Cesare Pavese apriva così una delle sue poesie più intime, catturando quel momento in cui la stanchezza del giorno si trasforma in malinconia. La sera, per molti, è il momento in cui le difese si abbassano e i pensieri farsi più pesanti; la sera porta con sé un senso di esaurimento e malinconia, spesso è il segnale di un accumulo di stress o di un calo fisiologico delle energie. È triste la sera
stanca.
Ma è tanto triste
che non piange neppure.
È triste come quel bocciolo di rosa
piccolo chiuso e chino
che pare non s’abbia ad aprire
mai piú
per non vedere la vita.
(Tre grandi margherite
sane, aperte, diritte,
guardano fisso, stupite,
come tre belle bimbe un po’ sciocchine).
L’aria è profumata a primavera
e il tenue profumo
con un’ebrezza strana
stringe tanto il cuore
come sul far della sera
in campagna
quando si passa presso il Camposanto.
(Un orologio con tic tac regolare
accompagna il monotono
cinguettio delle rondini).
… È triste la sera
stanca.
Ma nulla piange…
… e silenziosa
… scende la notte
profonda.
(solo ora
dalle tenebre
dense e maestose,
sconsolato
sale
un singhiozzo).
Cesare Pavese
La tristezza della sera, visioni,
colori caldi e tepore dai muri
inondati di sole, ora ombre
risaputi fantasmi, compagni...
La stanchezza serale è una risposta fisiologica naturale, guidata dall'accumulo di adenosina e dalla conversione della serotonina in melatonina con il calare della luce. Tuttavia, per contrastare il calo di energie, può essere utile curare l'idratazione, seguire un'alimentazione leggera ed evitare sforzi intensi prima di coricarsi. Il livello di cortisolo è più alto al mattino per dare energia e scende la sera per favorire il riposo, bassi livelli di cortisolo fanno emergere e amplificano la sensazione di stanchezza.
(dalla rete)
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