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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 28 aprile 2011

La Chioma di Berenice

"Oltre la chioma di Berenice
esiste un luogo nel quale
tutte le navi stellari trovano rifugio.
Là non esiste nessuna sensazione,
c'è solo il limbo.
I viaggiatori delle stelle lo sanno e ci vanno
quando hanno bisogno...quando serve.
Non ci si può fermare molto,
solo quanto basta."


Tra Boote e il Leone c'è un piccolo e attraente sciame di stelle che i Greci conoscevano ma non classificarono come costellazione a sé, poiché lo consideravano parte del Leone. Eratostene si riferì a questa massa di stelle come alla chioma di Arianna sotto la voce Corona Boreale, ma sotto la voce "Leone" disse che si trattava della Chioma della Regina Berenice II d'Egitto, e con questo nome è giunta a noi. Tolomeo la definì «una massa nebulosa, chiamata il ricciolo» (di capelli) nel suo Almagest del 150 d.C., ma il gruppo divenne una costellazione ufficiale nel 1551 a opera del cartografo olandese Gerardus Mercator, e nel 1602 Tycho Brahe la incluse nel suo importante catalogo stellare. La Chioma di Berenice è una costellazione di facile individuazione, nonostante non contenga alcuna stella luminosa; può essere scorta a nordest del Leone, ad ovest della brillante stella Arturo e a nord della Vergine.


Il mito della chioma

Il mito narra di Berenice II, regina d’Egitto vissuta nel III secolo d.c, moglie di Tolomeo III.
Tolomeo III, dopo le nozze mosse guerra all’Asia e data la pericolosità della missione Berenice, timoroa per la vita del marito, fece voto di tagliarsi i capelli in segno di gratitudine verso gli dei se il marito fosse tornato vivo e vittorioso. Tolomeo tornò vincitore il giorno stesso e Berenice mantenne il suo voto e sacrificò la sua lungua chioma, che era motivo di ammirazione per tutti quanti la conoscessero, deponendola nel tempio della dea Afrodite.
Ma il giorno dopo la treccia non c’era piu’, ci fu un gran vociare e qualcuno disse che era stato un sacerdote del tempio di Serapis, scandalizzato dall'offerta della regina ad una divinità greca.
Berenice si sentì profondamente oltraggiata dall'accaduto e suo marito Tolomeo III, preso da una folle rabbia fece chiudere le porte della città setacciandola a fondo, ma senza alcun risultato.
A questo punto entrò in scena il saggio ed ammirato Conone di Samo, matematico e astrologo noto anche per l'amicizia con il Siracusano Archimede, che per rimettere pace nel regno e consolare l'oltraggiata regina (ma anche per salvare la vita ai preti del tempio!) disse a tutti che l'offerta era talmente piaciuta agli dei che avevano deciso di elevare la treccia in cielo e fissarla nel firmamento...

La sua caratteristica principale, che ha dato origine al nome della costellazione stessa, è una "chioma" di stelle di quarta e quinta magnitudine ben visibile in una notte non eccessivamente inquinata, che costituisce in realtà un gruppo di stelle fisacamente legato fra loro, un ammasso aperto in via di dissoluzione.
Oltre a questo gruppo, la Chioma di Berenice comprende altre stelle di quarta magnitudine, in particolare sul lato orientale; la stella più brillante è la β Comae Berenices.
Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale va marzo a agosto; nell'emisfero boreale è una figura tipica del cielo primaverile e dell'inizio dell'estate, quando si presenta molto alta nel cielo.
Dall'emisfero australe si mostra mediamente più bassa sull'orizzonte settentrionale, ma non essendo una costellazione dalla declinazione fortemente boreale è ben visibile da tutte le aree popolate della Terra (da Wikipedia).



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