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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 23 agosto 2017

Giorni di minime estive #6, ancora dormiente


Domenico Morelli
"Giovane donna dormiente"
Genova, raccolte Frugone
Il dipinto venne esposto alla mostra dedicata alle raccolte dei fratelli Frugone in Palazzo Bianco del 1938. E’ qui evidente la predilezione per la tematica orientalistica, come dimostra la scelta del soggetto, avvicinabile alla serie di fanciulle nell’harem o alle diverse odalische raffigurate in dipinti come Il bagno turco e Una donna dell’Oda, entrambi del 1876, o nel disegno a penna Odalisca.
La piccola figura sdraiata sul tappeto arancione (colore molto caro all’artista) è delineata da un tratto sommario che sintetizza le luci, le ombre e i contorni.
L’impatto fortemente emotivo, voluto dal pittore, è raggiunto anche attraverso le scelte cromatiche, come il bianco del lenzuolo che avvolge la fanciulla, ulteriormente esaltato dalla complementarità del blu del cuscino e dell’arancio del fondo (dalla rete).
 
eppure non sono desto ancora!
le immagini pensano, scorrono,
in un crescendo di sevizie mentali
rischio di scorgere il lato sfocato;
lasciamo che il tempo risolva,
lasciamo che ogni cosa si adatti...
 
Gujil
 

martedì 22 agosto 2017

Cielo di pioggia sul mare


quando l'odore della pioggia contrasta il calore della sabbia,
quando è Libeccio...
Mi manca quella sensazione marina,
quello stare raccolti ed insieme.
I ricordi, quelli belli e sereni,
tanti da aver impregnato i muri della piccola casa.
Ogni tanto trasudano e cullano il sonno;
qualche volta prevale tristezza...
 
Gujil

non l'avrei mai detto, mi manca,
la casa, le cose, l'arenile, il calore;
forse ho agganciato quel feeling
che da sempre andavo cercando...
 

Cielo di pioggia sul mare
 
La voce quieta del mare
in questo cielo oscurato
da nuvole di pioggia
ti porta lontane memorie
e meno triste appare
il buio della sera.
 
Nelson Cenci
 
 
 

lunedì 21 agosto 2017

Aspettare

 
Aspettami ed io tornerò

Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami
quando ne avranno
abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.

Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia...
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.

 
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.


Konstantin M. Simonov
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
 

aspettare, attendere,
due verbi colmi di sensazioni,
ansie, gioie, scrutare orizzonti;
io, per me, preferisco le cose...
 
 aspettare
verbo transitivo
 [lat. exspĕctare «aspettare», incrociato con aspĕctare «guardare attentamente»] (io aspètto, ecc.). –
-TRECCANI-
 
1.- Essere con la mente e con l’animo rivolti a persona che deve arrivare o a cosa che deve accadere; si costruisce di norma con un compl. oggetto: a. un amico; a. il ritorno dei genitori; a. una lettera, una chiamata al telefono; a. l’occasione propizia (e determinato da un avverbio o da complementi: a. tranquillamente il treno; l’aspettava alla finestra; t’ho aspettato fino a mezzanotte); o anche con un verbo introdotto da di, a o che: aspetto di conoscere l’esito; aspetta a dirlo; aspettavo che desse sue notizie; con accezione partic., farsi a., tardare a venire: quanto si fa a. il direttore, oggi!; anche di cose: oggi il treno si fa a.; i guai, le disgrazie non si fanno a.; prov., chi ha tempo non aspetti tempo, non ritardi l’azione, non perda le occasioni favorevoli. Modi fig.: a. il Messia, persona o cosa che non verrà; a. la Provvidenza, non far nulla per aiutarsi, per togliersi d’impiccio. Include spesso idee accessorie, come il desiderio, la speranza, l’inquietudine, l’ansia: ho aspettato invano il suo ritorno; quanto tempo abbiamo aspettato questo giorno!; a. una ricompensa, una parola di riconoscenza, una notizia.
2. -a. Rinviare il compimento di un’azione subordinandolo ad altro fatto: aspetto che smetta di piovere per uscire. b. Stare fermo fino a che non sopravvenga qualcuno o qualche cosa: a. l’autobus; l’aspettarono dietro il muro e quando lo videro gli saltarono addosso. Con senso sim., anche assol.: di’ all’autista che aspetti; aspetta!, férmati! Quindi, con varie costruzioni sintattiche, o assol., indugiare, ritardare a fare una cosa: Quivi di riposar l’affanno aspetta (Dante); aspetta a giudicare, a decidere; la morte non aspetta; che cosa aspetti?, a chi non si risolve a fare ciò che deve. c. Talora, più semplicem., stare per avere, per ricevere: sua moglie aspetta un bambino; a. gente a cena; a. un’eredità; fig. (con mutamento di soggetto): non s’immagina quello che l’aspetta, ciò che gli sta per capitare. d. Ripromettersi o sperare di avere, di ricevere, di ottenere qualche cosa: Donne, da voi non poco La patria aspetta (Leopardi). Con sign. più ampio, spec. con la particella pron., prevedere (per lo più con speranza o con timore) che una cosa avvenga: tutti s’aspettavano una gratifica per Ferragosto; si aspettava una lode ed ebbe invece un rimprovero; non mi aspettavo un’accoglienza così affettuosa; mi aspetto che tu vinca; si aspettava una crisi di panico da quando aveva deciso una volta per tutte di andare in pensione (Claudio Piersanti); sono cose che càpitano quando nessuno se l’aspetta; da un tipo come lui c’è da aspettarsi di tutto (o anche, non c’è da aspettarsi nulla di buono); me l’aspettavo, purtroppo; questo, da lui, non me lo sarei mai aspettato!; c’era da aspettarselo!; prov., chi la fa l’aspetti, chi fa un torto o una cattiva azione a qualcuno, deve prevedere di subirne a sua volta da quello stesso o da altri.

domenica 20 agosto 2017

Tristezza


Tristezza
 
Stamattina gli uccelli si sono radunati
davanti alla mia finestra.
Cantavano tutti assieme
senza mettersi d’accordo.
Li udivo appena,
sotto le lenzuola
e questa tristezza che mi prende la notte.
Indifesa, in posizione fetale,
desidero la vastità
che talvolta mi gonfia
come una colomba.
 
Cecilia Casanova
  
 Tristezza
Quando si subisce una perdita si prova tristezza.
Si può trattare dell’allontanamento di una persona o la perdita di un oggetto a cui si era particolarmente affezionati. Può accadere dopo la separazione da un amico o da una persona amata, per la perdita del lavoro o della propria salute.
La tristezza è un’emozione che permette di superare queste perdite e di comunicare agli altri il nostro bisogno di essere confortati.
Nella parte relativa alla fronte si nota che gli angoli interni delle sopracciglia si alzano verso il centro.

Le palpebre superiori tendono ad alzarsi negli angoli interni.
Gli angoli della bocca risultano abbassati e con l’intensificarsi della tristezza le labbra risulteranno tremanti e il labbro inferiore sporgere in avanti (dalla rete).
 
come non capire, non condividere,
quando il respiro è sospiro,
quando le lacrime premono forte;
"missing you... so much..."

sabato 19 agosto 2017

Cerchio


Cerchio

Non sogni, umani suoni.
Idee girano, mai spendono.
Intenzione di spazi, la terra.
Mare fondo, immagini, acque.
Miracolo non guasta continuo giro terso.
Scheletri di gesso, memorie.
Acquista forma, Materia: catalogarla.
Per questo s’è inventato l’uomo.
Passiva coscienza dei colori.
Est troppo giallo, senza motori.
L’argento di una curva sottile già decade.
Tubi con indicazioni matematiche salgono.
 
Sebastiano Carta 
 


un tondo siamo noi, soli,
cerchiamo altri cerchi, uguali,
a fonderci come anelli di catena;
non sempre gli anelli reggono...

 
cerchio
 /'tʃerkjo/ (ant. cerco)
sostantivo maschile
[lat. circŭlus; la forma cerco è il lat. circus]
-TRECCANI-
 
- 1. (geom.) [la superficie piana racchiusa da una circonferenza] ≈ Ⓖ (ant., fam.) tondo. ‖ circolo, circonferenza.
- 2. [striscia di metallo o legno per stringere le doghe di botti, tini e sim.] ● Espressioni: fig., dare un colpo al cerchio e uno alla botte [non prendere partito tra due posizioni] ≈ barcamenarsi, destreggiarsi, (fam.) tenere il piede in due scarpe.
3-. [termine generico per indicare tipi diversi di monili ornamentali] ≈ anello, bracciale, braccialetto, corona, ghirlanda, orecchino.
4-. (estens.) a. [qualsiasi cosa che abbia forma circolare, o che racchiuda cingendo qualche altra cosa, anche fig.] ≈ circolo, circonferenza, circuito, giro, orbita, perimetro, [del pneumatico] cerchione. b. [tracciato circolare indicante le coordinate della sfera terrestre, degli astri e sim.] ≈ circolo, meridiano, parallelo, orbita, [di astro] disco. c. [traccia circolare di luce, di ombra e sim.] ≈ alone, tondo. ‖ zona.
5-. a. [insieme di persone disposte in tondo] ≈ ‖ assembramento, capannello, crocchio, gruppo. b. [insieme di persone con le quali si hanno rapporti sociali, culturali e sim.] ≈ [→ CERCHIA].
6-. (crit.) [ciascuno dei ripiani circolari in cui è distinta la voragine dell'inferno dantesco] ≈ ‖ girone.
 
 

venerdì 18 agosto 2017

Giorni di minime estive #5

il silenzio, dopo orrore e morte,
nei visi scavati di foto artefatte,
negli occhi di chi cercava la gioia;
mi trovo sperso in un mondo così...
 
Gujil
(Barcellona 17 Agosto 2017)
 
 

giovedì 17 agosto 2017

Preghiera


Preghiera
 
Anima mia, leggera
va’ a Livorno, ti prego.
E con la tua candela
Timida, di nottetempo
fa’ un giro; e, se n’hai il tempo,
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

 
Proprio quest’oggi torno,
deluso, da Livorno.
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d’oro che lei portava
sul petto, dove s’appannava.

 
Anima mia, sii brava
e va’ in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada.
 
Giorgio Caproni


La preghiera è una delle pratiche comuni a tutte le religioni.
Essa consiste nel rivolgersi alla dimensione del sacro con la parola o con il pensiero; gli scopi della preghiera possono essere molteplici: invocare, chiedere un aiuto, chiedere una grazia, chiedere perdono, lodare, ringraziare, santificare, o esprimere devozione o abbandono.
La preghiera è solitamente considerata come il momento in cui una persona 'parla' al sacro, mentre la fase inversa è la meditazione, durante la quale è il sacro che 'parla' alla persona.
La preghiera può essere vocale o mentale, personale o comunitaria, libera oppure liturgica; solitamente quest'ultima forma si ritrova come preghiera scritta (o comunque tramandata in qualche modo).
La preghiera può essere distinta anche in privata o pubblica: la prima viene fatta dai fedeli a nome proprio, la seconda viene fatta a nome della comunità (come l'ufficio divino dei cattolici, che viene recitato non in nome proprio, ma in nome di tutta la Chiesa).
Una delle forme di preghiera più diffuse è il canto devozionale
(da Wikipedia).
 
pregare serve a noi, dentro,
per colmare il senso di impotenza,
quello forte di solitudine:
serve a noi, solo a noi...