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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 15 febbraio 2012

La Lingua del ventaglio

Nel secolo XIX e ad inizio del secolo XX, in Francia e Spagna il ventàglio si trasformó in uno strumento di comunicazione ideale in un momento nel quale la libertà di espressione, di circolazione e di socializzazione con l'altro sesso, delle donne era stata fortemente limitata. Alcuni fabbricanti di ventagli sembra che abbiano codificato e diffuso la nozione di questo tipo di messaggi, per aumentarne la mania ed incrementarne le vendite.
I principali gesti ed i significati corrispondenti che diedero luogo a quella che venne denominata la lingua del ventaglio, sono (dalla rete):
Hamilton, Donna col ventaglio
Sostenere il ventaglio con la mano destra di fronte al viso: seguimi.
Sostenerlo con la mano sinistra di fronte al viso: vorrei conoscerti.
Coprirsi per un po' l'orecchio sinistro: vorrei che tu mi lasciassi in pace.
Lasciarlo scivolare sulla fronte: sei cambiato.
Muoverlo con la mano sinistra: ci osservano.
Cambiarlo alla mano destra: ma come osi?
Lanciarlo con la mano: ti odio!
Muoverlo con la mano destra: voglio bene ad un altro!
Lasciarlo scivolare sulle guance: ti voglio bene!
Mostrarlo chiuso e fermo: mi vuoi bene?
Lasciarlo scivolare sugli occhi: vattene, per favore.
Far scivolare un dito dell'altra mano sui bordi: vorrei parlarti.
Appoggiarlo sulla guancia destra: si.
Appoggiarlo sulla guancia sinistra: no.
Aprirlo e chiuderlo lentamente e ripetutamente: sei crudele!
Abbandonarlo lasciandolo appeso: rimaniamo amici .
Sventagliarsi lentamente: sono sposata.
Sventagliarsi rapidamente: sono fidanzata.
Appoggiarsi il ventaglio sulle labbra: baciami!
Aprirlo molto lentamente con la destra: aspettami.
Aprirlo molto lentamente con la mano sinistra: vieni e parliamo.
Colpirsi la mano sinistra con il ventàglio chiuso: scrivimi.
Chiuderlo a metà sulla destra e sulla sinistra: non posso.
Aperto massimamente ma coprendo la bocca: sono single.


 
SUPPLICA FUTILE

Principessa! a invidiare d'un'Ebe la ventura
Che ai labbri e al vostro bacio spunta sulla tazzina,
Consumo gli occhi, ma la discreta figura
Mia d'abate neppure starebbe sul piattino.

Poi ch'io non sono il tuo cagnolino barbuto,
Né il dolce, né il rossetto, né giuochi birichini,
E su di me il tuo sguardo chiuso io so caduto,
Bionda cui acconciarono orefici divini!

Sceglieteci... tu cui le risa di lampone
Si congiungono in gregge come agnellette buone
Brucando in tutti i voti, belando paradisi;

Affinché Amore alato d'un ventaglio sottile
Mi vi pinga col flauto mentre addormo l'ovile,
Principessa, sceglieteci pastor dei tuoi sorrisi.

Stephane Mallarmè


sventaglio e mi avvolgo
ai pensieri che premono
alle visioni opache
ai visi rattristati;
come in una preghiera
il sole mi coglie impavido
eppure così provato,
c'est la vie!...

2 commenti:

  1. dei tuoi sorrisi ancora la timida ombra:
    son giorni i nostri
    che portano al meriggio,
    timida fanciulla, io, ancora vivo
    aspettando il segno dell'unica partenza
    la dove non tramontamai il sole
    "poesieinsmalto"

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  2. Annamaria,

    "il tempo degli elfi è finito,
    ora comincia quello degli uomini"

    non sò quanto sia bello.

    grazie

    Gujil

    RispondiElimina