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| Paul Gavarni "Autoritratto" |
(dalla rete)
L'ideale
Non le smorte beltà di figurine,
malsane figlie d’un tempo vanesio,
dita da nacchere, piedi da scarpine,
potranno in me saziare il desiderio.
Lascio a Gavarni, poeta dei tisici,
le belanti bellezze d’ospedale:
io non trovo tra queste rose misere
un fiore pari al mio rosso ideale.
Lo colmi tu l’abisso del mio cuore,
Lady Macbeth, del crimine signora,
sogno d’Eschilo schiuso all’uragano,
o tu, grande Notte, di Michelangelo
figlia, che torci il pose strane le agili
tue forme sotto i baci di Titano.
figlia, che torci il pose strane le agili
tue forme sotto i baci di Titano.
Charles Baudelaire
L'accostamento tra Paul Gavarni e la figura del "poeta" nasce da un celebre
passaggio letterario: Charles Baudelaire lo definisce "poeta dei tisici"
nella sua poesia L'ideale (L'Idéal), contenuta nella raccolta I fiori
del male.
Paul Gavarni non era un poeta, ma un celebre illustratore, pittore e
caricaturista francese dell'Ottocento.
Lo pseudonimo apparteneva a Guillaume-Sulpice Chevalier.
Con questa espressione ("poeta dei tisici"), Baudelaire usa la parola "poeta" in senso figurato.
Identifica Gavarni come il cantore visivo della modernità parigina, un artista capace di ritrarre con le sue litografie le nevrosi, le mode passeggere e le figure tipiche della vita urbana (come le lorettes o i flâneurs).
Lo pseudonimo apparteneva a Guillaume-Sulpice Chevalier.
Con questa espressione ("poeta dei tisici"), Baudelaire usa la parola "poeta" in senso figurato.
Identifica Gavarni come il cantore visivo della modernità parigina, un artista capace di ritrarre con le sue litografie le nevrosi, le mode passeggere e le figure tipiche della vita urbana (come le lorettes o i flâneurs).
Spazio alla rabbia, al dissenso,
frammenti dipassato incedono
con fare indiscusso,il breve passo
distingue ragioni e torti, insieme...


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