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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 13 marzo 2010


Passero, passero dell'amor mio:
ti tiene in seno, gioca con te,
porge le dita al tuo assalto,
provoca le tue beccate rabbiose.
Come si diverta l'anima mia
in questo gioco, trovando conforto
al suo dolore, non so; ma come lei,
quando si placa l'affanno d'amore,
anch'io vorrei giocare con te
e strapparmi dal cuore
la malinconia.
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Gaio Valerio Catullo

venerdì 12 marzo 2010

Impercettibile
il Tempo
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Nel giardino si fa rossa
l'arancia, impercettibile
il tempo danza sulla sua scorza,
la ruota del mulino si stacca
alla piena dell'acqua
ma continua il suo giro
e avvolge un minuto
al minuto passato
o futuro. Diverso il tempo
sul vortice del frutto;
indeclinabile sul corpo
che riflette la morte,
scivola contorto
chiude la presa
alla mente, scrive
una prova di vita.
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Salvatore Quasimodo
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giovedì 11 marzo 2010

Neve di marzo







In neve sospesa
la gioia sconsiderata
diventa pianto.
Gelo fuori e dentro.

Non è più primavera.
Non per me.
Non mi spetta.
Voglio arrivare tardi
stasera, tardi
a qualsiasi impegno.

Voglio morire un po’
per questa notte
senza sogni
e desideri.

Non riesco a non amare.
Conosco l’errore
lo abbraccio
come un figlio sbagliato
desiderato
abortito
eppure così vivo
e cattivo.


Latte d'inverno

Ancora latte d’inverno
nel cielo
nubi diffuse
luce totale.

Ancora troppo freddo
e un respiro sottile
di solitudine
in tutto questo silenzio.

Un respiro
che è mio
e mi sveglia
quando dovrei dormire.

Sono un involto
di sonno e bisogni.
Non sento
la primula fiorire
non sento
il gelsomino.
Non sento.

Mi sveglio
con un viso in mente
e la certezza
di tutti i risvegli
in cui nessuno
mi ha dormito accanto.


Lo sai che gli alberi parlano?
Si, parlano. Parlano fra di loro e,
se li sai ascoltare, parlano anche a te.
Ma i bianchi non ascoltano.
Non hanno mai ritenuto necessario
ascoltare noi Indiani,
e temo che non ascoltino neanche le
altre voci della Natura.
Mentre io ho imparato molto dagli alberi:
qualche volte delle cose sul tempo,
qualche volta delle cose sugli animali,
qualche volta delle cose sul Grande Mistero.
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''Bisonte Che Cammina''

o ''Tatanka Mani'' dei Sioux

mercoledì 10 marzo 2010

Nevicata di Marzo


Com'è strano...

Una nevicata di Marzo dopo che ho già visto spuntare le prime violette e qualche primula è qualcosa di inatteso, inusuale...eppure mi ricordo da bambino il freddo delle palle di neve sulle gambe nude (pantaloni corti anche col freddo! era d'obbligo) era quasi fine Marzo perchè mi ricordo uno stelo d'erba in bocca mentre tornavo a casa da scuola.
Le mani congelavano così come le orecchie e, malgrado il bavero rialzato, anche la gote.
Alla radio cominciava un programma mitico (Alto Gradimento) ma si ascltava sopratutto "Hit Parade" con le canzoni proposte a metà (e noi le cantavamo a metà) e guardavamo alla televisione i cartoni animati di Gustavo (il martedi credo) sbocconcellando il pranzo con fretta per non perdere tempo con l'assillo dei compiti e gli occhi al cortile per i giochi con gli amici.

Ora è tutto diverso.
La neve è la stessa.

martedì 9 marzo 2010

Il Profeta

SULLA BELLEZZA

E un poeta disse: Parlaci della Bellezza.
E lui rispose:
Dove cercherete e come scoprirete la bellezza, se essa stessa non vi è di sentiero e di guida?

E come potrete parlarne, se non è la tessitrice del vostro discorso?
L'afflitto e l'offeso dicono: "La bellezza è nobile e indulgente.
Cammina tra noi come una giovane madre confusa dalla sua stesa gloria".
E l'appassionato dice: "No, la bellezza è temibile e possente.
Come la tempesta, scuote la terra sotto di noi e il cielo che ci sovrasta".

Lo stanco e l'annoiato dicono: "La bellezza è un lieve bisbiglio. Parla del nostro spirito.
La sua voce cede ai nostri silenzi come una debole luce che trema spaurita dall'ombra".
Ma l'inquieto dice: "Abbiamo udito il suo grido tra le montagne,
E con questo grido ci sono giunti strepito di zoccoli, battiti d'ali e ruggiti di leoni".

Di notte le guardie della città dicono: "La bellezza sorgerà con l'alba da oriente".
E al meriggio colui che lavora e il viandante dicono:
"L'abbiamo vista affacciarsi sulla terra dalle finestre del tramonto".
D'inverno, chi è isolato dalla neve dice: "Verrà con la primavera balzando di colle in colle".
E nella calura estiva il mietitore dice: "L'abbiamo vista danzare con le foglie dell'autunno e con la folata di neve nei capelli".
Tutte queste cose avete detto della bellezza,
Tuttavia non avete parlato di lei, ma di bisogni insoddisfatti.
E la bellezza non è un bisogno, ma un'estasi.
Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa,
Ma piuttosto un cuore bruciante e un'anima incantata.
Non è un'immagine che vorreste vedere né un canto che vorreste udire,
Ma piuttosto un'immagine che vedete con gli occhi chiusi, e un canto che udite con le orecchie serrate.
Non è la linfa nel solco della corteccia, né l'ala congiunta all'artiglio,
Ma piuttosto un giardino perennemente in fiore e uno stormo d'angeli eternamente in volo.

Popolo di Orfalese, la bellezza è la vita, quando la vita disvela il suo volto sacro.
Ma voi siete la vita e siete il velo.
La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio.
Ma voi siete l'eternità e siete lo specchio.

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lunedì 8 marzo 2010


Raccomandazioni ad un figlio
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Non fidarti di un bianco,
Un ebreo non ammazzare
Non firmare mai un contratto,
Un banco in chiesa non affittare
Non arruolarti nell'esercito;
Pigliare troppe mogli non bisogna;
Non scrivere mai per le riviste:
Non grattarti la rogna.
Metti sempre la carta sul sedile del cesso,
con la guerra sta in campana,
Tieniti pulito, non essere malmesso,
Non sposare una puttana.
Non pagare i ricattatori,
Gli avvocata tieni a bada,
Non fidarti degli editori,
O finirai in mezzo a una strada.
Tutti gli amici ti lasceranno
prima o poi moriranno, lo sai,
Che la tua vita sia sana e pulita
E in paradiso li ritroverai.
---
Ernest Hemingway
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giovedì 4 marzo 2010

Sei venuta di Marzo
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Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera
anemone o nube
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.
Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi più non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva.
Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo
sono un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d'aurora.
Sangue di primavera,
tutta la terra trema
di un antico tremore.
Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
e il torrente del cuore
si è ridestato e irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose
e le cose, nel cielo e nel cuore
soffrono e si contorcono
nell'attesa di te.
È il mattino, è l'aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.
---
Cesare Pavese

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mercoledì 3 marzo 2010

You, wind of March
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Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda -
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera -
anemone o nube -
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.
---
Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto il povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi più non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva.
---
Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo
sono un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d'aurora.
Sangue di primavera,
tutta la terra trema
di un antico tremore.
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Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
e il torrente del cuore
si è ridestato e irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose -
e le cose, nel cielo e nel cuore
soffrono e si contorcono
nell'attesa di te.
E', il mattino, è l'aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
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La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.
---
Cesare Pavese
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martedì 2 marzo 2010

Marzuolo

"Cantando Marzo porta le sue piogge,
la nebbia squarcia il velo,
porta la neve sciolta nelle rogge,
il riso del disgelo."

Mi serve parafrasare Guccini perchè Marzo è propio così, un mese ancora stanco in coda all'inverno, ma anche pieno di energia con i suoi primi giorni di vago tepore e le ore di luce che guadagnano sul buio della stagione fredda. Marzo ha i primi profumi nell'aria ancora frizzante, ha con sè i primi timidi tentativi di lasciare a casa piumini e cappotti, di levarsi il berretto.
Sembra già primavera ma puoi alzarti la mattina e vederti ancora ripiombare nello scuro, plumbeo cielo tipico della cattiva stagione.
La primula cerca spazio tra i residui della neve, nel mio microscopico giardinetto in montagna è già spuntata la prima, gialla come il pallido sole di questo mese, gli ha fatto compagnia la delicata violetta e qualche timido bocciolo della forsizia che prsto si riempirà di colori meravigliosi.

Ho proprio voglia di sole!
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La Primula Vulgaris:
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Primulacea. Il nome primula indica la precocità (primo) della fioritura. Vulgaris perché comune.Fiori gialli con centro più scuro, su steli pelosi.Foglie solcate, glabre sopra e pelose sotto.Febbraio - maggio, boschi e prati ombrosi. La fioritura precoce della primula porta con sé l'annuncio della bella stagione.La pianta è un talismano prezioso, simbolo di giovinezza, buona fortuna e prosperità. Narra una leggenda che un giorno San Pietro gettò dal cielo le chiavi del paradiso appena seppe che il Signore ne aveva voluto un altro paio. Le chiavi caddero in una regione dell'Europa settentrionale dove spuntò la prima Prìmula verìs: questo fiore nella regione inglese del Sommerset è, non a caso, ancora chiamato bunch of keys, mazzo di chiavi.

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