...........................................................................................................................................

L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


...........................................................................................................................................

venerdì 10 gennaio 2025

Protese al cielo

Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano

Emily Dickinson

Infine uscimmo e rivedemmo
sensi pervasi di sentimentalismo;
le curve dei seni protese al cielo,
un passo da felicità o pena...
 
I capezzoli si definiscono  
“turgidi”  
quando la parte centrale viene proiettata verso l'esterno, 
diventando più visibile e prominente. 
 Il termine medico è 
“telotismo” 
e definisce qualsiasi tipologia di inturgidimento del capezzolo, 
anche causato da irrigidimento o dalla temperatura bassa.
 Il gonfiore della mammella
(seno turgido) 
è una manifestazione comune e spesso innocua. 
Nella maggior parte dei casi, infatti, è dovuto alle fisiologiche variazioni ormonali che si verificano in associazione a pubertà, ciclo mestruale, gravidanza, allattamento, menopausa o assunzione di contraccettivi ormonali.
(dalla rete).

giovedì 9 gennaio 2025

Canzone dei dodici mesi

Canzone dei dodici mesi

Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentatoFra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malatoSono distese lungo la pianura bianche file di campiSon come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazzaLascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazzaL'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranzaNei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza
Cantando Marzo porta le sue piogge, la nebbia squarcia il veloPorta la neve sciolta nelle rogge il riso del disgelo, il riso del disgeloRiempi il bicchiere, e con l'inverno butta la penitenza vanaL'ala del tempo batte troppo in fretta, la guardi, è già lontana, la guardi, è già lontana
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita miaDiverso tutti gli anni, ma tutti gli anni ugualeLa mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare
Con giorni lunghi al sonno dedicati il dolce Aprile vieneQuali segreti scoprì in te il poeta che ti chiamò crudele, che ti chiamò crudeleMa nei tuoi giorni è bello addormentarsi dopo fatto l'amoreCome la terra dorme nella notte dopo un giorno di sole, dopo un giorno di sole
Ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga primaveraIl nuovo amore getti via l'antico nell'ombra della sera, nell'ombra della seraBen venga Maggio, ben venga la rosa che è dei poeti il fioreMentre la canto con la mia chitarra brindo a Cenne e a Folgore, brindo a Cenne e a Folgore
Giugno, che sei maturità dell'anno, di te ringrazio DioIn un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato ioE con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoroCon le tue spighe doni all'uomo il pane, alle femmine l'oro, alle femmine l'oro
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita miaDiverso tutti gli anni, ma tutti gli anni ugualeLa mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare
Con giorni lunghi di colori chiari ecco Luglio, il leoneRiposa, bevi e il mondo attorno appare come in una visione, come in una visioneNon si lavora Agosto, nelle stanche tue lunghe oziose oreMai come adesso è bello inebriarsi di vino e di calore, di vino e di calore
Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull'etàDopo l'estate porta il dono usato della perplessità, della perplessitàTi siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identitàCome scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità
Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezzaNei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezzaLungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazzeLungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita miaDiverso tutti gli anni, e tutti gli anni ugualeLa mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare
Cala Novembre e le inquietanti nebbie gravi coprono gli ortiLungo i giardini consacrati al pianto si festeggiano i morti, si festeggiano i mortiCade la pioggia ed il tuo viso bagna di gocce di rugiadaTe pure, un giorno, cambierà la sorte in fango della strada, in fango della strada
E mi addormento come in un letargo, Dicembre, alle tue porteLungo i tuoi giorni con la mente spargo tristi semi di morte, tristi semi di morteUomini e cose lasciano per terra esili ombre pigreMa nei tuoi giorni dai profeti detti nasce Cristo la tigre, nasce Cristo la tigre
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita miaDiverso tutti gli anni, ma tutti gli anni ugualeLa mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocareChe non sai mai giocare, che non sai mai giocareChe non sai mai giocare, che non sai mai giocare
 
Francesco Guccini
 Giorni, mesi, diventano anni,
le penetranti intese sciamano
verso lidi troppo lontani, in là
come peso che età ci impone...

mercoledì 8 gennaio 2025

James Dean

Ode a un cesso di Tijuana
(o il Famoso Principio Prosaico del Fottiti)

Ritratto di Jim & culo nudo
allo specchio (da dietro le quinte
si dice: È “MORBOSO!”
È MORIBONDO si domanda,
Oh grande incrostata coppa senza fine
CHE MOSTRI LE SUE PALLE AL MONDO
è lui Sebastiano
che cava fuori frecce dal suo deretano
o l’ombra dei coraggiosi toreri
l’ultimo istante allo specchio
È IL PADRE
che grida trattarsi del “FIGLIO MORBOSO”
GIUNGE LA RISPOSTA:
Fottiti pà, caro pà, fottiti.
L’uomo solitario che non riesce
ad uscire
da dietro allo specchio
grande marionetta dell’altro
O infondendo vita
al cadavere sulla sabbia
Secche alghe marine parlanti
cantando canzoni Italiane
su Patchen Place
alla ragazza in gabbia
Il corpo in una lattina
privo dell’anima
Il corvo canta
e due diviene uno
FINE
La penna viene riposta
l’agile dito ha scritto
e ora si fa una cacata. 

James Dean

Finimenti rigidi imbrigliano
fantasie sfrenate, allucinogeni
da cortile impregnano menti che
ancora non passano il limite...
 
L’attore James Byron Dean (1931-1955) ha impersonato, nelle sue più note pellicole, il prototipo dell’adolescente ribelle e insofferente delle regole, proprio come i primi seguaci di Kerouac. Questa derisoria composizione, inclusa come curiosità proto-beatnik, è stata scritta su un fazzolettino di carta all’inizio del 1955, durante le riprese di Gioventù Bruciata, e compare in The Outlaw Bible of American Poetry, 1999 (dalla rete).

martedì 7 gennaio 2025

Protocollo cittadino #152 (Acqua)

Acqua
 
Freddo e acqua, oggi,
un anno comincia come sempre
con le sue inquietudini, i giorni
a contare per le tante scadenze...
 
Gujil

lunedì 6 gennaio 2025

La Befana

Di origini decisamente pagane è invece la tradizione legata alla Befana, la cui storia si usa ricollegare al racconto fantastico per cui nella notte volavano sui campi appena seminati figure femminili pronte a propiziare il raccolto.

La Befana

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati

a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.

Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino

alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.

Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.

Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi

degli angeli festanti
ne' lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita

nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore. 

Guido Gozzano

Furono gli antichi Romani ad ereditare alcuni riti propiziatori pagani legati ai cicli stagionali e associandoli al calendario romano. 
La dodicesima notte dopo il solstizio invernale essi celebravano la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura e si credeva che proprio in quelle dodici notti delle figure femminili volassero sui campi coltivati, al fine di ingraziarsi la fertilità dei futuri raccolti.

Alla fine basta feste, la Befana
le ha prese nel suo sacco vuoto;
restano ricordi di bimbo, nei bimbi
di oggi, anche se fuori piove... 
 
Ancora oggi, la Befana, richiamando la tradizione religiosa di Santa Lucia, che dispensava doni ai bambini prima di lei, come faceva San Nicola prima di Babbo Natale, dona per lo più dolciumi e caramelle (dalla rete).

domenica 5 gennaio 2025

Delusioni

La delusione è un'emozione di tristezza che si prova quando i nostri desideri e obiettivi non si realizzano.
È un senso di totale insoddisfazione personale che si manifesta quando c'è discrepanza tra ciò che ci si aspettava accadesse e realizzasse e la mera realtà.

  Le deluse

Io vidi queste tendere le braccia
in vana attesa d'anime deluse,
con ciglia di febbrili ombre soffuse,
con labbra accese nell'esangue faccia.

Con quelle labbra su cui par si taccia
il gemito scorato delle accuse,
ma tremi la dolcezza che le schiuse,
quasi fiori che nuovo alito allaccia.

Le vidi premer sopra il cuor conserte
le dita e susurrargli: – O folle, taci! –
con la voce che han l'anime deserte.

E reclinare la turbata fronte,
come assetati ch'odono loquaci
rider l'acque e non trovano la fonte.

Amalia Guglielminetti 

Giuseppe Pellizza da Volpedo
"Speranze deluse"
Delusioni costellano il cielo
delle nostre anime sparse;
rimane un languido residuo
di buono, come da lontano...  
 
Il motivo trattato nella tela di Giuseppe Pellizza da Volpedo  (qui a fianco) è quello della povera pastorella addolorata che soffre per l’abbandono da parte dell’innamorato che, sullo sfondo, conduce in sposa un’altra donna, mentre due musici fanno strada al piccolo corteo. 
Il dolore della pastorella, già rilevato dalla posa accasciata sul rastrello, si muta però in elemento strutturante della composizione pittorica grazie alla scelta formale di individuare nella sua figura il perno di un triangolo, i cui lati toccano le pecore e la gerla al suo fianco.
(dalla rete, Aurora Scotti, Pellizza da Volpedo - Catalogo generale, Milano 1986)

sabato 4 gennaio 2025

Fonte

Il fonte

Fuor della rupe livida zampilla
Dardeggiando la fonte, e il fuggitivo
Umor frangendo giù pel verde clivo,
All’oriente sol smaglia e sfavilla.

Di qua, di là, silenzïoso e fosco,
Su per le balze rovinose e brulle,
Il bosco sale e s’avviluppa, il bosco
D’antichi abeti e d’ispide betulle.

Precipitando sulle nude selci,
Sfolgora l’onda sgominata e franta;
Umili fior di campo e incise felci
Intorno a sé, fuggendo, irrora e canta.

E par che dica: È tal qual io mi sono
L’umana vita: un fuggitivo errore,
Una mobil parvenza, un debil suono;
Onda che passa e si ringorga e muore.

Fugge travolto il rivo, e, giunto al piano,
In un muto padule entra e si perde;
Ma, fuggendo, di accese iridi il vano
Aere dipinge ed il quïeto verde.

Arturo Graf 

Argentino rio, prati montani,
come dire giovane fanciullo;
poi ridenti cascate a formare
torrenti, fiumi, fino al mare... 
 
La forma maschile "il fonte" (come nel latino) si alterna a quella femminile "la fonte", quando il termine è in senso proprio, mentre prevale quando è in senso figurato.
In senso proprio, nel preciso significato di "sorgente"
, vena d'acqua che sgorga in modo continuo -TRECCANI-. 
La parola è oggi usata sempre e solo al femminile, tanto nel significato di "sorgente" quanto nei diversi usi figurati (‘principio’, ‘testimonianza’, ecc.). 
Il maschile resta solo in qualche toponimo (Fontebuono, presso Camaldoli in provincia di Arezzo e in una via di Roma nel quartiere Montagnola; il santuario di Santa Maria del Fonte, in provincia di Cremona) e nell’espressione fonte battesimale, che indica (così come sacro fonte o anche, semplicemente, fonte, sempre al maschile) la vasca contenente l’acqua lustrale per il battesimo che si trova nelle chiese e nei battisteri (e anche, per metonimia, il battesimo stesso).
(dalla rete)

venerdì 3 gennaio 2025

Buio

Con gli altri faccio finta di giocare
ma il giorno è lungo e mi sembra un mortorio.
Che languore è l’attesa per gli amanti!
O sole, o luna, vorrei che più spesso
vi mancasse la luce.

Giovanni Raboni

Attese come chiodi al muro,
si rimane spesso silenti, assidui;
le consonanti del buio affilano
lame affilate che entrano in me...
 Buio  
aggettivo
Senza luce, che non permette (o solo relativamente) la visibilità: stanzino buio; vicolo buio; cielo buio, in cui si addensano le nuvole. figurato. Preoccupante, minaccioso: un avvenire buio; triste, penoso, difficile: attraversare un periodo buio; preoccupato, accigliato: apparire buio in volto; non comune, difficile a comprendersi."un brano piuttosto buio"

Buio  
sostantivo maschile
Oscurità; tenebra notturna, notte: rimanere al buio; buio fitto, buio pesto, assoluto; prima di buio, prima che cali la notte; a buio, verso sera.

giovedì 2 gennaio 2025

Luce, Pace, Amore

Luce, Pace, Amore
 

La pace guardò in basso
e vide la guerra,
"Là voglio andare" disse la pace.

L'amore guardò in basso
e vide l'odio,
"Là voglio andare" disse l'amore.

La luce guardò in basso
e vide il buio,
"Là voglio andare" disse la luce.

Così apparve la luce
e risplendette.

Così apparve la pace
e offrì riposo.

Così apparve l'amore
e portò vita.
 

Laurence Housman 

 
Laurence Housman
(1865-1959)
 
fu un importante illustratore inglese, autore di racconti per bambini.
Nel 1906 fondò un’associazione che sosteneva il suffragio femminile.
La poesia citata è unal irica di 6 strofe:
3 terzine e due distici, che si fonda sulla personificazione di due termini contrapposti: pace/guerra, amore/odio, luce/buio.
Vinsero la luce e la pace, così l’amore trionfò e portò la vita.
Il climax ascendente, a 3 voci, è introdotto dal sintagma
‘Là voglio andare’.
(dalla rete)
 
Possanno gli abbracci compensare
la rabbia, l'odio, le guerre infinite;
come un miraggio cerchiamo la pace
facendo guerre, strani esseri siamo...

mercoledì 1 gennaio 2025

Capodanno

Il Capodanno
(da "capo d'anno")
è una festa che viene osservata nella maggior parte del mondo
il 1º giorno del mese di gennaio,

il primo giorno dell'anno nel moderno calendario gregoriano.

Capodanno 

È capodanno:
tra il cielo e la terra
inizia l’armonia.

Masaoka Shiki 

Incisione colorata per la Royal Fireworks Music sul Tamigi  
 
Inizio come sempre in silenzio
un haiku, un concetto, nebbia
lidi sperduti, abbracci caldi;
resta un senso di vuoto... dentro
 
Nella Roma precristiana sotto il calendario giuliano, il giorno era dedicato a Giano, il dio degli inizi, da cui prende anche il nome gennaio. 
Al giorno d'oggi, con la maggior parte dei paesi che ora utilizzano il calendario gregoriano come "calendario civile", il 1º gennaio secondo quel calendario è tra i giorni festivi più celebrati al mondo, spesso osservato con fuochi d'artificio allo scoccare della mezzanotte successiva a Capodanno come il nuovo anno inizia in ogni fuso orario. 
Altre tradizioni globali del capodanno includono la presa di risoluzioni per il nuovo anno e la chiamata (almeno telefonica) ai propri amici e familiari.
(da wikipedia)