Questa bella lirica di Salvatore Quasimodo (Tutte le poesie) introducendo temi centrali dell'ermetismo come la solitudine, lo spaesamento esistenziale e la frammentazione dell'identità. La lirica esprime un senso di solitudine interiore e di frammentarietà dell'anima, in cui il poeta avverte il distacco dalle frequentazioni passate ("donne di ghetto, giullari di taverna") e un senso di vuoto esistenziale.
donne di ghetto, giullari di taverna,
fra cui passai gran tempo,
e morta è la ragazza
a cui ardeva il volto perenne
unto d'olio della pasta àzzima
e la buia carne d'ebrea.
Forse è mutata pure la mia tristezza,
come fossi non mio,
da me stesso scordato.
fra cui passai gran tempo,
e morta è la ragazza
a cui ardeva il volto perenne
unto d'olio della pasta àzzima
e la buia carne d'ebrea.
Forse è mutata pure la mia tristezza,
come fossi non mio,
da me stesso scordato.
Salvatore Quasimodo
La poesia
riflette, in maniera assai potente, sul distacco dalle passioni terrene e sulla nostalgia, segnando
l'inizio della riflessione intima e crepuscolare del protagonista/poeta della lirica.
(dalla rete)
Ermeticamente assurdo ricreo
cose riteniute perse, lontane;
nel manto pesante dell'oblio
soppeso respiro ed abbraccio...
L'espressione "manto d'oblio" invece si può considerare come una locuzione letteraria e poetica che stia ad indicare la dimenticanza totale e definitiva che avvolge e nasconde cose, persone o eventi del passato.

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