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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 17 maggio 2019

Sacrifici

Quanto ancora

quali esperienze ancora

quanti sacrifici occorre subire
per non chiamare i bisogni dello spirito
solo un mercato
per un boccone di pane

quanto tempo deve passare

per capire che la fame del cuore
si nutre di foraggio della verità
e non di oro
che uccide

quanto sangue scorrerà ancora

quanto ci spremeremo il cervello
per capire l'origine della bramosia
per sapere
cosa ci duole

Zakopane, 6.09.1983


Tomasz Gluzinski
da "Il grande pascolo"
traduzione di Paolo Statuti

 
 


 Il sacrificio
è quel gesto rituale con cui dei beni,
vengono tolti dalla condizione profana e consegnati al sacro,
venendo per questo dedicati in favore di una o più entità sovrumane,
come atto propiziatorio o di adorazione.
(da Wikipedia)

 
ci sarà tempo ancora,
tanto, non troppo credo;
lasciti imperdibili e saluti
volti scomparsi rivedremo poi...

giovedì 16 maggio 2019

Haiku e usignolo

16
 
Lontano un trillo.
L’usignolo non sa
che ti consola.
 
Jorge Luis Borges
da "17 Haiku"
 
 

Usignolo

(Luscinia megarhynchos)        
  
Sinonimo di “bel canto”, l’Usignolo nei secoli è stato citato da poeti e musicisti che ne hanno esaltato il verso armonioso e i sorprendenti vocalizzi che emette sia di giorno che di notte.
In passato, la sua melodia veniva considerata un antidolorifico, addirittura in grado di donare una pronta guarigione al malato e una “morte dolce” a chi si trovava in fin di vita.
L’ambiente migliore per ascoltarlo è il margine del bosco: dove è largamente diffuso, visto che nidifica regolarmente in tutte le regioni del nostro Paese…

 Ordine: Passeriformes  Famiglia: Muscicapidae
L’Usignolo predilige generalmente foreste o boscaglie poco umide, dove costruisce un nido composto di fogliame, muschio e spighe.
Si tratta di una specie diffusa nell’Europa occidentale, centrale e meridionale, ma anche in Asia Minore e Africa del Nord.
In Italia è molto diffuso nella stagione estiva; sono rari invece i casi di usignoli che svernano nella nostra penisola.
Nel periodo che va da metà maggio a metà giugno, l’Usignolo depone le uova – generalmente 4 o 6 – che vengono covate dalla femmina per 13 o 14 giorni.
I pulcini, di cui si occupano entrambi i genitori, lasciano il nido dopo 11 o 12 giorni, ma continuano a essere curati per le successive due settimane.
In annate caratterizzate da condizioni climatiche particolarmente favorevoli, le covate possono essere anche due.
Il canto dell’Usignolo è unanimemente riconosciuto come uno dei più belli tra tutti quelli degli uccelli canori. Infinita la varietà di strofe che conosce.
Le differenze nei repertori di strofe appresi permettono di distinguere la zona di provenienza.
Il maschio di Usignolo canta per sedurre la femmina, ma anche per segnalare il proprio territorio.
L’esemplare adulto misura dal becco alla punta della coda circa 17 cm.
La colorazione è variabile dal marrone chiaro al grigio scuro sul ventre, mentre il dorso è marrone e la coda color ruggine.
Caratteristiche che lo rendono simile all’Usignolo maggiore, che però presenta sfumature più tendenti al grigio.
(dalla rete)

al solito, uccelli canterini,
in dinamiche improbabili, assurde;
eppure mi ritrovo ad ascoltare
quel trillo, melodia, in me...

mercoledì 15 maggio 2019

Canto

Il canto è l'esecuzione vocale di una melodia o di un ritmo: dalla spiaggia arrivavano i c. dei ragazzi; Fra il basso sospirar vola il tuo canto Più periglioso (Foscolo); estens., anche di animali (levarsi al c. del gallo) o di strumenti musicali.
 
 
Canto II

(...)
Si perde il mondo sotto il tuo chiaro andare
Giacché tutto è artificio quando ti presenti
Nella tua luce minacciosa
Innocente armonia senza affanno né oblio
Elemento di lacrima che ruota all’interno
Fatto di timore altero e silenzio

Fai dubitare il tempo
E il cielo con istinti di infinito
Lontano da te tutto è mortale
Lanci l’agonia sulla terra umiliata dalle notti
Solo ciò che pensa a te ha sapore di eterno

 
Ecco qui la tua stella che passa
Con il tuo respiro di lontani affanni
Con i tuoi gesti e il tuo modo di camminare
Con lo spazio magnetico che ti saluta
Che ci separa con leghe di notte
(...)

Vicente Huidobro
da "Acrobata del cielo"
traduzione di Gabriele Morelli
 
 può anche essere poesia, componimento poetico.
(dalla rete)
 
come un canto, ricordo era bello,
poi gli anni del buio e della luce;
rimangono impresse le giovanili voglie,
poi il buio e la luce ancora...

martedì 14 maggio 2019

Il 13° invitato

Il tredicesimo invitato
 
Grazie – ma qui che aspetto?
Io qui non mi trovo. Io fra voi
sto come il tredicesimo invitato,
per cui viene aggiunto un panchetto
e mangia nel piatto scompagnato.
E fra tutti che parlano – lui ascolta.
Fra tante risa – cerca di sorridere.
Inetto, benché arda,
a sostenere quel peso di splendori,
si sente grato se alcuno casualmente
lo guarda. Quando in cuore
si smarrisce atterrito «Sto per piangere!»
E all’improvviso capisce
che siede un’ombra al suo posto:
che – entrando – lui è rimasto chiuso fuori.
 
Fernanda Romagnoli
da "Il tredicesimo invitato"
 
 

spesso anch'io fuori posto, ultimo,
forse invitato per evitare scaramanzie;
non ho mai sofferto più di tanto,
meglio esserci che stare da solo...


Alzi la mano chi, quando ha visto una tavolata apparecchiata per 13 non ha faticato a mangiare.
Da cosa nasce questa credenza?
Sapete perchè a tavola invitare 13 persone porta sfortuna?
Ci sono due teorie riguardo la presunta sfortuna associata al numero delle persone presenti a tavola, una di origine religiosa mentre l’altra legata ad un evento storico.
Durante l’Ultima Cena, 13 era il numero dei partecipanti.
Per questa ragione si crede che il tredicesimo convitato sarebbe destinato a morire entro l’anno.
 
Venerdì 13 del 1307 Filippo IV re di Francia diede ordine di sterminare i cavalieri templari per impadronirsi delle loro ricchezze.
Questo evento storico, rimasto a lungo nell’immaginario popolare, ha associato il numero 13 a qualcosa di funesto.
 
Ecco come evitare la sfortuna (per chi ci crede) se si è in 13 a tavola:
uno dei commensali potrebbe accomodarsi a mangiare in cucina (!)
Oppure si può sempre invitare qualche persona in più – invitarne meno sarebbe scortese, non trovate?
(dalla rete)

lunedì 13 maggio 2019

Charis


Charis

Grazia
         grazia

mania del cuore
astrazione dal mondo
mania chiamata
a offrire doni ininterrottamente

       grazia
       sorella
                  umana grazia
senza attese d’una restituzione
senza spirali della riconquista.

21 gennaio 2013
 
Lucio Mariani
da "Alla destra del mondo"

È l’acronimo per
Catholic Charismatic Renewal International Service
(Servizio Internazionale per il Rinnovamento Carismatico Cattolico).
Dalla parola greca charis,
che significa ‘grazia’, deriva il termine ‘carisma’.
(dalla rete)

in fondo è qualcosa per qualcuno,
si chiede a gran voce, sempre;
io, per me non ho che mani stanche
girando il mondo mi appiattisco...

domenica 12 maggio 2019

Villaggio nel bosco

Hai scordato quel villaggio perso tra cortine e cortine
di paludi in una terra che è tutta boschi di pini
dove anche le strade sono solo pozze e sterpaglia e negli orti
non sta mai uno spauracchio: non li vale il raccolto.
La vecchia Nastasia sarà morta e anche Pesterev, certo,
e, se non lo è, se ne sta seduto in cantina, ubriaco perso,
o sta costruendo qualcosa con la testata del nostro letto:
una specie di steccato, forse, o una parte del tetto.
E in inverno tagliano legna laggiù e solo di rape si vive,
e una stella ammicca per tutto il fumo in un cielo di neve,
e non una sposa in bianco è alla finestra ma il grigio ornato
della polvere, più il vuoto dove un tempo abbiamo amato.
 
Joseph Brodsky
traduzione di Matteo Campagnoli
 
Paul Cézanne,
"Villaggio nel bosco" (1879 circa)
olio su tela, 65×46 cm, collezione privata


Questo incantevole
"Villaggio nel bosco"
datato 1879 (circa)
è sicuramente
uno dei dipinti meno noti di
Paul Cézanne; 
comunque,
 tra i colori tardo primaverili,
forse estivi,
si respira il silenzio,
la calma.
Una ricerca esteriore
di un posto tranquillo,
dove riposare il corpo e la mente,
dove appisolarsi sicuri e protetti...
Si trova in una collezione privata
da qualche parte nel mondo;
chi lo possiede lo può guardare
ogni volta che cerca rifugio,
 nel silenzio del bello
e nella serenità diffusa...


le cose dimenticate,
lontane, nel tempo,
le cose che spaziano
il cuore e l'anima;
ricordi, solo attimi
dilavati da scorrere,
punti fermi
in un perenne agitato...

sabato 11 maggio 2019

Lisa Lisa sad Lisa Lisa...


L'inizio e la fine
 
Quando apro nelle cose la porta di me stesso:
chi ruba il mio sangue, quello vero?
Chi mi scaglia nel vuoto
quando respiro? Chi
è il mio carnefice dentro me?
 
Oh Tempo. Volto molteplice.
Volto moltiplicato per te stesso.
Vieni dalle origini della musica. Vieni
dal mio pianto. Strappati la maschera che ride.
Aspetta che ti baci, convulsiva bellezza.
Aspettami alla porta del mare. Aspettami
nella cosa che amo eternamente.

1940
 
Gonzalo Rojas
 
 
  
Ciao micina, buon viaggio,
salutami chi sai e sii quello che sei...
Gujil
 
più verso la fine... credo,
come nel tempo che passa;
ieri un pezzo di noi è andato,
succede sempre, ineluttabilmente...

venerdì 10 maggio 2019

Ricordo

Ricordo di fratello Michael
 
Non sarebbe mai stato giorno, sempre sera,
aureo tramonto, aurea aetas –
quando Shakespeare, Marlowe e Jonson scrivevano
pagina su pagina il futuro dell'Inghilterra
un tumulo d'ortiche era la scena d'Irlanda.

Non sarebbe mai stata primavera, sempre autunno
dopo un raccolto sempre perduto,
quando Drake dava nuovi mari all'Inghilterra
noi veleggiavamo sugli stagni del passato
inseguendo l'albero fantasma di Brendan.

Erano i semi nella polvere meno che polvere,
polvere cercavamo, rovina,
il germoglio sorto vi soffocava,
ucciso dall'essere nato lì –
e oggi è lo stesso.


La cultura è sempre qualcosa che fu,
qualcosa che il pedante misura,
teschio di bardo, coscia di capo,
altezza di alveo asciutto.
Saremo sempre così?

sarà sempre così?

 Patrick Kavanagh
traduzione di Nicola Gardini
 

ricordo
/ri·còr·do/
sostantivo maschile
(dalla rete)
 
1.- Impronta di una singola vicenda o esperienza o di un complesso di vicende ed esperienze del passato, conservata nella coscienza e rievocata alla mente dalla memoria, con più o meno intensa partecipazione affettiva: il ricordo dei cari estinti, del fratello lontano; mi è rimasto un pessimo ricordo di quella serata; i vecchi vivono di ricordi.
In psicanalisi: ricordo di copertura, ricordo infantile che riguarda eventi apparentemente insignificanti e che serve in realtà a occultare elementi rimossi, mascherandoli d'innocenza e innescando così un meccanismo di difesa.
Richiamo alla memoria, da intendersi come ausilio a una eventuale dimenticanza (fare un nodo al fazzoletto per ricordo), come testimonianza di un rapporto affettivo (morendo mi lasciò in ricordo il suo orologio) o come menzione o considerazione positiva o doverosa. fatto degno di ricordo"

2.- concr.
Annotazione intesa a richiamare o conservare la memoria di un fatto. tenere ricordo delle spese mensili
 
ricordare qualcuno, semplice,
quando si ama fa soffrire,
i volti a volte si confondono
in un consumato velo di lacrime...

giovedì 9 maggio 2019

Abisso e haiku

 149

So che l’abisso
ha il suo fascino
io non mi avvicino.
 
Mario Benedetti
  
giusto per non caderci dentro,
tanto il fascino, troppo,
si rischia la caduta nel baratro,
meglio guardare in sicurezza...

Abisso: grande e smisurata profondità: abissi della terra, del mare; burrone, precipizio: precipitò dalla montagna nell'abisso;
 

mercoledì 8 maggio 2019

Partire

le tristi partenze fanno parte della nostra vita.
è successo a tutti, anche a me
 Gujil
  
25
 
No. No.
Non voglio partire.
Trattienimi.
Vicino a te ho paura
- ma pure amo il mio timore.
 
Ghiannis Ritsos
da "Sinfonia di primavera", 1938
  
ogni partenza è un vuoto nel cuore,
si parte e si sogna il ritorno, solo
in mezzo a intemperie spirituali
siamo naufraghi aggrappati a relitti...