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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 21 gennaio 2026

Oasi

Un'oasi nel deserto è un' area fertile e abitabile, circondata dalla sabbia, dove la presenza di acqua sotterranea (falde acquifere) permette lo sviluppo di vegetazione come palme da dattero e alberi da frutto, rendendola un punto vitale per insediamenti umani, commercio e ristoro per le carovane, e può essere anche un ambiente metaforico di pace o rifugio.
 
E dopo

I labirinti
creati dal tempo
svaniscono.
(Rimane solo
il deserto).
Il cuore,
fonte del desiderio,
svanisce.
(Rimane solo
il deserto).

L'illusione dell'aurora

e i baci
svaniscono.
Rimane solo
il deserto;
l'onduloso
deserto.


Federico Garcia Lorca

Y después

Los laberintos
que crea el tiempo
se desvanecen.
(Sólo queda
el desierto.)
El corazón,
fuente del deseo,
se desvanece.
(Sólo queda
el desierto.)
La ilusión de la aurora
y los besos,
se desvanecen.
Sólo queda
el desierto.
Un ondulado
desierto.

Dopo rimane tanto, o poco
non importa ci si dice sempre
ma è deserta l'anima da sola
finchè non si orizzonta un'oasi... 
 
Un'oasi è un' area isolata di vegetazione all'interno di un deserto, solitamente circondata da una sorgente d'acqua dolce come una falda acquifera o un pozzo.
Le oasi si formano quando l'acqua sotterranea risale in superficie, spesso grazie a una configurazione geologica specifica (falde artesiane) o perché la falda freatica è vicina al suolo, e oggi esistono diverse tipologie, da quelle classiche tra le dune a quelle legate a vecchi fiumi.
(dalla rete)

martedì 20 gennaio 2026

Sconfitta!

Sconfitta

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia solitudine e il mio distacco; Sei più cara a me di mille trionfi, e più dolce al mio cuore di tutta la gloria del mondo.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia conoscenza di me stesso e la mia sfida, attraverso te so che sono ancora giovane e veloce di piedi. E non sono da intrappolare da allori appassiti. E in te ho trovato la solitudine e la gioia di essere evitato e disprezzato.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia spada e il mio scudo splendenti, nei tuoi occhi ho letto che essere intronizzato è essere schiavizzato, e essere compreso è essere livellato verso il basso, e essere afferrato è solo raggiungere la propria pienezza e come un frutto maturo cadere ed essere consumato.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio audace compagno, tu ascolterai le mie canzoni e i miei pianti e i miei silenzi, e nessuno tranne te mi parlerà del battere delle ali, e dell'urgenza dei mari, e delle montagne che bruciano nella notte, e solo tu scalerai la mia anima ripida e rocciosa.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio coraggio immortale, tu ed io rideremo insieme con la tempesta, e insieme scaveremo tombe per tutto ciò che muore in noi, e staremo al sole con una volontà, e saremo pericolosi.

Kahlil Gibran

 
La parola sconfitta altro non  indica che l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto, di un'impresa o di una situazione, esito caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo che si era nel tempo prestabilito.
 
  Gigante di carta frantumo
desiderata sul muro cocente
dell'indifferenza e del contesto
in vicissitudini come tempeste...
 
Il concetto di sconfitta indica l'esito negativo di uno scontro, competizione o tentativo, sia in ambito militare (disfatta), sportivo (fallimento in una gara), sia in senso figurato, come una battuta d'arresto personale, portando con sé l'idea di insuccesso, ma anche un'opportunità per imparare e ripartire, evitando vittimismo e immobilismo.
La parola sconfitta indica l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto o di un'impresa, caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo prestabilito.
(dalla rete)

lunedì 19 gennaio 2026

Brividi

Un brivido può essere descritto come un "flash di freddo" si riferisce a una sensazione improvvisa e intensa di freddo, spesso accompagnata da brividi, pelle d'oca e tremori, che può essere una normale reazione fisiologica per generare calore corporeo.
(dalla rete)

 Non resisti a questo inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Non resisti a quest’inverno
modestamente
quel fango innocente
e con le scarpe in mano
e nudo attraversi
quella piazza,
viaggiare per piazze.

Amelia Rosselli

Flash di istanti freddi
come il gelo di giorni passati;
immagini a scatti di vita
siamo noi, percorsi indecisi... 
 
"Brivido" 
in italiano significa un tremito involontario, solitamente causato da freddo, paura o forte emozione, ma può anche riferirsi a un senso di eccitazione, suspense o orrore, traducibile con "brivido", "tremore" o "sussulto".
Il sistema nervoso simpatico libera adrenalina e noradrenalina, ormoni  che aumentano la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il metabolismo e preparano il corpo all'azione e sono responsabili dei brividi e formazione della pelle d'oca.
Quindi un "brivido" può essere una reazione fisica, un'emozione forte o il nome di un'opera artistica, sempre legata a una sensazione di forte intensità.
(dalla rete)

domenica 18 gennaio 2026

Preghiera

Una preghiera

Ancora!
Vieni, dai, dammi tutta la tua forza!
Da lontano una parola bassa soffia nel cervello che si spezza
La sua calma crudele, la miseria della sottomissione,
La tranquillizza come un’anima predestinata.
Cessa, amore silenzioso! Mio destino!

Accecami con la tua oscura vicinanza, O abbi pietà, amato nemico della mia volontà!
Non oso resistere al freddo tocco che temo.
Allontana da me ancora
La mia lenta vita! Piegati di più su di me, testa minacciosa,
Orgoglioso della mia caduta, ricordando, compiangendo
Colui che è, colui che era!

Ancora!
Insieme, piegati dalla notte, giacevano sulla terra. Io sento
Da lontano la sua bassa parola alita nel mio cervello che si spezza.
Vieni! Mi arrendo. Piegati di più su di me! Sono qui.
Soggiogatore, non lasciarmi! Solo gioia, solo angoscia,
Prendimi, salvami, placami, Oh liberami!

James Joyce 

 
James Joyce ha scritto diverse poesie che evocano preghiere o stati di supplica, la più famosa è "Una preghiera" (1924), che esplora l'angoscia e l'estasi dell'amore attraverso un linguaggio potente e una richiesta di annullamento nel desiderio. 
Il testo esplora il potere soggiogante e quasi violento dell'amore, descritto come una forza che annulla la volontà e induce a una totale sottomissione. Una poesia in cui l’introspezione e l’emotività sono gli assoluti protagonisti. L’originalità è che il tema principe sia proprio l’amore. L’amore diventa il soggetto che controlla ogni cosa, guida emozioni e sentimenti e se non fa valere il suo dominate influsso, le emozioni diventano niente. C’è l’esigenza dice Joyce di diventare martiri dell’amore. Se non si avvertono i suoi “feroci artigli” e la sua “forza dominatrice” tutto diventa sterile privo di quella passione fondamentale per vivere la relazione amorosa e il rapporto intimo di coppia.
 
Mani congiunte e pensare
un liquido fatto di lacrime e sale
nel buio, una candela rompe
l'incanto e la luce diffonde...

"Una preghiera" è una poesia che mette al centro gli effetti controversi che genere nel cuore nella mente l’amore. Una poesia geniale perché il poeta ci fa vivere la parte più intima degli effetti che l’amore può avere per il singolo e per la coppia; questa poesia è un appello all’amore, che diventa una sorta di entità suprema e “soggiogatrice”, affinché possa evitare i suoi devastanti effetti sul cuore e sulla mente (dalla rete).

sabato 17 gennaio 2026

Specchio, specchio... (e la parola botro)

Lo 
specchio  
simboleggia una dualità: 
può rappresentare 
la verità, la conoscenza di sé e la purificazione interiore 
(la mente che riflette la realtà), 
ma 
anche la vanità, l'inganno, la superbia e la fugacità della vita
in quanto riflette solo l'apparenza esteriore.
 
 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul
botro(*).

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.

Salvatore Quasimodo 


Lo specchio è un oggetto magico che invita alla riflessione (sia letterale che metaforica), all'autocontemplazione e alla scoperta della propria anima, ma può anche portare al narcisismo e all'illusione.

Voglia di Primavera nel cuore,
oggi che non funziona niente,
oggi che vorrei risposte;
attesa come pietra pesante...

"Gli occhi sono lo specchio dell'anima" così recita  un'antica metafora usata per indicare che gli occhi riflettono le emozioni, i sentimenti e le intenzioni più intime di una persona. Gli occhi rivelano le vere emozioni, i sentimenti e l'interiorità di una persona, spesso più di quanto le parole possano fare, fungendo da finestra sulla sua condizione psicologica, gioia, tristezza, paura o sincerità, e sono fondamentali nella comunicazione non verbale.
(dalla rete)

* il termine, la parola botro  significa e sta ad indicare  un valloncello scosceso, un fossato scosceso, un burrone o un canale di drenaggio scavato dall'erosione.

venerdì 16 gennaio 2026

Guerra!

Il campo dell'odio

La terra è riarsa né l’acqua la bagna.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Nei tempi lontani
in quel campo
fu fatta la guerra.
Moriron, si dice, ridendo fratelli bruciati dall’odio.
La terra pestata in quel giorno
è ancora giallita e riarsa,
né l’acqua mai basta alla sete dell’odio
che ha posto radici profonde sotterra.
La gente si ferma
guardando in quel campo riarso.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Ogni anno, allorquando ricorre
la notte del giorno funesto,
la gente sta desta,
guardando in quel campo
si vedono alzare leggère e svanire
le fiammelle gialle:
«sorrisi dell’odio dei morti»

Aldo Palazzeschi

Pessima cosa la guerra
eppure l'uomo la usa,
la vita perde valore in guerra
si muore, si uccide la gente...
 
Il termine "guerra" si riferisce a un conflitto armato tra stati, governi, società o gruppi paramilitari, caratterizzato da violenza estrema, aggressione e distruzione; è un conflitto armato tra gruppi organizzati (Stati, fazioni o coalizioni) per il controllo di risorse, territori o per l'imposizione di una visione politica o ideologica. 
La guerra è un evento tragico, un fallimento del dialogo, una ferita profonda per la società (dalla rete).

giovedì 15 gennaio 2026

Ieri

Ieri 
è il giorno che precede direttamente l'oggi
è il giorno trascorso, 
quello apena passato.
 
Oltre il passato, ieri,
quegli attimi insieme forse
le strade ancora fredde e il sole
angoli coperti di passione...

Anonimo
del XIX° Secolo
frammenti ritrovati
 
Concettualmente, "ieri" indica il giorno immediatamente precedente a quello attuale (l'oggi) e può estendersi a significare un passato recente, un tempo non troppo lontano, o genericamente il passato, fungendo da marcatore temporale per eventi trascorsi, spesso in contrapposizione a "oggi" e "domani".
(dalla rete)

mercoledì 14 gennaio 2026

Roosevelt (FDR)

Roosevelt

I lavoratori credevano
Che spezzasse i monopoli,
E mettevano in vetrina il suo ritratto.
«Cosa non avrebbe fatto in Francia!»
Dicevano.
Forse sì…
Forse sarebbe
Morto,
Anche se i generali muoiono quasi sempre nel loro letto,
Come alla fine è toccato anche a lui.
E tutte le leggende che ha fatto nascere in vita sua
Continuano a vivere e prosperare,
Per nulla ostacolate dalla sua esistenza.

Ernest Hemingway
Parigi, 1922
«Poetry» (gennaio 1923)

Three Stories & Ten Poems (1923)

Franklin Delano Roosevelt è stato il 32° presidente degli Stati Uniti, in carica dal 1933 al 1945. È l'unico ad aver servito per più di due mandati. È noto per aver guidato il paese fuori dalla Grande Depressione con il suo programma di riforme economiche e sociali, il New Deal, e per la sua leadership durante la IIa Guerra Mondiale (dalla rete).

La storia ci giudica, sempre
col tempo che passa le cose,
i fatti, le azioni di noi tutti
sul piatto di una bilancia...

martedì 13 gennaio 2026

Stendhal e Clémentine

Quando ti vedo per tre giorni di seguito, angelo mio, mi sembra di amarti ancora di più, se possibile.
Perché siamo più intimi e dopo tre giorni di intimità ciascuno ha abbandonato i sospetti e non desidera che amare ed essere felice.
Come sono stato felice mercoledì!
Segno questo giorno, perché Dio sa quando oserò inviarti questa lettera.
La scrivo per sfogarmi.
Oggi ti amo talmente, ti sono così legato, che ho bisogno di scriverlo.
Se trascorressimo otto giorni insieme e i nostri cuori battessero sempre con lo stesso ardore, credo che finiremmo per non separarci più. 

Stendhal
(pseudonimo di Marie-Henri Beyle)
 

Stendhal (Marie-Henri Beyle) era noto per le sue passioni amorose e per i suoi saggi sull'amore, come "Dell'Amore", in cui teorizzò la "cristallizzazione" dell'innamoramento.
Clémentine Curial, è la donna sposata con la quale lo scrittore francese Stendhal (pseudonimo di Marie-Henri Beyle) ebbe una relazione clandestina e tempestosa.
La loro relazione fu caratterizzata da un intenso scambio di lettere d'amore.
Stendhalla definiva "angelo mio" in alcune missive, esprimendo per la donna un amore profondo si ma possessivo e molto geloso.
Il loro rapporto durò circa un paio d'anni, tra alti e bassi e gelosie varie.
 
La relazione tra lo scrittore e la contessa Clémentine Curial, ispirò a Stendhal profondi sentimenti.

Quanta premura nell'ansia,
non vedersi, non toccarsi, soli
nel loop assurdo che fa la testa
poi, tutto torna e si respira..
 
Clémentine Curial (Contessa Beugnot) era una donna passionale sposata con il generale Curial, madre di tre figli, e fu l'oggetto di un intenso amore per Stendhal.
Stendhal e Clémentine Curial sono legati da una passionale e clandestina relazione d'amore vissuta a Milano, rivelata da una sua famosa lettera d'amore in cui esalta la felicità e l'intimità con la contessa, moglie del generale Philibert Jean-Baptiste Curial, che lo rese felice dopo la morte della sua amata Metilde.
Stendhal le scrisse lettere infuocate, descrivendo la gioia di stare con lei e il desiderio di non separarsi più, come si evince da una lettera pubblicata. 
Purtroppo, la maggior parte della loro corrispondenza fu distrutta dai parenti dello scrittore, e ne sono rimaste pochissime.
(dalla rete)

lunedì 12 gennaio 2026

Sospesi

Il termine sospeso (participio passato del verbo sospendere) è un concetto poliedrico che assume significati diversi a seconda dell'ambito in cui viene applicato.
Richiama sempre un'interruzione temporanea della linea del tempo o della logica, creando uno spazio di attesa, protezione o riflessione.
 
Sospesi
 
Rimangono infine sospesi
i nostri intenti, le cose
che mai noi vorremmo finire.
 
Come attimi infiniti
ci ponianmo nell'essere,
siamo piccoli mivimenti.
 
Restiamo in attesa
fermi sul ciglio del tempo
in queste fatiscenti stazioni.

Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il concetto di "sospeso" in italiano indica una situazione di interruzione temporanea, attesa, o qualcosa di incompiuto, applicabile a un'azione (lavori sospesi), un sentimento (animo sospeso), o un debito (conti in sospeso)
(dalla rete)

domenica 11 gennaio 2026

Fine della fantasia

 

Fine della fantasia

Questo corpo mai piú ricomincia. A toccargli le occhiaie
uno sente che un mucchio di terra è piú vivo,
ché la terra, anche all’alba, non fa che tacere in se stessa.
Ma un cadavere è un resto di troppi risvegli.

Non abbiamo che questa virtú: cominciare
ogni giorno la vita – davanti alla terra,
sotto un cielo che tace – attendendo un risveglio.
Si stupisce qualcuno che l’alba sia tanta fatica;
di risveglio in risveglio un lavoro è compiuto.
Ma viviamo soltanto per dare in un brivido
al lavoro futuro e svegliare una volta la terra.
E talvolta ci accade. Poi torna a tacere con noi.

Se a sfiorare quel volto la mano non fosse malferma
– viva mano che sente la vita se tocca –
se davvero quel freddo non fosse che il freddo
della terra, nell’alba che gela la terra,
forse questo sarebbe un risveglio, e le cose che tacciono
sotto l’alba, direbbero ancora parole. Ma trema
la mia mano, e di tutte le cose somiglia alla mano
che non muove.
                    Altre volte svegliarsi nell’alba
era un secco dolore, uno strappo di luce,
ma era pure una liberazione. L’avara parola
della terra era gaia, in un rapido istante,
e morire era ancora tornarci. Ora, il corpo che attende
è un avanzo di troppi risvegli e alla terra non torna.
Non lo dicon nemmeno, le labbra indurite.

Cesare Pavese

La "fine della fantasia" non indica la scomparsa della creatività, ma piuttosto una sua crisi di autonomia: non siamo più noi a immaginare il mondo, ma è il mondo (attraverso la tecnologia e i media) a imporci le sue immagini.
Il concetto di "fine della fantasia" si riferisce spesso allaperdita di capacità immaginativa nella società moderna, dominata dalla razionalità e dalla simulazione.
(dalla rete)

Vero è che non si torna alla terra,
ora si è come vaghi, insulsi presagi
vagando sul mondo percosso da troppi
e gli attimi sono schegge impazzite...

sabato 10 gennaio 2026

Un abbraccio nel freddo

Inverno rinsecchito 

Inverno rinsecchito
sotto sparse gelide nevi,
tra i cipressi e le case segnate dagli anni,
aggrappate a colline pietrose,
inverno del mio primo bacio,
con poche parole in accenno,
taciturno come i tuoi alberi senza fronde
e il volo breve timoroso del passero.

Stagione assorta

dove parlavo del vento
e le carezze di lei
intimorite, con le mani fredde,
con il cielo limpido
chiaro sopra di noi. 

Leo Paolazzi

Un abbraccio nel freddo è un gesto potente che offre calore fisico ed emotivo, proteggendo dal freddo, riducendo ansia e stress grazie al rilascio di ormoni come l'ossitocina, rafforzando i legami e portando benessere psicologico, e si traduce spesso in immagini evocative di coppie felici in paesaggi invernali.
È sia una protezione concreta (contatto pelle a pelle) sia un supporto psicologico, combattendo solitudine e malinconia (dalla rete).

 Un bacio nel gelido freddo
fiati tiepidi a confondersi;
 porta amorevoli cure l'abbraccio
inconstante, titubante, pauroso...

venerdì 9 gennaio 2026

Eclisse d'inverno

Durante le eclissi totali, il cielo si scurisce come di notte, e si può avvertire un vero e proprio calo della temperatura, un fenomeno che affascina da sempre per il suo potere di trasformare il giorno in notte e far reagire la natura.

 Eclisse 

L'inverno ha gelato la luna,
quella che dava agli ulivi
calore nel lungo settembre.
Erano puerili nel sonno
i cavalli all'albero amici
per la notte campestre.
Allora segreti al fiume
ci teneva silenzio di foglie:
esuli i nostri volti
dall'ordine celeste,
a nuova luce assorti.
Sui ciottoli morti
insieme l'affanno pativamo
dell'acqua, cresciuto. Quando,
al fischio del pastore sospetto
nella tana entrò la luna
e l'ombra a noi fu prato,
d'altro deserto m'era l'avviso.

Libero De Libero

In questo freddo intenso mi manchi
 calore tenue di un qualsiasi abbraccio;
ripongo le armi, alzo bianche proposte
di pace, di sosta, di un riposare quieto... 
 
Vivere l'esperienza di una "Eclisse nel freddo" (Eclissi nel freddo) si riferisce probabilmente all'esperienza sensoriale durante un'eclissi solare, dove la temperatura può calare percepibilmente a causa dell'oscurità improvvisa, o a eventi astronomici che si verificano durante i mesi più freddi, come la "Superluna Fredda" (una luna piena di dicembre) che crea suggestioni di freddo e buio (dalla rete).

giovedì 8 gennaio 2026

Macchina per scrivere

Tentava la vostra mano la tastiera,
i vostri occhi leggevano sul foglio
gl’impossibili segni; e franto era
ogni accordo come una voce di cordoglio.

Compresi che tutto, intorno, s’inteneriva
in vedervi inceppata inerme ignara
del linguaggio più vostro: ne bruiva
oltre i vetri socchiusi la marina chiara.

Passò nel riquadro azzurro una fugace danza
di farfalle; una fronda si scrollò nel sole.
Nessuna cosa prossima trovava le sue parole,
ed era mia, era nostra, la vostra dolce ignoranza

Eugenio Montale 

La macchina per scrivere è uno strumento dotato di tastiera collegata a vari dispositivi meccanici, elettrici e/o elettronici, che permettono di ottenere su un supporto, generalmente un foglio di carta, l'impressione di caratteri simili a quelli della stampa tipografica (dalla rete).

Dita sui tasti una volta
era macchina per scrivere:
il nastro, i fogli, gli errori;
oggi si sbaglia lo stesso...

mercoledì 7 gennaio 2026

Freddo notturno

Colore del freddo
 
Soffermo la mente al colore
del freddo, blu intenso
e anime sole in silenzio.
 
Riassesto la vita, anima
in procinto di viaggi scomposti,
ricordi, visi, parole.
 
Fuori ancora nel buio
soppeso pensieri lontani
ciminieri intrise di umori.
 
Condensa il mio fiato
nel nulla di questo crepuscolo,
ancora inverno, ancora freddo.
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
La sensazione di freddo notturno è un tema potente che gioca sul contrasto tra luce e oscurità per trasmettere brividi, isolamento o la quiete pungente dell'inverno. Queste immagini spesso ritraggono strade innevate sotto lampioni solitari, persone avvolte in coperte a letto o la nebbia che avvolge paesaggi notturni. Una sensazione di freddo notturno evoca immagini di solitudine, quiete, malinconia e mistero, spesso tramite dettagli come luci fioche, ombre nette, nebbia, paesaggi innevati o urbani deserti, figure solitarie coperte da indumenti pesanti (cappelli, sciarpe), vapore acqueo nell'aria, e texture ruvide per trasmettere il gelo, usando contrasti elevati per accentuare la drammaticità e la profondità del buio della notte o il passaggio tra notte e mattina (dalla rete).