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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 29 maggio 2014

Fiumelatte

Fiumelatte - Varenna

Una gita interessante è quella alla vicina frazione di Fiumelatte, le cui case si vedono appollaiate ai piedi delle ripide pendici del monte Fopp, m. 1033, coronato dai ruderi del castello di Vezio.
Il piccolo gruppo di case, sorte intorno alla chiesa, deriva il suo nome dal corso d’acqua più breve d’ Italia, appena 250 metri dalla sorgente alla foce di acque candide e spumeggianti; altra caratteristica particolare del torrente è la sua regolare intermittenza.
Il fiume, infatti, compare intorno al 25 di marzo (Annunciazione e festa della frazione) e continua a scorrere fino alla Madonna del Rosario (7 ottobre e patrona di Varenna)perciò è detto anche fiume delle due Madonne.
Il Fiumelatte venne citato già come 'Fiumelaccio' nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, incuriosito da questo fenomeno.
Oggi questa intermittenza, si pensa, possa essere il troppo pieno di una cavità sotterranea del Moncodeno (Grignone), che nessuno è ancora riuscito a raggiungere. 
Il Fiumelatte è un immissario del Lago di Como che nasce nel Gruppo delle Grigne.
È noto per la particolare brevità del suo corso, appena 250 metri.
Fiumelatte è anche il nome del piccolo borgo bagnato dal fiume, frazione di Varenna in LC, le cui case sorgono appollaiate ai piedi del monte Fopp (1033 m), coronato dai ruderi del castello di Vezio.
Una particolarità del torrente è la sua regolare intermittenza dal 25 marzo (festa del borgo e Annunciazione) fino al 7 ottobre (Madonna del Rosario e patrona di Varenna) che motivò il soprannome di "Fiume delle due Madonne".
Questa intermittenza è dovuta al fatto che Fiumelatte rappresenta il troppopieno di un sistema carsico, non ancora raggiunta da nessuno, che inizia nel Moncodeno (Grignone).
Nel 1992 una colorazione con fluoresceina (colorante atossico) nell'Abisso W Le Donne, situato lungo la Cresta di Piancaformia, dimostrò il collegamento tra Fiumelatte e le cavità carsiche del Grignone.
La grotta alla sorgente del Fiumelatte e l'ambiente suggestivo in cui scorre hanno favorito la nascita di alcune leggende.
Fu chiamato già come "Fiumelaccio" nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci che fu molto incuriosito da questo fenomeno.
« È il Fiumelaccio, il quale cade da alto più che braccia 100 dalla vena donde nasce, a piombo sul lago, con inistimabile strepitio e romore. »
(Leonardo da Vinci)
Altri personaggi che ne descrissero le particolarità furono Plinio il Vecchio e lo Spallanzani.
Grande attrazione per i primi turisti, che ne scrivono spesso nei loro appunti di viaggio.
Fra i tanti, curiosa l'osservazione dello scrittore francese Valery che vi passò nel 1827:

« Le torrent Il fiume latte, qui tombe dans le lac, et donne son nom au village situé à ses pieds, me rappela la cascade de Pissevache, près de Martigny.
Le rapprochement de ces deux métaphores populaires, pour rendre le même effet, montre toute la différence du génie italien, et, si l'on peut le dire, du génie suisse. Ainsi les mots peuvent quelquefois servir à l'étude des mœurs et de l'esprit des nations »
(Antoine Claude Pasquin (detto Valery), Voyages historiques..., Vol. 1, p. 223, Parigi, 1831)
Dal cimitero di Varenna, sulla sinistra, si trova un'indicazione per la sorgente del Fiumelatte dove si può sbirciare nelle tenebre della caverna.
Nei pressi della località Fiumelatte sorge anche un monumento commemorativo in memoria dei partigiani della 55ª brigata garibaldina Rosselli fucilati l'8 gennaio 1945 in seguito alla cattura avvenuta a Esino Lario.
I sei compagni trovarono la morte tornando verso valle per avvisare il comando dell'avvenuto sconfinamento in Svizzera.

Questo corso d’acqua è il più breve d’Italia e forse anche del mondo (dalla rete).


Torrente

Spumeggiante, fredda,
fiorita acqua dei torrenti,
un incanto mi dai
che più bello non conobbi mai;
il tuo rumore mi fa sordo,
nascono echi nel mio cuore.
Dove sono? Fra grandi massi
arrugginiti, alberi, selve
percorse da ombrosi sentieri?
Il sole mi fa un po' sudare,
mi dora. Oh questo rumore tranquillo,
questa solitudine.
E quel mulino che si vede e non si vede
fra i castagni abbandonato.
Misento stanco, felice
come una nuvola o un albero bagnato.

Attilio Bertolucci


come dire
acqua
che scorre,
libera,
senza peso,
cristallina
e pura,
alberi e
aghi di pino...

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