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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 22 febbraio 2021

dal "Diario di un inguaribile vecchio" -1-

Diario di un inguaribile vecchio

 le sterminate ipotesi di viaggio includono
luoghi, volti, arcani pensieri e tratteggi;
fisicamente si soffre la mancanza, il contatto tattile,
la sola mente non basta, non bastano gli occhi..
.

-1-

I pensieri che si affollano sono solo attimi di un indicibile sensazione di vago torpore, è il senso storico delle cose, le implicazioni che hanno nella nostra vita, il nostro perdurare in fìgurative impressioni.
Così ci si ritrova in situazioni bizzarre nei tentativi di recuperare terreno verso le cose che hai sempre coccolato ma che avevi nascosto da qualche parte, giù in fondo in angusti riposti dell'anima o della mente.

Ormai l'età ci dovrebbe addomesticare alla vita, rendere lineari ed univoci, senza sbavature nel compiere i compiti del quotidiano con pause sempre più brevi e limitate negli spazi, nel tempo e nel privato.
Sono ancora parte di uno sparuto gruppo che ama le poesie, la musica che non fa rumore, la potenza di sinfonie evocative; amo ancora procedere nei campi bagnati dalla rugiada, sentire il richiamo della cinciallegra, vedere le ultime foglie che cadono.
La potenza di un ricordo, la bellezza di un viso sagomato dal tempo, queste sono cose che molti ritengono tempo usuale e corrente; per me sono briciole di eternità.
Cammino molto, lo sguardo basso sulla via forse alla ricerca di qualcosa che ho perduto ma so di poter ritrovare... un concetto..? un'astrazione..? una melodia..?
La musica è ancora una costante, un richiamo di delimitata potenza che riesce in parte ad arginare la prorompente cascata dei desideri e dei rimpianti; la musica c'è sempre e comunque, a dispetto di travagli e sensazioni sospese.

Continua la processione dei miei intenti, inerme carovana del mio dualismo costantemente percepito e perseguito.

Piet Mondrian
"Filare di 11 pioppi in rosso, giallo e blu"

domenica 21 febbraio 2021

Protocollo cittadino #37


  Protocollo cittadino #37

Muoversi tra dubbi e concatenazioni è difficile,
le situazioni convergono, schizzano nella mente,
perchè deve essere tutto "così difficile..." ci chiediamo spesso
eppure nelle difficoltà si celano grandi cose, immense.
Il fluire della vita ci riserva inaspettate sorprese, sempre,
sta a noi saperle cogliere, gestirle, ritagliare nuovi ruoli, trovare spazi,
noi siamo anime leggere o pesanti, a seconda, dipende dal vento;
la nostra vela si gonfia o si affloscia
ma il mare è lo stesso da sempre,
impetuoso o in bonaccia, con le sue infinite correnti.
La mia vita, la mia passione, mi porta anche a fare cose indicibili,
fotografie di momenti che tutti vorremo, ma manca spesso il coraggio.
Mi chiedo ragione di troppo, violento il mio essere, eppure
un seme germoglia nel mio io più profondo, giù, più dentro,
lo coccolo e accarezzo, lo vedo, così fragile, tenero, esposto,
travolto dall'evento cerco la giusta cadenza del mio respirare...

Gujil

sabato 20 febbraio 2021

Ritorni

In psicologia, l'inibizione di ritorno (Inhibition of Return, IOR) è la tendenza ad evitare di riorientare l'attenzione su posizioni spaziali od oggetti già esplorati. Sperimentalmente la IOR si può osservare, rispettando determinate circostanze, in un compito di orientamento attentivo con indizi simbolici periferici. Quando le latenze sono più grandi in risposta ad un target che appare in una zona precedentemente segnalata da un indizio rispetto ad una zona non segnalata si può parlare di IOR. La IOR faciliterebbe l'esplorazione di nuove posizioni spaziali e di nuovi oggetti, precedentemente non esplorati nella ricerca visiva, favorendo così un'interazione con l'ambiente più efficace.
L'inibizione di ritorno è stata descritta per la prima volta da Michael Posner e Yoav Cohen i quali hanno trovato che, contrariamente alle aspettative, i tempi di reazione si allungano se il tempo tra cue e stimolo supera un certo valore (wikipedia).

 
Torna amore

Torna amore
vela delicata e libera
che occupi
il pensiero della mia terra
sto morendo sulla grandiosità di un fiume
che è rosso di desiderio
e vorrebbe
travolgere il tuo amore

Alda Merini 

tornare, un lusso concesso a pochi,
per ogni ritorno c'è stata partenza,
partenza che significò addio, "vado",
e tristezze infinite negli occhi...

Tornare invece è così appagante, bello, pensate a un ritorno in un posto amato e da tempo relegato ai ricordi, immaginate una persona che non è mai uscita da voi anche se sommersa da migliaia di corpi circolanti.
Immaginatevi quando in un sogno rivedete volti cari che tornano presenti e vividi, le emozioni sono forti, fanno a volte vacillare ma riempiono l'anima, e questo è impagabile.

Gujil

venerdì 19 febbraio 2021

Amnesia

Amnesia

Giorno per giorno qualche nome si eclissa
dalla mia lingua e dalla mia memoria,
usuali parole come sedia bottiglia
Oh, trafelate corse per riprenderne
possesso! Annaspo naufrago
in un mondo che sempre più smarrisce
i suoi eoni, balbetto
come Mosè presso il roveto ardente.
E con nervoso tremito pronuncio
casa farfalla mela
per esorcizzare la buia notte
che si avanza a grandi passi;

ma poi casa precipita, farfalla
si polverizza in porpora,
mela mi è tolta divorata dal verme
che abita il mio cervello.

Come mi muoverò, poeta senza
gli amati nomi succo delle cose,
tra i buchi d’un saccheggiato universo?

Fernando Bandini

qualche altro nome si riaffaccia, ritorna,
continuo a giocare con parole dure, scarne,
eppure il significato è chiaro, lampante;
mi rifugio ancora in questa mia mano...
 
L’amnesia 
indica la perdita o diminuzione notevole della memoria, sia generale, estesa cioè a tutti i ricordi, sia parziale, limitata a determinati ricordi, nomi, ecc; nel linguaggio medico si distinguono: l’amnesia lacunare, che colpisce isolatamente gruppi di ricordi; l’amnesia retrograda, che inibisce la rievocazione di ricordi precedenti l’avvenimento che l’ha causata; l’amnesia anterograda, che provoca l’incapacità di ricordare fatti successivi all’evento vissuto (dalla rete - Treccani).

giovedì 18 febbraio 2021

Dove comincia il mare

 Il mare
per molti è solo una vasta distesa di acqua 
che avvolge le terre emerse.
Come definizione non fa una grinza eppure...
Se pensiamo al mare ci vengono in mente ampi spazi caratterizzati da calma e sensazione di frescura e profondità di respiri, 
profondi come il mare insomma.
Mare però significa anche immensità nella quale perdersi 
o affogare i propri malumori e i propri sogni.
Mare è anche desideri sfrenati, tutti vorremmo aver un mare di...
Mare insomma è qualcosa di fisico 
che si proietta in noi creando scompiglio.
 

Dove comincia il mare

Dove finisci tu comincia il mare
orme solitarie su spiagge infinite
e refoli di vento scompigliano
ciò che di me in battigia rimane.

Scampoli di tempo arrancano
alla ricerca di spazi in cui sostare
dove possa il tuo capo appoggiare
sul grembo del mondo il tuo pensare.

Anonimo
del XX° Secolo
da "Le implicazioni sentimentali"

mercoledì 17 febbraio 2021

In alto

 In alto

Fuor della tenebrosa aspra boscaglia
Che s’inerpica su senza un sospiro,
Bianca di neve nel terso zaffiro
Del ciel la smisurata alpe si scaglia.

Dal vertice che i nugoli frastaglia,
Di tra le nevi immacolate io miro
L’immenso ciel che si profonda in giro,
L’immenso pian che sotto a me s’agguaglia. 

Tra bieche nubi sfolgorando cade
Il sol travolto, e dell’eterno gelo
A poco a poco lo stupor m’invade. 

Con lente rote un tacito avvoltojo
Sovra il mio capo si raggira in cielo: —
Son troppo solo e troppo in alto: io muojo.

Arturo Graf

Come locuz. avv., in alto, a grande altezza, in luogo alto, verso l’alto: guardare, portare, collocare in a.; andare in a., innalzarsi; 
tutti vorremmo stare in alto e guardare giù, essere all'altezza di tutto, prevaricare le cose del mondo.

salire, salire, salire, il cielo, un paradiso,
mani che vogliono raggiungere, toccare,
umidi approdi, colline ancestrali;
come sempre il pensiero non basta...

martedì 16 febbraio 2021

Invocazione

L'invocazione

 – O bianche pellegrine, m'accogliete
nel vostro stuol. Se un male o una follìa
dal mio cammino arido mi svia,
voi saggie guide a stolto cuor sarete.

Alacri ha il sogno l'ali. Irrequiete
ma ben fiacche il voler. La lunga via
deserta io temo. Anela ad ogni ombria
mi fa sostare insaziata sete. 

Indugiarono a udir la mia preghiera
le pellegrine, e con un parco gesto
mi ammiser nella loro esigua schiera. 

Ond'io seguii le mie suore novelle,
cercando in cielo con fervor ridesto
il mio fior d'oro tra un fiorir di stelle.

Amalia Guglielminetti

 

Jean-Honoré Fragonar
"Invocazione dell'amore"

Louvre - Parigi
invocazióne
[dal lat. invocatio -onis] -TRECCANI- 

1. L’atto di invocare, come richiesta o implorazione di soccorso, di aiuto, di protezione: l’invocazione di Dio o del nome di Dio; le invocazioni dei fedeli, dei miseri a Dio; la Vergine esaudirà le nostre invocazioni di aiuto; essere insensibili alle invocazioni della povera gente
2.
Più spesso, le parole o le grida con cui si invoca: si sentivano lontane invocazioni di soccorso. In partic.: a. Nei documenti pubblici e privati del medioevo, formula (invocazione verbale) o simbolo consistente per lo più in un chrismon o in un segno di croce (invocazione simbolica), con i quali si usava iniziare l’atto nel nome della divinità. b. Parte della protasi di un poema nella quale il poeta chiede ispirazione e assistenza alla musa o alla divinità.

i percorsi della vita, duri, sentieri
per nascondere svolte improvvise;
siamo balia di forze possenti, antiche
difficile riuscire a destreggiarsi...

lunedì 15 febbraio 2021

Frenarsi

Sonetto 27 

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino; ma allor nella mia testa s’apre un’altra via a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua. Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro volgono in fervido pellegrinaggio a te e tengono spalancate le mie palpebre pesanti scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce: ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce, che, simile a diamante sospeso nel buio più nero, fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo. Così di giorno il corpo, di notte la mia mente per colpa tua e mia non trovano mai pace.

 William Shakespeare

pochi attimi bastano a frenare
impeti, passioni, ardori che sento;
un vecchio gentleman ironico sorride
al torrente agitato che sono dentro...

frenarsi

1.- (senso figurato) 
dimostrazione di o comportamento 
con cosciente autocontrollo etico e morale
 
2.- (senso figurato)
contenersi, darsi contegno

domenica 14 febbraio 2021

Implicazioni sentimentali

Implicazioni
sentimentali

I
Ineluttabili dorsali profilano
orizzonti di cieli saturi
si sfilano gli alibi stanchi
di maturi, improbabili, amanti.
Le vie del centro città,
la gioia, la paura, la sorpresa
rimane da sempre sospesa
una vena di dubbio, d’attesa.
Macerie le nostre certezze
bufere nei volti riaffiorano,
sorrisi, ricordi lontani, preghiere
come furtive tentazioni represse
in istanti di lievi tenerezze.

II
Futuribili momenti scatenano
pensieri, passioni, tormenti
dell’anima che ancora desiste
come debole riparo a tempeste
che il cuore produce, scatena;
lo stomaco sfarfalla e risente
di ansie non più dominate e
sfugge improvvisa alla mente
la sensazione di vago, l’istante
che indugia, percorre le vene,
si staglia sul volto, tra i denti
deliziosi rivoli e dolci parole.

III
Siamo giorni di sole, di pioggia,
frustati da gelidi venti dai monti,
calmati da lievi brezze marine,
siamo quando insieme proviamo
condivise emozioni e tristezze
e sorrisi tra sguardi che vedono ancora.
Il mondo degli altri è presente ma fuori,
oltre il mio essere compatibile incastro
di un complicato andirivieni di tessere
che compongono il mosaico, la trama.
Il cuore violentemente scoperto ora ha freddo,
 cerca il corpo un tiepido abbraccio, una prova
che induca la mente a rassicuranti pensieri
mentre gli stupiti occhi ancora non credono.

Anonimo
del XX° Secolo
da “Le implicazioni Sentimentali”

 

René Magritte
"Gli amanti"

Non ci sarebbero pagine, articoli e parole per descrivere la bellezza che questo dipinto rappresenta, gli Amanti di Magritte. L’emozione che in un sola opera traspare, l’amore di due persone che purtroppo non possono uscire alla luce del sole, la caratteristica del velo che li copre, come se appunto si dovessero nascondere dal mondo intero; ma l’amore non si può camuffare, l’amore non ha veli, l’amore non ha nascondigli. L’amore, quello vero, lo vedono anche gli occhi più oscuri, anche gli occhi più malvagi, l’amore quello vero, reale, visto anche da chi tante volte non vuol neanche vedere. E questo dipinto è la netta, chiara rappresentazione di ciò che unisce gli amanti, perché alla fine  è proprio così le storie più ardue, più difficoltose sono quelle che nutrono un sentimento vero, sentimento che non ha filtri, amore che non conosce età, difficoltà, situazioni impossibili.
René Magritte decide improvvisamente di regalare con quest’opera qualcosa di mai visto prima, qualcosa che soprattutto in quel periodo storico non era assolutamente ammissibile, periodo in cui la purezza, il matrimonio, la fedeltà erano al centro sia della vita tradizionale e culturale della società e principale anche nella vita economica, essendo il matrimonio il più grande “contratto” di eredità del tempo.
Magritte con una sola opera descrive quello che in realtà non si poteva rappresentare.
Questo rapporto tra visibilità e di invisibilità, dei volti dei due amanti, rimandano ad un aspetto utopistico di un  ipotetico sogno, che forse sogno non è. (dalla rete)

sabato 13 febbraio 2021

Desiderio

Desiderio

  Solo il tuo cuore ardente
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un fiume discreto
e una fontanella.
Senza lo sprone del vento
sopra le fronde
né la stella che vuole
essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse
lucciola
di un’altra,
in un campo di
sguardi viziosi.
Un riposo chiaro
e lì i nostri baci,
nèi sonori
dell’eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente,
niente più.

Federico Garcia Lorca

Desiderio (da wikipedia)
è uno stato di affezione dell'io, consistente in un impulso volitivo diretto a un oggetto esterno, di cui si desidera la contemplazione, oppure, più facilmente, il possesso e/o la disponibilità. La condizione propria al desiderio comporta per l'io sensazioni che possono essere dolorose o piacevoli, a seconda della soddisfazione o meno del desiderio stesso. Dolore morale per la mancanza della persona amata o dell'oggetto o condizione di cui si ha assolutamente bisogno, ma anche la gradevole e coinvolgente sensazione di poter presto rivivere un momento o situazione in qualche modo piacevole, che la mente riesce a rievocare in modi più o meno evanescenti e/o realistici rispetto a percezioni di esperienza effettivamente vissuta.
 

giorno speciale di un cuore in allarme
non conosco le storie, l'abisso del tempo;
eppure io lo sento contiguo, continuo,

spiccano cicatrici che trasmettono gli occhi...