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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 11 luglio 2017

Miseria e poesia


Miseria della poesia


Mi chiedo che posso farmene di te
adesso che sono passati tanti anni,
sono caduti gli imperi,
la piena ha travolto i giardini,
si sono cancellate le foto
e nei luoghi sacri dell’amore
sorgono negozi e uffici
(con nomi in inglese naturalmente).

Mi chiedo che posso farmene di te
e faccio una pseudopoesia
che tu mai leggerai
– o se la leggi,
invece di una fitta di nostalgia,
provocherà il tuo sorrisetto critico.


José Emilio Pacheco 
Traduzione di Emilio Coco
 
miseria
[mi-sè-ria]
sostantivo femminile
- Sabatini Coletti -


1.- Condizione di povertà estrema, di indigenza profonda; estens. l'infelicità o avvilimento dovuti alla mancanza del minimo necessario per vivere: vivere in miseria; ridurre un paese alla miseria || piangere miseria, lamentarsi a torto o eccessivamente delle proprie condizioni ecc. | la miseria!, per la miseria!, porca miseria!, miseria ladra!, imprecazioni di rabbia, di impazienza e sim., oppure esclamazioni di meraviglia
2.- Ciò che denota povertà, concreta manifestazione della penuria di ogni cosa: c'è tanta miseria in giro

3.- fig. Cosa insignificante, di poco valore SIN sciocchezza: discutere per delle miserie; in partic., somma irrilevante di denaro: guadagnare una miseria
4.- fig. Meschinità, bassezza: miseria morale
 


dim. miseriuccia
accr. miseriaccia
 
rimare nei versi la vita, le cose,
anfratti dolorosi, stipiti acuti;
le vie della sete, gialle visioni
incompleto come sempre procedo...

lunedì 10 luglio 2017

Canto

 

Nel dorato bacile d’un gran canto
                 versiamo tutta la nostra passione;
si giacciano abbracciati gli altri amanti
nel riposo d’amore – noi parliamo
con la lingua di tutto il mondo: il sangue
che s’agita, la lunga inerzia, i fremiti,
le calde palme supplici all’ospite che
  fugge, ed un’anima sola, indifesa, ma forte.
Il desiderio solo canta al liuto;
nell’aperto sospiro, fra le ortiche
s’acquieti il menestrello, ozioso e muto
anche lui – sia l’amore alto e lontano:
tradisce il ramo piú alto quel frutto
che ogni passante può trovare a terra.

 

Edna St. Vincent Millay
L’amore non è cieco

traduzione di Silvio Raffo

 
Il canto è l'emissione, mediante la voce, di suoni ordinati
per ritmo e altezza a formare una melodia.
Il canto si articola di solito su un testo, anche se non necessariamente; il duplice canale di comunicazione (musica-parola) rende la voce lo strumento musicale naturale più duttile, capace di produrre sull'uomo gli effetti più profondi nell'animo e nella psiche.
Un gruppo di cantanti (detti anche cantori) che cantano insieme, formano un coro (da Wikipedia).

come un canto che...
recitavo un vecchio refrain,
i canti, quelli all'infinito che ascolta
ma non sempre comprende...

domenica 9 luglio 2017

Buio (estremo)

Nel buio estremo

 

Nel buio estremo
che si trova dietro le pareti
e i corpi abbracciati nella notte,
nel buio che solo percepisce la mente
e solo possono vedere gli occhi
dei morti e di quelli che sognano,
nel buio estremo
che si trova dietro alle pupille dell’occhio
e dall’altro lato della finestra,
lì faremo la nostra casa.

 
Homero Aridjis
 
 
bùio
aggettivo e sostantivo maschile
[lat. *burius «rosso scuro»]
- TRECCANI -
 
- 1. aggettivo:
a. Oscuro, senza luce: strada, stanza b.; letter., i regni b., l’inferno (in Dante: luoghi b., valle b.); nella b. notte; tempo, cielo b., molto nuvoloso; fig., un avvenire b.; tempi b., periodi difficili, di decadenza, di oppressione, ecc.: i tempi bui del maccartismo.
b. Di colore scuro, tendente al nero: panni b. (Berni); fig., preoccupato, accigliato: era b. in volto; di difficile comprensione: narrazion b. (Dante).
 
- 2. sostantivo maschile:
a. Oscurità, mancanza di luce: c’è b. in questa stanza; fa troppo b. qui dentro; leggere al b.; rimanere al b.; i gatti ci vedono anche al b.; rafforzato: b. fitto, b. pesto, un b. che s’affetta.
b. Notte: prima di b., prima che cali la notte; a b., sul b., verso sera; venir b., farsi b., annottare; non fate b. per la strada, non fate tanto tardi, rientrate prima di notte.
c. fig. Ignoranza: essere, trovarsi, vivere al b. di qualche cosa; io sono rimasto al b. di tutto; così lasciare, tenere al b., tenere all’oscuro, non informare; fare il b. su una vicenda, coprirla, fare in modo che non se ne parli e non venga in luce la verità. Anche, mistero: c’è del b. in questo affare; fare un salto nel b., affidarsi all’ignoto, affrontare una situazione di cui non si possono prevedere gli sviluppi.
d. scherz. L’oscurità della prigione, e la prigione stessa: l’hanno messo al b.; lo terranno al b. per un pezzo.
e. Nel gioco del poker, si ha l’apertura al b. quando il giocatore a sinistra di chi fa le carte, che ha diritto di parlare per primo, raddoppia la posta globale del piatto prima ancora di aver veduto le proprie carte, pronunciando le parole faccio il b., apro al b., o semplicem. buio.
 
il buio, così strano, solo,
affascinante nulla dove si intravede;
il buio quando è nell'anima
ci si sente inutili... e soli...

venerdì 7 luglio 2017

Notturno

Notturno
 
Dormono le cime dei monti, e le gole,
le balze e le forre;
la selva e gli animali che nutre la terra nera:
le fiere dei monti e la stirpe delle api,
e i pesci nelle profondità del mare agitato.
Dormono le stirpi degli uccelli, dalle ali distese.
 
Alcmane 
 

 Notturno
aggettivo e sostantivo
- Sabatini Coletti -
 
 • aggettivo
Della notte; che avviene o si svolge di notte: le ore n.; spettacolo n. || locali n., aperti fino a notte inoltrata | animali n., dalle abitudini notturne, soprattutto in riferimento a uccelli e farfalle
 
 • sostantivo maschile
1.- mus. Composizione strumentale breve, soprattutto pianistica, di carattere romantico-sentimentale: i n. di Chopin
2.- estens. Scena notturna rappresentata in pittura, in letteratura, nel cinema
 
 
il mio notturno è per Voi,
per chi ha ascoltato, vissuto,
per chi ama ed amerà sempre
"against all odds"...
 
 
Notturno
 
Dormono le cime dei monti, dormono le valli,
le famiglie dei rettili nella nera terra,
dorme la belva e la stirpe delle api,
gli uccelli dalle lunghe ali.
Dormono le cime dei monti, dormono le valli
i mostri negli abissi del rosso mare,
dorme la belva e la stirpe delle api,
gli uccelli dalle lunghe ali.
Con il resto dei tuoi sogni
costruisci una nave,
con il resto dei tuoi sogni
hai tessuto le vele,
per vederla scivolare sul fiume
mentre siedi ad aspettare
di vederla risalire.
Con il resto dei tuoi sogni
costruisci una nave,
con il resto dei tuoi sogni
hai tessuto le vele
per vederla scivolare sul fiume
mentre siedi ad aspettare
di vederla risalire.

Angelo Branduardi

giovedì 6 luglio 2017

Nowa sòl

nowa sól

fioriscono le rosse graminacee
e al vetro
di ormai morte lanterne
si appiglia l'ultima luce

il papavero rosso
appeso ai fili è
seccato da tempo boschi di fresco verde
racchiudono la regione

solo gli spaventapasseri indicano
le direzioni con
lunghe braccia tubi oscillanti
ritagliati nella plastica


passammo loro accanto nel vagone
i freni funzionavano male

voleva scendere la sera
di dietro alle lanterne
la campagna si alzava in ondate

come ingoiasse ancora
qualcosa
con la sua gola senza direzione

quasi tremasse sotto il vento leggero.


Anja Kampmann
Prove di pietra e di luce
Traduzione di Nino Muzzi
  
 
la luce, bella e luminosa,
il buio la teme o la cerca;
io, per me amo il sole
e la luna piena e splendente...
 
Nowa Sól (in tedesco Neusalz an der Oder) è una città polacca del distretto di Nowa Sól nel voivodato di Lubusz.
 Ricopre una superficie di 21,56 km² e nel 2004 contava 40.616 abitanti.
Il distretto di Nowa Sól è un distretto polacco appartenente al voivodato di Lubusz.
Area: 770,6 km²
Capitale: Nowa Sól
(Wikipedia)

mercoledì 5 luglio 2017

Giorni di minime #60 e cromoterapia



nel tenero riscontro un volo
fugace istinto predatorio,
o solo un consistente abbraccio;
sempre vivo, comunque, sempre
rincorro le foglie e gli steli
in un complesso di luci e colori...
 
Gujil
 
 
 
Anche se curarsi con i colori non è considerato dalla comunità scientifica un vero atto medico, né una terapia efficace, la Cromoterapia ha origini antichissime ed è sempre stata  molto praticata in ogni epoca. In effetti, i praticanti della cromoterapia sono convinti che i colori influiscano positivamente sull’organismo e che si possano ottenere benefici dalle qualità dei colori per aiutare il corpo e la mente a ritrovare il benessere e il naturale equilibrio.
E' possibile che questa tecnica senza alcuna controindicazione possa alleviare molti disturbi, soprattutto quelli di natura psicosomatica, e che possa potenziare gli effetti delle tradizionali cure farmacologiche, se associata ad esse. Ad ogni colore, considerato una forma d’energia, vengono attribuite specifiche proprietà e precise caratteristiche in grado di avere effetti sul funzionamento dell’organismo.
Per esempio, il rosso sarebbe utile contro la pressione bassa, per la cicatrizzazione delle ferite, per alleviare contratture e stiramenti e per decongestionare le vie respiratorie.

L’arancione, sarebbe un antidepressivo, utile per combattere diversi disturbi della psiche, o per il miglioramento del funzionamento della tiroide.
Con il verde si attenuerebbero le emicranie e i disturbi nervosi, mentre il giallo favorirebbe l’eliminazione delle tossine.
Si possono sfruttare le facoltà antinfiammatorie del blu, oppure le qualità analgesiche del violetto e quelle rinfrescanti, astringenti ed anestetiche dell'indaco.
Esistono molti metodi per “somministrare” i giusti colori: la cromopuntura, vale a dire l’applicazione di luci in determinati punti del corpo; l’irradiazione cromatica, come quella dei percorsi sensoriali utilizzati nei centri benessere e nelle Spa, che si trasmette per via epidermica tramite lampade e filtri colorati; la cromodieta, tramite la quale assumere i colori attraverso gli alimenti.
E’ possibile anche fare una rilassante doccia emozionale, che regala sensazioni di benessere, grazie al connubio tra acqua, aromi, luci e colori, oppure sottoporsi ad un percorso sensoriale, che unisce un mix di giochi d’acqua, alternanza del freddo/caldo e tonalità cromatiche.
Non è forse vero che ci emozioniamo ancora di fronte allo spettro cromatico di un arcobaleno e che resteremmo a guardarlo fino a che non scompare?
(dalla rete)

martedì 4 luglio 2017

Campidoglio


Campidoglio

lei non sa quanto pesa
un cuore solitario
ci sono notti in cui la lana scura
la lana tiepida che mi protegge
arriva fino in cielo
e mentre dormo mentre respiro
mentre singhiozzo
mi si versa il latte bollente
sul viso
e allora una maschera magnifica
col sorriso del re di spade
copre il mio pianto
e tutto questo non è niente ancora
lei non mi crederà
ma lottare lottare lottare
tutte le notti con una tigre
fino a trasformarla in magnolia
e svegliarsi
svegliarsi ancora e non sentirsi
stanco e rifare ancora
striscia dopo striscia la stessa odiata tigre
senza dimenticare gli occhi gli intestini
né l’alito fetido
tutto questo per me
è molto più facile molto più leggero
mi creda
che non trascinare ogni giorno
il peso di un cuore desolato


Jorge Eduardo Eielson
Nodi e corpi nudi
traduzione di Martha Canfield
 
 

Pur essendo il più basso e il meno esteso dei sette colli di Roma, (Aventino,Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale, Viminale) il Campidoglio è forse quello più legato agli avvenimenti storici della città, in quanto fulcro fin dall’antichità delle attività politiche e religiose di Roma.
Oggi la michelangiolesca piazza alla quale sia accede attraverso una splendida scalinata, Cordonata, ospita due palazzi gemelli, (Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo) sedi dei meravigliosi Musei Capitolini e il Palazzo Senatorio,  sede degli uffici del Sindaco di Roma.
(dalla rete)

 

la poesia oggi cerca di salvarmi,
un tempo lo fece la musica;
ora leggo poco e ascolto meno,
ogni tanto sospiro nei versi...
 

lunedì 3 luglio 2017

Radente qualcosa

Rasente i muri andando
 
Rasente i muri andando
per strade ed ore vuote
a tarda notte, quando
si spegne ogni finestra,
ogni porta si chiude,
e tu indugiando tra gli ultimi
tram guardi frettolosi
su cigolanti ruote
ritornare al deposito -
anche uno che ti insulti
ringrazieresti, in questa
quiete di palude.
 
Siro Angeli
da L’ultima libertà
 
 
 raènte
avverbio
[der. di raso (part. pass. di radere), nel senso di «lisciato, strusciato»]
-TRECCANI-
 
 Indica movimento o direzione continua in un senso determinato fiancheggiando strettamente, sfiorando e quasi radendo, un luogo, una costruzione, un oggetto, una persona; si usa per lo più in funzione prepositiva seguito generalmente dalla prep. a:
i gabbiani volavano r. all’acqua; un uomo sotto ai portici...
camminava rapido, r. al muro, il cappello calato sugli occhi (Carlo Lucarelli); l’automobile è passata proprio r. alla spalletta del ponte; il proiettile gli passò r. al viso; A canto agli scudi, r. agli elmetti, Udiron le frecce fischiando volar (Manzoni);
meno com. senza a: r. la sponda del fiume; r. terra, raso terra; ella passò r. le due colonne di granito (D’Annunzio).
 
come me, quando temo,
nei momenti duri a cercare
sostegni imprescindibili e appoggio,
come quando ricordo, quando rivedo...

domenica 2 luglio 2017

La vela bianca

La vela bianca
 
Nessuno anela a una tempesta,
       questo è certo!
Eppure tu, bianca vela lì fuori nel mare,
nel profondo del cuore
       speri che la tempesta arrivi.
Perché solo nella tempesta
riesci ad essere viva.

Oh bianca vela paziente e nostalgica
      nel grande mare blu!
La lotta ha inizio!
                   

Il mio sguardo non si stacca da te.

Tra l’erba, sotto i miei piedi,
anche una brezza gentile è tempesta.

Ko Un
Poeta per destino
traduzione di Vincenza D’Urso

 
 
Semplice, chiarissima, limpida, abbagliante…
Al lettore è dato camminare, con lentezza, con respiro,
accogliendo l’oriente, la luce nel vuoto
(dalla Prefazione di A. Farabbi al libro di Ko Un: L’Isola che canta).
Queste sono alcune parole che vogliono dare onore alla poesia del coreano Ko Un, alla quale la casa editrice Lieto Colle ha dedicato l’Antologia Poetica L’Isola che canta (dalla rete).
 
puntiformi nel mare, isole,
si muovono tra brezze e movimenti d'onde;
le vele, come stelle perdute;
io le guardo le seguo, le vedo sparire...


sabato 1 luglio 2017

Eterna Signora

All' Eterna Signora

Manichino ideale, pezza da logoro,
Eterno Femminile! ... lisciati i velluti;
e vienimi addosso, quando ti dirò che è ora,
dimostrami come piace a voi, eletti decaduti.

Fa' peggio, e per noi manda la gioia alla malora,
scalpita con piede leggero per gli ardui sentieri.
Dànnati, puro idolo! e ridi! e canta! e implora,
amante! E crepa d'amore! ... ai nostri perduti ieri.

Donna di marmo! in foia! svolazza! ... sii riflessiva.
Maîtresse, carne mia! fatti vergine e lasciva...
feroce, santa, e bestia, in me cercando un cuore...

Sii femmina dell'uomo, e pure la sua Musa, o dama,
del poeta che bramisce in Alma, in Lama, in Fiamma!
Poi – quando ronferà – vieni a prenderti il vincitore.


Tristan Corbière
Dandy e distruttore
Traduzione di Luca Salvatore

 
 possiamo immaginare di tutto rimane però che della morte
(parola che spaventa da sempre)
ne parlano e ne scrivono sempre e solo i vivi.
Sembra una banalità ma riflettiamoci e che ognuno di noi
sia libero di trarre le proprie conclusioni.
Io, per me, è da tempo che mi accorgo del fatto che nessuno
paventa o riproduce bisbigli a riguardo.
Mi piacerebbe urlare in faccia il mio disprezzo ma so che alla fine,
come tutti, soccomberò...
vedremo...

Gujil

 
Eterna Signora, dite parlano i vivi,
che tra le tue braccia giace non dice,
noi presumiamo, immaginiamo, crediamo,
tu, invece, sai tutto di noi, di tutti...