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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 14 dicembre 2018

Un angelo storpio

Un angelo storpio
                 

Un angelo storpio ricurvo in una falce di dolore
piangeva in un lotto vuoto
     Passando mi fermai
divertito dell’addolorarsi dell’immortalità
e dissi
Dev’essere sublime
Il fumo usciva dalle orecchie dell’angelo
          gli assali
     di lente ruote del dolore
e sotto le palpebre bianche
si gonfiavano lacrime di luce violacea
Osservando l’agonia diffondersi in
          un lutto informe
interposi un’arpa
     L’atmosfera se ne appropriò entusiasta
e l’angelo
pregando per le cose del tempo
lasciò cadere le dita e bruciò
le corde liriche causando meraviglia

Il dolore risuonò come un oceano si sollevò
     in abiti splendenti
e il fuoco
erompendo sugli arti salendo
s’appiccò alle ali divaricate
     in un turbine di ascesa
Presi un arco e tirai trafiggendo
l’angelo a mezz’aria
tutto un miracolo di fuoco sospeso
alle travi del cielo
 
Archibald Randolph Ammons
da "L'Angelo storpio"
Traduzione di Paola Loreto
 
 la contraddizione nasconde
un improbabile errore di Dio,
un angelo storpio non piace,
non è altro che qualcosa di sbagliato,
forse...
Gujil
 
incredibilmente assidua l'anima,
persegue, insiste, accetta sempre;
angeli cadono come foglie nel cielo
del nostro infinito peccato mortale...


 

giovedì 13 dicembre 2018

Fotografare alberi


Ho fotografato un albero
ed è arrossito
che ci crediate o
no.
 
Abbas Kiarostami
 
 
haiku o non haiku, non so,
eppure freschi questi versi;
in me suscita serena consapevolezza,
si ode in loro un cenno di pace...
 
Un fotografo francese, Cédric Pollet, 41 anni, ha scattato in dodici mesi 15mila foto di cortecce, tratte da alberi di tutto il mondo. Le ha raccolte, e divise per continente, in un libro che a sfogliarlo sembra una collezione di carte geografiche o un campionario di stoffe preziose: esce in questi giorni in Italia, ed è intitolato: Cortecce - Viaggio nell’intimità degli alberi del mondo (L’Ippocampo, 29,90 euro). Insieme alle immagini di giardini spogli dopo la fine della bella stagione, sempre di Pollet, alcune delle foto di Cortecce illustrano questo servizio. Il fotografo e paesaggista francese non è isolato. Su Instagram l’hashtag #bark, cioè “corteccia”, raccoglie 830mila scatti, nicchia di un’ossessione per gli alberi sempre più diffusa (estratto da Corsera 27 ottobre 2017, modifica il 27 ottobre 2017 ).

mercoledì 12 dicembre 2018

Uccelli nel vento

Risultati immagini per uccello nel vento
Sei qui, volteggia l’uccello del vento,
tu mia dolcezza e ferita, mio bene.
Sfuma la luce di antichi torrioni,
la tenerezza schiude i suoi sentieri.

La terra ora ci è patria. E ci inoltriamo
tra l’erba e tra le acque, dentro il bosco,
dal luccichio dei baci in questa vasca
a quello spazio in cui cadrà la lama.

“Dove siamo?” Perduti dentro il cuore
della pace. Qui, più nessun rumore.
Ma sotto scorza e fango, sotto pelle,

il sangue con la sua forza di toro,
che fugge, che ci rimescola e scrolla,
come sui campi i rintocchi sonori.
 
Philippe Jaccottet
da "Lo slancio del vento"
Traduzione di Fabio Pusterla
 

La formazione a V
prevede che un uccello voli al vertice e tutti gli altri lo seguano sistemandosi in un doppio schieramento, nel quale ciascun individuo vola con una traiettoria parallela a quello che lo precede, ma leggermente spostata verso l’esterno.
Questa disposizione viene adottata sia durante brevi spostamenti, sia per i trasferimenti migratori e viene scelta per ragioni aerodinamiche.
Solo così, infatti, ogni elemento dello stormo riesce a sfruttare i vortici generati dall'uccello che lo precede:
vortici che "risucchiano" l'uccello che vola dietro.
L’uccello che apre la formazione fa dunque più fatica degli altri, e per questo avviene un cambio periodico nel ruolo di apripista.

Non tutte le specie però scelgono questo tipo di volo, tipico per esempio delle oche e dei cormorani.
I passeriformi, uccelli più piccoli e leggeri, volano sparsi o a gruppi, e ciononostante sono tra quelli che compiono i più lunghi tragitti di migrazione.
(dalla rete, Fonte: Focus)  
 
un inno alla natura, alla terra,
ci stiamo rovinando il futuro,
fingiamo che non sia vero, mentiamo
anche a noi stessi, ai nostri figli...

martedì 11 dicembre 2018

Oxford

Oxford
 
La notte
tra sabato e domenica
in questa città
non concilia il sonno
nella via principale rumore di pneumatici
grida si muovono sotto le finestre
sono discorsi allegri e superficiali
non posso dormire
leggo in una rivista che
l’infarto di solito colpisce le sue vittime
tra le 8.00 e le 9.00 del mattino
 
sono le 2.15.
 
Ryszard Kapuściński
da “Leggi naturali”, 2006
   

Oxford,
una città dell'Inghilterra Centro-meridionale, ruota intorno alle sue prestigiose università, fondate nel XII secolo.
L'architettura dei 38 collegi che riempiono il suo centro medievale spinse il poeta Matthew Arnold ad attribuire a Oxford il soprannome di "città delle guglie sognanti".
L'University College e il Magdalen College si affacciano su High Street, che parte dalla torre Carfax (da cui si gode di ampi panorami della città) e arriva fino al giardino botanico situato lungo il fiume Cherwell.


Anno di fondazione: 912 dopo Cristo
Meteo: 1 °C, vento E a 3 km/h, umidità 99%
Popolazione: 150.200 (2011)
 
 luoghi, altri come i miei, eppure,
le situazioni che cambiano, gli eventi;
stare in un posto significa avere luogo,
si sente qualcosa per qualcosa, si ama...

lunedì 10 dicembre 2018

Riflesso autunnale n°11, domani

  quasi più non mi importa,
sto finendo il tempo del lusso;
lavorare è un addendum, un onere,
mi ritrovo a pensare al domani...
 
Gujil

 
domani
(pop. dimani, ant. domane)
avv. [lat. tardo de mane, propr. «di mattina»].  -TRECCANI-
 
-. Il giorno che segue a quello di oggi: d. è domenica; ritorno d. a mezzogiorno; d. mattina (o domattina); d. sera (non com. domani a sera); d. notte; doman l’altro, di qui a due giorni, nel giorno che segue a domani (più com. dopodomani; letter. posdomani): che farò doman l’altro? che farò dopo doman l’altro? (Manzoni); d. a otto, d. a quindici, a distanza di una o due settimane a partire da domani; a d., formula di saluto che vale come promessa di rivedersi il giorno dopo. Con l’articolo, il d., il giorno seguente a quello di cui si parla (ma più com. l’indomani; anticam. la dimane s. f.): ci salutammo decidendo di rincontrarci il d.; andai a trovarlo il d. dal (o del) mio arrivo.
Risultati immagini per domani
È spesso contrapposto o accostato a oggi, anche con senso generico: meglio un uovo oggi che una gallina d. (prov.); oggi o d., una volta o l’altra, in un tempo prossimo: oggi o d. gli succede qualche guaio; vedrai che oggi o d. gliela faccio pagare cara; rimandare una faccenda d’oggi in d., dall’oggi al d., differirla di giorno in giorno; è andato via dall’oggi al d., in fretta, improvvisamente; da oggi a d., subito, lì per lì: certe decisioni non si possono prendere da oggi a d.; oggi ... domani, un giorno ... l’altro: oggi litigano, d. fanno la pace; oggi qui, d. là, sono sempre in viaggio; modo prov., oggi a me, d. a te, le disgrazie che sono capitate a noi, possono capitare anche a chi mostra di rallegrarsene; dàgli oggi, dàgli d., finirò con lo spuntarla (insistendo continuamente, ecc.); spendi oggi, spendi d., ha finito col rovinarsi (a furia di spendere, ecc.). Con valore indeterminato, per indicare il futuro: continua pure così, d. te ne accorgerai;
anche come sostantivo maschile.:
il d. è incerto; in un d. molto remoto, in un prossimo domani. Iron., per «mai» (in quanto il domani generico è sempre di là da venire): «Me lo regali questo tappeto?» «Sì, domani». Lo stesso sign. viene ad assumere domani nel cartellino che si può vedere appeso in osterie o botteghe: oggi non si fa credito, d. sì, oppure: a credito si fa d. (sottint. oggi no), o simili.

domenica 9 dicembre 2018

Pelle

Risultati immagini per pelle sana
Pelli
1. 

Qualsiasi solco tu scavi nella terra rossa,
a qualsiasi albero appenda le tue luci,
viene il momento
in cui quel che sei è quel che sarai
fino alla fine, a qualunque
preghiera tu risponda – una vita
in margine, bianco della mela, bianco dell’occhio,
per quanto a lungo tu stenda le mani.
Uno sguardo indietro, uno sguardo indietro. Davanti,
          distante,
un grido stride come gesso sulla lavagna.
Fra macerie e pietrame, arenaria e flussi di marea,
vai dove il deflusso ti porta,
una parola per volta, contando
ancora i tuoi denari, indosso abiti transitori.
 
Charles Wright
da "Breve storia dell'ombra"
Traduzione di Antonella Francini
  
precarietà della vita, della storia,
siamo passaggi e deflussi energici;
la carica elettrica è emotiva,
 la stanza si illumina di luce riflessa... 
Risultati immagini per pelli 
La pelle, o cute, è un organo complesso, costituito in superficie dall’epidermide e in profondità dal derma; sotto la pelle si trova invece il tessuto sottocutaneo o ipoderma, ricco di grasso, che giunge fino alle fasce.
La cute rappresenta il 5-6% del peso corporeo e riveste una superficie di circa 1,8 m2; il suo spessore varia da 0,5 mm (palpebre) a 4 mm (nuca).
La superficie cutanea presenta solchi che delimitano aree a losanga cui, in corrispondenza delle superfici palmo-plantari, si alternano caratteristici rilievi (creste o papille cutanee) che formano disegni detti dermatoglifi.
Sono inoltre apprezzabili a occhio nudo gli orifizi dei follicoli piliferi e delle ghiandole; le pieghe cutanee, fisiologiche, temporanee o permanenti (pieghe d’espressione); le rughe, che si formano in rapporto all’invecchiamento, non sono fisiologiche e sono più accentuate nelle sedi fotoesposte (dalla rete).

sabato 8 dicembre 2018

Scacchiera, Jorge Luis Borges, Haiku n°7

7
 
Da quel giorno
non ho toccato i pezzi
sulla scacchiera.
 
Jorge Luis Borges
 
siamo pedine
nelle mani di Dio,
siamo soli nell'universo

Risultati immagini per scacchiera nell'universo

Ci sono più mosse teoriche in una partita di scacchi
che atomi nell’universo.
 
Il calcolo è stato eseguito dal matematico statunitense Claude Shannon
(noto come il matematico giocoliere),
 che teorizzò ogni possibile mossa effettuabile nel corso di una partita
 su una scacchiera di 64 caselle
con i 32 pezzi a disposizione.
 
Si pensava inizialmente che il numero di mosse potesse essere infinito,
invece è ben preciso, si chiama – per l’appunto –
“numero di Shannon”,
ed equivale a un numero prossimo a 10
moltiplicato 123 volte per se stesso (10123).
 
Gli scienziati hanno invece stimato che il numero di atomi contenuti nell’universo sia compreso tra 1079 e 1081.
(dalla rete)