiva l'anima,
sorpreso nell'ansimare
dell'aria, prima immota,
sulle rocce che orlavano il cammino.
Or, m'avvisavo, la pietra
voleva strapparsi, protesa
a un invisibile abbraccio;
la dura materia sentiva
il prossimo gorgo, e pulsava;
e i ciuffi delle avide canne
dicevano all'acque nascoste,
scrollando, un assentimento.
Tu vastità riscattavi
anche il patire dei sassi:
pel tuo tripudio era giusta
l'immobilità dei finiti.
Chinavo tra le petraie,

giungevano buffi salmastri
al cuore; era la tesa
del mare un giuoco di anella.
 Con questa gioia precipita
dal chiuso vallotto alla spiaggia
la spersa pavoncella.

EugenioMontale 

Scoscese e dirupi in fronte
alla mia spiaggia di rena;
mare come abbraccio di anni
anche quelli che videro loro...

sabato 23 maggio 2026

Cipressi (Cupressus sempervirens)

Vincent Van Gogh -"Due cipressi"

Nel paesaggio rurale, specialmente in Toscana, i filari di cipressi venivano usati storicamente per delimitare i confini poderali o per indicare ai viandanti la presenza di una dimora, di una chiesetta o di un luogo dove trovare riparo.

 
Vigili indifferenti

 All’angolo della via,
come due enormi carabinieri,
fanno la guardia
due cipressi neri.
E alle lor rigide gambe
l’ultimo avanzo s’affida
d’un vecchio tabernacolo rotto.
Si legge ancora sotto:
«Salutate Maria».

Aldo Palazzeschi 

I cipressi (genere Cupressus) sono alberi sempreverdi appartenenti alla famiglia delle Cupressaceae, celebri in tutto il mondo come simbolo iconico del paesaggio mediterraneo e toscano.
Il cipresso è un millenario simbolo di immortalità, eternità e connessione tra il mondo terreno e quello divino;
simboleggia principalmente l'immortalità, la vita eterna e l'elevazione spirituale.
La sua forma slanciata che punta verso l'alto ricorda una fiamma, rappresentando il legame tra la terra e il divino.

Edicole di campagna nel sole
che ricordo e l'estate fuggeva
in fretta tra frescure e risorgive
dove il tempo e alcuni cipressi...
 
La sua associazione profonda con il lutto e la vita oltre la morte deriva sia dalle sue caratteristiche biologiche sia da antichi miti. Oltre al significato spirituale di vicinanza a chi soffre, i cipressi si piantano nei cimiteri per ragioni pratiche. Le loro radici si sviluppano in senso orizzontale o scendono a fuso senza espandersi lateralmente in superficie, evitando così di danneggiare le tombe circostanti.  
(dalla rete)

venerdì 20 marzo 2026

Il parco di Monza

Il parco umido

Il parco è serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia;
da un muro coperto di muffe,
coperto di verdi licheni,
grondante di dense fanghiglie.
Né un varco soltanto nel parco traspare
né un foro vi luce.
Soltanto si posson le muffe cadenti, vedere,
soltanto le dense fanghiglie grondanti.
Altissimi cedri ne passano il muro,
i pini dal fusto robusto ne sporgon l’ombrello;
e salici, salici tanti,
che mischian sul muro cadenti
le lacrime ai verdi licheni,
a grige fanghiglie grondanti.
Di fuori ecco il parco serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia.
Fra l’ombre, fra l’ombre potenti,
nel folto degli alberi grandi,
soltanto tre donne s’aggirano lento,
bellissime donne: regine parenti.
S’aggirano lento, in silenzio,
nell’ombre del parco serrato,
pesante trascinano il manto di lu o, le donne,
coperte d’un velo
che appena il pallore del volto ne scopre.

Aldo Palazzeschi 

Il Parco di Monza è uno dei maggiori parchi storici europei, esteso per quasi 700 ettari, noto per essere il più grande parco cintato da mura in Europa . Situato a nord di Milano, istituito da Napoleone nel 1805, ospita il famoso Autodromo Nazionale, la Villa Reale, antiche cascine e i Giardini Reali, offrendo percorsi nel verde.

Attraverso gli angusti percorsi
percorro il mio parco, accanto,
nella solitudine di Marzo il sole
ancora non scalda, non brucia... 
 
Il parco con circa 732 ettari (inclusi i Giardini Reali), è tra i più grandi parchi urbani cintati d'Europa. 
Fu voluto da Napoleone Bonaparte il 14 settembre 1805 come tenuta agricola modello e riserva di caccia.
La cinta muraria storica si estende per circa 14 km. È possibile visitarlo a piedi, in bicicletta o risciò, godendo di aree boschive, prati e zone con animali.
Il parco rappresenta un importante complesso paesaggistico, storico e architettonico, parte integrante del Parco regionale della Valle del Lambro (dalla rete).

sabato 15 novembre 2025

Sotto il cielo pacato...

Sotto il cielo pacato di Novembre

Sotto il cielo pacato di Novembre
come nette profondano le linee
dei rettifili, preciso lo spigolo
dell'edificio l'ombra della luce
scompartisce, e beato posa l'albero.
Avrei voluto apprendere cotesta
tua chiarezza infallibile, meriggio
senza una nube, che a questo discreto
ed ovvio paesaggio cittadino
imprimi oggi un rigore architettonico
quasi di tela neoclassica. Invece
cancellarmi vorrei, tanto mi sento
un estraneo accidente in queste splendide
tue geometrie, non più che una confusa
macchia, una pena, un vagabondo errore.

Sergio Solmi

Come le brume sul fiume,
colori, scorci di luce tenue;
mi mancano quelle mattine 
impregnate, fiato che aleggia...
 
 
La bruma (o nebbia) sul fiume Adda è un
fenomeno atmosferico comune e suggestivo, tipico soprattutto della stagione autunnale e invernale, in particolare nelle ore notturne e al mattino presto, favorito dalla conformazione della Pianura Padana e dalla presenza del corso d'acqua. 
La "bruma" sul fiume Adda è la nebbia che può formarsi, soprattutto in determinati periodi dell'anno, e che viene descritta in diverse leggende e racconti locali. Un esempio è la leggenda delle tre luci misteriose che tagliano la bruma ogni cinquant'anni nei pressi di Trezzo.  
La presenza di nebbia sul fiume Adda oggi (15 novembre 2025) è probabile nelle ore notturne e al primo mattino, specialmente nelle zone della bassa pianura, a causa delle condizioni meteorologiche tipiche della Pianura Padana in questa stagione.
L'Adda, un fiume lombardo che nasce nelle Alpi Retiche e sfocia nel Lago di Como, può essere scenario di questo fenomeno, ma anche di eventi meteorologici più seri come inondazioni o piena del fiume.
(dalla rete)

mercoledì 30 aprile 2025

Tuscia #05 (Subiaco)

 

Tuscia #05


Sacro, profano, benedettino, 

il suono dell'organo carica

di significato l'anima, in ritardo

il colore stempera il lampo...

Gujil

martedì 29 aprile 2025

Tuscia #03 (Le Marmore)


Tuscia #03


Dentro il sogno cascata

l'anima sciolta, emozione. 

Finanche stanco ritorno passi

antichi, ostello, pellegrino incostante...

 

Gujil

lunedì 28 aprile 2025

Tuscia #02 (Orvieto)


Tuscia #02


Dannazione eterna rivedo

Orvieto, centro d'Italia.

Le ombre del cuore, la pioggia

il selciato bagnato riflette...

 

Gujil

domenica 27 aprile 2025

Tuscia #01 (Tarquinia)


Tuscia #01

Nel cuore dell'Etruria  vedo

immagini antiche e il cuore

ricorda anni addietro;

ora mi chiedo ragioni... 

Gujil

giovedì 24 aprile 2025

Fiume nei campi

Nasce forse

Nasce forse

C’è la nebbia che ci cancella

Nasce forse un fiume quassù
Ascolto il canto delle sirene
del lago dov’era la città.

Giuseppe Ungaretti

Un forse nel verde, il blu
come nastro nei campi;
fiumi della mia vita, ritorti
 sorgenti quasi inaridite..?

Un fiume nei campi significa che un corso d'acqua, un fiume, ha esondato e le sue acque hanno invaso l'area circostante, in particolare le zone agricole. Questo accade quando la portata del fiume è superiore alla capacità di contenimento dei suoi argini, causando l'allagamento dei campi (dalla rete)

mercoledì 23 aprile 2025

Primavera

Sonetto di primavera

Terra, figlia del Sol, madre beata
Dell’industre Caino! ancor l’amica
Genitrice virtù con pia fatica
Il tenace tuo grembo apre e dilata.

E ancor la gleba di sudor bagnata,
E più di sangue, alla progenie antica
Del buon Caino crescerà la spica
E il tralcio lieto e la rosa odorata.

E ancor sopra le tombe e le rovine
E i campi sacri alle fraterne stragi
Pulluleranno erbe maligne e fiori.

E ancor, senza riposo e senza fine,
Pulluleran ne’ petti aspri e malvagi
Desiderii e speranza, odii ed amori.

Arturo Graf 

Il significato simbolico della primavera ci ricorda che ogni fine porta con sé un nuovo inizio. Come i fiori che sbocciano, anche noi possiamo trovare nuova energia, creatività e possibilità di crescita. Si indossano abiti più leggeri e le persone, soprattutto i bambini, riscoprono il piacere di uscire all'aria aperta e se ne risentono le voci. La primavera ci porta: gioia, allegria, felicità e i cuori sono aperti a nuove emozioni (dalla rete).

Immerso nel verde ritengo
passato il recente contesta,
mi chiedo ancora il senso
di cose terrene, umane...

lunedì 21 aprile 2025

Brume lombarde e lunedi dell'Angelo

Angelo

E ti ricordo spesso e ancora immerso,
nel mare verde di campagna lombarda,
infaticabile silenzioso custode del tempo
della bruma, delle fragili, umide nebbie.
 
Inserto, nel cuore profondo dei fossi
hai misurato, preciso, corrente di vita,
sovenne il silenzio, in silenzio si ruppe
la voce, nei gesti,  non mai la speranza.
 
Runore di tuono, brontolio lontano, a portare
gli scrosci di piogge benefiche, pure, sul borgo
che vide i natali dei tanti che mi corrisposero,
bimbo di allora rivedo la fonte dell'arcobaleno...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

Brume

La parola "bruma" non ha un  significato univoco.
Principalmente indica nebbia o foschia, soprattutto sul mare, ma può anche riferirsi al periodo più freddo dell'inverno.

Legata al «solstizio d’inverno»,  è la contrazione di "brevŭma", cioè brevissĭma (dies). Il periodo più freddo dell’inverno, e in genere il periodo invernale: Foco che m’arde a la più algente bruma (Petrarca); non guari avanti la bruma si dipartirono (Bembo).  Nebbia, foschìa: le b. del paesaggio invernale, le b. del fondovalle; Deh come grige pesano le brume Su Lutezia (Carducci); Sepolto nella b. il mare odora (Cardarelli). - TRECCANI-
Quando invece si parla di brume si identifica la massa di umidità che ricopre la visuale senza però nasconderla completamente ammantando così i paesaggi lombardi ricchi di acque in un contesto quasi incantato.

domenica 20 aprile 2025

Corno (da caccia)

Corno Inglese

Il vento che stasera suona attento
– ricorda un forte scotere di lame –
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l’orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D’altri Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.

Eugenio Montale 

 Il corno inglese è uno strumento musicale a fiato ad ancia doppia, appartenente alla famiglia degli oboi. È un oboe più lungo e più basso, intonato una quinta sotto l'oboe, e ha un suono caratteristico, spesso descritto come pastorale e malinconico (dalla rete).

Suoni di caccia e bruma,
campagna all'inglese e mist.
torno con la mente al vento
riappare Cornwall negli occhi...

giovedì 10 aprile 2025

Sciaffusa

Frastuono che copre le voci,
e commozione negli occhi;
l'acqua che è tutto rimane
impressa indelebile suono...

mercoledì 9 aprile 2025

Le cascate del Reno

Sciaffusa

In un rumore risaputo suono
le cascate del Reno rimpiranno
i miei occhhi di luce e colori;
sarà come tornare bambini, oggi.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

 
Le più grandi cascate d’Europa si trovano in Svizzera: le Cascate del Reno di Sciaffusa affascinano i visitatori con le loro acque impetuose.Le Cascate del Reno offrono uno spettacolo grandioso: con un'ampiezza di 150 metri e un'altezza di 23 metri, d'estate si infrangono sulle rocce 600 m³ di acqua al secondo (dalla rete).

giovedì 27 marzo 2025

Brezza

Stasera

Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia.

Giuseppe Ungaretti 

Nell'odore della sera il sogno
perdutamente innamorato sarei;
lei mi appare di notte insieme
a chi accompagna i giorni...

La brezza è un vento leggero e rinfrescante che si manifesta in modo locale e regionale. Ha una durata breve e si ripete con regolarità durante le ore del giorno. Si manifesta lungo le coste marine e dei garndi laghi (dalla rete).

lunedì 3 marzo 2025

Di fonti e sorgenti

Relativamente alle fonti, alle sorgenti e alle acque di tutti i tipi, il sacerdote, nel contesto della sua attività missionaria, doveva prendere provvedimenti che ostacolassero con successo culti di tipo pagano; il culto tributato alle sorgenti e all'acqua era infatti praticato particolarmente in Gallia e presso i Germani.
(TRECCANI)

Fonte classico

Nel queto orror della silvestre scena,
Ove non fronda nel meriggio oscilla,
Con dolce suono ed inesausta vena
Il fonte dalla selce aspra zampilla.

D’alto un raggio di sol nella serena
Onda saetta e guizza e riscintilla,
E di perplessi folgorii balena
Tutto intorno la mite ombra tranquilla.

Balza l’onda sul greppo e il sonnolento
Aer flagella, e in lucide cascate
Fugge e s’avvolge pei recessi arcani.

E par che suoni ancor dolce lamento
D’occulte ninfe e nenie innamorate,
E riso arguto di spianti Pani.

Arturo Graf

Il mio bosco da tempo rimane
nascosto, malgrado l'inverno;
un rivolo d'acqua perdura e riporta
visioni lontane, quasi immature...
 
Per attribuire alla fonte efficacia salvifica, edificarvi accanto una chiesa e consacrarla al santo stesso era tuttavia sufficiente che avesse subìto il martirio presso una f. o utilizzato una sorgente per battezzare o per lavacri.