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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 18 ottobre 2017

Eloquente

Sequenza di suoni eloquenti
 
Sequenza di suoni eloquenti tendenti a splendore poesia
è questo e questo e questo
E ciò che giunge a me in qualità di innocenza oggi

che esiste perché io esisto e perché il mondo esiste
e perché tutti e tre possiamo correttamente cessar di esistere

Juan Larrea
 
 

Luigi De Cesare
"Il silenzio eloquente"
eloquente
e·lo·quèn·te - aggettivo

Fornito di una grande facilità di parola e conoscenza della lingua, congiunte a una forza di persuasione ed efficacia non comuni: un predicatore e.; discorso e., convincente per gli argomenti svolti e avvincente per la forma espositiva.
•fig. Di significato evidente, senza bisogno di commento. "un gesto e."
Origine Dal lat. elŏquens -entis, p. pres. di elŏqui ‘esprimere, esporre’ (dalla rete)

 i suoni, le note, la musica,
dove finisce l'ascolto, lontano;
a volte un' eco distratta trapela
e il mio cuore ancora sussulta...

martedì 17 ottobre 2017

Conoscenza



Chi conosce
il dolore del bocciolo
quando si apre?
 
Abbas Kiarostami
 
La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione di fatti, verità o informazioni ottenute attraverso l'esperienza o l'apprendimento (a posteriori), ovvero tramite l'introspezione (a priori) (da Wikipedia).
 
chi conosce sa,è un potere enorme, grande;
a volte si pensa di sapere,
allora è un disastro...

lunedì 16 ottobre 2017

Riguardo mio padre

 
 a un anno dalla morte di mio padre
 faccio mia questa poesia,
descrive un attimo,
uno solo
ma basta.

 Gujil
 

Riguardo mio Padre
 
Riguardo mio padre, rivedo
qui il suo giorno, fu l'ultimo;
addossato il peso degli anni
in un respiro sempre più lieve
partì come vecchio bastimento
alla volta dell'ultimo scalo.
 
Riguardo mio padre, i suoi occhi,
la voce velata dal pianto, il mio nome
poi fu subito nulla, ne piansi,
lo vidi scemare nel cielo ottobrino,
ora che guardo gli specchi
spesso in me lo rivedo.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 

domenica 15 ottobre 2017

Fin de siècle

Fin de siècle
 
(in francese ['fɛ̃ də'sjɛkl] che significa "fine di un secolo")
è stato un movimento culturale, diffuso in particolare nell'Europa centrale, che si può collocare, storicamente, fra il 1880 e l'inizio della prima guerra mondiale.
Questo periodo è noto nei paesi di lingua tedesca con l'espressione Jahrhundertwende.
Esso corrisponde a un periodo avvertito dai suoi protagonisti come l'espressione del crollo di un sistema di valori e di un modello di vita, e, allo stesso tempo, come l'alba di una nuova epoca.
L'origine del termine "fin de siècle" è francese, perché i francesi - basti pensare a Paul Verlaine e al suo sonetto "Languore", o comunque, agli altri simbolisti - sono stati i primi artisti ad aver raggiunto una sensibilità tale da avvertire questi profondi mutamenti, caratteristica fondamentale di quell'Europa che stava pian piano procedendo verso una nuova realtà storica: il Novecento e le sue avanguardie.
Il movimento culturale proprio della fin de siècle ebbe varie espressioni anche nell'estetismo, nel decadentismo e in altre correnti culturali più limitate, e nell'insieme preparò la nascita del modernismo.
 
 
Fin de siècle
 
I
 
 Oh signora come sei argentea
con questo vestito chiaro brilli come una stella
e sulle spalle hai una stola come una nube
e sotto la nube scintilla una perla.

 
Oh signora come sei dorata
quando la sera in piedi alla luce di una candela
con un gesto leggero come la carezza del vento
aggiusti davanti allo specchio i tuoi capelli rossi.
Oh signora come sei nuda
quando giacendo in questo letto rosa
i indichi con un gesto che è giunto il momento
per me di entrare nel tuo giardino.
 
Ryszard Kapuściński
da “Taccuino d’appunti”, 2004
 

Fin-de-Siecle Male Ethos:
William Reynolds Stephens
“Languid & Collapsing Women”
Summer, 1891



mi sono sempre sentito un po' antiquato,
forse antico e vecchio nei pensieri;
eppure amo ancora, crepuscolare dentro,
le "buone cose di pessimo gusto"...

sabato 14 ottobre 2017

Cielo


Cielo

Cielo, parola grande
quanto il mare
che ci lasciamo dietro, che scordiamo
.
 
Juan Ramón Jiménez
da "Diario de un poeta reciencasado" (1917)
  
Cielo
sostantivo maschile - pl. -i
dizionario Garzanti

1.- lo spazio in cui si muovono gli astri e la Terra; la massa d’aria, l’atmosfera che circonda la Terra: cielo coperto, nuvoloso, sereno; la volta del cielo |color del cielo, azzurro, celeste 
2.- parte di volta celeste che si trova sopra un orizzonte locale, sopra una città, una regione: il cielo di Lombardia, così bello quand’è bello (MANZONI P.S. XVII) |sotto un altro cielo, in un altro paese | in aeronautica, la zona aerea sovrastante una località 
3.- nell’antico sistema astronomico tolemaico, ciascuna delle sfere celesti: cielo della Luna, di Marte
4.- in diverse religioni, la sede della o delle divinità; in particolare, nel cristianesimo, il paradiso come sede di Dio e dei beati (in questo significato anche plurale); Dio stesso, la provvidenza divina: il regno dei cieli; pregare il cielo | (prov.) raglio d’asino non arrivò mai in cielo, le offese degli sciocchi o degli ignoranti non colpiscono le persone intelligenti o moralmente superiori |salire al cielo, morire (con riferimento a chi si ritiene sia stato in vita buono o innocente, così da meritare il paradiso)
|voglia il cielo, volesse il cielo, si usa per esprimere un desiderio: volesse il cielo che la legge fosse davvero uguale per tutti! |lo sa il cielo, si usa per rafforzare, confermare un’affermazione, oppure con riferimento a qualche cosa che non si sa e che si pensa non sappia nessuno: lo sa il cielo se è vero!; lo sa il cielo che non è così; lo sa il cielo dove si nasconde!
 5.- parte superiore di un ambiente chiuso; volta, copertura: il cielo dell’automobile
 
Etimologia: ← lat. elu(m).
 
sopra di noi, di me,
azzurro o cupo grigio,
agitato e pieno di cose
ali che sembrano barche...

venerdì 13 ottobre 2017

Refolo

un filo di vento,
un refolo, un attimo;
poi torna il pensiero,
si incontra con me...
 
Gujil
 
rèfolo
(non com. rìfolo)
 s. m. [affine a folata].
– TRECCANI - 
 
Improvviso soffio di vento, intermittente ma di direzione costante: la vela fu investita da un r. di bora; un r. fiacco di vento faceva oscillare i rami del fico carichi di foglie (Dacia Maraini).
 
 

giovedì 12 ottobre 2017

Dove...

 
Chissà se vanno
dove andiamo noi,
ci aspetteranno?
fedeli come sempre?
Chissà se il sole...
 
Gujil