...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

venerdì 19 gennaio 2018

Ferite nell'anima

Massimo Di Stefano
"Anima ferita"
 


Sono ferito da qualcosa e so
che la sua ferita è sorella della mia.
Posso solo aspettare e sopravvivere

senza preoccuparmi perché io sono il suo veleno.
Non potremo mai liberarci
dalla minaccia assurda che ci unisce.
Io sono amore e sento sorgere il suo odio,
e se io fossi odio, anche lui lo sarebbe.
Con questo male di vivere devo accontentarmi
e chiamare in aiuto le parole,
aspettare, aspettare e serbare la mia tristezza

come un impedimento al mio ardente suicidio.
 
Robert Sabatier

 
Nessuna ferita è per sempre
Quando un dolore dell’anima resiste,
siamo proprio noi a
“tenerlo in vita”,
soffermandoci sulle cause:
non è il pensiero che
“rimargina”,
ma lo sguardo giusto
(dalla rete)
 
 
le ferite dell'anima, profonde,
quante, quante volte, eppure,
sono li ancora, molte, altre no;
sono ancora uomo di affetti...

giovedì 18 gennaio 2018

Tappe

  
Ultima tappa

(...)
 L'uomo si logora facilmente con le guerre;
l'uomo è molle, un fascio d'erba;
labbra e dita che smaniano per un seno bianco,
occhi che si socchiudono allo sfavillìo del giorno
e gambe pronte a correre, anche se stanche,
al minimo fischio di guadagno.
L'uomo è molle e assetato come l'erba,
insaziabile come l'erba – radici protese i nervi.
Quando è tempo di mietere
preferisce che la falce sibili in altri campi;
quando è tempo di mietere
c'è chi esorcizza il demone gridando,
chi si impaluda nei suoi beni, chi fa dell'oratoria.
Ma gli esorcismi, i beni, l'oratoria
a che servono se sono lontani i vivi?
Oppure l'uomo è un'altra cosa?
Non è questo che trasmette la vita?
C'è un tempo per seminare, un tempo per raccogliere.
 (...) 
 
Ghiorgos Seferis
da "Le poesie"
traduzione a cura di Nicola Crocetti

tappa
sostantivo femminile
1. - (durante un viaggio) sosta, fermata, arresto
CONTR proseguimento, prosecuzione
2. - (mil.) (di truppe) riposo, bivacco
3. - fig. (di processo) fase, grado, stadio, momento, punto, gradino, periodo, frazione.
figg. bruciare le tappe: anticipare; fare tappa: fermarsi 


quanti cose nella vita,
persone, cose, animali,
rimbombano in noi presenti,
passati, quelle che vorremmo ancora...

mercoledì 17 gennaio 2018

Pagina bianca

Poesia pagina bianca
 
Poesia pagina bianca pagina bianca poesia
qualcosa esce a fiotti come onde da un corpo
qualcosa parte dalla punta delle dita
incominciano a prendere le difese della mia vita
tutta la disperazione e la musica
qualcosa come onda dopo onda
che si spezza sulla spiaggia
qualcosa come portare l'intera vita
a questo punto
le piccole onde scendono sulla pagina bianca
qualcosa come una luce si alza ed è in amore.
 
Muriel Rukeyser 
 
i fogli bianchi, ora le schermate,
pensare a cosa scrivere, cosa dire,
in un turbine di emozioni, di me;
a volte imbratto, a volte scrivo...
  
Pagina bianca
 
Davanti a Una pagina bianca
Davanti a tutto quello che manca
E con in testa un pensiero solo
Un pensiero disteso
Raso al suolo
Come una specie di telecomando
Per tornare a dove, tornare a quando…
L’aria sul viso pungeva
E la terra sotto ai piedi scottava
E a me davvero non importava
Era tutto perfetto
Sognare in un letto e…
Non volere niente…
Non cercare niente…
Davanti a qualche sogno di un altro
Davanti a una centrale d’asfalto
Con gli occhi aperti, spalancati
In cerca di una qualche meta
Con quella voglia di tornare a casa
E stavolta fargliela vedere, pagare

Con quella voglia di girare i piedi
E trovare la forza, il coraggio di andare!
Non volere niente da te
Non sapevo niente
Non volevo niente da te
Non pensavo a niente che non c’è
E guardavo il cielo per trovare un motivo

Da restituire al mondo
E gli gridavo almeno porta via 
Questa rabbia così se io non ci riesco
Saprò che tu l’hai data al vento…
Non volevo niente
Non sapevo niente
Non volevo niente da te
Non pensavo a niente che non c’è
Davanti a la mia pagina bianca
bianca
Davanti a una pagina bianca,
bianca
Davanti a questa pagina bianca, bianca
Davanti a…la mia pagina bianca, bianca
La mia pagina bianca, bianca.
 
Elisa Toffoli
 
 

martedì 16 gennaio 2018

Miriadi

Risultato immagine per invecchiare
 Il termine "Miriade"
 si riferisce a una
quantità incalcolabile dalla mente umana.
 
 Miriadi di immagini turbinano
introducendo visi, pensieri, cose;
dentro me alberga il silenzio, da ieri,
ora ascolto il suono del tempo, le voci,
perplesse condizioni stracolmano
le mie idee di oggi, e invecchio...
 
Gujil
 
Nel sistema numerico greco la parola "Miriade"
equivaleva a 10.000 unità.
Si indicava con il simbolo "M".
Ha origine dal latino tardo
myrias -ădis,
dal greco μυριάς -άδος,
derivato di μύριοι,
che significa "diecimila".
In geometria piana il termine "Miriagono"
si riferisce ad un poligono avente 10.000 lati.
Diffusa, in astronomia, l'espressione miriadi di miriadi.
(da Wikipedia)

lunedì 15 gennaio 2018

Rifiuto


Il rifiuto
 
È molto più gradevole per me
Guardare le stelle
Che firmare
Una condanna a morte.
Ascoltare le voci dei fiori
Bisbiglianti: "È lui!" –
Mentre piegano la testolina,
Quando passo per il giardino,
È molto più gradevole per me
Che vedere i fucili scuri
Della guardia, che ammazza
Quelli che vogliono
Ammazzare me.
Ecco perché io mai,
No, mai sarò un Governante! 

                           Gennaio, aprile 1922


Velimir Chlebnikov
Sono il messaggero del tempo
 traduzione di Paolo Galvagni
 
 
Risultato immagine per rifiuto
rifiuto
 sostantivo maschile
 [der. di rifiutare] - TRECCANI -
 
1-. [il rifiutare qualcosa: opporre un r.; rispondere con un r.] ≈ (non com.) diniego, negazione, (non com.) ricusa, (non com.) ricusazione. ↑ ripulsa. ↔ accettazione, approvazione, assenso, consenso.
 
2.- (estens.) [spec. al plur., ciò che viene scartato, eliminato: r. solidi urbani; cassonetto dei r.] ≈ immondizia, pattume, spazzatura. ‖ avanzo, scarto, scoria.
 
● Espressioni: fig., rifiuto della società [persona emarginata per la sua condotta di vita] ≈ feccia, reietto, (non com.) ributto, scarto. 
▲ Locuz. prep.: di rifiuto [che è stato scartato, che non è più utilizzabile e sim.: materiali, merce di r.] ≈ di scarto, [di acque] di scolo.
 




dire no, a volte,difficile,
esprimere il proprio dissenso,
avere il coraggio del rifiuto;
poi, sentirsi sempre peggio...

domenica 14 gennaio 2018

Pensieri


penso che sia quasi il momento,
quello di comprendere, capire,
nelle ultime giornate di freddo ho visto,
uomini, donne, tutti passare rasente i corpi;
mi aspetterei di più, sempre,
cercherò comandi sbagliati per errare
e il mondo, il mio mondo,
non sembrerà così piccino.
 
Gujil 


Capire
 verbo transitivo
1. - comprendere, intendere, assimilare, concepire, conoscere, afferrare, penetrare
 CONTR fraintendere, travisare, stravolgere
2.-  giustificare, scusare, perdonare

Capire
verbo intransitivo
1.-  intuire, percepire, fiutare, captare, presentire, sentire,
fig. mangiare la foglia
2.-  fig. convincersi, persuadersi, capacitarsi, spiegarsi, raccapezzarsi, rassegnarsi. 
figg. capire fischi per fiaschi: equivocare, fraintendere.
 
capirsi
verbo pronominale
comprendersi, intendersi, accordarsi 
CONTR fraintendersi, litigare.

sempre, soltanto poi,
le distanze rallentano contatti,
i pensieri frenano amicizie;
si torna a giostrare la vita...

sabato 13 gennaio 2018

Dopo la terra?

Dopo la terra

VII. Corropoli

 
Là il monte, laggiù è il mare:
il mare con le speranze strappate
a una barca che adagio s’avvicina.
Sui chioschi di benzina
cantano i tordi e volano nelle vallate
alle ragazze dal petto tremante
oh così dolcemente.
Quelle del mare, ardite fiere
contrastano, sono restie agli sguardi
maliziosi e azzannano
come i lupi di selva.
(Pace con voi, ragazze dell’Abruzzo,
una è sangue al mio cuore.)
A Corropoli fumano i camini,
gli alberi difendono le case
dove i topi imperversano e la razza
degli uomini passati consumò
nel rancore una vita vile.
Case per amori di monache,
per grida soffocate, per pugnali
cavati al frusciare di un uscio
o all’ombra di un cortile.

Ma strappa la tenda dal cielo
una donna accosciata nel vento,
canta un riso gentile;
palpita l’aria fatta azzurra
al lume dei suoi occhi
mentre con le mani in cui traluce l’osso
sceglie e vaglia il frumento.
 
Roberto Roversi
da “Dopo Campoformio”, 1962
 
come sarà la vita dopo la terra?
forse vagheremo galassie con l'anima

in cerca di un posto dove rifermarsi
per distruggere tutto di nuovo
Gujil
 
ricordi di adolescenza, musica,
nei dischi di allora le fughe
vinili prestati, consunti dall'uso
e sogni, sogni e ragazze...