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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 8 luglio 2024

Spiagge Normanne

Non sa più nulla, è alto sulle ali
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna.
Per questo qualcuno stanotte
mi toccava la spalla mormorando
di pregar per l’Europa
mentre la Nuova Armada
si presentava alla costa di Francia.
Ho risposto nel sonno: ‐ È il vento,
il vento che fa musiche bizzarre.
Ma se tu fossi davvero
il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna
prega tu se lo puoi, io sono morto
alla guerra e alla pace.
Questa è la musica ora:
delle tende che sbattono sui pali.
Non è musica d’angeli , è la mia
Sola musica e mi basta. ‐

Vittorio  Sereni

Negli echi lontani dovremmo
trovare silenziosi messaggi;
infine i lidi imbrattati di vite
non sono che stupidi moniti... 
 
Lo sbarco in Normandia fu una delle più grandi invasioni anfibie della storia, messa in atto dalle forze alleate durante la seconda guerra mondiale per aprire un secondo fronte in Europa, dirigersi verso la Germania nazista e allo stesso tempo alleggerire il fronte orientale, sul quale da tre anni l'Armata Rossa stava sostenendo un aspro conflitto contro i tedeschi (da Wikipedia).

venerdì 28 giugno 2024

La Casa di Anna Frank

La Casa di Anna Frank (Anne Frank Huis) è una casa-museo di Amsterdam, allestito a partire dal 1960 ai nr. 263-265 di Prinsengracht, ovvero in quella che fu in parte l'abitazione (situata al nr. 263) dove rimasero nascosti per due anni (dal 1942 al 1944) la giovane ebrea tedesca Anna Frank e la sua famiglia, assieme ai Van Pels, durante l'occupazione nazista nei Paesi Bassi. L'abitazione è soprannominata "l'alloggio segreto" (Achterhuis, letteralmente "retrocasa" dall'olandese). Nel museo vengono mostrate le stanze. Nella stanza appartenuta ad Anna Frank, si trovano appese le foto di attrici famose collezionate dalla ragazza
(da wikipedia).
 

 Dall'Olanda

A portarmi fu il caso tra le nove
e le dieci d’una domenica mattina
svoltando a un ponte, uno dei tanti, a destra
lungo il semigelo d’un canale. E non
questa è la casa, ma soltanto
‐mille volte già vista –
sul cartello dimesso «Casa di Anna Frank».

Disse più tardi il mio compagno: quella
di Anna Frank non dev’ essere, non è,
privilegiata memoria. Ce ne furono tanti
che crollarono per sola fame
senza il tempo di scriverlo.
Lei, è vero, lo scrisse.
Ma a ogni svolta a ogni ponte lungo ogni canale
continuavo a cercarla senza trovarla più
ritrovandola sempre.
Per questo è una e insondabile Amsterdam
nei suoi tre quattro variabili elementi
che fonde in tante unità ricorrenti, nei suoi
tre quattro fradici o acerbi colori
che quanto è grande il suo spazio perpetua,
anima che s’irraggia ferma e limpida
in migliaia d’altri volti, germe
dovunque e germoglio di Anna Frank.
Per questo è sui suoi canali vertiginosa Amsterdam.

Vittorio  Sereni

Le cose della vita rincorrono
prati calpestati da incubi;
relega la memoria il brutto,
infuria rabbia nell'anima...

lunedì 4 luglio 2022

Gargoyle


Il nome Gargoyle proviene da “la gargouille”, che in francese significa “gola”. Secondo una delle interpretazioni più popolari, la scelta è caduta su quel nome perché originariamente queste sculture mostruose avevano anche una funzione pratica: quella di lasciar refluire le acque piovane lontano dalle mura esterne delle chiese medievali. Dalla loro enorme gola dunque fuoriusciva l’acqua di scolo. Ma il significato di tali mostri all’esterno delle chiese aveva in realtà un’origine più metafisica: servivano a rappresentare il male che restava fuori dalle chiese, in modo da far passare il messaggio che “dentro” c’era la salvezza (dalla rete).

Ad alcuni poeti moderni 

I vostri nomi sono come giganti decapitati
che sanguinano di nero oblio:
siete le fragili voci
l’irriducibile ritmo di bellezza si contorce
sotto gli artigli delle vostre penne.
I vostri occhi sono candele gemelle
che bruciano fiamme di ardente desiderio
issate al sommo altare della Poesia.
Tutto quanto avete cercato di ottenere vi è sfuggito;
avete provato, ma il vostro giorno sta svanendo.
Eppure non addoloratevi.
Molto di ciò che affascina è un nulla che passa
di fronte alla grandezza dell’eternità.
È una minuscola ombra la terra
che barcolla sull’orlo della morte.
La luna è un palpito splendente
nel cuore della notte;
ed effimere son le stelle
nello sguardo lungimirante del Signore.

Dunque non addoloratevi

se le vostre poesie sono come la fredda

tenera erba di una breve estate.

Son pochi i veri fiori.

Pascal D'Angelo

La poesia che penetra la vita è persa
e resto incolume e sbalestrato in sogno;
cariatidi e gargoyles mi guardano severe
mentre imito Monet mi lacrima il viso...

Secondo la leggenda, la Gargouille era anche il nome dato a un dragone cattivo che perseguitava i cittadini del villaggio di Rouen, nella Francia del nord, nel settimo secolo. Il dragone aveva un collo lunghissimo, delle grandi ali da pipistrello, dei denti spaventosi e sputava fuoco. Gli abitanti del villaggio erano terrorizzati dal dragone e facevano spesso dei sacrifici in suo nome, per guadagnarne l’approvazione (dalla rete).

martedì 17 marzo 2020

Araldica


L’araldica
o “arte del blasone”
è la scienza che regola e governa
la composizione degli stemmi gentilizi.
A ciascuno di questi emblemi araldici, secondo le minuziose modalità e regole di un complesso codice cavalleresco, era affidato il compito di mostrare ed illustrare gli elementi distintivi di una famiglia nobiliare.
Ogni stemma araldico racconta di fatto la storia di una particolare famiglia attraverso i secoli: nelle società antiche esso era un valido e imprescindibile mezzo di identificazione sia individuale che famigliare.
Lo stemma araldico permetteva infatti di comunicare con chiarezza l’importanza, il ruolo, la storia famigliare e personale di chi lo presentava.
Per questo ogni singolo elemento e figura, anche il più piccolo ornamento o cambiamento di forma in uno stemma nobiliare, rimanda ad un preciso significato codificato.
Così, ad esempio, la raffigurazione entro lo stemma di un animale o un oggetto particolare, aveva la funzione di simboleggiare le qualità o il potere del titolare dello stemma.
Saper “leggere” gli stemmi permetteva in epoca medievale e rinascimentale di capire immediatamente chi si aveva di fronte: qual era la sua importanza e il suo ruolo sociale.
Particolarmente significativo è il caso della famiglia Gonzaga che, attraverso la ricorrente e sistematica mutazione del proprio stemma, ha progressivamente fissato e reso pubblici i passaggi più significativi che l’hanno portata nei secoli, attraverso concessioni imperiali, imparentamenti, riconoscimenti dinastici, acquisizioni di feudi e territori, ai vertici dell’aristocrazia europea.
(dalla rete)

Araldica
a R.
 
Amore, com'è ferito
il secolo, e come siamo soli
- tu, io - nel grigiore
che non ha nome. Finito
è il tempo dell'usignolo
e del leone. Il blasone
è infranto. Il liocorno
orma non ha lasciato
sul suolo: l'Ombra, è in cuore.
 
Giorgio Caproni
da "Il muro della terra", 1975
 
 animali fantastici nei bestiari,
allora ascoltavo favole sonore;
adesso mi rifugio in tante lune,
ora mi sento sperduto e solo...

 

lunedì 10 febbraio 2020

Amaro animale



Lento amaro animale 
che sono, che sono stato,
amaro per il grumo di polvere, per l'acqua, il vento
che nella prima generazione dell'uomo chiedevo a Dio.

Amaro come quei minerali amari
che nelle notti di perfetta solitudine
– maledetta e rovinosa solitudine
senza eguali –
s'apprendono alla gola
e, croste di silenzio,
soffocano, uccidono, resuscitano.

Amaro come quella voce amara
prenatale, pre-sostanziale, che proferì
il nostro verbo, che percorse il nostro cammino,
che morì la nostra morte,
e che in ogni momento sveliamo.

Amaro da dentro,
da ciò che non sono,
– la mia pelle come la mia lingua –
dal primo essere vivente,
annunciazione e profezia.

Lento da tanti secoli,
remoto – non c'è nulla dapprima –,
distante, lontano, ignoto.

Lento, amaro animale
che sono, che sono stato.
 
Jaime Sabines 
Traduzione di Angela Saliani
 
 
 incredibili eppure nel loro orrore bellissime
creature immaginarie come
il Minotauro o il Cerbero, piuttosto che Sirene o Centauri
ricorrono spesso nella nostra mitologia finendo per fornirci una dimostrazione di quale sia la più grande capacità di ognuno di questi animali: la fiducia, la loro forza consiste da sempre nell’abilità di contare l’uno sull’altro.
(dalla rete)
 
elegie per la vita che siamo, questo vorremmo,
un canto di pace e serena armonia, naturale;
vaghiamo nel folto di un tenebroso uragano,
cerchiamo di essere solo l'animale che siamo...
 
 

venerdì 17 gennaio 2020

Sant'Antonio abate

Sant’Antòni del porscèll,
ch’el sònava el campanèll,
el campanèll el se s’cepaa,
Sant’Antòni l’è scapaa,
l’è scapaa dedree ‘na pòrta,
gh’era là ‘na dònna mòrta,
la dònna mòrta l’ha sguagnii,
Sant’Antòni el s’è stremii,
el s’è stremii d’ona manèra,
che ogni ann ghe fann la fèra.

Gh’èra pizz i candilee,
Sant’Antòni el gh’è andaa ‘dree,
el gh’è andaa ‘dree per fagh onor,
Sant’Antòni l’era on scior.
l’era on scior senza peccaa,
sant’Antòni el s’è salvaa,
el s’è salvaa in paradìs:
sant’Antòni e san Luìs.

 




Sant’Antonio del porcello,
che suonava il campanello,
il campanello si è rotto
Sant’Antonio si è nascosto,
si è nascosto dietro una porta,
ha trovato una donna morta,
la donna morta ha dato un lamento,
Sant’Antonio si è spaventato ,
si è spaventato in una maniera,
che ogni anno gli fanno la Fiera.

C’erano accesi i candelieri,
Sant’Antonio gli è andato dietro
gli è andato dietro per fargli onore,
Sant’Antonio era un signore.
era un signore senza peccato,
Sant’Antonio si è salvato,
si è salvato in Paradiso,
Sant’Antonio e San Luigi.



"Sant'Antoni del purcel": tra fede e tradizione



Sant’Antonio Abate, egiziano di nascita e morto nel deserto della Tebaide il 17 gennaio del 357, è considerato un Santo protettore degli animali domestici. che di solito viene raffigurato con accanto un maialino che reca al collo una campanella. Questa particolare festa, oltre a ricordare gli animali e la vita del Santo, scandisce anche il tempo tra le semine e i raccolti in agricoltura.
Soprattutto nel passato, ma in alcuni paesi è ancora in voga, i festeggiamenti comprendevano la benedizione degli animali in occasione delle celebrazioni in onore del Santo.
Secondo la tradizione e sulla base di antiche leggende, durante la notte di Sant’Antonio Abate agli animali è data la facoltà di parlare
(dalla rete).

Ma l'abate Antonio, per la storia dell'arte, è soprattutto il santo delle tentazioni demoniache: sia che esse assumano – in accordo con la Vita Antonii scritta da Atanasio di Alessandria – l'aspetto dell'oro, come avviene nella tavola del Beato Angelico (circa 1436) posta nel Museo delle Belle Arti di Houston, oppure l'aspetto delle lusinghe muliebri come avviene nella tavola centrale del celebre trittico delle tentazioni di Hieronymus Bosch al Museo nazionale dell'Arte antica di Lisbona, oppure ancora quello della lotta, contro inquietanti demoni, scena che fu popolarissima nel XVI e XVII secolo soprattutto nella pittura del Nord .
(dalla rete).

Il falò di Sant’Antonio, dedicato a Sant’Antonio Abate, protettore dei contadini e degli animali domestici il cui giorno dedicato cade il 17 gennaio, la ricorrenza trae origini dagli antichi culti celtici e illuminava le campagne per celebrare la vittoria della luce sul buio e augurarsi di avere raccolti fecondi e abbondanti (dalla rete).


giovedì 19 dicembre 2019

Vergogna e dolore

Di altro colore

Piange una madre la figlia morta,
l'indifferenza circonda l'evento;
parole dure, distruggono umanità,
lasciano solo il colore del lutto,
tingono di nero una bimba e una madre...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

Questi i fatti: la mattina di sabato scorso, 14 dicembre, la mamma della piccola, una donna nigeriana residente a Sondrio, si era accorta che la piccola non stava bene e non respirava normalmente. E' scesa in strada chiedendo aiuto e ha trovato un uomo che ha portato lei e la piccolina in ospedale in auto. Quando sono arrivati al Pronto soccorso dell'ospedale civile di Sondrio, però, la bimba era in condizioni disperate e non respirava già da tempo. I medici che l'hanno presa in cura non hanno potuto salvarle la vita. Poco dopo al nosocomio è arrivato anche il papà della neonata, avvisato dalla madre, e i genitori hanno purtroppo ricevuto la terribile notizia.
..."Dalla sala d'attesa iniziano commenti di ogni tipo.
Chi parla di riti tribali, chi di satanismo, chi di scimmie, chi di 'tradizioni loro', chi di manicomi. Giudizi, parole poco appropriate, cattiveria, tanta". "La tristezza ha iniziato ad invadermi - ha raccontato agli amici la ragazza -.
Nel frattempo ho sperato più che mai che calasse il silenzio fra le voci insopportabili e malvagie di quegli individui. E invece no, anche di fronte alla morte di un innocente, le voci hanno continuato. La più tremenda è stata: 'tanto loro ne sfornano uno all'anno'. Siete davvero schifosi"...
Sui presunti insulti a sfondo razzista al Pronto soccorso subiti da una donna nigeriana che aveva perso la figlia di cinque mesi la direzione sanitaria dell'ospedale di Sondrio afferma che "le frasi riportate da Francesca (la ragazza che le ha rese note anche su Facebook ndr.) non possono essere né confermate, né smentite. Il personale in servizio non le ha assolutamente sentite". "E' certo, invece - spiegano i responsabili  - che l'assistenza e la cura nei confronti della famiglia e della loro figlioletta sono state massime". (Tiscali news 19 Novembre 2019)

Non posso che provare vergogna,
indipendentemente dal fatto che sia o meno successo;
siamo diventati animali territoriali;
pensare alla cristianità è difficile eppure,
molti di loro saranno alla Messa
e avranno fatto un Presepe...

Gujil

domenica 25 agosto 2019

Protocollo marino #7 con mostri marini


 Protocollo marino #7
 
il senso dei ritorni, ancora, sempre,
i protocolli  sconfiggono la noia
eppure... mostri marini affiorano,
spumeggia l'azzurro, rompe, spruzza
fonde nel bianco di creste di onde...
 
Gujil
  
Le fantastiche ed impressionanti figure dei
 mostri marini
sono da sempre presenti nell’immaginario collettivo.
L’idea di una creatura mitologica, che popola i mari ed incute timore ai marinai, ha stuzzicato la fantasia degli scrittori (pensiamo a Jules Verne per esempio) che, per rappresentarla, hanno iniziato a servirsi di espedienti sempre più audaci e legati ad antiche credenze.
Essi hanno dato così origine ad una tipologia di racconto piuttosto comune, incentrato su un animale mostruoso che vive nel mare e semina il terrore.
L’archetipo del mostro marino che ingoia l’eroe è presente, ad esempio, anche nella letteratura per bambini.
Pensiamo per esempio a Pinocchio o a Il soldatino di stagno .
Lì l’isolamento nel ventre del pesce mette in contatto con la coscienza e porta alla decisione di uscire dalla propria chiusura mentale.
I mostri marini, d’altronde, possono assumere le forme più variegate: dal drago al serpente, fino ad arrivare ad esseri dotati di mille tentacoli.
Essi possono avere una consistenza gelatinosa oppure ricca di squame.
Possono essere dotati di fauci o di semplici ventose.
Indipendentemente dal loro aspetto, fanno parte della storia della letteratura da sempre, poiché rappresentano forze soprannaturali, contro le quali l’uomo si rivela impotente, o quasi.
Essi si nascondono nel profondo degli abissi e attaccano non visti, all'improvviso.
Nel mondo antico, in cui gli spostamenti via mare erano gli unici possibili, rappresentavano il rischio e l’ignoto del viaggio sia esso di andata o di ritorno.
Suscitano terrore e ostilità, anche perché in fondo rappresentano il lato oscuro e bestiale che si nasconde in ognuno di noi. 
E dunque, esaminiamo cinque figure di mostro marino che, nella letteratura di tutti i tempi, hanno fatto molto parlare di sé.
(dalla rete)
 1. Il leviatano: Un mostro antico dalla forza leggendaria
2. Il calamaro gigante: Forse il più classico fra i mostri marini
3. Il serpente marino: Il mostro per eccellenza della mitologia
4. Lo squalo: Un pesce assassino che ha ispirato numerose pellicole cinematografiche
5. Moby Dick: Una balena bianca (un capodoglio) simile ad un fantasma