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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 8 maggio 2026

Muri grafiti

Sul muro grafito
che adombra i sedili rari
l’arco del cielo appare
finito.

Chi si ricorda più del fuoco ch’arse
impetuoso
nelle vene del mondo; in un riposo
freddo le forme, opache, sono sparse.

Rivedrò domani le banchine
se la mraglia e l’usata strada
nel futuro che s’apre le mattine
sono ancorate come barche in rada.

Eugenio Montale 

In questa poesia, il muro non è solo un elemento fisico, ma un simbolo del limite umano e dell'impossibilità di comprendere il senso ultimo dell'esistenza.

Quanto spesso scrivetti e dissi
cose che non, cose che poi;
fitte parole su fogli consunti
pieghe ossidate del tempo...

Il muro grafito limita la visione del cielo: è un'altra immagine di quell'oltre, impedito al poeta dal muro. 
È un altro rimando alla condizione umana, limitata da muri e confini, che fanno precipitare l'uomo nella desolazione e nell'isolamento.
Il termine "grafito" indica un muro inciso, graffiato, che porta i segni del tempo o di chi ha cercato di lasciarvi una testimonianza. 
La poesia riflette sul contrasto tra il passato ("il fuoco ch'arse") e un presente freddo e opaco, dove l'orizzonte (l'arco del cielo) appare finito e bloccato da una "muraglia" (dalla rete).

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