"A Palazzo Rari Or" è una celebre poesia di
Aldo Palazzeschi, datata 1905 e inclusa in raccolte come I cavalli
bianchi (1905) e L'Incendiario (1913).
Descrive un luogo fiabesco, misterioso e inaccessibile, osservabile solo da lontano, caratterizzato da atmosfere sospese tra gioco, musicalità e un tocco crepuscolare.
Descrive un luogo fiabesco, misterioso e inaccessibile, osservabile solo da lontano, caratterizzato da atmosfere sospese tra gioco, musicalità e un tocco crepuscolare.
A palazzo Rari or
Da vetri oscurissimi
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s’odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s’odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.
Aldo Palazzeschi
La poesia fa parte della produzione giovanile del poeta, nota per i toni allegri,
quasi da "saltimbanco", e per l'uso di nomi fantasiosi e allitteranti.
Fantasmi, paure, sogni,
non spingerti oltre anima
in un frullare veloce di cose
rimango attonito, perplesso...
Il palazzo rappresenta un mondo chiuso, quasi onirico, in bilico tra
sogno e realtà, allontanandosi dalle tematiche realistiche per esplorare
un orizzonte fantastico.
(dalla rete)

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