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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 24 giugno 2026

Sed Non Satiata ("Ma non sazia")

 
Sed non satiata ("Ma non sazia") è il celebre sonetto n. XXVI de I Fiori del Male di Charles Baudelaire. È un inno sensuale e tormentato a una donna bruna, la "divinità" che incarna un amore carnale e insaziabile, capace di superare ogni droga, stordimento o "paradiso artificiale". Nella poesia, Baudelaire esalta la propria musa (spesso identificata con Jeanne Duval, la sua storica amante), descrivendola con toni esotici e oscuri: «Bizzarra divinità, bruna come le notti».
Il titolo è una citazione colta ripresa dalle Satire di Giovenale, dove veniva usata per descrivere l'insaziabile lussuria dell'imperatrice Messalina.

Sed non satiata

Bizzarra divinità, bruna come le notti,
profumata di muschio misto all’avana,
opera di un qualche obi, Faust della savana,
strega dai fianchi d’ebano, figlia della notte buia,

preferisco all’oppio, alle notti, alla costanza
il liquore della tua bocca, in cui trionfa l’amore.
A te i miei desideri si volgono in carovana
e i tuoi occhi sono cisterne che dissetano i miei tormenti.

Da questi grandi occhi neri, spiragli della tua anima,
o demone impietoso, versami meno fiamme:
io non sono lo Stige che può stringerti nove volte,

e non posso, suvvia, megera libertina
per smorzare il tuo ardore e metterti alle strette
nell’inferno del tuo letto divenire Proserpina!

Charles Baudelaire 

Il poeta confessa di preferire l'inebriante "elisir della tua bocca" agli oppiacei o alle notti di sonno (quasi che il sesso possa superare in qualche modo la dipendenza dalle droghe abitualmente utilizzate dal poeta).
C'è un costante senso di dipendenza da questo amore oscuro e passionale che non trova mai requie e non riesce a soddisfare del tutto la sua sete di tormento.
La seconda parte del componimento si focalizza sull'insaziabilità dei desideri. Il poeta descrive i grandi occhi della donna come "cisterne" in cui abbeverare le proprie angosce.
Invocandola come un demone impietoso, le chiede di versare meno fiamme, ammettendo la sua impotenza di fronte a una passione così travolgente e carnale.

Effimere pretese giacciono
in freddi abbracci senza passione;
dove stancamente ricerco calore
trovo solopiacevole tepore... 
 
L'espressione dà anche il nome ai Sed Non Satiata, una nota band musicale screamo/post-hardcore francese originaria di Tolosa, attiva dagli anni 2000, che si ispira proprio alle atmosfere oscure della letteratura francese.
(dalla rete)

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