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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 31 gennaio 2022

Poesia e riflesso

Io sono un nome che canta e si innamora
dall’altro lato della luna,
sono il prolungamento
del tuo sorriso e del tuo corpo.
Io sono qualcosa che cresce,
qualcosa che ride e piange.
Io,
quella che ti ama.

Gioconda Belli

 

Io capisco solo le cose lontane, a volte,
si avvicina un istante vissuto, intenso;
la solitudine del visitatore incerto,
le frasi assiepate stipate nel cuore...

domenica 30 gennaio 2022

Fango

Per fango si intende comunemente una miscela composta da materiale solido finemente disperso e da una quantità relativamente piccola di liquido, derivata principalmente, ma non necessariamente, da sedimentazione; può essere definito anche particolato in sospensione.

Piantatrici di riso:
non è infangato
solo il loro canto.

Konishi Raizan 

il fango riesce a celare
ciò che non voglio vedere;
rimane ancora vivo il desiderio
per chi più non vuole sognare...

sabato 29 gennaio 2022

Sciocchezze #19 (creature striscianti)

Creature striscianti nella mente
sono gli attimi che non dimentichiamo mai,
una canzone mi riporta indietro nel tempo
la disperazione di allora riaffiora,
la delusione di oggi è diversa;
imparare da ciò che è stato
potrebbe essere una chiave di volta...
 
Gujil
 
 
 
The carpet crawlers

There is lambswool under my naked feet
The wool is soft and warm
Gives off some kind of heat
A salamander scurries into flame to be destroyed
Imaginary creatures are trapped in birth on celluloid
The fleas cling to the golden fleece
Hoping they'll find peace
Each thought and gesture are caught in celluloid
There's no hiding in my memory
There's no room to void
The crawlers cover the floor in the red ochre corridor
For my second sight of people, they've more lifeblood than before
They're moving. They're moving in time to a heavy wooden door
Where the needle's eye is winking, closing in on the poor
The carpet crawlers heed their callers
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out
There's only one direction in the faces that I see
It's upward to the ceiling, where the chambers said to be
Like the forest fight for sunlight, that takes root in every tree
They are pulled up by the magnet, believing that they're free
The carpet crawlers heed their callers
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out
Mild mannered supermen are held in kryptonite
And the wise and foolish virgins giggle with their bodies glowing bright
Through a door a harvest feast is lit by candlelight
It's the bottom of a staircase that spirals out of sight
The carpet crawlers heed their callers:
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out
The porcelain mannikin with shattered skin fears attack
The eager pack lift up their pitchers- the carry all they lack
The liquid has congealed, which has seeped out through the crack
And the tickler takes his stickleback.
The carpet crawlers heed their callers
We've got to get in to get out
We've got to get in to get out.
 
Genesis

venerdì 28 gennaio 2022

Nuvole

Il simbolismo delle nuvole è antichissimo e legato allo sguardo dell’uomo primitivo levato verso il mistero della volta celeste in tutti i suoi fenomeni naturali, positivi e fecondanti come la pioggia e la rugiada o paurosi come i temporali, i tuoni, i lampi, l’occultamento della nebbia.

Prendiamo
il sentiero paludoso
per arrivare alle nuvole.

Kobayashi Issa

 
Le nuvole erano considerate manifestazione della divinità, del suo potere e della sua benevolenza, nubi poste come un diaframma fra l’alto e il basso della materia e dello spirito a mascherare ciò che, per la sua natura soprannaturale, poteva risultare insostenibile all’occhio umano.
 
  
nuvole come messaggi del tempo,
ho scordato il ricordo che amavo?
sensibilità angosciate rivelano attimi
dove il sole non scalda e la luce scema...
 
Il significato delle nuvole nei sogni può assolvere al compito di mascheramento della realtà che si vive da svegli: la nuvola è un elemento che si frappone alla coscienza, qualcosa che attutisce oppure ostacola la comprensione di una scomoda realtà o che protegge il sognatore di fronte alla consapevolezza della banalità della sua vita o di fronte alla durezza delle prove che questa gli riserva di continuo (dalla rete).

giovedì 27 gennaio 2022

Amplesso

 

amplèsso
sostantivo maschile
[dal lat. amplexus -us, der. di amplecti «abbracciare»],
-TRECCANI- 

 

1.- Abbraccio:
raddoppiò gli ultimi amplessi
(T. Tasso); l’orribile amplesso D’un amico spergiuro soffrì (Manzoni); fig.: volare all’amplesso di Dio, spirare nell’amplesso del Signore, morire.

 

 In modo eufemistico prevale la definizione:

 

2.- Accoppiamento, coito:
i piaceri dell’amplesso
; amplesso coniugale; Or questa egli non già, ma quella, ancora Nei corporali amplessi, inchina ed ama (Leopardi).

 

 

I tuoi istinti più i miei

I tuoi istinti più i miei
La mia vita meno il tuo tempo
La tua cintura per le mie poesie
E alla fine dei conti
Tra le mie gambe
Tu.

 Lucia Rivadeneyra

 

 Émile Bernard
"L'amplesso"
 

sensi che si accartocciano su fianchi
ormai usi in apparenze totali e tremiti;
il sesso pervade la vita di tanti sconfitti,
colombe diventano passioni sfrenate...

Rapporto sessuale

Il rapporto sessuale è un'attività fra due o più individui dalla quale può insorgere, se di tipo eterosessuale, la riproduzione d'essi o d'alcuni d'essi se il rapporto è tra più di due esseri. 
La sessualità e i rapporti sessuali sono considerati elementi sostanziali dell'essere umano poiché, oltre alla riproduzione, coinvolgono gli aspetti ontogenetici dell'individuo e in modo preponderante, lo sviluppo dell'identità, la formazione e il mantenimento delle sue relazioni nell'ambiente di vita.
(dalla rete)

 

mercoledì 26 gennaio 2022

Sull'amore

 

domanda a cui dare risposta è difficle,
in realtà dovremmo essere noi a farlo;
siamo indicibili parole sciocche e dolci
è un intimo essere amore, sempre...

 

Chi porta l'amore

Se si spegne la mia esistenza,
il violino del grillo chi l’adora?
Sul ramo ghiacciato la fiamma chi la spira?
Sull’arcobaleno chi si adagia?
Chi rende morbido campo la roccia,
piangendo, mentre l’abbraccia?
Le crepe nella mura chi l’accarezza?
E da bestemmie chi alza cattedrale
per fedi sconvolte?
Se si spegne la mia esistenza,
l’avvoltoio chi lo scaccia via?
E sull’altra sponda del fiume
chi lo porta l’amore?

Nagy Laszlo


  

"L’amore è paziente e gentile; l’amore non invidia, non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non fa del male, non gode dell’ingiustizia ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
(La Bibbia)

 

 

martedì 25 gennaio 2022

Il lamento della terra

Pianeta di suoni

Le emozioni riverberano come riso chiuso
in un vaso senza più ricordi.
Il suono del digeridù
annuncia rauco il cammino dell’anima.
L’imporsi perenne di calzini bucati
e il reincarnarsi di una chiocciola con l’esistenza
costretta a una casa.
Il pianeta che gravita nel piercing che porto all’orecchio
si abbandona alle labbra dei venti
mentre questi gli terranno nascosta la poesia
della seta che si appicicca
sulle ali degli angeli.

Mitko Gogov

 

La Terra emette un costante ronzio che però noi non possiamo sentire: se anche spegnessimo tutti gli apparecchi elettronici e fermassimo ogni essere vivente, per noi sarebbe impossibile sentire il suono che fa il nostro Pianeta, eppure, per la prima volta, i ricercatori ci sono riusciti. Lo studio, intitolato “First Observation of the Earth's Permanent Free Oscillations on Ocean Bottom Seismometers”, è stato pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters (dalla rete).
 

 

i suoni ci carezzano i sensi, li urtano,
richiami ancestrali del mondo, la vita;
il perdurante silenzio distrugge, rintana,
siamo musica, spesso struggente...

lunedì 24 gennaio 2022

Ricordo... Gibran

è così facile amare Gibran, non c'è un suo scritto che strida dentro di noi, con quello che siamo; in tutte le parole tradotte potrebbe esserci un difetto ma l'umore che trasuda veramente lenisce il cuore che duole, il problema è leggerlo, sfogliarlo, non certo comprenderlo o amarlo...

Gujil

 

Ricordo

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

Khalil Gibran

 

Potremmo definire il ricordo come  un'impronta di una singola vicenda o esperienza o di un complesso di vicende ed esperienze del passato, conservata nella coscienza e rievocata alla mente dalla memoria, con più o meno intensa partecipazione affettiva: il ricordo dei cari estinti, del fratello lontano; mi è rimasto un pessimo ricordo di quella serata; i vecchi vivono di ricordi (dalla rete).

  

ha radici profonde un ricordo che conta,
rimane in bilico tra cuore e ragione;
ho tanti ricordi che contano tanto, io
non sò che metterli rinfusamente via...

domenica 23 gennaio 2022

Madre

Pablo Picasso
"Madre e figlio"


 Io vado, madre

Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
frammento di terra per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il corpo esploderà là dove si tortura
e lo spirito flagellerà,
come l’uragano, tutte le porte.
Io vado…madre…
Se non torno,
la mia anima sarà parola …
per tutti i poeti.

Abdulla Goran


 

madre tu sempre ora saprai
il figlio che fui, la rabbia, l'amore;
sei andata, madre, dove il dolore è lieve?
ho viva in me quella tua carezza...

  

Il termine italiano "madre" deriva dall'accusativo latino matrem, che trova corrispondenze nelle lingue antiche, come nel greco antico (μήτηρ), nel sanscrito matṛ (मातृ ), nel persiano mâd, nell'antico slavo mati e nelle lingue moderne, come in inglese mother, in tedesco Mutter, in francese mère e nel portoghese mãe (dalla rete).

sabato 22 gennaio 2022

Pensieri e sogni

Il sogno,
(dal latino somnium, derivato da, "sonno")

è un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase REM, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante.
Lo studio e l'analisi dei sogni inducono a riconoscere un tipo di funzionamento mentale avente leggi e meccanismi diversi dai processi coscienti di pensiero che sono invece oggetto di studio della psicologia tradizionale.
Le moderne tecniche di scansione cerebrale hanno permesso di approfondire i processi neurobiologici che avvengono durante il sogno dando vita a una nuova fase di ricerca basata non più solo su ipotesi psicologiche, ma su riscontri fisici verificabili.
(da wikipedia)

 

Vedi, pensieri e sogni

Vedi, pensieri e sogni in un intrico
di fili ci ravvolgono, in una rete mimetica,
e né Dio né i caccia in ricognizione
potranno mai sapere
ciò che vogliamo realmente
e dove il nostro passo è diretto.
Solo la voce che interrogando guizza
si alza ancora sulle cose e resta in aria sospesa,
anche se le granate l’hanno ormai ridotta
come una lacera bandiera,
come una nuvola squarciata.
Vedi, anche noi compiamo rovesciandolo
il cammino dei fiori:
da un calice iniziare tripudiante di luce,
scender giù con lo stelo sempre più cupo,
arrivare nella chiusa terra e attendere un poco,
e finire, radice, nel grembo, nell’oscuro.

Yehuda Amichai
Traduzione di Ariel Rathaus


 
i sogni ondeggiano al mattino
occhi gonfi, sonno, aprono pensieri;
siamo stille di umori vitali, rivoli,
umidi piaceri spesso sconfitti...
 
 Il pensiero

è l'attività della mente, un processo che si esplica nella formazione delle idee, dei concetti, della coscienza, dell'immaginazione, dei desideri, della critica, del giudizio, e di ogni raffigurazione del mondo; può essere sia conscio che inconscio.
(da wikipedia)

venerdì 21 gennaio 2022

Cercando

Io ti cerco

Io ti cerco, tu cerchi un altro,
e infine si perde il nostro desiderio
nella distanza nelle giornate grigie
e non vede una via verso la stessa meta.
Oh, tu ed io, che non ci siamo mai incontrati,
il mio cuore è stanco di cos’era ed è.
Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.

Steinn Steinarr  

...quando ci capita di implorare l’affetto altrui lo facciamo perché non abbiamo altre vie da percorrere. Di per sé, non è nemmeno un’idea così sbagliata a patto che si riesca a non ferire la propria dignità e a non ledere il proprio orgoglio. Piuttosto che implorare l’amore, sarebbe bene riuscire a darne di più: se  generare un aumento di affetto provoca lo stesso risultato anche nel partner si sarà risolto il problema, se invece ciò non accade forse è il caso di ripensare alla relazione (dalla rete).

 

a volte senza cercare capita, così, suddenly,
una foto, un incontro, un abbraccio;
siamo prevedibili, catalogabili, corruttibili
come immagini sbiadite che ancora amiamo...

giovedì 20 gennaio 2022

Giorni di minime #84

 
Chi non si è mai innamorato in sogno?
"Ricordo i suoi capelli lunghi e biondi..."
Questa canzone mi riporta indietro,
la sensazione di luce svanita,
il pensiero di qualcuno lontano,
o forse è un qualcosa;
rimaniamo insieme alle visioni,
restiamo succubi di noi.
In fondo vorremmo solo e sempre
innamorarci di noi stessi,
o no?
 
Gujil
 

mercoledì 19 gennaio 2022

Mercanti della neve (o del freddo)


 

I Mercanti del freddo

 Stanno finendo il loro cammino
i Mercanti del freddo e Gennaio
si riempie di luce e calore.
Nel gelo del cuore un pensiero
balena, come luce dispersa,
si dirada nel buio il dolore.
Passi distratti continuano
le vie consuete, la vita
rimane un sospiro latente.
Incrociarsi veloci di volti
come frettolosi annunci ,
passaggio di treni veloci.
Le cose d'amore ritornano
a brillare nell'ombra
di un fiammifero spento.
Il tempo che scorre, i capelli,
confusi da grigi sfumati,
aspettano dita impazienti.
Aroma di caffè e sogni
infranti nell'alba, ma belli
come il sole di prima mattina
 
Anonimo
del XX° Secolo
da "Le implicazioni sentimentali"
 
 
 La leggenda  dei mercanti del freddo (o della neve) è molto antica e la tradizione vuole che si attribuiscano le abbondanti nevicate ai seguenti Santi:

San Mauro (15 Gennaio) protettore di  tutti gli ammalati e di quelli che corrono seri pericoli. A San Maur (15 gennaio) una fred dal diàvol, a sant’ Antoni (17 Gennaio) un fred dal demoni . Ed e’ proprio Sant’Antonio a mietere una serie infinita di detti popolari: Sant’Antonio, gran freddura, Sant’Antonio dalla barba bianca se non piove la neve non manca, S. Antonio dalla barba bianca, se non nevica non si mangia San Lorenzo gran caldura, l’uno e l’altro poco dura, per San Bastiano (20 gennaio), sali il monte e guarda il piano; se vedi molto, spera poco; se vedi poco, spera assai. , Per San Sebastiano un’ora abbiamo. San Fabian e Sebastian i ven via cun la viöla in man Sant’Agnese (21 gennaio), il freddo è per le siepi. A san Vincenzo (22 gennaio) l’inverno mette i denti- San Vincenz de la gran fredüra, San Lorenz de la gran caldüra: vün e l’ alter poch el düra , Se per San Paolo (25 gennaio) è sereno, abbondanza avremo , De le calendule e de le crescendule no me ne cüre, basta che’ l dé de San Paol no’ l sé scüre.

 
 
 
San Antonio Abate (17 Gennaio) protettore degli animali, viene festeggiato  con la benedizione degli animali, il falò e la “busecca” (trippa in brodo con verdure).
Poi abbiamo San Sebastiano (20 Gennaio), il giovane martire milanese viene raffigurato legato e trafitto da frecce. 

San Mauro, Sant’Antonio abate e San Sebastiano
sono chiamati
i mercanti della neve (o del freddo)
perché se nel loro giorno fa bel tempo e splende il sole ne approfittano e vanno al mercato a comperare la neve da spargere sulla terra nei giorni successivi
se non piove a santa Emerenziana il grano è a rischio
dove cade, la neve può fioccare fino al 23 del mese

Santa Agnese (21 Gennaio) patrona delle giovani dei giardinieri e degli ortolani, Santa Agata (5 Febbraio). San Biagio (3 Febbraio) protettore della gola.  
I cosiddetti "giorni della merla"
solitamente erano i più freddi dell'anno e portavano copiose nevicate e per questo venivano abbinati ai Santi Mercanti della Neve.
Questi giorni erano considerati dai contadini come un almanacco, in base al tempo che si verificava nei tre giorni si ipotizzava come potesse essere il tempo per tutto il resto dell’anno (dalla rete).

martedì 18 gennaio 2022

Nuvole...

Nuvole

Nuvole sopra la mia casa
nuvole sul mondo intero.
Dallo stretto passo precipita
un vento che porta distruzione, tristezza e torpore.
il mondo intero è desolato
come i miei sensi.
O suonatore di flauto
che hai perso la strada rapito dalla tua melodia,
dove sei?
Ci sono nuvole sopra la mia casa,
nuvole sul punto di piangere.
Nel ricordo dei giorni luminosi scivolati tra le mie dita
mi appare il sole sulla soglia dell’oceano
ma il mondo intero è rattristato e flagellato dal vento
e sulla strada il suonatore continua suonare il suo flauto,
lungo è ancora il cammino davanti a lui
in questo mondo sotto una coltre di nuvole.

Nima Yushij

 

Chissà quante volte da bambini avrete giocato a chi ne individuava di più, rivedendo in quelle nuvole le immagini di animali, piante o altre suggestive figure. Se da adulti non si è persa troppa immaginazione, è ancora possibile intravedere queste splendide immagini suggerite dalla fantasia; specialmente quando siamo bloccati nel traffico e non abbiamo nulla da fare mentre aspettiamo di riprendere la strada. Insomma, non c'è da stupirsi se quando alziamo gli occhi al cielo, invece di una nuvola, vediamo un cane o una gigantesca aquila. Da quello che possiamo osservare da questi fortunati scatti, sembrerebbe proprio che la Natura abbia uno strano modo per comunicare con noi!
 
le forme delle nuvole spiegano
fantasie indelebili, sogni;
perduti nell'orgasmo della gioia
dimentichiamo realtà e contingenze...
 

lunedì 17 gennaio 2022

Sant'Antoni (del “purscèll”)

Il 17 gennaio, nella tradizione lombarda contadina, è il giorno in cui si accendono i falò, detti anche fuochi di Sant’Antonio, ed è anche il giorno in cui si commemora il Santo. Da sempre, questi fuochi propiziatori hanno lo scopo di riscaldare il terreno dopo i rigori invernali, annunciando l’arrivo della primavera, quindi il ritorno al lavoro nei campi. Come tutte le tradizioni popolari della regione, la festa è sempre stata accompagnata da canti e da versetti in dialetto; come questo: Sant’Antoni del purscell, el sonava el campanell; el campanell el s’è rompuu, Sant’Antoni el s’è scunduu (Sant’Antonio del maiale suonava un campanello che si è rotto e lui si è nascosto): oppure quest’altro: Toni, Toni, Sant’Antoni, ciribibì, ciribibò, dèmm i legn de fa el falò (datemi la legna per il falò, con l’aggiunta del “ciribibò” per la rima!). Tradizioni forse non più vive come un tempo, ma tuttora praticate, come quella della benedizione degli animali (ecco giustificata la presenza del maiale) che si accompagna all’accensione dei fuochi. Ma si farebbe ad Antonio, detto anche Sant’Antonio il Grande, d’Egitto, del Fuoco, del Deserto, Antonio l’Anacoreta (nato nell’anno 251 d.C. e morto nel deserto della Tebaide il 17 gennaio del 356), un imperdonabile torto se lo si limitasse unicamente alla cultura popolare lombarda, come protettore degli animali e della vita contadina. Sant’Antonio è stato un abate e un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo e il primo degli abati della cristianità. È stato inoltre il primo padre spirituale di una comunità – fra le mille e più che sarebbero sorte in seguito nell’ambito della Chiesa – di uomini che si consacravano – sotto la guida di un Abbà (padre) al servizio di Dio (Libertas Dicendi n° 244 del ‘Columnist’ Federico Formignani, dalla rete).

 Il giorno di un santo del freddo 
di un inverno che un falò riscaldò spesso. 
Da ragazzo una festa che amavo, con gli amici, 
a scacciare i dolori e le tristezze intorno a un fuoco. 
Il mio ricordo vivido si inerpica
a toccare con un dito il cielo...
Gujil
 
  
 non fa più tanto freddo se non nel cuore
ho la vista appannata da lacrime di passato,
una volta raggiunto il pensiero mi fermo,
trovo riparo dalle cicatrice del cuore...



"Sant'Antoni da la barba bianca fam trua quel che me manca"
 
 
"Sant'Antoni del purcell
Che'l sunava 'l campanell

Il campanel el l'ha perdù
Sant'Antoni el se scundù

El se scundù de drèe a una porta
Gh'era là una cavra morta

La cavra morta l'ha sguagnì
Sant'Antoni el s'è strimii

El se strimii in una tal manera
Che tucc i ann ghe fan la fera"



domenica 16 gennaio 2022

Dèdica

Dèdica 
s. f. [der. di dedicare]. - TRECCANI - 

Atto, parole con cui si dedica qualche oggetto; in partic., lettera o epigrafe, stampata generalmente dopo il frontespizio e prima del testo, con la quale l’autore o l’editore offre un libro. Anche, frase riverente o affettuosa scritta personalmente dall’autore o dall’editore sui singoli esemplari destinati ad amici, critici, ecc.: una copia del volume con d. autografa dell’autore; d’altre cose: disegno, fotografia con dedica.


Una dedica a mia moglie

Alla quale devo l’impulso di piacere
Che mi desta i sensi nelle nostre ore di veglia
E il ritmo che governa il riposo delle nostre ore di sonno,
il respiro all’unisono

Di amanti i cui corpi odorano l’uno dell’altro
Che pensano gli stessi pensieri senza necessità di parole
E balbettano le stesse parole senza necessità di senso.

Nessun ostinato vento d’inverno potrà gelare
Nessun cupo sole tropicale potrà inaridire
Le rose nel roseto che è nostro, nostro soltanto.

Ma questa dedica è perché altri la leggano:
parole private che ti sono rivolte in pubblico.

Thomas Stern Eliot

 
ponderate parole smitizzano
situazioni precluse, offuscate e dense;
lae meriadi di costernazioni non bastano
rimane il sapore acre dell'addio...