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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 24 novembre 2017

Sentiero marino

di sale coperto il sentiero
mi porta verso lidi assolati,
tornerei, si tornerei,
ma non ho che il cammino...
 
Gujil
 
Il sentiero è una via stretta, generalmente di larghezza non superiore a 2,50 metri, a fondo naturale e tracciato dal frequente passaggio di uomini e animali, tra terreni, boschi o rocce, in pianura, in collina o in montagna (dalla rete).
 
 

giovedì 23 novembre 2017

Anfratto e ripescare

anfratto
sostantivo maschile
[dal lat. anfractus -us, prob. di origine osca, accostato a frangĕre «rompere»] - TRECCANI -  

letter. – Luogo stretto e tortuoso o scosceso; stretta rientranza o cavità nel terreno: Per strade occulte e tortuosi a. (Buonarroti il Giov.); negli a. rocciosi e rupestri dei monti (Bacchelli).

... in un solitario anfratto
ripongo le cose ripescate
da dentro un sogno, solo un sogno,
eppure a volte mi sveglio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
 frammenti ritrovati


Ripescare
[ri-pe-scà-re] verbo transitivo, (ripésco, ripéschi ecc.) - Sabatini Coletti -

1.- Pescare di nuovo; estens. tirare fuori dall'acqua qlcu. o qlco. SIN recuperare: r. il corpo del naufrago
2.- fig. Ritrovare qlco. perduto da tempo e quasi dimenticato SIN rinvenire: r. una lettera smarrita
3.- fig. Recuperare dal passato qlco. o qlcu., renderlo ancora valido SIN rilanciare, riproporre: r. un progetto

 
 
 

mercoledì 22 novembre 2017

Lettera


 
Lettera
 
Ti scrivo parole di fuoco con una matita rossa.
Se ti parlo del bacio è già un po' baciarti.
Barcellona, 1940
 
Josep Palau i Fabre
da Poesie epigrammatiche, 1940-42
 
 
 
 
quante ne ho scritte?
troppe, mai spedite, copiate;
amori perduti e lontani
qualche lacrima e rimasugli...

martedì 21 novembre 2017

Terra!


Acqua e terra:
paesaggi
 
1
È l'ora impercettibile che si fa notte.
E nessuno si chiede come si fa la notte,
che materia segreta va edificando la notte.
 
2
Mare, restituisci alla notte
l'oscurità che attiri nel tuo abisso.

 
3
Piove e il mondo si concentra nella pioggia.
L'acqua
resta assorta.
La Terra intera sta affondando nella pioggia.

José Emilio Pacheco 
da “Isole alla deriva” (1973-1975)
 
 
La Terra è il terzo pianeta in ordine di distanza dal Sole e il più grande dei pianeti terrestri del sistema solare, sia per massa sia per diametro. È il luogo primigenio degli esseri umani e nel quale vivono tutte le specie viventi conosciute, l'unico corpo planetario del sistema solare adatto a sostenere la vita come da noi concepita e conosciuta.
Sulla sua superficie, si trova acqua in tutti e tre gli stati (solido, liquido e gassoso) e un'atmosfera composta in prevalenza d'azoto e ossigeno che, insieme al campo magnetico che avvolge il pianeta, protegge la Terra dai raggi cosmici e dalle radiazioni solari .
(da Wikipedia)
 
 
colori, sensazioni, posti,
la mente ritorna a loro,
quelli felici, quelli lontani;
mi creo un mondo positivo...

lunedì 20 novembre 2017

Foci

Per foce si intende la parte finale di un fiume o altro corso d'acqua il cui corso affluisce in un altro corso d'acqua oppure in un lago o in un mare.
Esistono foci di tipo a delta fluviale e a estuario.
Una foce è il risultato dell'ammassamento dei detriti di un fiume o di un corso d'acqua provenienti dalle montagne sul fondo del mare o di un lago.

Nelle tane di riva,
sulla foce del vallone,
l'anguilla cerca il sale
dell'acqua, il mare,
dove ha visto la murena,
il polipo e l'ofiura;
un tuffo in tondo
prima di risalire fra
le morbide canne e
gli inganni dell'euforbia,
il fiume: vena
che abbandona,
verso l'alto, il mare.
 
Nico Orengo
da “Cartoline di mare”
 
Le foci si diversificano per via del moto ondoso del mare: sono deltizie quando il mare è poco ondoso, quindi i sedimenti si posano sul fondo del mare e il fiume si ramifica; sono invece a estuario quando sfociano soprattutto in un oceano perché un oceano ha il mare sempre ondoso, quindi i detriti si sedimentano ai lati della foce.
Infatti queste ultime sono influenzate dalla marea.
(da Wikipedia)
 
mi manca il mare, strano...,
una volta erano i monti,
ora mi manca la pace marina,
quella invernale, quella silente...

domenica 19 novembre 2017

Novembre inoltrato

Risultati immagini per novembre

Novembre
 
Io son novembre: i buoi
conduco all’aratura
e nella terra scura
nascondo i semi d’or.
Cadon le foglie, i rovi
splendon di bacche rosse,
s’empion rivi e fosse
e a me si stringe il cor
 
Diego Valeri
  

“Sono scomparsi i bei colori verdi e rosei della terra.
Le montagne, i campi, i piani sembrano lontani e velati.
Solo i torrenti si riempiono di suoni e il loro grido giunge alle case del paese. 
Risultati immagini per novembre terra arataIl sole ha uno splendore freddo e il cielo sembra allontanarsi e diventare altissimo.
Tutte le mattine la terra si desta come da un sonno faticoso. 
I movimenti degli uomini sembrano incerti, come quelli di chi pensa al suo avvenire.“

 Corrado Alvaro
da “Paesaggio di novembre” 

Novembre, mese distratto,
nel buio prepara l'inverno,
Novembre si cala nel ruolo,
la luce si dilegua nella bruma...

sabato 18 novembre 2017

Un infinito nulla

 Un infinito nulla
 
Un infinito nulla risale
dal nulla, per nulla,
mi assale, contrasta, affolla
l'anima intrisa di sogni;
poi contengo un singhiozzo,
lo peso in un solo gesto
e lo spolvero col vestito più bello,
quello di quando volavo...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

Nulla
è un termine comunemente usato per indicare la mancanza o l'assenza completa di qualcosa.
Colloquialmente la parola si usa spesso per indicare la mancanza di qualcosa di rilevante o di significativo, o per descrivere una cosa, un evento o un oggetto particolarmente insignificante.
Nel parlare comune si usa come equivalente nel significato il termine
niente
che nell'incerta etimologia dimostra un senso diverso che cerca una maggiore precisione di linguaggio.
Niente infatti viene fatto derivare dal latino ne inde o nec entem o nec gentem (da Wikipedia).
 
 

venerdì 17 novembre 2017

Risveglio autunnale


Risveglio del bosco
 
Risorge, dalla notte che dirada,
la prima voce d'alberi tranquilla;
sull'intrisa ramaglia, a stilla a stilla,
s'aggòcciola brillando la rugiada.
 
Murmuri vaghi d'erbe e di ruscelli
tra il rosicchìo d'un ghiro ancor famelico;
in un cespuglio, un indistinto anelito
fra uno sfrullare tacito d'uccelli.
 
E dall'orror silvano, l'ombre a sciami
fuggono ai loro mattutini esilî;
piovendo, fra il fogliame nero, fili
tremuli d'oro sui vocali rami.
 
Melodia della luce, incerta e varia
in un languore ancora vanescente;
pur, tra le fronde grigie e sonnolente
già s'inazzurra il palpito dell'aria.
 
E d'improvviso, nel silenzio, un coro
scoppia dal folto, echeggia in tutto il cielo,
mentre, lungi da un fluido roseo velo
balzano monti sfolgoranti d'oro.
 
Arturo Onofri
da "Liriche", 1907
 
 Le brume grigie, i colori autunnali,
l'Inverno alle porte, fa freddo, di già,
eppure ieri il mare e il sole
per un po' sono stato bene.
Gujil
 
il bosco, quello mio vicino,
le vie strette, le foglie ed i rovi;
cammino nella bruma, il freddo,
qualche raggio di sole filtra...

giovedì 16 novembre 2017

Decalogando

Il decalogo (+ uno) per i giovani scrittori
 
1.- Non cercate di essere originali. Essere distinti è inevitabile quando ci si preoccupa di esserlo.
2.- Non provate ad abbagliare il borghese. Poiché non accade. Costui si spaventa solo quando gli minacciano il portafogli.
3.- Non cercate di complicare il lettore, né di cercare né di reclamare il suo aiuto.
4.- Non scrivete pensando alla critica, agli amici o parenti, alla dolce sposa o fidanzata. E tantomeno al lettore ipotetico.
5.- Non sacrificate la sincerità letteraria a niente. Né alla politica né al trionfo. Scrivete sempre per quell'altro, silenzioso e implacabile, che abbiamo dentro e che non è possibile ingannare.
6.- Non seguite le mode, abiurate il maestro consacrato prima del terzo canto del gallo.
7.- Non limitatevi a leggere libri già consacrati. Proust e Joyce furono disprezzati quando apparvero, oggi sono geni..
8.- Non dimenticate la frase, giustamente famosa: 2 + 2 son 4; e se fossero 5?
9.- Non disdegnate temi con una strana narrativa, qualunque sia la sua origine. Rubatela, se è necessario…
10.- Mentite sempre.
11.- Non dimenticate quello che scrisse Hemingway: "Ha dato anche lettura dei pezzi pronti per il mio romanzo, che è il punto più basso nel quale uno scrittore può cadere".
 
Juan Carlos Onetti
 
 
decalogo
de·cà·lo·go/ sostantivo maschile (dalla rete)
Dal lat. tardo decalŏgus, dal gr. dekálogos, comp. di déka ‘dieci’ e lógos ‘parola, ordine, comando.
Serie di dieci precetti (estens., anche più o meno), che riassume norme o direttive impartite a fondamento di un'attività o di una professione; per antonomasia, i dieci comandamenti dati da Dio a Mosè sul Monte Sinai per il popolo ebraico, passati nella religione cristiana nella formulazione che ne fece sant'Agostino.

 scrivere, prosa, versi,
buttare sui fogli la vita;
ora i tasti di un pc fanno
ciò che le penne fecero


mercoledì 15 novembre 2017

Notturno e riflesso

notturno
aggettivo e sostantivo maschile
[dal lat. nocturnus, der. di nox noctis «notte»]
- TRECCANI -
 
- 1. aggettivo
- a.: Della notte, che è proprio della notte: le ore notturne; quiete, silenzio notturno; le tenebre notturne; Quali fioretti dal notturno gelo Chinati e chiusi (Dante).
- b.: Di cose, che si fanno o si svolgono o si usano durante la notte: Canto n. di un pastore errante dell’Asia, titolo di uno dei Canti di G. Leopardi; il riposo n.; marcia n.; viaggio n.; navigazione n.; asilo n.; spettacolo n.; servizio n.; lavoro n., quello svolto, almeno in parte, nelle ore tra le 22 e le 6, e non compreso in regolari turni periodici, cui spetta per legge una retribuzione maggiorata; partita n. (o in notturna, o, come s. f., una notturna), partita di calcio o altra gara sportiva disputata di sera o nelle prime ore della notte, con lo stadio illuminato artificialmente.
Anche, di fatti o fenomeni, inerenti alla vita umana o animale, che avvengono o si manifestano nelle ore della notte, spec. nel sonno: paure, fantasie, visioni n.; timori, incubi n.; febbri n., sudorazione n., polluzioni n., ecc.
In agraria, acqua n., quella a cui si ha diritto per usi agricoli nelle ore di notte.
- c.: Di persona, che esercita qualche attività o, più genericam., che fa qualche cosa durante la notte: un viandante n.; i soliti clienti n.; guardiano n., guardia n., che svolgono di notte il proprio servizio di vigilanza. In usi poet., anche con valore avverbiale, equivalente a «di notte»: Escon notturni e piani, e per lo colle Uniti vanno (T. Tasso).
- d.: Di animali o piante che esplicano una loro attività durante la notte: fiori n., aperti solo la notte; farfalle n., nome comune degli eteroceri (v.); rapaci n., le diverse specie di uccelli predatori che sono in genere attivi al crepuscolo e durante la notte, tutti appartenenti all’ordine degli strigiformi, come gufi, civette, barbagianni, ecc.
 
- 2. sostantivo maschile
- a. Nella Chiesa antica, l’ufficiatura che si teneva di notte, in tre riprese (uso tuttora conservato in taluni ordini religiosi).
- b. In musica, composizione strumentale, originariamente destinata a esecuzione all’aperto e di notte, che dal sec. 19° a oggi consta quasi sempre di un solo pezzo, spec. per pianoforte, in movimento per lo più lento, in stile melodico e caratterizzato da intimità di sentimento: i n. di Chopin.
- c.
Rappresentazione, in dipinti o in fotografie, di una scena che si svolge di notte, o di ambienti immersi nella notte, con particolari e suggestivi effetti di luce.
 
Notturno
 
La notte respira,indica i suoi spazi nitidi;
le sue creature, da infimi rumori,
dallo scricchiolio lieve dei legni,
si tradiscono.

La notte riconferma
un certo seme occulto
nella mina feroce che ci regge.

Col suo latte letale
nutre in noi
una vita che si prolunga
oltre ogni risveglio mattutino
sulle rive del mondo.

La notte che respira
il nostro faticoso alito da vinti
ci riserva e ci protegge
«per i più alti destini».
 
Álvaro Mutis
da "Le ore perdute"
  
le notti a pensare, quelle a bere,
le lunghe ore nel buio, spesso soli;
ricordo con dolcezza i visi,
mi sporgo dalla terrazza del cuore...

martedì 14 novembre 2017

Pontili e vecchi poeti marini


Vecchi poeti del mare
 
Amo i vecchi poeti
che ci parlano di porti diversi
e di bar singolari,
di pianole dall’alto delle alte
muraglie e voci di paesi lontani
tra bicchieri di rum,
birre spumeggianti
e una pugnalata ben assestata.
 
Questi poeti tornano sui loro passi
e hanno il compito di darci un mare
di vecchie litografie.
 
Eppure è affascinante viaggiare
verso quei porti
dove i bar diventano
gli azzurri pontili della nostalgia.
 
Marino Muñoz Lagos
 
 
Il pontile
è una costruzione proiettata su un bacino d'acqua, o un fiume, che si protende dalla terraferma, la cui principale funzione è quella di fungere da ormeggio alle imbarcazioni per consentire la discesa sulla terraferma dei passeggeri e lo scarico delle merci al riparo del moto ondoso.
Si tratta di una struttura portuale in muratura, legno o ferro, simile a un ponte, che si protende verso il mare o il lago consentendo l'attracco di imbarcazioni e l'imbarco e lo sbarco di merci e passeggeri
I pontili sono un tipo particolare di molo costruiti su palafitte o galleggianti.
Spesso nel punto più estremo di un pontile sorge un fanale di segnalazione ai naviganti.
La parte opposta è ancorata alla terraferma in vari modi.
Un esempio di pontile è quello di Redondo Beach, cittadina californiana nella contea di Los Angeles.
Di particolare importanza sono i pontili situati all'interno dei porti, che dispongono di tutte le attrezzature a corredo della loro funzione, quali le stazioni marittime per lo sbarco ed imbarco dei passeggeri, le gru per lo scarico ed il carico delle merci ed ampi spazi per lo stoccaggio dei container.
Se dispone di capacità autonome di spostamento viene denominato 'pontone' (da Wikipedia).
  
il mare, mi manca, sereno,
non era così ieri, ma prima sì;
il mare, riaffiora in me la vita
di quello che sono stato... 
 

lunedì 13 novembre 2017

Lontananze


Lontananze
 
Sprofondo
nel gorgo dei tuoi occhi già lontani,
compiute stelle di settembre.
La tuberosa sfoglia
il suo profumo
sul lago che minaccia:
a giorni ne vedrai solo lo stelo
imputridire
come
solo
dimora il tuo ricordo
amaro accordo di violini
che s’affoca tremando.
Le Pleiadi incoronano un cipresso
ed io cammino viottoli celesti
verso la luna,
salendo lungo il cielo.
 
Meina, ottobre 1935
 
Alberto Mondadori
 
 
lontananza
lon·ta·nàn·za
sostantivo femminile
(dalla rete)

1.- Situazione spaziale determinata dalla distanza.
"la costa è appena visibile per la lontananza."

2.- Assenza più o meno temporanea e dolorosa.
"la lontananza dalla patria"

 
lontano dagli occhi,
nel cuore succede di tutto,
la lontananza incide,
come un bulino la superficie dell'anima...
 
 

domenica 12 novembre 2017

Ana Marìa Moix e connubio


Moix ‹mòš›, Ana Maria
Scrittrice spagnola (Barcellona 1947-2014)
 
Autrice di romanzi (Julia, 1969; Walter ¿por qué te fuiste?, 1973; Las virtudes peligrosas, 1985; La niebla y otros relatos, 1988; Vals negro, 1994; Extraviadas ilustres, 1996) e di un libro di racconti (Ese chico pelirrojo a quien veo cada día, 1971); ha pubblicato anche raccolte di liriche (Baladas para el dulce Jim, 1969; Call me Stone, 1969; No time for flowers, 1971; A imagen y semejanza, 1983). Presente nell'antologia Nueve novísimos (1970) a cura di J. M. Castellet, si distingue per la preferenza data alla prosa poetica rispetto al verso e per un certo sentimentalismo, estraneo ai suoi compagni di generazione.
- TRECCANI -

.
Il ragazzo con gli occhi rossi e la giacca blu veniva
da molto lontano. Balbettava canzoni nei parchi e di solito
raccontava storie apparentemente senza senso. Però,
sembrava avere una strana comprensione e conoscenza
perché alcuni adolescenti piangono al risveglio, ferito
il petto dallo splendore del mattino.
 
Anna Marìa Moix
 
 connubio s.m. (pl. -bi)
- Sabatini Coletti -
Stretto legame, unione: potere e ricchezza costituiscono un c. ricorrente
 
così, come il passato,
ciò che eravamo e ora siamo;
un connubio perfetto di idee
mascherata da saggezza vissuta...
 

 

sabato 11 novembre 2017

Di dolori presenti




Di dolori presenti
 
La notte dopo la prova,
la prima, quella dura, the ordeal,
uniti nel cuore, dagli affetti, dai lutti;
una gioia silente le nostra, sorella,
quel sapere conquistato, le cose,
anche quelle più inutili e care.
Homecoming sarà nuovamente,
riaccenderemo le deboli luci che sai,
quelle che ancora brillano in noi.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 

venerdì 10 novembre 2017

Confessione

Giuseppe Molteni
"La Confessione"
Collezione della Fondazione Cariplo.



Confessione


Coperta di baci, incantata,
Portata nel campo dal vento,
Tutta come incatenata,
Tu prezioso mio portento!
 
Né allegra, né afflitta,
Come da un cupo cielo discesa,
Tu mio canto di nozze,
Tu mia stella pazzesca.
 
Mi chinerò sui tuoi ginocchi,
Li stringerò con frenesia,
E con le lacrime e con i versi
Ti farò ardere, amata mia.
 
Aprimi il tuo nordico volto,
Lasciami entrare negli occhi gravi,
Nelle tue braccia seminude,
Nelle tue nere ciglia orientali.
 
Ciò che si aggiungerà – non calerà,
Ciò che si avvererà – non si scorderà...
Perché piangi, mio dolce incanto?
O forse a me sembra soltanto?
 
Nikolaj Zabolockij
da "Coperta di baci, incantata..."
traduzione di Paolo Statuti
 
 

confessione
Con[con-fes-sió-ne] sostantivo femminile
 
1.- Ammissione di una colpa, di un reato: rendere piena c.
2.- relig. Momento del sacramento della penitenza in cui il fedele palesa al sacerdote i propri peccati: segreto di c.; estens. il sacramento stesso: fare la c.
3.- Pubblica attestazione di appartenenza a una fede religiosa: far c. di cattolicesimo
4.- Insieme dei principi teologici fatti propri da una chiesa SIN religione: c. luterana
5.- (al pl.) Memorie autobiografiche
 
dim. confessioncella

 
e l'inconfessabile?
quelle cose che teniamo dentro,
con vergogna, con paura,
un giorno saranno dominio di tutti..?