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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 26 settembre 2016

Pittura interiore


 
Pittura interiore
 
Un’alta, brulla, livida pianura,
Sparsa di sepolcreti e di rovine,
Seminata di triboli e di spine,
Cinta dal mare intorno alla bassura;

Un negro mar senza fondo né fine,
Pien d’orror, di silenzio e di paura,
Che quanto il ciel, quanto lo spazio dura
Stende le addormentate acque supine;

Un torbo ciel che mai non si serena,
Ad ogni cosa che abbia vita infesto,
Dato di perniciosi astri in balia.

 
 Alessandro Parise
"Infinito interiore"
 pennarelli 30 x 40 cm , 2013
Una tetra, deserta, orribil scena
Del gelo ingombra della morte: è questo

Il paesaggio dell’anima mia.
 
Arturo Graf
 
 
La Pittura Interiore è l'incontro con se stessi attraverso il colore e quattro diversi strumenti (matite colorate, colori a cera, acquarello e tempere) per comprendere  e sbloccare la somatizzazione di disagi emotivi (dalla rete).
 

dentro di noi un'immagine,
quello che siamo e gli altri non sanno,
perduta nel tempo, sottile, vaga,
l'essere che noi sappiamo quello che siamo...
 

domenica 25 settembre 2016

Giorni di minime#17... con tentativo di diga

  



solitario amore il nostro,
circondati da mani, volti;
le care cose risapute ondeggiano
come ricordi sbiaditi, come farfalle...
le cose del cuore vacillano,
l'anima imperitura si erge
a diga, come contrasto...
 
Gujil

 

diga
sostantivo femminile
[dall’oland. dijk, attrav. il fr. digue, ant. dique]
- TRECCANI -

- 1. Denominazione usata in passato per indicare gli argini che difendono le terre litoranee dalle acque del mare, e poi anche le opere portuali (moli foranei, frangiflutti, ecc.); oggi designa soprattutto le opere idrauliche di sbarramento permanente (d. fisse) o temporaneo (d. mobili) nel corso di un fiume, aventi lo scopo di modificarne il deflusso. Più in partic., sono dette d. di sbarramento, o di ritenuta, le opere idrauliche, per lo più di notevoli dimensioni, atte a produrre, a differenza delle traverse, un forte innalzamento del pelo libero di un corso d’acqua a monte, onde creare un bacino artificiale (per la regolazione della portata del corso d’acqua, di carico per centrali idroelettriche, per l’irrigazione, ecc.) tale che le acque invadano un territorio più grande di quello occupato in precedenza dall’alveo. A seconda del tipo di costruzione adottato e del modo in cui è ottenuto l’equilibrio statico, si distinguono: dighe in muratura, d. in materiali sciolti, d. a gravità (così dette perché oppongono alla spinta dell’acqua invasata il loro peso), d. ad arco o a volta, d. ad arco-gravità, d. ad archi multipli, ecc.
- 2. fig. Freno, difesa, argine: opporre, costituire una d. contro la delinquenza, contro il terrorismo; rompere le d., superare ogni freno o ritegno.

sabato 24 settembre 2016

Fine Settembre

 
Sera di settembre
 
Un giorno quieto e fresco di settembre
muore nel suo sangue.
Colline e pendii sono infuocati
e palude e radura fiammeggiano.
Il vento rema attraverso le foglie
annunciando freddo e neve.
Così son già finite la primavera e l'estate.
Adesso aspettano l'autunno e la morte.
 
Soffia lieve intorno alle fattorie silenziose
dove i pioppi stanno sanguinando
e le betulle spargono sopra il fieno esangue
la loro ricchezza appassita.
Ma i campi alzano il grano sui covoni
verso l'ultimo fuoco del giorno.
Poi il cielo si spegne, scompare la terra,
e cadono la sera e il buio.
 
E le luci muoiono in tutte le case
mentre le stelle quietamente si accendono,
e la notte ha in suo potere l'intera nostra terra
e il cuore batte così debole
come se già fossero terminate la primavera e l'estate,
più disperatamente di adesso,
come se l'autunno dovesse fra poco rinfrescare
il mio sangue caldo.
 
Haldis Moren Vesaas
Traduzione di Bruno Berni
 
 

Le giornate si accorciano, la temperatura dell'aria si rinfresca, si approssima la stagione autunnale e l'Equinozio d'Autunno, la natura si  prepara al suo lungo sonno, le radici bevono avidamente gli ultimi raggi di sole attraverso le foglie che ancora per poco offrono riserve di  energia. Settembre è il mese dei colori , dei profumi, degli ultimi frutti estivi.
 
preludio autunnale,
la fine di Settembre;
intravedo qualcosa, nel buio,
qualche traccia di me, celata...
 

venerdì 23 settembre 2016

In ascensore

In ascensore fino al cielo
 
Come dicono i pompieri,
non prendete mai camere oltre
                il quinto piano
negli hotel di New York:
ci sono scale che vanno piú su
ma nessuno ci salirebbe.
Come dice il “New York Times”,
l’ascensore cerca sempre da sé
il piano in fiamme
e si apre automaticamente
e non si chiude piú.
Sono questi gli avvisi
che dovete dimenticare
se volete uscire da voi stessi
fino a catapultarvi in cielo.
 
Sono andata spesso oltre
il quinto piano
salendo a manovella,
ma solo una volta
andai fino in cima.

Sessantesimo piano:
cigni e pianticelle piegàti
verso la propria tomba.
Duecentesimo piano:
montagne con la pazienza di un gatto,
il silenzio in scarpe da tennis.
Cinquecentesimo piano:
messaggi e lettere millenari,
uccelli da bere,
una cucina di nuvole.
Seicentesimo piano:
le stelle,
scheletri in fiamme
con le braccia che cantano.
E una chiave,
una chiave enorme,
che apre qualcosa
(qualche utile uscio)
da qualche parte,
lassú.

Anne Sexton
L’estrosa abbondanza
 
 

in alto, più su,
il cielo accoglie quando è limpido,
le nubi grigie ostacolano il sole
e noi ci sentiamo prostrati...

 
ascensore

sostantivo maschile
[dal francese ascenseur,
derivato del latino ascendĕre «salire»,
supino ascensum]
- TRECCANI -
 
- 1. Impianto di sollevamento per persone da un piano all’altro negli edifici o, più in generale, fra punti di diverso livello, costituito essenzialmente da una cabina che scorre verticalmente tra due guide, sostenuta da funi d’acciaio che si avvolgono su un argano, generalm. elettrico (a. elettrico); l’analogo impianto per il sollevamento di cose si chiama montacarichi.
- 2. A. sottomarino: speciale sistema di salvataggio impiegato su qualche sommergibile per permettere all’equipaggio di uscirne e di risalire alla superficie, in caso di avaria.
 

giovedì 22 settembre 2016

Ventaglio giapponese



Ventaglio giapponese
 
La Casina si specchia in un laghetto
pieno d' iris, da l'onde di crespone
tutta chiusa nel serico castone
d'un giardino, fragrante di mughetto.

Il cielo, dentro l'acque, un aspetto
assume di maiolica lampone ;
e l'alba esprime un'incoronazione
di rose mattinali, dal suo letto.

Sul limitare siede una musmè,
trapuntando d'insetti un paravento,
e d'una qualche rara calcedonia:

Vicino, tra le lacche ed i netzkè,
rosseggia sul polito pavimento,
in un vaso giallastro, una peonia.
 
Corrado Govoni
da "Le fiale", 1903

musmè: (non com.) giovane donna giapponese
netzkè (netsuke) dovrebbe essere una piccola scultura solitamente d'avorio (o legno) fatta a ciondolo che si usa per fermare piccoli oggetti sull'obi (la fascia del kimono).
 
Il sensu
è il ventaglio pieghevole giapponese.
Originalmente fu inventato in Giappone partendo dall' uchiwa (ventaglio tipico rigido e non pieghevole), importato dalla Cina, che fu "migliorato", diventando pieghevole e più facile da trasportare.
L’ invenzione del sensu risale all’ epoca Heian.
Le stecche del sensu sono di bambù e il washi (la carta giapponese) a forma di ventaglio è attaccata direttamente alle stecche.
Lo si usa generalmente per rinfrescarsi, ma trova applicazione anche nel rakugo, il monologo comico tradizionale giapponse, e nel Buyou, la danza giapponese.
Anche questa tipologia di ventaglio è solitamente adornata in ogni sua parte, sia essa il washi o il legno che compone le stecche (dalla rete)
 
ricordo un pettine di tartaruga
e qualcosa d'argento, prezioso,
per una more lontano anni luce
eppure così vivo e sofferto...

mercoledì 21 settembre 2016

La nota si


Il sangue, la nota si
 
Lunghe, lunghe giornate.
Il sangue implacato urta il sangue.
Il nuotatore è cieco.
Scende attraverso piani purpurei
                 nel battito del tuo cuore.
 
Quando la nuca è tesa
Il grido sempre deserto invade
una bocca pura.
 
Cosí invecchia l’estate. Cosí la morte
Circonda la felicità della fiamma
                                          che trema.
E noi dormiamo un poco. La nota si
Risuona a lungo nella stoffa rossa.
 
Yves BonnefoySeguendo un fuoco
Traduzione di Fabio Scotto
 
 
Il si è una nota musicale della scala diatonica fondamentale (l'unica scala priva di diesis e di bemolle nei suoi diversi sette modi). In particolare è la settima nota (la sensibile) della scala maggiore di Do, ma anche la seconda nota della scala minore di La ed in generale è presente in tutti i 7 modi della scala diatonica fondamentale. Nel temperamento equabile la frequenza del si della 4ª ottava (quella che comincia dal do centrale e che si scrive sulla terza linea della chiave di violino) è di circa 494 Hz. Nella notazione alfabetica in uso nei Paesi di lingua inglese (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Canada e Irlanda) il si corrisponde alla nota B, mentre il si♭ è rappresentato come B-flat (o B♭).
In quelli di lingua tedesca, Polonia e Scandinavia, invece, con B si indica il si♭, mentre la nota posta un semitono sotto il do è denominata H; ciò permette di realizzare temi basati su sequenze alfabetiche altrimenti impossibili, come il Tema BACH.
Il nome "si" nacque dalle iniziali delle parole Sancte Johannes presenti nell'Inno di San Giovanni e l'adozione di questa nota fu proposta da Ludovico Zacconi nel suo trattato Prattica di musica (da Wikipedia).
 
le note si uniscono in suoni,
i suoni in musica;
la musica accompagna la vita,
si fissa in noi come una calamita...

martedì 20 settembre 2016

Prudenza


/pru·dèn·za/
sostantivo femminile (dalla rete)
1.- Atteggiamento contrassegnato da saggezza e previdenza, atto a fornire una garanzia contro l'eventualità di pericoli e di danni. "agire con prudenza".
• Segnale di prudenza, segnale stradale, detto anche segnale di pericolo generico, che indica cautela nella marcia ai conduttori di autoveicoli, costituito da un triangolo bianco bordato di rosso che reca al centro una riga nera verticale.
2.- Una delle quattro virtù cardinali della teologia cattolica, corrispondente alla capacità di dirigere l'intelletto in modo da discernere ciò che è giusto e ciò che è bene. "da la prudenza vengono li buoni consigli, li quali conducono sé e altri a buono fine ne le umane cose e operazioni".



Carpaccio
"Prudenza"
Una prudenza
 
Tronchiamo l'ansia che incrudì già quasi
tra noi in febbre. Non ancor ci ha vinti
amore, ci irretì gioco di casi.

 
Non ancor per gli incauti labirinti
del male ci guidarono le crude
curiosità, ci attrassero gli istinti.

 
Ciascun di noi nel suo intimo chiude
buia tuttor quell'anima diversa
che solo scopre il desiderio rude.


Esso poteva smascherar perversa
o fiacca o vile questa sconosciuta.
Perciò quella che perdi, ancor sommersa
 
nell'ombra, per prudenza, ti saluta.
 
Amalia Guglielminetti
da "La seduzione delle vergini"
  

Piero del Pollaiolo
"Prudenza"
La prudenza è una delle quattro virtù cardinali della morale occidentale, sin dall'antichità romana. La prudenza è la virtù che dispone l'intelletto all'analisi accorta e circostanziata del mondo reale circostante e esorta la ragione a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene, scegliendo i mezzi adeguati per compierlo. La prudenza è la «retta norma dell'azione», scrive san Tommaso d'Aquino sulla scia di Aristotele. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione. È detta «auriga virtutum – cocchiere delle virtù»: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura.
È la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza.
L'uomo prudente decide e ordina la propria condotta seguendo questo giudizio.
 
senza far rumore, con prudenza,
la notte per non svegliare chi dorme,
il giorno solo per ancestrale pudore;
la via della prudenza, l'ho percorsa...

Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare.
Nella filosofia platonica la prudenza è detta "saggezza", ed è la virtù propria dell'anima razionale.

lunedì 19 settembre 2016

Luoghi


Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l’uva americana
sulla facciata con le imposte verdi
 
l’autunno ti aspettava
senza chiedere niente.

Luciano Erba 
da L’ipotesi circense
 
 

Garches
è comune francese nel dipartimento dell’Hauts-de-Seine
nella regione dell’Île-de-France
 
 
Sono stato là anch'io,
una vita fa, da giovane;
ricordo gli odori, il verde,
ricordo un innamoramento peruviano,
mai corrisposto...

domenica 18 settembre 2016

Domenicale settembrino

domenicale
/do·me·ni·cà·le/ (dalla rete)
aggettivo e sostantivo maschile e femminile
 
1.- aggettivo.
Della domenica: riposo d.; abito d.; giornale d., che esce solo la domenica; messa d.; trasmissione d., che ha luogo di domenica. •Lettera domenicale, la lettera dell'alfabeto che nei calendari liturgici individua la prima domenica dell'anno (considerando che al primo gennaio è assegnata la lettera A) e che permette di stabilire in quale giorno cadono tutte le altre domeniche dell'anno.
2.- sostantivo maschile e femminile.
Epiteto scherzoso o dequalificante di turista o escursionista ‘povero’ (che si muove solo la domenica).
 

Domenicale settembrino
 
Filtra la luce dal cielo plumbeo
è una domenica settembrina,
si affloscia la voglia del dopo,
si assottiglia il confine.
 
Un impavido piccione insiste,
la pioggia inibisce i pensieri
nel corso, nelle vie ancora deserte
si immagina un giorno qualunque.
 
Poi, i primi suoni si schiantano
su persiane ancora socchiuse,
un anima si affaccia al balcone
e tutto riprende come sempre.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
 
settembrino
/set·tem·brì·no/
aggettivo e sostantivo maschile
 
1.- aggettivo
Proprio o caratteristico del mese di settembre: fichi s., fieno s.; In quella grande pace settembrina (Gozzano).
2.- sostantivo maschile
Nome comune dato ad alcune piante del genere Aster.

sabato 17 settembre 2016

Atmosfere

sostantivo femminile
(dalla rete)

1.- Involucro gassoso di varia composizione e natura, che circonda la Terra ( atmosfera terrestre o semplicemente aria ) e altri pianeti ( atmosfere planetarie ).

2. estensivo.- L'aria che si respira in un luogo. "un'atmosfera pesante, surriscaldata, impregnata di anidride carbonica".


Fisica dell'atmosfera
contro poesia dell'atmosfera
 
Invii segnali acustici nell'atmosfera
e li ascolti restitursi distorti.
Misuri turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Decifrando i dati e raccogliendo
inferenza, ti mantieni vivo.
 
Invio segnali acustici nell'atmosfera
e li ascolto restitursi distorti.
Misuro turbolenze – una delle ultime cose,
la turbolenza, che si è disposti a dire irrisolvibile.
Raccogliendo i dati e decifrando
inferenza, mi mantengo viva.

Caoilinn Hughes
Traduzione di Alessandro Gentili
Impressioni d'Irlanda
 
 
 
atmosfere metafisiche mi circondano,
le cose risapute e stanche,
quelle ancora scopribili,
in ambiti concettuosi, ancora...