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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 31 luglio 2026

Canicola (solleone)

La canicola è un periodo di caldo torrido e afoso tipico dei mesi estivi, solitamente tra metà luglio e fine agosto. 
Il termine deriva dal latino canicŭla ("piccola cagna"), nome latino della stella Sirio, la più brillante della costellazione del Cane Maggiore.  
Gli antichi associavano la vicinanza di questa stella al Sole con l'inizio del caldo più intenso dell'anno.
 
Canicola

Il sole brucia tutta
la vita. Non muove il vento
un albero. Fuori dal tempo
splende il giorno.
La canicola assorbe
le ore, i colori,
il silenzio.

All’improvviso si sente una goccia
di pioggia, e un’altra,
e un’altra ancora, nella sera.
È musica.

Jorge Gaitàn Duràn

 

In attesa di pioggia, secco
come mai la terra brucia
di febbre causata dall'uomo;
noi siamo causa ed effetto... 
 
La canìcola (o solleone) rappresenta il periodo più caldo dell'anno, solitamente concentrato nell'emisfero boreale tra la fine del mese di luglio e la fine del mese di agosto, i cambiamenti climatici ne stanno ampliandone il periodo (dalla rete).

giovedì 30 luglio 2026

Il sesterzio

Il sesterzio era la moneta più diffusa ed emblematica dell'antica Roma, rimasta in circolazione per quasi cinque secoli.

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Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone,
e poi inalbera pure tutta la tua arroganza;
ma se a te piace il denaro, non fare il ruffiano
e smettila con tutta quella tua arroganza. 

Publio Valerio Catullo

Da sempre il denaro, il contante,
le difficoltà, i pagamenti, i prestiti;
spesso si perdono amico e soldi
mi disse, e fu, da allora nulla...   
 
Durante la Repubblica romana era una piccola moneta d'argento, coniata raramente. 
Durante l'Impero romano era una moneta in oricalco (lega di rame e zinco) di ampio modulo.
Un sesterzio era valutato circa 0,08 grammi d'oro. 
Al prezzo attuale dell'oro di circa €60 al grammo, potremmo ricavare che un sesterzio doveva avere un valore compreso tra i 4 e i 5 euro. Il prestito di Catullo a Silone era quindi assai notevole.
(dalla rete)

mercoledì 29 luglio 2026

Riflesso americano

Con il termine "states" (in inglese "stati") ci si riferisce solitamente ai 50 Stati federati degli Stati Uniti d'America, le entità politiche e amministrative che compongono la federazione (dalla rete).
 
Quei ricordi, l'America, viaggi
incastonati nei dunque della vita;
gli States, i vasti orizzonti, gli odori,
da est a west, lungo il Riverwalk...

martedì 28 luglio 2026

Osso del dolore

La poesia Dolore di Giovanni Raboni è un componimento intenso che mette a confronto due diverse concezioni della sofferenza, esplorando il legame profondo e asimmetrico tra l'autore e la persona amata.
(dalla rete)

Dolore

Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sí cancrenose, immedicabili…
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacra penuria,
te e i tuoi da sempre ha saccheggiato il cielo.
C’è piú tristezza nel tuo lutto
per un gioco perduto, per una bambola squartata
che nel mio per il novero dei morti
che colleziono da una vita.
È piú giusta, ha piú stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affamato, tremante, altero amore!
Non rispondi, mi guardi
come, ma sí, come un nemico di classe
se cerco di distrarti,
se ti ricatto con la tenerezza…
Ma credimi, tesoro, che non voglio rubartelo
l’osso del tuo dolore.

Giovanni Raboni

L'immagine finale chiarisce il rispetto assoluto del poeta: non c'è intenzione di sottrarre o sminuire l'integrità aspra e irriducibile del dolore altrui ("non voglio rubartelo / l'osso del tuo dolore")

Dolorosamente conscio avanzo
negli anni, nei giorni, nel tempo;
questo peregrinare continuo è vento
che mi spinge al veloce declivio...

lunedì 27 luglio 2026

Fontana Pensierosa

La Fontana Pensierosa è un antico e suggestivo fontanile risorgivo della fine dell'Ottocento situato nella campagna a nord-est di Offanengo, in provincia di Cremona.

 Mezzogiorno

Chiesoline di campagna
lontane e vicine,
i vostri campanilini fumano
come tanti comignoli di cucine.
Mezzogiorno!
«Bambini si va a mangiare.»

Aldo Palazzeschi

Sole a picco d'estate, mezzodì
nei miei prati erbosi disseccati;
una fonte pensierosa, nonna,
amore predato dal tempo... 
 
Questo luogo naturale alimenta il fosso Lissolo ed è stato recentemente inserito tra i 7 fontanili più belli e caratteristici della Lombardia.
(dalla rete)

domenica 26 luglio 2026

Oboe



Oboe sommerso
è la seconda raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1932 dalle Edizioni di Circoli di Genova. L'opera rappresenta uno dei testi più emblematici e radicali dell'Ermetismo italiano (dalla rete).

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo 

L'omonima poesia che apre la raccolta poetica racchiude l'essenza di questa stagione poetica, caratterizzata da un linguaggio estremamente denso, analogico e di difficile interpretazione.
Gerbido è un termine regionale (soprattutto piemontese) che indica un terreno arido, brullo e incolto, simile a una brughiera, o uno stato di abbandono della terra ("lasciare in gerbido").
“Oboe sommerso” è una raccolta che include poesie intrise di un forte senso lirico e di una profonda sensibilità verso la natura e il paesaggio. Attraverso queste poesie, Quasimodo estende la sua indagine sul dolore umano alla sofferenza collettiva, collegando la sfera personale con l'ambito universale.
 
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

L'oboe è uno strumento musicale aerofono a fiato ad ancia doppia appartenente alla famiglia dei legni. È celebre per il suo suono dolce, espressivo e penetrante, che ricorda la voce umana, ed è lo strumento che tradizionalmente dà il "La" per accordare l'orchestra grazie alla stabilità e alla chiarezza del suo timbro (dalla rete).

sabato 25 luglio 2026

Sonetto Shakespeariano


Sonetto 27

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.
 
William Shakespeare  
 
Il Sonetto 27 di William Shakespeare descrive l'amore come un pensiero che non si ferma mai, parlando della stanchezza del corpo, del viaggio della mente nel buio e della mancanza di pace.
(dalla rete)
 
Nel nitido pensare cose care
assumono contorni sfuocati
visi dissolvono veli di tempo
rimane un costretto al petto...

venerdì 24 luglio 2026

Un amore di Antoine de Saint-Exupéry

Nel maggio 1943 Antoine de Saint-Exupéry, autore de Il Piccolo Principe si recò ad Algeri per ricongiungersi al suo reparto francese.
Ad Algeri, su un treno, conobbe una ragazza di 23 anni, un’ufficiale e autista della Croce Rossa. 
Sebbene fosse sposata, lo scrittore se ne innamorò, la frequentò e le scrisse per circa un anno. 
La corrispondenza intima nata da questo fugace e tormentato incontro ad Algeri è di fondamentale importanza storica e letteraria.

“Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande, visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire.
Signorinella, dare questo potere è dolce.
Vederlo usare è malinconico.
Le favole sono fatte così.
Una mattina ti svegli e dici: «Era solo una favola». 
Sorridi di te.
Ma nel profondo non sorridi affatto.
Sai bene che le favole sono l’unica verità della vita”.

Antoine de Saint-Exupéry  

Scrivere è darsi a qualcuno,
lettere intrise di noi ora mancano:
non è facile esporsi, mai
siamo animali di affetti...
 
Questa giovane donna, la cui identità è rimasta protetta dal mistero, divenne l'ultimo grande amore romantico dell'autore e fu da lui affettuosamente soprannominata "petite fille" (bambina / ragazzina) o "l'inconnue" (la sconosciuta). 
Saint-Exupéry scrisse all'amata nove lettere intime. Molte di esse erano arricchite da splendidi schizzi ad acquerello e disegni.  
Queste preziose carte sono rimaste segrete per oltre sessant'anni. Sono riemerse pubblicamente soltanto nel novembre 2007 durante un'asta parigina.
(dalla rete)

giovedì 23 luglio 2026

"inondare il mondo"

Inondare il mondo di frasi sconnesse,
non serve identità, nemmeno coraggio:
una tastiera ha sostituito il cuore
dove è finito l'essere umano... amore?

Anonimo

L'idea di "inondare il mondo" rimanda comunemente al mito del Diluvio universale, un tema catastrofico e di purificazione presente in innumerevoli culture antiche.
La colorita e suggestiva espressione "inondare il mondo" assume significati profondamente diversi a seconda del contesto, spaziando dal mito alla geopolitica, fino alla cultura pop.
Nel linguaggio geopolitico e dei media, l'espressione descrive la diffusione capillare di contenuti digitali o notizie. 
Viene impiegata sia in accezione negativa — come "inondare il mondo di fake news o disinformazione" per manipolare l'opinione pubblica — sia in senso positivo, riferendosi alla diffusione globale di cultura, messaggi di pace o innovazioni tecnologiche.
La visione scientifica attualmente più diffusa e condivisasui cambiamenti climatici e l'innalzamento dei mari prospetta scenari decisamente catastrofici.
(dalla rete)

 

mercoledì 22 luglio 2026

“Scrivi, ti prego”

Nel brano riportatoi di seguito, lo scrittore/cronista/giornalista  Dino Buzzati affronta il bisogno viscerale della scrittura, vista sia come una condanna biologica sia come l'unica via di salvezza possibile per l'essere umano.

Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse).

Dino Buzzati 

Scrivi ti prego non è il titolo del testo di Buzzati né una vera e propria poesia, ma un estratto da una pagina intitolata La salvezza tratta dalla raccolta eterogenea di prose e riflessioni In quel preciso momento (Neri Pozza, 1950) in seguito pubblicata da Mondadori in una nuova edizione contenente frammenti inediti nel 1974.
La chiave di lettura di questo breve scritto di DinoBuzzati ce la dà per l’appunto il suo titolo: “La salvezza”. La scrittura per l’autore è “salvezza”, come dimostra la pur desolante conclusione.
(dalla rete)
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Scrivi  e fatti scrivere se puoi
cosa facile a dirsi, quasi impossibile;
percorsi di menti allineate
spesso divergono e derivano...