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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 20 gennaio 2022

Giorni di minime #84

 
Chi non si è mai innamorato in sogno?
"Ricordo i suoi capelli lunghi e biondi..."
Questa canzone mi riporta indietro,
la sensazione di luce svanita,
il pensiero di qualcuno lontano,
o forse è un qualcosa;
rimaniamo insieme alle visioni,
restiamo succubi di noi.
In fondo vorremmo solo e sempre
innamorarci di noi stessi,
o no?
 
Gujil
 

sabato 8 gennaio 2022

Giorni di minime #83

 un ricercare assurdo di ragioni e certezze
fa parte dell'essere umano, di noi, 
pur perpetrando gni genere di nefandezze
ancora siamo capaci di emozionarci al tramonto;
beviamo calici di dolore, di tristezze infinite
che solo noi sappiamo distinguere e catalogare,
siamo inoltre un sicuro approdo solo per chi
ci sonsidera diversamente da quello che siamo
e noi, a nostra volta facciamo uguale con altri.
Fragili e scomposti i pensieri rimangono dentro 
di noi, senza apparire per ciò che significano,
è difficile riuscire ad esprimersi nel coinvolgimento,
arduo superare le emozioni di un ritorno insperato
che sempre può preludere ad un'altra partenza.
Non è poi importante vedere chi va o chi resta...
 
Gujil

mercoledì 29 dicembre 2021

Giorni di minime #82 (gesti)

Cosa si nasconde in un gesto presunto eroico?
la disperazione di essere riusciti a muoversi,
di essere finalmente riemersi a respirare?
Vorrei così tanto capire, capirmi,
il fiato mi pesa in gola, nella testa,
io sono un uomo di sole, odio il freddo
eppure mi muovo tra il grigio di oggi
come in un "pastello del tedio";
la memoria fatica a comporre il mosaico,
la tristezza compenetra le gioie residue
in un caleidoscopico confuso di cose.
Leggo ontani cartelli di avviso,
"reperto compatibile con l'età"
cerco di non affrettare il passo
perchè il tempo scarseggia...
 
Gujil 
 
Lytras Nikiforos - "Antigone e Polinice"

"E tutta quell’infanzia che non ebbi,
mi giunge come in onda d’allegria
chi fui è un enigma, chi sarò è visione
chi sono è ciò che sente il cuore"

Con questi versi di Pessoa si potrebbe rappresentare la figura di Antigone e riassumerne il destino.
Era appena una bambina spensierata nella sua reggia a Tebe quando un’indicibile verità squarciò il velo della realtà e un’ immane tragedia si abbatté e travolse la sua famiglia: il re Edipo, colui che la piccola amava e venerava come padre, era anche suo fratello! Edipo aveva sciolto l’enigma della Sfinge, osando sfidare la divinità che, per vendetta, lo aveva spinto a consumare l'inconsapevole incesto con la propria madre Giocasta generando quattro figli, tra i quali Antigone. Sotto gli occhi di questa bambina si compie la vendetta del Fato: la madre non regge al dolore ed alla vergogna e si dà la morte; Il padre/fratello si acceca con le sue stesse mani quasi a voler cancellare, almeno dalla vista quell’abominio. La crudele scoperta fa scempio dei suoi affetti, le viene strappato il tempo dell’infanzia: cresce in fretta Antigone, indossando l’abito di una lunga intimità con il dolore ma, nel contempo, cresce in lei l’amore. Il padre, ormai cieco e folle, abbandona la reggia per una vita raminga, esule migra dalla sua terra se non riesce a migrare dal suo dolore. Antigone, senza esitare, sceglie di restargli accanto e lo accudisce e lo accompagna nel suo itinerario peregrino, sino alla morte, dinanzi alle soglie della reggia di Colono, in Attica. La legge del cuore governa i passi di questa fanciulla anzitempo assennata. Alla morte del padre, ritorna alla reggia di Tebe ove governa lo zio Creonte.
E, ancora una volta, la sorte la inchioda ad una scelta difficile: i suoi due fratelli sono morti in una guerra fratricida e Creonte, il sovrano interprete fedele del potere, impone che solo uno dei due, Eteocle, possa avere gli onori della sepoltura. L’altro, Polinice, reo di aver combattuto contro la patria, dovrà restare insepolto sulla nuda terra alla mercé di avvoltoi e sciacalli. Antigone non ha esitazioni, la sua coscienza la guida a sfidare il potere della tirannia pur quando si manifesti con leggi scritte. Sceglie la disobbedienza nel nome della legge eterna ed immutabile della pietas, dell’amore che sa ciò che è bene come un marchio sul cuore. Accompagna il corpo del fratello alla sepoltura, strappandolo all’infelice condizione di non vivo-non morto e consentendogli così di varcare la soglia del passaggio. Con fierezza è pronta a soccombere alle leggi della violenza e della sopraffazione, ma vince sul tiranno che la condanna a morte, con la sua purezza ed innocenza. Finirà i suoi giorni in un antro nella solitudine e nell’abbandono, lei sì senza conforto e sepoltura. Un archivio di memorie è il suo struggente e poetico testamento di fragilità e forza d’animo: il gesto eroico di una giovane donna che si trasforma in un atto politico individuale e collettivo (dalla rete - Maria Antonietta Adamo).

mercoledì 22 dicembre 2021

Giorni di minime #81

 

sensazioni confuse nel corpo
ricreano cospetti creduti sopiti,
le geometrie del cuore ancora rispondono 
ai sensi inebriati da attimi gioiosi;
finalmente comprendo la via del silenzio,
sono stato bravo, ho forgiato la mente
in declivi lascivi di sconci pensieri
come un candido airone nel volo...
 
Gujil

mercoledì 8 dicembre 2021

Giorni di minime #80

 
i depositari della ragione parlano
spesso incrociano i discorsi col vento;
sono un essere fatto di suono
e le parole incidono il cuore...
 
Gujil

venerdì 3 dicembre 2021

Giorni di minime #79

 
le vie del dovere insistono
come pregiudizi indicibili e sacri
rientro nel ruolo, per un attimo, un istante
e si riaccendono le luci, le stanze, le voci...
 
Gujil

venerdì 26 novembre 2021

Giorni di minime #78

 
Importerà a qualcuno il mio scrivere
fogli residuali di refoli vitali?
Le vie precluse ancora attirano
il mio procedere disordinatamente
la mia vita si orienta ormai
verso un orizzonte quasi vicino,
mi aspetta il mondo, ancora,
e qualcuno, forse...
 
Gujil

giovedì 18 novembre 2021

Giorni di minime #77

 
Il richiamo del bosco, forte,
tranquillo scivolerò le sponde erte
in attimi sospesi di ricerca, comprensione;
il profumo, l'humus, le foglie bagnate,
attimi di requie per il cuore...

Gujil

domenica 7 novembre 2021

Giorni di minime #76

Ancora le rive del fiume attendono
i miei passi ora divenuti pesanti,
le colorate sponde ramentano agli occhi
le struggenti cose del cuore;
non ho scuse, ragioni, imprevisti,
l'anima si perde al ricordo, al suono
di parole mai dette o forse mai solo ascoltate.
Vivrò quel silenzio animato
con religioso timore, stupito, sorpreso
da quello che sono, che credo...

Gujil

venerdì 5 novembre 2021

Giorni di minime #75

 
 
e il fiume attende il passo mio di oggi,
Novembre, le brume, i chiaroscuri velati,
nel novero delle circostanza manca il vero senso
si sciorinano scuse, atteggiamenti, situazioni,
poi si ritorna a quel dunque che sfugge,
prevale una tristezza di fondo,
giù, proprio in fondo...

Gujil

giovedì 4 novembre 2021

Giorni di minime #74

 
 
 
tersa giornata novembrina mi aspetta
nel bosco, da solo, col rio che scorre
in anse, ritorni, cascate, acqua
che dilava le malinconiche vie del cuore;
mi muovo malgrado mi manchi
sia un attimo, sia troppo,
siamo tempesta di gioie e dolori,
siamo prigionieri dei ruoli...

Gujil


domenica 24 ottobre 2021

Giorni di minime #73

Quando le circostanze esprimono insicurezze
cerchiamo nelle cose del tempo risposte,
siamo animali di affetti, di sensazionali risvolti
in attimi di nebbia mattutina, nel sole;
sbalestrati come migratori perduti nella tempesta
sbattiamo ali posticce, cerchiamo scuse plausibili.
Nel profofndo siamo perfettamente consci,
razionali esseri pensanti analizziamo attimi
perpetuiamo errori risaputi e sparuti eppure,
in ogni dove del muscolo che batte rimane
un germoglio, un seme che deve attecchire.
Quando prevale il cuore non si sà come fare,
può essere tutto giusto o sbagliato, indeciso,
così ogni istante, ogni momento, diventa sosta
ma la riflessione si infanga e si blocca, in noi,
che siamo spesso ossimori, eterni indecisi...
 
Gujil

martedì 19 ottobre 2021

Giorni di minime #72

 
è stato così facile dimenticarmi,
la luce che abbagliò ora è crepuscolo
come i miei monti, il mio mare ed il fiume
che scorre in un unico senso, da sempre
giù, nel profondo, giù in fondo, sappiamo
confusi in un perpetrare afinalistico di mosse
convinti di avere ragione, di sapere.
Percorriamo labirintiche strade di cui
apprezziamo solo il gelo e l'indifferenza,
non siamo più in grado di amarci,
come dovremmo, come sapremmo fare 
e così si langue nel medesimo mondo
fatto di stupide frivolezze e obiettivi
che anche raggiunti svaniscono subito;
siamo preda di eventi e sconfitte
e non vediamo traguardi nascosti,
piccole gioie di vita a portata di mano
ma a cui rinunciamo perchè siamo così,
stupiti e stupidi in fondo, giù in fondo...
 
Gujil

sabato 9 ottobre 2021

Giorni di minime #71

 
 
 
 
castagne per sollevare il peso,
quello sul cuore, che preme, da sempre,
una passeggiata nel bosco d'autunno,
canterini volanti per compagnia.
Le zeppe dell'anima più non sanno
mantenere equilibri, situazionali attimi;
ritrovo nel perdurare un contesto
ancora pellegrino incostante, solo
"Nè mai ti dirò cose che sai..."
lievi rumori, scostanti pensieri
e le foglie, pronte a cadere... 
 
Gujil

domenica 3 ottobre 2021

Giorni di minime #70

 
potrà mai questa pioggia lasciare
che il freddo perduri nel tuo cuore?
Domanda con multipla risposta
questioni di lana caprina nella testa;
affamato di baci e carezze l'ego arranca
in una sorta di poerpetua salita,
 il sole, sietro le nubi c'è ancora...
 
Gujil

sabato 25 settembre 2021

Giorni di minime #69 (senilità)

 
 
una volta che il senso è palese
si stendono al sole le idee,
madide di rugiada autunnale,
increspate da pensieri obliqui
che sanno di vino buono, di sale,
in un unico contesto di vecchie
passioni, raccolte in un attimo solo,
rinviate nel sogno, sul volo
accentato di un fisico logoro...
 
Gujil
 

Subito, con le prime parole che le rivolse,
volle avvisarla che non intendeva compromettersi in una relazione troppo seria.
Parlò cioè a un dipresso così:
– T’amo molto e per il tuo bene desidero ci si metta d’accordo di andare molto cauti.
– La parola era tanto prudente ch’era difficile di crederla detta per amore altrui,
e un po’ più franca avrebbe dovuto suonare così:
– Mi piaci molto, ma nella mia vita non potrai essere giammai più importante di un giocattolo.
Ho altri doveri io, la mia carriera, la mia famiglia
.

Così inizia Senilità, uno dei più celebri romanzi di Italo Svevo.
La storia è quella di Emilio Brentani, un impiegato triestino che vive con la sorella Amalia.
La routine quotidiana viene interrotta da Angiolina, una giovane popolana di cui l’uomo s’innamora.
Le differenze di età e di carattere, nonché “l’amoralità” della ragazza che passa da un’avventura all’altra, rendono la relazione molto difficile, tra continui litigi, scene di gelosia e incomprensioni varie.
Amalia Brentani, a sua volta, s’innamora poi di uno scultore amico di Emilio, che però non ricambia.
(dalla rete).

domenica 12 settembre 2021

Giorni di minime #68, sconfitto

 Lascia che sia dicevo
eppure mi manca il senso;
rivedo scorrere fotogrammi recenti
mi sento nuovamente sconfitto...
 
sconfitto

aggettivo 
Vinto, battuto: essere, restare s.; 
dichiararsi, riconoscersi s.; l'esercito s.; la squadra s.
 sostantivo maschile 
Chi ha subìto una sconfitta. 
"il triste ritorno degli s."

giovedì 2 settembre 2021

Giorni di minime #67

 
Infinitesimali attimi perduti,
siamo balia dei venti della mente
percorriamo strade, incrociamo visi
tra tanti volti qualcuno ritorna,
qualcuno rimane.
Incondizionate rese affollano
la mia testa confusa, appannata,
rivedo scorci di gioia serena,
poi, il grigio riprende la forza,
il cuore pompa, il sangue, la tristezza...

Gujil

giovedì 26 agosto 2021

Giorni di minime #66 (sgranare)

 Non basta aggiungere frasi e parole,
non serve sgranare ipotesi e sogni;
impastato di sonno ripiego
su ipotesi assurde diniego
di reali situazioni vigenti...
 
Gujil

Sgranare 
è un verbo transitivo che significa rompere, rovinare la grana di un materiale, di un prodotto: sgranare il legno, un formaggio,un bacello...

domenica 22 agosto 2021

Giorni di minime #65

 
 
Guardare verso direzioni spiacevoli
in attimi buio mi scopro solo, ancora solo;
al cospetto di un sogno rivedo
un incrocio di visi, di corpi...
il vento scompiglia i pensieri...

Gujil