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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 24 agosto 2019

Manoscritti

Manoscritto


Mi arrendo.
La religione la mafia
la politica e il calcio
l’esercito e la moda
muovono più gente di me.

 
Sono milioni o pochi
ma totalmente decisi
al tutto per tutto.
Ho a che fare solo
con le piccole folle
di un cinema notturno
con la solitudine dei giocatori
che officiano una partita di scacchi
con il tepore di alcune donne

 
Leggo
torno a vedere un vecchio film
faccio notte con Coltrane
e allungo il braccio e accarezzo la mia bella
che mi invita fumando.
 
Mario Trejo
 
 
fogli scritti a mano si perdono
in cassetti dimenticati dell'anima;
ricordo manoscritti preziosi,
giacciono spenti in un anfratto montano...
 
 
Un manoscritto
(dal latino manu scriptus, cioè "scritto a mano", abbreviato in inventari e cataloghi come ms) è un qualsiasi documento scritto a mano, in opposizione a quelli stampati o riprodotti in un qualsiasi altro modo.
Rientrano quindi in questa categoria anche i graffiti e le incisioni (su tavolette di qualsiasi materiale).
Comunemente, però, con questo termine si designano testi scritti a mano e redatti in forma di libro.
In editoria sono considerati manoscritti anche i testi dattiloscritti che non sono ancora passati attraverso il processo di stampa.
L'esempio tipico è la copia che l'autore ha scritto personalmente.
Sua caratteristica precipua dev'essere l'unicità.
Il periodo d'oro dei manoscritti è situato nel Medioevo, quando gli amanuensi trascrissero migliaia di testi dell'antichità conservandoli in codici che li hanno preservati nei secoli.
La disciplina che studia i manoscritti in quanto oggetti è la codicologia, mentre lo studio della scrittura è affidato alla paleografia.
Lo studio e l'edizione dei testi contenuti nei manoscritti è di competenza della filologia.
I manoscritti non sono definiti dal loro contenuto, che può essere contraddistinto da testo in prosa come da calcoli matematici, mappe, figure esplicative o illustrazioni.
I manoscritti possono essere in forma di libro, di pergamena o in formato codex.
I manoscritti miniati sono arricchiti da immagini, decorazioni ai bordi, lettere iniziali in rilievo o illustrazioni a piena pagina.
(da Wikipedia) 

venerdì 23 agosto 2019

Protocollo marino #6, salsedine

Protocollo marino #6
 
senza decisioni sicure langue la mente,
il sorriso di sabbia si scioglie all'onda;
rimane, della risacca, la salsedine in aria,
sono un uomo di affetti, ancora, sempre... 

Gujil
 
La salsedine
è la presenza di sali solubili in un qualsiasi mezzo
(acqua, aria, terreno) in quantità tali da produrre effetti macroscopici
come, ad esempio, l'aumento del potenziale osmotico.
Per estensione s'indica come salsedine
il caratteristico odore prodotto dall'aerosol marino.
Fra i sali che compongono la salsedine ha un posto di primo piano
il cloruro di sodio, perché quello più comune,
soprattutto vicino ai mari (dove è il più presente).
(da Wikipedia)


Ilenia Delfino
"Salsedine"
 

giovedì 22 agosto 2019

Poesia e riflesso


Brezza marina 
 
La carne è triste ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire! laggiù fuggire! Io sento uccelli ebbri
d’essere tra l’ignota schiuma e i cieli!
Niente, né antichi giardini riflessi dagli occhi
terrà questo cuore che già si bagna nel mare
o notti! né il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso da suo candore
né giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partirò! Vascello che dondoli l’alberatura
l’àncora sciogli per una natura straniera!
E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell’ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali
son quelli che un vento inclina sopra i naufraghi
sperduti, né antenne, né antenne, né verdi isolotti…
Ma ascolta, o mio cuore, il canto dei marinai! 

Stéphane Mallarmé
Poesie (a cura di L. Frezza) – Feltrinelli; 2007
 
 
sul volto, sugli occhi,
socchiudo le labbra e ripenso;
si avvicina il ritorno,
si vede la riva lontana...

mercoledì 21 agosto 2019

Protocollo marino #5

 
Protocollo marino #5
 
eppur si sente in lontananza il mare,
come un suadente richiamo, suono lontano;
la mattina è la brezza marina che entra,
la finestra la accoglie, l'anima si placa...
 
Gujil

martedì 20 agosto 2019

Protocollo marino #4

 
Protocollo marino #4
 
effettive, didascaliche e inconsistenti parole,
riempiono i vuoti della mente al sole;
gli occhi socchiusi frenano la luce,
le labbra riarse cercano di bere...
 
Gujil
 

lunedì 19 agosto 2019

Memorie e gusci di noce

La memoria

 

3.

Poco a te la memoria si concede.
Quando i giorni piovosi
filano noia ed ansia, tu ritorni.

Felice eri, devota a un tuo sogno d’amore.

Primizia della vita
da me forse aspettavi
– e mi speravi, e io
quasi non ti sapevo fatta donna.

Io, cornacchia di mare, al mare attento

e ai suoi segni il tuo non riconobbi


Camillo Fonte
da "Ognuno è un'isola"

 
 
ancora i ricordi, nella memoria,
affiorano, stagnano, approdano;
sono piccole barche nel mare,
sono gusci di noce nella tempesta...

domenica 18 agosto 2019

Protocollo marino #3


Protocollo marino #3

 
Effimere frasi si perdono in orizzonti,
marini, dettati da risacche lente, costanti;
ho abbagliato il sole per un solo momento,
ho ritrovato me stesso relitto, sulla battigia...
 
Gujil
 

 
La battigia è, secondo i dizionari, la
“linea su cui, in una spiaggia, si frangono le onde”
ed è usata in modo equivalente a “bagnasciuga”,
anche se impropriamente
(c’entrerebbe quella famosa minaccia di Benito Mussolini). 
Secondo lo stato italiano,
 è quel tratto che sta più vicino all’arrivo delle onde,
di cui la Capitaneria di Porto o gli enti locali
definiscono la larghezza,
generalmente cinque metri
(ma possono essere anche tre o 10).
(dalla rete)
 

sabato 17 agosto 2019

Ancora sulla morte

Il non sapere niente della morte
non salva gli animali dalla morte
ma li fa passare indenni per terre
e fuochi della fine,
li consola delle epoche
al tramonto.
O forse gli animali
aggiungono al tormento
il sasso del silenzio.
E anche loro avvertono
i grandi mutamenti,
i venti che si accumulano,
la terra che si assottiglia e si apre
sotto il passo, non più asciutto né forte,
della specie.


Daniele Piccini
da "Inizio fine"
 
 odiata morte, risolutrice, cattiva;
qualche volta è liberazione, spesso
invece toglie senza dare nulla;
ricordo ancora i miei occhi di allora...


Anche la morte fa parte del ciclo della vita di una persona.
Per questo è importante accettare ed avere un atteggiamento positivo nei confronti della morte.
In ogni cosa che finisce c’è l’inizio di qualcos’altro.
La morte non è in opposizione alla vita, non c’è dualità in questo, come invece noi pensiamo. La morte è complementare alla nascita, almeno in questo mondo. Dove c’è la nascita c’è anche la morte, e la vita include tutto questo. La vita in qualche modo è eterna, perché è il ciclo della nascita e della morte, tutti i cicli compongono ed appartengono alla vita.
Come la nostra anima, che appartiene alla vita, non solo dalla nascita e fino alla morte.
Con la morte se ne va l’ego, ma noi non siamo solo il nostro ego, siamo molto di più, siamo quello che è stato con noi fin dal momento della nascita e che ci accompagnerà anche nella morte.
Questo non è l’ego, perché quando nasciamo non abbiamo nessuna esperienza personale, eppure ci siamo, esistiamo e da subito diamo il nostro contributo alla vita (dalla rete).
 

venerdì 16 agosto 2019

Protocollo marino #2

 

Protocollo marino #2

Caldo Ferragostano insinua pensieri,
la mia fede vacilla spesso, come un giocattolo;
nel contesto dei dubbi mi astengo ancora
da ogni contrasto, da ogni pensiero...
 
Gujil

giovedì 15 agosto 2019

Silenzio

Silenzio

 
Passa, sono sepolti…
Una nuvola scivola sul disco del sole.
La fame è un alto edificio
che si sposta di notte

nella camera si apre l’oscura
tromba dell’ascensore verso
le viscere.

Fiori nel fossato. Fanfara e silenzio.
Passa, sono sepolti…

Le posate d’argento sopravvivono
in grandi frotte
a grandi profondità dove l’Atlantico
è nero.
 
Tomas Tranströmer
da "Poesia dal silenzio"
  
Con la parola 
silenzio
si intende la relativa o assoluta mancanza di suono o rumore; un ambiente che produca suono inferiore ai 20 decibel viene solitamente considerato silenzioso.
In senso figurato, può indicare l'astensione dalla parola o dal dialogo
(da Wikipedia).
 
un bel tacer.., eppure, pensandoci
manca il suono quando tace il mondo;
nel rumare ci si accorge di essere vive,
si sente l'udito scrutare come la vista...