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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 16 ottobre 2026

Padre mio!

Padre mio!
 
Ancora risuona nei sensi
quella così triste domanda
a cui non risposi, pietoso
così prossimo, vicino la fine 
che il mio pianto non seppe
altro che scorrere incredulo.

Padre mio! che ancora
mi stringi le vene del dire
che sempre premi sul cuore
del vivere giorni riposti
in angoli angusti intrisi
di sospiri e umide preci.
 
Intravedo il tuo incedere
lento, deciso, di sofferenti
membra provate dal tempo
eppure mai fosti lamento
ai figli che amasti silente
quasi in disparte, di lato.
 
Ora solo posso piangerti
ricordando com'eri e sorrisi
appena accennati, e carezze,
stupide cose che mancano
ridotti e luminosi frammenti
mischiati al potente dolore.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

giovedì 8 ottobre 2026

Riposo dell'erba

Il poeta stabilisce un legame profondo, quasi simbiotico, con la natura (dendromorfismo o sensibilità biovegetale).
L'atto di aprire "la zolla ch'è mia" e di adagiarvisi è un ritorno alla terra d'origine (la Sicilia della memoria e dell'infanzia).
Il sonno che segue non è passivo, ma una fusione totale: l'erba riposa il suo cuore insieme a quello del poeta "da secoli", superando i confini del tempo storico.

Riposo dell'erba

Deriva di luce; labili vortici,
aeree zone di soli,
risalgono abissi: apro la zolla
ch'è mia e m'adagio. E dormo:
da secoli l'erba riposa
il suo cuore con me.

Mi desta la morte
più uno, più solo,
battere fondo del vento:
di notte.

 Salvatore Quasimodo

Il vento notturno che batte dal fondo sancisce l'impossibilità di una fusione permanente con la natura: l'uomo si riscopre "più uno,/più solo", segnato da quell'isolamento esistenziale che caratterizza tutta la poetica giovanile di Quasimodo.
Il componimento è caratterizzato da una forte densità lirica, dall'uso di analogie e da una sintassi frastagliata e paratattica.

(dalla rete)

Arriverà il momento di passo
che non si potrà arretrare;
i volti dei tanti vedranno sorrisi
e braccia che tese saranno...

venerdì 2 ottobre 2026

Un giorno nel giro del tempo (Carolina)

Nell'antichità la celebrazione della nascita non riguardava le persone comuni. 
Nell'Antico Egitto si festeggiava esclusivamente il giorno dell'incoronazione del faraone (considerata la sua "nascita" come divinità), mentre tra i Greci, Romani e Persiani i festeggiamenti erano riservati unicamente a re, nobili e divinità.

C’è un giorno nel giro del tempo
nel giro dell’anno rotondo:
lo festeggia con te chi è contento.
Tu sei nato in un giorno normale
lungo il giro rotondo dell’anno:
ma quel giorno si è fatto speciale
e lo chiamano il tuo compleanno.
 

Roberto Piumini

Auguri stanchi del tempo
tra le mia braccia solo rifugio
incantantavi la vita con isole
di risa, sguardi, ora vivi...
 
Il compleanno moderno, inteso come festa per la gente comune, ha preso piede in Europa intorno al XIX secolo, inizialmente all'interno delle famiglie aristocratiche e borghesi. 
Si ritiene che la prima festa di compleanno documentata con le modalità odierne (torta e candeline per ogni anno di età) sia stata organizzata il 28 agosto 1802 in Germania per il 53° compleanno del celebre scrittore Johann Wolfgang von Goethe.
(dalla rete)

lunedì 21 settembre 2026

Protocollo cittadino #179 (Un fiume)

The River Why (distribuito in Italia con il titolo Il fiume delle verità) è un'opera che nasce come celebre romanzo del 1983 dello scrittore David James Duncan ed è diventata nel 2010 un film drammatico/sentimentale diretto da Matthew Leutwyler.

 Un fiume

Un fiume scorre negli occhi
blu, confuso nel malinconico verde
a rivedere albe fumose e raggi
e quel leggero sibilo in aria...
 
Gujil
 
Un giovane pescatore, Gus Orviston è alla ricerca di un'inafferrabile trota arcobaleno, metafora della ricerca umana della conoscenza di sé. Un film che vive di silenzi e attese (come il mondo della pesca).
(dalla rete)

sabato 12 settembre 2026

"Caro", poesia

Caro

Riflessa, altera, nell'unico
di un orizzonte al tramonto
ti vedo alla china scoscesa
attenta, intenta alla vita.

Il volto riflette la luce
del sole che sei, che per altri 
sarai nel tuo dare discreto
l'amore che senti ti fugge.

Caro mi sei come l'acqua,
nel fuoco, nel solo che siamo;
infine raggiungeremo l'intento
impetuoso del cuore che batte.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

lunedì 31 agosto 2026

Elisa


Elisa
 
Concitate stupidaggini nei sensi
la ricordo serena e sua madre
che ancora tocca i capelli
un'ultima carezza d'amore...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

sabato 22 agosto 2026

Protocollo cittadino #174 (Sognando)

 “Sognando” 
 è il modo gerundio del verbo sognare.
  
Sognando

Ti hovisto nel sogno padre
insieme, contro, insiemea tutti;
la casa, quella di allora, spoglia
ma piena di vita e colori...
 
Gujil

Significa vivere un'attività mentale durante il sonno, oppure, in senso figurato, fantasticare, desiderare con forza o sperare in qualcosa mentre si è svegli.
Immaginare o vedere immagini nella mente mentre si dorme (durante la fase REM).
Fantasticare, vagheggiare, fare progetti per il futuro o desiderare intensamente qualcosa.
Pensare a cose irrealizzabili o credere a qualcosa che non esiste ("vivere nel sogno")
.
(dalla rete)

lunedì 27 luglio 2026

Fontana Pensierosa

La Fontana Pensierosa è un antico e suggestivo fontanile risorgivo della fine dell'Ottocento situato nella campagna a nord-est di Offanengo, in provincia di Cremona.

 Mezzogiorno

Chiesoline di campagna
lontane e vicine,
i vostri campanilini fumano
come tanti comignoli di cucine.
Mezzogiorno!
«Bambini si va a mangiare.»

Aldo Palazzeschi

Sole a picco d'estate, mezzodì
nei miei prati erbosi disseccati;
una fonte pensierosa, nonna,
amore predato dal tempo... 
 
Questo luogo naturale alimenta il fosso Lissolo ed è stato recentemente inserito tra i 7 fontanili più belli e caratteristici della Lombardia.
(dalla rete)

giovedì 9 luglio 2026

Sfocatamente

Carlo Carrà
"Verso casa"

La lirica che segue esplora temi come la solitudine, il passaggio all'età adulta e la consapevolezza che la bellezza adolescenziale sia un'illusione, come si evince dai versi che descrivono un passato di isolamento e la fine del fanciullo.
(dalla rete)

 

In me smarrita ogni forma 

 

Altra vita mi tenne: solitaria
fra gente ignota; poco pane in dono.
In me smarrita ogni forma,
bellezza, amore, da cui trae inganno
il fanciullo e la tristezza poi.

 

Salvatore Quasimodo 


Nei nostri ricordi tracce, istanti,
la vita percorsa da brividi o sogni
come un trailer di scatti e luoghi,
poi volti e gli sfocati abbracci...

 

Il componimento, caratterizzato da toni ermetici e malinconici, riflette sul senso di sradicamento e sulla perdita dell'innocenza giovanile. Il componimento esprime un profondo senso di spaesamento e solitudine. Il poeta, allontanatosi dalla sua terra d'origine (la Sicilia), si trova a vivere un'esistenza alienata ("fra gente ignota") in cui ha perduto le certezze, i sogni giovanili e l'innocenza. È un'opera che riflette la poetica dell'Ermetismo, caratterizzata da uno stile essenziale e da parole cariche di dolore e mistero.  (dalla rete)

"Sfocatamente" è un avverbio della lingua italiana che significa "in modo sfocato", ovvero con contorni confusi, sbiaditi e non nitidi; si riferisce a qualcosa percepito visivamente senza la corretta messa a fuoco ottica o fotografica.

domenica 21 giugno 2026

Carme 101

Il fratello di Catullo (da alcune fonti storiche identificato con il nome di Quinto) è una figura centrale nella vita e nella produzione del poeta latino. Egli morì prematuramente lontano da casa e fu sepolto nella Troade, una regione dell'Asia Minore (nell'odierna Turchia) (dalla rete).

101

Di mare in mare, da un popolo all'altro
vengo a queste tue misere esequie, fratello,
per donarti l'ultima offerta che si deve ai morti
e invano parlare alle tue ceneri mute:
ora che la sorte a me ti ha strappato,
cosí crudelmente strappato, fratello infelice.
Pure, amaro dono per un rito estremo,
nell'uso antico dei padri accogli l'offerta
che ora ti affido: cosí intrisa del mio pianto.
E in eterno riposa, fratello mio, addio.

Valerio Catullo 

Nel 57 a.C., Catullo si recò in Bitinia al seguito del pretore Gaio Memmio. Durante questo viaggio, il poeta colse l'occasione per visitare la tomba del fratello. Da questa dolorosa esperienza nacque il celeberrimo Carme 101 (noto anche come "Multas per gentes et multa per aequora vectus"), una delle elegie funebri più intense dell'intera letteratura classica .

Amore fraterno, così strano,
diverso dal resto, intenso
come può essere l'odio
cospetti di umori ancestrali...

giovedì 11 giugno 2026

Rifugi

Rifugio d'uccelli notturni

In alto c'è un pino distorto;
sta intento ed ascolta l'abisso
col fusto piegato a balestra.

Rifugio d’uccelli notturni,
nell’ora più alta risuona
d’un battere d’ali veloce.

Ha pure un suo nido il mio cuore
sospeso nel buio, una voce;
sta pure in ascolto, la notte.

Salvatore Quasimodo  

Nella poesia, il pino piegato dal vento e teso ad ascoltare l'abisso fa da rifugio agli uccelli notturni che, nell'ora più alta, si alzano in volo.
Il poeta instaura un parallelismo tra questo albero e il proprio cuore, anch'esso descritto come un nido sospeso nel buio e in costante ascolto nella notte.
La poesia evoca un'atmosfera di solitudine e attesa, in cui il pino distorto funge da riparo per gli uccelli prima del buio.
(dalla rete)

Un rifugio notturno del cuore
nel buio, silenzi perdurano ancora;
nel muoversi piano attenzioni,
non svegliare, lasciare il riposo...

venerdì 5 giugno 2026

Aufileno e Aufilena

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio, che senza riserve
m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore

Publio Valerio Catullo

Tra umori dissoluti, vaghi
come lettere affidate al mare
ci pensiamo permeati di sole,
invece siamo colmi di ombre...

In base ai carmi di Catullo, Aufileno (in latino Aufillenus) e Aufilena (in latino Aufillena) sono due fratelli, protagonisti di una serie di componimenti dai toni sarcastici e moraleggianti. Aufileno e Aufilena sono due fratelli veronesi che diventano oggetto del desiderio e dei pettegolezzi della cerchia di amici del poeta. all'interno del Liber (dalla rete).

mercoledì 3 giugno 2026

"Zio" Dario

"Zio Dario"

Soffuso rumore di remi,
acqua increspata di vento,
e quel ridere serio sul viso
provato da vita vissuta.
 
Fratello di tante avventure
di fiume, di boschi, di cibo
ti vedo, giulivo guardare
le cime innevate dei monti.
 
Ora so che mi manchi nel grido
strozzato al dolore di un figlio
più tuo che di dio, partito
lasciandoti solo nel vivere.
 
Più non fu vita la tua amico
che mi allontanasti con garbo
da quell'ultimo gioco di carte
che ancora mi pesa alla gola...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate