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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 1 giugno 2016

Anni


Che cosa sono gli anni?
 
Che cos’è la nostra innocenza,
che cos’è la nostra colpa? Tutti sono
nudi, nessuno è al sicuro. Da dove viene
il coraggio: la domanda senza risposta,
il dubbio fermo che –
chiamando muto, ascoltando sordo –
nella sventura, anche nella morte,
incoraggia gli altri
e nella sua sconfitta esorta
 
l’anima ad essere forte? In profondità
vede ed è felice colui che
sa arrivare alla mortalità
e nella sua prigione si leva
al di sopra di sé come
il mare nell’abisso, lottando
per essere libero e incapace di esserlo,
nella sua resa trova
la ragione di continuare.
 
Chi ha un forte sentire
agisce così. Anche l’uccello,
più alto mentre canta, rafforza
la sua forma in verticale. Benché prigioniero,
con il suo potente canto
dice: che bassa cosa
la soddisfazione, che pura la gioia.
È questa la mortalità,
è questa l’eternità.

Marianne Moore
Traduzione di Nicola Gardini
New York Anthology



 


 
gli anni sono tanti,
quelli che passano,
quelli a venire,
quelli che restano...


 
 
 
Gli anni

Cos'è rimasto delle gioie
E dei miei improbabili dolori?
Dov'è finito il tempo
Dei miei straordinari batticuori?
Avessi inventato qualcosa,
Si fa per dire una pietanza;
Fossi stato un genio
O almeno un terzino dell'Atalanta;
Mia madre mi diceva sempre:
"Smettila di bere!"
E non sapeva ancora
Che dovevo ancora cominciare
Io mi toccavo freneticamene
Pensando alle sue amiche
Ah! le idee già
Da allora le mie preferite
Gli anni t'inseguono
Quando sei solo
Gli anni ti parlano
Ma non è vero

Gli anni rimangono
Silenziosi, leggeri, Stanno dove li metti
E si nascondono
Negli odori, nei fogli,
Nel wysky, nei cassetti
Gli anni si impigliano
E si aggrovigliano

Vorrei parlarti
Vorrei spiegarti
Vorrei lasciarti
E poi cercarti

Vorrei sognare
Che è stato solo un sogno
Che mi hanno raccontato
Senza dormire
Perché il mondo non c'è
Quando io sono addormentato
E poi dormire
Con una poesia
Che da sempre so a memoria
Senza sognare
E la ragazza usciva
Lentamente dalla storia

Gli anni continuano
Telefona almeno per dirmi
Come ti va la scuola
Fatti guardare
Come ti sei fatta bella,
è vero, il tempo vola
Gli anni t'imbrogliano
Io non so più se
Sono buoni o cattivi gli indiani
Però non vale
Che stavo in piedi a vedere
Con chi usciva lei domani
Gli anni sorridono
E un'altra donna leggera
Leggera danza sulle dita
Corrono avanti
E colori, persone,
Giochi giorni, l'Inter, la partita

Gli anni che passano
Non sono mai tanti
Gli anni miei...
Gli anni, gli anni, gli anni.
 
Roberto Vecchioni
 

2 commenti:

  1. Il mio ultimo anno pesa come un una montagna,
    troppo pesante è il fardello che devo portare,
    senza spazio è questa mia voglia di liberta'
    essere serena è possibile, quando su deve
    lottare con un male....... provate a immaginare
    (poesieinsmalto)

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  2. Annamaria,
    conosco bene quello che dici, molto bene. La musica, le poesie, l'arte, nutri la mente, dalle cose che ami e tutto andrà meglio (o meno male).
    Gujil

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