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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 31 gennaio 2026

Aprire le finestre d'inverno...

Il concetto di tenere le finestre aperte in inverno si basa sull'esigenza fondamentale di garantire un'adeguata ventilazione per la salute e per prevenire danni all'edificio, pur minimizzando la dispersione di calore.
L'obiettivo è un ricambio d'aria rapido ed efficiente, non un'apertura prolungata.
(dalla rete)
 
 Alte finestre aperte...

Alte finestre aperte
hanno lasciato ombre di luce
sulla sabbia.
La strada era immobile,
morta del bianco preciso
con dodici ferite invernali.
Tra i rami dei pini
il pensiero girava
le brezze degli ulivi.
Una volta vicino. Lo spazio
vuoto, libero, perso
lungo le braccia.
E quanto è lontano l’attimo,
quattro pareti economiche
immagini a specchio.
Né tu né io. Le finestre
alte, aperte, nude,
suicida nel primo mattino.

Josefina de La Torre

Insapori attimi di risaputo gelo
nel cuore uno spiraglio e un vento
folata di freddo nell'anima stanca
profumo di nuovo, ricorrente...
 
In inverno è fondamentale arieggiare casa per evitare l'accumulo di inquinanti indoor e la formazione di muffa, ma il modo in cui lo fai cambia drasticamente l'efficienza energetica
. Aprire le finestre in inverno, specialmente quelle più in alto, è fondamentale per un ricambio d'aria efficiente (5-10 minuti, più volte al giorno). Questo metodo previene condensa e muffa, rimuove inquinanti (CO2) e migliora la qualità dell'aria interna senza raffreddare in modo eccessivo le pareti, garantendo risparmio energetico.

venerdì 30 gennaio 2026

Insofferente

Il termine insofferente descrive chi non riesce a sopportare persone, situazioni o condizioni fisiche e psicologiche, manifestando nervosismo o mancanza di pazienza.

Insofferente

 Insofferente a tutto chiedo
requie, risposte, posizioni;
scaramucce insensate affliggono
il mondo, gli uomini, la pace...

Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
  
L'insofferenza è l' incapacità psicologica o emotiva di tollerare, sopportare o adattarsi a situazioni, regole, persone o stimoli specifici, spesso manifestata attraverso nervosismo, irritazione o impazienza. Il concetto descrive una profonda intolleranza verso vincoli o contrarietà, definendo un carattere ribelle o poco propenso alla sottomissione (dalla rete).

giovedì 29 gennaio 2026

D'inverno

L'inverno rappresenta metaforicamente il raccoglimento e l'introspezione.
Il concetto di "invernale" trascende la semplice definizione stagionale di "periodo più freddo dell'anno" per diventare un archetipo che abbraccia psicologia, arte e sociologia.

Sonetto d'Inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Nei boschi e su le immote alpi lontane
ogni soffio di vita sembra spento:
sotto il bianco lenzuolo è un sognar lento
di piante, d’erbe e di tristezze umane.

Qui, nel camino, ardon le fiamme a spire:
tu mi sorridi: io penso, amico mio,
che dolcezza ha in quest’ora il nostro nido.

Cerco il tuo labbro che non sa mentire,
mi stringo al cor che non conosce oblio,
m’abbandono tremante al petto fido.

Ada Negri

Nell'intensità di abbracci
risaputi immaginari e tesi
rimango basito e capisco
che il tempo mi manca...

Il concetto di invernale si riferisce a tutto ciò che è proprio, caratteristico o adatto all'inverno, la stagione più fredda.
Include il clima rigido, fenomeni come neve e pioggia, abbigliamento pesante, attività sportive, nonché il simbolismo legato al letargo, alla riflessione e alle festività.
Gli artisti utilizzano freddo, nebbia e ghiaccio per riflettere emozioni umane come la solitudine o la malinconia. 
Per gli Impressionisti, la neve non era solo un elemento stagionale ma un materiale luminoso e vibrante capace di trasformare la percezione della realtà. 
Il termine invernale definisce la natura stagionale della vita umana e naturale che comprende la fine dell'autunno e l'inizio della primavera.
(dalla rete)

mercoledì 28 gennaio 2026

Giorno di pioggia

I giorni di pioggia influenzano negativamente l'umore riducendo la luce solare, il che abbassa i livelli di serotonina (l'ormone del buonumore) e aumenta la melatonina, provocando sonnolenza, stanchezza, tristezza e irritabilità.

Giorno di pioggia

La giornata è fredda, e scura, e triste;
Piove, e il vento non è mai stanco;
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.

La mia vita è fredda e scura e triste;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù scivolano nel nulla,
E i giorni sono scuri e cupi.

Stai tranquillo, cuore triste, e smetti di lamentarti;
Dietro le nuvole splende ancora il sole;
Il tuo destino è il destino comune di tutti,
In ogni vita deve cadere un po’ di pioggia,
Alcuni giorni devono essere bui e tristi. 

Henry Wadsworth Longfellow

Qui buio oltre la finestra
di un mattino d'inverno,
la pioggia che batte sui vetri
ricorda che il freddo è tenace...
 
I giorni di pioggia evocano sensazioni contrastanti: per molti portano malinconia, sonnolenza e stanchezza a causa della riduzione di luce e serotonina, favorendo isolamento
Per altri, rappresentano un'opportunità di relax, introspezione e creatività, offrendo un'atmosfera intima e rilassante, spesso accompagnata dal profumo di petricore. 
(dalla rete)
 

martedì 27 gennaio 2026

Angosciosamente

Julio Romero De Torres
"Ore d'angoscia"
Questa vecchia angoscia

Questa vecchia angoscia,
questa angoscia che porto da secoli dentro di me,
è traboccata dal vaso,
in lacrime, in grandi immaginazioni
in sogni tipo incubi senza terrore
in grandi emozioni improvvise, senza alcun senso.

È traboccata.
Quasi non so come comportarmi nella vita
con questo malessere che mi riempie l’anima di pieghe!
Se almeno impazzissi per davvero!
Ma no: è questo essere a mezza strada,
questo quasi,
questo essere sul punto di…

Il ricoverato di un manicomio almeno è qualcuno.
Io sono il ricoverato di un manicomio senza manicomio.
Sono pazzo e freddo,
sono lucido e matto,
sono estraneo a tutto e uguale a tutti:
sto dormendo sveglio con sogni che sono pazzia
perché non sono sogni.
Sono in questo stato…

Povera vecchia casa della mia infanzia perduta!
Chi avrebbe detto che mi sarei tanto disperso!
Che ne è del tuo bambino? È impazzito.
Che ne è di colui che dormiva tranquillo sotto il tuo tetto provinciale?
È impazzito.
Ma chi, fra quelli che fui? È impazzito. Oggi costui è chi io sono.
Se almeno possedessi una religione!
Per esempio, una per quel feticcio
che c’era in casa nostra, la vecchia casa, che veniva dall’Africa.
Era bruttissimo, era grottesco,
ma c’era in lui la divinità di tutto quello in cui si crede.
Se almeno potessi credere a un feticcio
— Giove, Geova, l’Umanità —
uno qualunque servirebbe,
infatti che cosa è tutto se non quello che pensiamo di tutto?

Scoppia, cuore di vetro dipinto!

Fernando Pessoa

Vecchia amica/nemica che urti
il mio vivere in fretta, la furia
dei venti nei sentimenti indica
vie tralasciate oppur perdute...

L'angoscia è uno stato psicofisico caratterizzato da una profonda sensazione di ansia, oppressione e timore indefinito. A differenza della paura (che ha un oggetto preciso), l'angoscia è spesso legata a un senso di minaccia vaga o esistenziale.
Il termine angosciosamente è un avverbio che deriva dall'aggettivo angoscioso.
Si usa per descrivere un'azione compiuta o una situazione vissuta con profonda angoscia, ansia o tormento interiore.
(dalla rete)

lunedì 26 gennaio 2026

Lunedi

Il nome viene dal latino lunae dies, ovvero il giorno della luna.
 
Lunedi
 
Come sempre nel buio di un alba
che ancora non sboccia, seduto,
in attesa di caffè, caldo e fumante,
sospiro, la notte, il freddo, gli occhi...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
La posizione del lunedì nella sequenza dei giorni non è univoca.
In gran parte dell’Europa, compresa l’Italia, viene considerato il primo.
In altri Stati, come quelli di lingua inglese e portoghese, è classificato come il secondo giorno della settimana dopo la domenica. Tradizionalmente era il giorno dedicato alla cura della casa e alla famiglia, odiermìnamente è assai spesso percepito come il giorno che inizia la routine settimanale (dalla rete).

domenica 25 gennaio 2026

Ancora sconfitte

La sconfitta

Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell’aria,
a loro agio nell’abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce
il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,
tu, di me. Il tè amaro ha il sapore
di profezie bibliche. Purché
non ci sorprenda la vittoria.

Adam Zagajewski

Più non sono in grado io ora
di arginare le onde possenti
il mio ego arranca come relitto
in rivoli di maleodoranti sconfitte...
 
Le sconfitte sono importanti, servono per puntellare la vita, per non scivolare via nel viavai frenetico delle cose che accadono senza che ce ne sia bisogno, indotte dal flusso, per sentito dire, nella monotonia scintillante delle mille attività che somigliano alla realtà attiva e invece la piegano a un infinito ripetersi di gesti e pensieri senza alcun senso.
(dalla rete)

sabato 24 gennaio 2026

Fiori della neve

Fiori di neve

Fiori di neve
erba ghiacciata
l’inverno è un’estate
pietrificata. 

Vivian Lamarque

Nel tedio del freddo
la neve scende in silenzio;
i monti che più non mi sanno
ora riposano avvolti di gelo...

I "fiori di neve" si riferiscono principalmente al bucaneve (Galanthus nivalis), un piccolo fiore bianco che sboccia tra la neve alla fine dell'inverno. Altre piante e arbusti, come l'Iberis e il Viburno palla di neve, condividono nomi simili per via delle loro fioriture bianche e abbondanti.
(dalla
rete)

venerdì 23 gennaio 2026

Stagioni

Abolissimo il gelo
Non avrebbe mai termine l'estate -
Che le stagioni muoiano o trionfino
È una scelta nostra -

Did We abolish Frost
The Summer would not cease --
If Seasons perish or prevail
Is optional with Us --

Emily Dickinson
 
Il concetto di stagioni dell'anima rappresenta una metafora spirituale e psicologica che associa i cicli della natura alle diverse fasi evolutive, emotive e di crescita interiore dell'essere umano.
Primavera (Nascita e Rinnovamento): Rappresenta la fase della vitalità, dei nuovi inizi e della semina di progetti o intenzioni.
Estate (Pienezza e Realizzazione): È il momento della massima espressione esteriore, del vigore e del raccolto di quanto seminato.
Autunno (Introspezione e Rilascio): Caratterizzato dalla malinconia e dal lasciare andare ciò che non serve più, preparando l'anima a una nuova consapevolezza.
Inverno (Quiete e Trasformazione): Rappresenta il tempo del silenzio, del riposo e della riflessione profonda necessari per la rigenerazione futura
 
Nel freddo dell'anima l'inverno
del nostro quotidiano vivere incede
nascondiamo le rughe del corpo
ma mostriamo quelle del cuore...
 
"Le stagioni dell'anima" è una metafora poetica e psicologica che associa i quattro cicli naturali (primavera, estate, autunno, inverno) ai diversi stati emotivi, alle fasi della vita, ai cambiamenti interiori e alla crescita personale. 
Questo concetto rappresenta il viaggio della coscienza, dove emozioni, ricordi e spiritualità si evolvono, insegnando ad adattarsi al naturale flusso della vita.
(dalla rete)

giovedì 22 gennaio 2026

Prima e dopo tra poesia e riflesso


S'ode ancora il mare
  
Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare
 

Salvatore Quasimodo

Nella città di Parigi, una vista lungo la Senna nel 1900 durante l'Esposizione Universale, nel 2017: rimane imperturbabile la Torre Eiffel da lontano 
Incontri successivi del tempo
come ragazzi ancora speriamo
di rivederci giovani e belli;
solo gli occhi possono mentire...

mercoledì 21 gennaio 2026

Oasi

Un'oasi nel deserto è un' area fertile e abitabile, circondata dalla sabbia, dove la presenza di acqua sotterranea (falde acquifere) permette lo sviluppo di vegetazione come palme da dattero e alberi da frutto, rendendola un punto vitale per insediamenti umani, commercio e ristoro per le carovane, e può essere anche un ambiente metaforico di pace o rifugio.
 
E dopo

I labirinti
creati dal tempo
svaniscono.
(Rimane solo
il deserto).
Il cuore,
fonte del desiderio,
svanisce.
(Rimane solo
il deserto).

L'illusione dell'aurora

e i baci
svaniscono.
Rimane solo
il deserto;
l'onduloso
deserto.


Federico Garcia Lorca

Y después

Los laberintos
que crea el tiempo
se desvanecen.
(Sólo queda
el desierto.)
El corazón,
fuente del deseo,
se desvanece.
(Sólo queda
el desierto.)
La ilusión de la aurora
y los besos,
se desvanecen.
Sólo queda
el desierto.
Un ondulado
desierto.

Dopo rimane tanto, o poco
non importa ci si dice sempre
ma è deserta l'anima da sola
finchè non si orizzonta un'oasi... 
 
Un'oasi è un' area isolata di vegetazione all'interno di un deserto, solitamente circondata da una sorgente d'acqua dolce come una falda acquifera o un pozzo.
Le oasi si formano quando l'acqua sotterranea risale in superficie, spesso grazie a una configurazione geologica specifica (falde artesiane) o perché la falda freatica è vicina al suolo, e oggi esistono diverse tipologie, da quelle classiche tra le dune a quelle legate a vecchi fiumi.
(dalla rete)

martedì 20 gennaio 2026

Sconfitta!

Sconfitta

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia solitudine e il mio distacco; Sei più cara a me di mille trionfi, e più dolce al mio cuore di tutta la gloria del mondo.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia conoscenza di me stesso e la mia sfida, attraverso te so che sono ancora giovane e veloce di piedi. E non sono da intrappolare da allori appassiti. E in te ho trovato la solitudine e la gioia di essere evitato e disprezzato.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia spada e il mio scudo splendenti, nei tuoi occhi ho letto che essere intronizzato è essere schiavizzato, e essere compreso è essere livellato verso il basso, e essere afferrato è solo raggiungere la propria pienezza e come un frutto maturo cadere ed essere consumato.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio audace compagno, tu ascolterai le mie canzoni e i miei pianti e i miei silenzi, e nessuno tranne te mi parlerà del battere delle ali, e dell'urgenza dei mari, e delle montagne che bruciano nella notte, e solo tu scalerai la mia anima ripida e rocciosa.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio coraggio immortale, tu ed io rideremo insieme con la tempesta, e insieme scaveremo tombe per tutto ciò che muore in noi, e staremo al sole con una volontà, e saremo pericolosi.

Kahlil Gibran

 
La parola sconfitta altro non  indica che l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto, di un'impresa o di una situazione, esito caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo che si era nel tempo prestabilito.
 
  Gigante di carta frantumo
desiderata sul muro cocente
dell'indifferenza e del contesto
in vicissitudini come tempeste...
 
Il concetto di sconfitta indica l'esito negativo di uno scontro, competizione o tentativo, sia in ambito militare (disfatta), sportivo (fallimento in una gara), sia in senso figurato, come una battuta d'arresto personale, portando con sé l'idea di insuccesso, ma anche un'opportunità per imparare e ripartire, evitando vittimismo e immobilismo.
La parola sconfitta indica l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto o di un'impresa, caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo prestabilito.
(dalla rete)

lunedì 19 gennaio 2026

Brividi

Un brivido può essere descritto come un "flash di freddo" si riferisce a una sensazione improvvisa e intensa di freddo, spesso accompagnata da brividi, pelle d'oca e tremori, che può essere una normale reazione fisiologica per generare calore corporeo.
(dalla rete)

 Non resisti a questo inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Non resisti a quest’inverno
modestamente
quel fango innocente
e con le scarpe in mano
e nudo attraversi
quella piazza,
viaggiare per piazze.

Amelia Rosselli

Flash di istanti freddi
come il gelo di giorni passati;
immagini a scatti di vita
siamo noi, percorsi indecisi... 
 
"Brivido" 
in italiano significa un tremito involontario, solitamente causato da freddo, paura o forte emozione, ma può anche riferirsi a un senso di eccitazione, suspense o orrore, traducibile con "brivido", "tremore" o "sussulto".
Il sistema nervoso simpatico libera adrenalina e noradrenalina, ormoni  che aumentano la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il metabolismo e preparano il corpo all'azione e sono responsabili dei brividi e formazione della pelle d'oca.
Quindi un "brivido" può essere una reazione fisica, un'emozione forte o il nome di un'opera artistica, sempre legata a una sensazione di forte intensità.
(dalla rete)

domenica 18 gennaio 2026

Preghiera

Una preghiera

Ancora!
Vieni, dai, dammi tutta la tua forza!
Da lontano una parola bassa soffia nel cervello che si spezza
La sua calma crudele, la miseria della sottomissione,
La tranquillizza come un’anima predestinata.
Cessa, amore silenzioso! Mio destino!

Accecami con la tua oscura vicinanza, O abbi pietà, amato nemico della mia volontà!
Non oso resistere al freddo tocco che temo.
Allontana da me ancora
La mia lenta vita! Piegati di più su di me, testa minacciosa,
Orgoglioso della mia caduta, ricordando, compiangendo
Colui che è, colui che era!

Ancora!
Insieme, piegati dalla notte, giacevano sulla terra. Io sento
Da lontano la sua bassa parola alita nel mio cervello che si spezza.
Vieni! Mi arrendo. Piegati di più su di me! Sono qui.
Soggiogatore, non lasciarmi! Solo gioia, solo angoscia,
Prendimi, salvami, placami, Oh liberami!

James Joyce 

 
James Joyce ha scritto diverse poesie che evocano preghiere o stati di supplica, la più famosa è "Una preghiera" (1924), che esplora l'angoscia e l'estasi dell'amore attraverso un linguaggio potente e una richiesta di annullamento nel desiderio. 
Il testo esplora il potere soggiogante e quasi violento dell'amore, descritto come una forza che annulla la volontà e induce a una totale sottomissione. Una poesia in cui l’introspezione e l’emotività sono gli assoluti protagonisti. L’originalità è che il tema principe sia proprio l’amore. L’amore diventa il soggetto che controlla ogni cosa, guida emozioni e sentimenti e se non fa valere il suo dominate influsso, le emozioni diventano niente. C’è l’esigenza dice Joyce di diventare martiri dell’amore. Se non si avvertono i suoi “feroci artigli” e la sua “forza dominatrice” tutto diventa sterile privo di quella passione fondamentale per vivere la relazione amorosa e il rapporto intimo di coppia.
 
Mani congiunte e pensare
un liquido fatto di lacrime e sale
nel buio, una candela rompe
l'incanto e la luce diffonde...

"Una preghiera" è una poesia che mette al centro gli effetti controversi che genere nel cuore nella mente l’amore. Una poesia geniale perché il poeta ci fa vivere la parte più intima degli effetti che l’amore può avere per il singolo e per la coppia; questa poesia è un appello all’amore, che diventa una sorta di entità suprema e “soggiogatrice”, affinché possa evitare i suoi devastanti effetti sul cuore e sulla mente (dalla rete).

sabato 17 gennaio 2026

Specchio, specchio... (e la parola botro)

Lo 
specchio  
simboleggia una dualità: 
può rappresentare 
la verità, la conoscenza di sé e la purificazione interiore 
(la mente che riflette la realtà), 
ma 
anche la vanità, l'inganno, la superbia e la fugacità della vita
in quanto riflette solo l'apparenza esteriore.
 
 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul
botro(*).

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.

Salvatore Quasimodo 


Lo specchio è un oggetto magico che invita alla riflessione (sia letterale che metaforica), all'autocontemplazione e alla scoperta della propria anima, ma può anche portare al narcisismo e all'illusione.

Voglia di Primavera nel cuore,
oggi che non funziona niente,
oggi che vorrei risposte;
attesa come pietra pesante...

"Gli occhi sono lo specchio dell'anima" così recita  un'antica metafora usata per indicare che gli occhi riflettono le emozioni, i sentimenti e le intenzioni più intime di una persona. Gli occhi rivelano le vere emozioni, i sentimenti e l'interiorità di una persona, spesso più di quanto le parole possano fare, fungendo da finestra sulla sua condizione psicologica, gioia, tristezza, paura o sincerità, e sono fondamentali nella comunicazione non verbale.
(dalla rete)

* il termine, la parola botro  significa e sta ad indicare  un valloncello scosceso, un fossato scosceso, un burrone o un canale di drenaggio scavato dall'erosione.

venerdì 16 gennaio 2026

Guerra!

Il campo dell'odio

La terra è riarsa né l’acqua la bagna.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Nei tempi lontani
in quel campo
fu fatta la guerra.
Moriron, si dice, ridendo fratelli bruciati dall’odio.
La terra pestata in quel giorno
è ancora giallita e riarsa,
né l’acqua mai basta alla sete dell’odio
che ha posto radici profonde sotterra.
La gente si ferma
guardando in quel campo riarso.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Ogni anno, allorquando ricorre
la notte del giorno funesto,
la gente sta desta,
guardando in quel campo
si vedono alzare leggère e svanire
le fiammelle gialle:
«sorrisi dell’odio dei morti»

Aldo Palazzeschi

Pessima cosa la guerra
eppure l'uomo la usa,
la vita perde valore in guerra
si muore, si uccide la gente...
 
Il termine "guerra" si riferisce a un conflitto armato tra stati, governi, società o gruppi paramilitari, caratterizzato da violenza estrema, aggressione e distruzione; è un conflitto armato tra gruppi organizzati (Stati, fazioni o coalizioni) per il controllo di risorse, territori o per l'imposizione di una visione politica o ideologica. 
La guerra è un evento tragico, un fallimento del dialogo, una ferita profonda per la società (dalla rete).