Attesa
Oggi che t’aspettavo
non sei venuta.
E la tua assenza so quel che mi dice,
la tua assenza che tumultuava
nel vuoto che hai lasciato,
come una stella.
Dice che non vuoi amarmi.
Quale un estivo temporale
s’annuncia e poi s’allontana,
cosí ti sei negata alla mia sete.
L’amore, sul nascere,
ha di questi improvvisi pentimenti.
Silenziosamente
ci siamo intesi.
Amore, amore, come sempre,
vorrei coprirti di fiori e d’insulti.
Vincenzo Cardarelli
Anche Vincenzo Cardarelli, in quella che è tra le più belle poesie
d’amore del Novecento italiano, non si sottrae alla condizione antica e
moderna dell’assenza dell’amata.
A questa condanna ad un canto che si
regge su un vuoto da riempire.
No, non arriva la donna, oggi che il
poeta l’attende e coglie solo un silenzio bianco.
Simboleggia il contrasto tra l'immobilità della realtà e la brama di evasione, culminando nella constatazione dell'inutilità del tempo trascorso. Il concetto di "vana attesa" si contrappone all'arte di saper aspettare, evidenziando la dolorosa consapevolezza di un tempo perso invano.




















