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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 19 luglio 2026

Riandare

La poesia che segue descrive il contrasto tra il peso della "storia grigia della vita" e l'improvvisa esplosione di gioia e speranza primaverile portata da una donna. 

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.
[17 aprile 1929] 

Cesare Pavese  

Riandare significa, in maniera letterale, "andare di nuovo" oppure "ritornare" in un luogo.
Quando il verbo è intransitivo, segue la coniugazione irregolare di andare (es. io rivado, tu rivai, noi riandiamo).
Quando invece  è transitivo, assume una flessione regolare (es. io riando, tu riandi), anche se queste forme con l'accento sulla radice sono rarissime e poco usate nella lingua parlata.

Nel linguaggio comune è usato prevalentemente in senso figurato, specialmente in espressioni come "riandare con la mente", per indicare l'atto di ripensare o rievocare un ricordo.

(dalla rete)

Riandare solo per vecchi sentieri
sperando di essere ancora giovani;
l'età non mente e i sogni, realtà
distorte, si sciolgono al mattino...

venerdì 17 aprile 2026

Mattinale

Mattinale
 
Le ultime ombre del buio
un abbraccio nel silenzio;
quel piccolo gesto di amore,
l'acqua in bottiglia, il caffè,
l'attesa del giorno in arrivo.
Mattinale consueto, finestra
di un bus che passa veloce...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
Mattinale è un sinonimo di "mattutino", ovvero tutto ciò che riguarda la mattina (es. "le ore mattinali", "il pallore mattinale").
(dalla rete)

mercoledì 8 aprile 2026

Apriti Aprile

 
 
Apriti Aprile
(a Teo, a Chiara)

Apriti aprile oggi, nel sole
che sia viso di bimba ridente, 
che siano occhi di madre.

Ne verde più nuovo infinito
amore, riposto, nascosto,
sia senso di vita, prepotente.

Aprile oggi, nel sole già caldo
di abbracci, di baci, di mani
a toccare con un dito il cielo.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

domenica 1 marzo 2026

Hello March!

Marzo
nel calendario di Romolo era il primo mese dell’anno. Diventa invece il terzo nel calendario giuliano, pur continuando a contare 31 giorni. 
Il nome Marzo deriva dal latino Martius, per omaggiare Marte il dio romano della guerra. 
Il mese di Marzo segna l’importante passaggio dall’inverno alla primavera, a cui generalmente corrisponde un aumento delle temperature.
I segni zodiacali a cavallo del mese di  Marzo sono quello dei Pesci e, dal giorno 20, quello dell' Ariete.
 
 A Marzo

Caro Marzo – Entra –
Come sono felice –
Ti aspettavo da tanto –
Metti giù il Cappello –
Devi aver camminato –
Quanto sei Affannato –
Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri –
Hai lasciato bene la Natura –
Oh Marzo, Vieni di sopra con me –
Ho così tanto da raccontare –

Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli –
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando –
L’ho annunciato – come sono diventati Rossi –
Però Marzo, perdonami –
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare –
Non c’era Porpora appropriata –
L’hai portata tutta con te –

Chi bussa? Ecco Aprile –
Chiudi la Porta –
Non voglio essere incalzata –
Sei rimasto via un Anno per tornare

Mentre ero impegnata –
Ma le sciocchezze sembrano così banali
Appena sei arrivato

Che il Biasimo è caro quanto la Lode
e la Lode è semplice come il biasimo.

Emily Dickinson   

Durante l’equinozio di primavera, il 20 o 21 del mese, il sole si allinea perpendicolarmente alla linea dell’equatore, in modo che il giorno e la notte abbiano la stessa durata. 

Hello March, rieccoti 
i tuoi verdi colori, il sole,
con la natura rinasce il cuore
i giardini, gli amori, la vita...
 
E’ un mese caratterizzato dall’instabilità atmosferica, come ricorda il simpatico proverbio “Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello” (dalla rete).

venerdì 20 febbraio 2026

Specchio poetico

Specchio può essere letta come una poesia di rinascita. Lo sguardo del poeta si concentra sull’incanto dei piccoli germogli che nascono alla luce del sole facendo risplendere i rami che parevano secchi e morti. Salvatore Quasimodo descrive la primavera come il compiersi di un miracolo: è ciò che ridona vita a un paesaggio fermo, congelato nel lungo inverno, che pareva destinato a una perenne immobilità (dalla rete).

 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.

Salvatore Quasimodo 

Secondo la critica Quasimodo in questi versi fa propria una sensibilità biovegetale (denominata dendromorfismo), rintracciabile nell’immagine delle gemme nascenti, in cui il ciclo biologico della vita dell’uomo e delle piante viene trasfuso in un destino comune. L’uomo si fonde con l’immagine dell’albero e i sentimenti umani vengono assimilati, in una sorta di simbiosi, all’esistenza naturale.

Un inno alla Primavera, ora,
che arriva con colori più densi
carichi di vita di aria, di sole;
poi ancora un giorno di gelo...

lunedì 12 maggio 2025

Giardino

Il giardino è uno spazio progettato, di solito all'aperto, riservato alla vista, alla coltivazione botanica e al godimento di piante e altre forme naturali. 
L'etimologia della parola moderna deriva dal francese jardin (“luogo chiuso”) XII secolo, a sua volta derivato dal gotico gart (“recinto”) e dal latino medievale gardinium, X secolo.

Giardini

O piccoli giardini addormentati
in un sonno di pace e di dolcezze,
o piccoli custodi rassegnati
di sussurri, di baci e di carezze;

o ritrovi di sogni immacolati,
di desideri puri e di tristezze
infinite, o giardini ove gli alati
cantori sanno di notturne ebbrezze,

o quanto v’amo! I sogni che rinserra
il mio core, fioriscono, o giardini,
lungo i viali, ne le vostre aiuole.

Io v’amo, io v’amo, o fecondati al sole
di primavera in languidi mattini,
o giardini, sorrisi de la terra!

Sergio Corazzini

Neppure i colori del sole hanno
quel senso di pace trasmesso
dai fiori, nel prato, in giardino;
come rosa recisa ti incontro...

Il giardino è un pezzo di terreno, per lo più cinto di muro, steccato o cancellata, coltivato a piante ornamentali e fiorifere, destinato a ricreazione e passeggio; può essere privato, adiacente a villa o casa d'abitazione, oppure pubblico, nell'interno o alla periferia dei centri abitati (dalla rete).

mercoledì 23 aprile 2025

Primavera

Sonetto di primavera

Terra, figlia del Sol, madre beata
Dell’industre Caino! ancor l’amica
Genitrice virtù con pia fatica
Il tenace tuo grembo apre e dilata.

E ancor la gleba di sudor bagnata,
E più di sangue, alla progenie antica
Del buon Caino crescerà la spica
E il tralcio lieto e la rosa odorata.

E ancor sopra le tombe e le rovine
E i campi sacri alle fraterne stragi
Pulluleranno erbe maligne e fiori.

E ancor, senza riposo e senza fine,
Pulluleran ne’ petti aspri e malvagi
Desiderii e speranza, odii ed amori.

Arturo Graf 

Il significato simbolico della primavera ci ricorda che ogni fine porta con sé un nuovo inizio. Come i fiori che sbocciano, anche noi possiamo trovare nuova energia, creatività e possibilità di crescita. Si indossano abiti più leggeri e le persone, soprattutto i bambini, riscoprono il piacere di uscire all'aria aperta e se ne risentono le voci. La primavera ci porta: gioia, allegria, felicità e i cuori sono aperti a nuove emozioni (dalla rete).

Immerso nel verde ritengo
passato il recente contesta,
mi chiedo ancora il senso
di cose terrene, umane...

martedì 21 maggio 2024

Primaverile con nebbia

Effetto di nebbia

Nella nebbia luminosa del mattino
la casa dolcemente indietreggia e s' appanna;
si piegan sullo stelo, nel giardino,
dolci fiori di spuma e di manna.

Corrado Govoni 

Per qualche strano complotto,
spesso le condizioni che permettono di fare foto più belle all’aperto
sono decisamente sfavorevoli per il povero fotografo:
con la pioggia, all’alba,
con il freddo e anche
con la nebbia
.

Le cose, nella nebbia, intravedo
appena, indistinte, confuse;
rimane quel senso di niente
protegge, nasconde, accarezza...

Nebbia e bruma
sono in grado di modificare
paesaggi naturali e urbani
e di alterare la luce
in modi veramente fotogenici.
Un altro motivo per cercare di sfruttare al meglio
l’autunno e l’inverno.
(dalla rete)

lunedì 6 maggio 2024

Poesiae riflesso

Primavera nel chiostro

Nell'orto del convento
i peschi sono in fiore:
un mite incantamento
tien l'orto del Signore.

Che lieto avvenimento
per le piccole suore,
che hanno un cuore d'argento
e tre spade nel cuore.

Umili, ad una ad una,
bianche come di cera,
discendono nell'orto:

e risorge ad ognuna
come una primavera
nel piccolo cuor morto.

Guelfo Civinini

Sentire il battito del cuore
nel petto che lento ci ama;
in un profumo di fiori e colori
arriva ora violentemente bella...

sabato 20 aprile 2024

Azalee

L'azalea è una bellissima pianta molto apprezzata da chi ama il giardinaggio perché, anche coltivandola in vaso, regala grandi soddisfazioni. Basta trovare la giusta esposizione, in modo che abbia tutta la luce del sole necessaria, scegliere la tipologia di terra più adatta a lei e non dimenticarsi di innaffiarla con acqua. L'azalea produce dei fiori colorati molto scenografici.
(dalla rete)

Azalee nella pioggia

Maturità scoppiante dei colori,
fu vostra la grazia dell’aria
nel lume di primavera. Ora si turba
lo splendido fervore.
Ma se il lago riaccenna al sereno
tra i canti d’una gita
sul mondo scampato ai temporali
le più bianche s’illudono d’eterno.

Vittorio Sereni

L'azalea è il nome generale di una pianta a cui fanno capo diverse varietà, fra cui anche i rododendri, infatti il nome della famiglia vegetale per entrambi è quello del Rhododendron. 
Si tratta di una specie originaria dell’Asia e del Nord America che vanta più di 500 piante diverse; il nome Rhododendron significa "albero rosa" in greco, e probabilmente deriva dal fatto che il colore più comune dell'azalea è proprio il rosa.
Questa pianta si trova in natura sotto forma di un arbusto di piccole dimensioni, dalle piccole foglie ovali e dai fiori riuniti in piccoli mazzi estremamente decorativi.
 
Acqua sui fiori, sui prati
sentiero infangati precludono
percorsi virtuosi e ameni;
rimango col senso di poi... 
 
Una volta capito quanta acqua somministrare e qual è il luogo per una perfetta esposizione, l'azalea saprà ricompensare con i suoi splendidi fiori colorati. 
Questi, che possono essere bianchi, rosa, rossi o viola, contribuiscono a rendere il balcone o la terrazza della nostra casa un'esplosione di allegria. Sia che venga coltivata in vaso, sia che sia stata piantata in pieno campo, l’azalea richiede molta acqua. Il terreno (che deve essere acido) deve però rimanere sempre ben drenato in modo che non si creino dei pericolosi ristagni d'acqua. In generale, si può bagnare il terreno quando esso risulta arido, inoltre, per mantenere costante il tasso di umidità, può risultare utile effettuare una pacciamatura alla base del vaso usando della corteccia o delle foglie.

martedì 16 aprile 2024

Argine

L'argine è un'opera di difesa passiva del territorio atta ad impedire lo straripamento dei corsi d'acqua. Esso è generalmente costituito da un rilevato impermeabile in terra simile ad una diga che può raggiungere altezze anche considerevoli (in Italia sia il fiume Po sia il fiume Adige hanno argini che superano i 10 metri di altezza). 
Secondo la convenzione della destra e sinistra orografica, ponendosi rivolti nella direzione del corso dell'acqua, le spalle alla sorgente, si dice argine destro quello posto a destra, argine sinistro l'altro (da wikipedia).
 
Dall'argine

Posa il meriggio su la prateria.
Non ala orma ombra nell’azzurro e verde,
un fumo al sole biancica: via via
fila e si perde.
Ho nell’orecchio un turbinio di squilli,
forse campani di lontana mandra:
e, tra l’azzurro penduli, gli strilli
della calandra.

Giovanni Pascoli

Fiori e colori nei prati
di primavere che sommano
anni percorsi di polverose
strade e argini sfiorati...

lunedì 25 marzo 2024

Erythronium dens-canis

Quando la fioritura dei crochi primaverili volge al termine, il sottobosco dei castagneti e faggeti, ancora molto luminoso, si ricopre di fiori variopinti. Per esempio lo puoi trovare cosparso di piccoli fiori che sembrano dei piccoli gigli con alla base delle foglie verdi cosparse di numerosi e diffuse macchie biancastre.
L’eritronio o dente di cane (pare che questo singolare nome sia dovuto alla forma del bulbo), è una fioritura piuttosto comune specie nei boschi del Nord Italia, assente invece nel Centro-Sud.

Con l’ingenuità del neofito, osservando i lunghi petali ripiegati all’indietro verso l’alto, molti pensano si tratti di una sorta di ‘ciclamino selvatico’. 
Le somiglianze superficiali spesso traggono in inganno, perché eritronio e ciclamino non sono per nulla imparentati, neanche alla lontana. Il ciclamino appartiene alla famiglia delle primulaceae, dicotiledoni, e la sua radice è un tubero; l’eritronio è una liliacea, monocotiledone, con radice a bulbo.

Dente di cane

Schiva presenza del bosco
rivedo tra tanti fioriti svettare
nell'umida fertile nombra
un solitario dente di cane.
 
Bellezza elegante nel verde
di un sottobosco festoso
di primaverili germogli
mi osserva nel mio cammino.
 
Anonimo 
del XX° Secolo
poesie ritrovate

Il dente di cane è una delle piante più antiche, apparso nell’era cenozoica o terziaria ed anche una delle prime a fiorire alla fine dell' inverno.
Un bellissimo ed elegante fiore precoce che può ricordare, per la sua forma, un ciclamino ed un giglio esotico, che fa capolino dalla terra, in un commovente annuncio di fine inverno ed inizio di primavera
.
Il dente di cane o erythronium denis canis appartiene alla famiglia delle liliacee; è una piccola pianta perenne, alta pochi centimetri (da 10 a 20 cm.), elegante, precoce e rustica.
I bulbi della stessa sono avvolti da tunica membranosa bruna. Dai bulbi nascono due foglie allungate di un color verde scuro macchiate di rosso brunastro.
Ogni pianta produce un unico fiore solitario, pendulo, con sei tepali di color rosa violaceo che si rivolgono all’indietro.
La sua fioritura avviene verso la
fine dell'inverno e l'inizio della primavera tra marzo ad aprile.

Il frutto del dente di cane tende aa apparire solitamente come una capsula obovata che presenta degli spigoli decisamente ottusi.

Anche se la pianta è protetta i bulbi di dente di cane sono commestibili, come anche le foglie. I bulbi si possono raccogliere tutto l’anno, mentre le foglie in primavera. Meglio però raccogliere prima della fioritura. I bulbi si usano cotti e crudi nei minestroni, nelle frittate e nelle insalate. Le foglie invece meglio consumarle cotte, anche pastellate.
Nel paese del sol levante, il Giappone, dai bulbi di dente di cane si estrae un amido impiegato nelle paste alimentari, infatti la pianta contiene amidi e vitamine.

(dalla rete)
.

sabato 8 aprile 2023

Scorrendo aprile

Aprile
è il quarto mese dell'anno, nel calendario gregoriano, ed è il primo dell'anno solare a contare 30 giorni. 
Nell'antico calendario romano, prima della riforma di Numa Pompilio, era il secondo di dieci mesi e raccoglieva tre importanti festività: i Veneralia legati al culto di Venere della dea dell'amore e della fertilità femminile; i Cerealia, in onore di Cerere dea della fertilità della terra e della coltivazione dei campi; i Floralia, dedicati a Flora, divinità italica delle piante utili all'alimentazione, identificata in seguito come "dea della primavera". 
Fin dall'antichità, dunque, aprile era visto come il mese della rinascita della natura dopo il lungo letargo invernale, durante il quale la terra presenta le prime preziose fioriture, offrendosi nel contempo nelle condizioni migliori per essere arata e seminata. 
Non a caso, leggenda vuole che in questo periodo Romolo tracciasse con l'aratro i confini della "città eterna" che prenderà da lui il nome.
 
Aprile

Mi fiorisce…
Stamane sale marino si annoda
alle tempie come un riparo
ma solo spruzzi nelle mie mani
increspate e poi il boato…
[…devi fidarti il sole ancora brilla
come un sacramento tra le foglie]
Nel flusso si percepisce il mondo.
Sulla pelle il marchio di un dolore
ci lega giorno dopo giorno
come indaco buio volteggia.
Lembi di passato scrutano
fino a farmi male,
orizzontalmente si macerano veglie
come calice di un veleno
che non promette scampo.
Acini di alfabeti dispersi si flettono
dentro le venature delle mie gote
sempre più sottili…
Ma le tempie del mare balenano
mia madre in dissolvenza,
i tratti del suo viso
l’ancora della sua fermezza
su margine in frantumi di silenzi.
Ecco. Assaporo il pane caldo
delle mie mestizie.
Intanto mi fiorisce dentro aprile.

Maria Allo
Rispetto al mese precedente, il clima si presenta tradizionalmente più mite, con giornate più lunghe ed esposte alla luce solare, ma con un'elevata piovosità. Come suggerisce l'antico proverbio «Quando tuona d'Aprile buon segno per il barile», nella civiltà contadina un aprile abbastanza piovoso significava ottenere un abbondante raccolto. La volta celeste vive il passaggio dalla distesa di stelle luminose tipiche del cielo invernale, a un panorama stellato meno luminoso e orfano della scia della Via Lattea. In questa fase la stella Sirio, protagonista del periodo invernale, lascia gradualmente il posto a Vega, l'astro più luminoso del cielo estivo (dalla rete). 
 
Di questo mese pazzo e solare apprezzo
suoni che non credevo più di ascoltare;
nel sogno di un buio e faticoso cammino
ritrovo stazioni dimenticate dal cuore...

venerdì 3 giugno 2022

Poesia, rondini e riflesso

Il dolore delle rondini

Senti che non c’è più respiro
tutto avanza nel respiro
tutto ci acceca nel poco tempo
in ciò che sarà splendente
nella fragile luce del mattino.
Baciami, abbracciami prima del livore
prima ancora che non so
abbracciami con le parole che non ci
saranno, portate dal dolore delle rondini:
Noi verremo ancora qui
nella casa che hai custodito per noi sotto la grondaia
per noi, solo per noi.
Non uccideteli i poeti
lasciateli senza niente coi loro occhi indecenti
buttate i vostri giocattoli sulla riva del
tempo, sarete e non sarete
nei sogni confusi del pioppo.
Ecco, è primavera qui
ho la camicia rosa
la sciarpa azzurra che mi protegge dalle parole
fragili come le vostre perdite nel mattino.
Sono ancora qui e vi scrivo
per non morire.
(Sortino, 1961)


Sebastiano Aglieco
da Infanzia resa - Il Leggio Editrice, 2018


 

 
 Un volo stridente nel cielo di nubi
un richiamo garrulo e forte, poi il suono
del mattino, quello che sento appena sveglio
e respiro come se l'aria mancasse...
 
 
Le rondini soffrono le colpe
di noi umani e pesticidi,
veleni, cemento.
Ho ancora vivi un paio di ricordi,
mi fanno del male, la stupidità
di un fanciullo, quella di un ragazzo...

Gujil