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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 8 dicembre 2008

Quadri nella mia Vita


Jean-Frederic Bazille è morto giovanissimo vittima della guerra franco-prussiana; io non so con quanto fervore egli vi abbia partecipato o vi abbia creduto, so solamente che morendo stupidamente ha lasciato dietro di sè un incredibile tavolozza di sensazioni ed umori in un dipingere la vita che purtroppo si è troppo prematuramente inaridita.
La guerra insensata uccide anche gli artisti patrimonio dell'umanità, non solo i soldati che la combattono ed i civili che la subiscono.



Così giovane, bello e brillante eppure così bravo, tanto bravo, da avere nel suo studio un via vai continuo e contiguo dello impressionismo che conta, quello dei più grandi che lo hanno considerato da subito come uno di loro e lo hanno stimato al punto da permettergli di farsi ritrarre da lui in quadri indimenticabili ormai patrimonio di tutti noi ed ambizione di gallerie e musei più importanti della terra.




Serene marine di navi a solcare i mari della Francia impressionista, poche nuvole in un inequivocabile segno di vento a sferzare le sabbie delle rive siano esse oceaniche del Nord del paese o mediterranee dell'assolato Sud in Camargue.

Sono stato ad Aigues-Mortes con il mio amore da persona matura e con qualche amico negli anni più giovani e così belli. Bazille amava l'aroma dei suoi cieli francesi e dipingeva i suoi paesaggi "en-plein-aire" perchè così vedeva i colori e non solo li immaginava.
Anche il grande Ernest Hemingway in uno dei suoi più criticati ma bel lavoro pubblicato postumo non ha saputo resistere alla voglia di descrivere questa bella cttadina del Sud della Francia; quasi un avamposto all'interno delle cui mura la cultura latina si mescola a qualcosa di arabesco e arabbeggiante, tenue richiamo di una Spagna da definire molto più intimamente che chilometricamente vicina.
Eppure le lagune di acqua salmastra diventano contorni fiabeschi all'ocra di mura secolari e cullano danze di zingari e bianchi cavalli.
La laguna nei quadri di Bazille non è mai nè palude nè acquitrino ma un mondo variopinto di tenui colori che risplendo al sole ed al calore del mar Mediterraneo che si sente presente e costante come un amante fedele a cui abbracciarsi e lasciarsi andare.
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La passione trasuda da queste tele e traspare donandoci brividi di passione e brame segrete.
Le mura della fortezza racchiudono i colori del mercato ed il sapore del sale che deposita aromi e riflessi accecanti sulla sabbia dorata di questa regione bellissima. Bazille amava la sua terra di quell'amore che solo agli artisti è concesso e la pittura lo esprime l'amore concretizzandolo in colori pastello. "Bon Voyaje mon amì" sembrano dire le figure in plastica attesa ed un vago senso di ricordo pervade le tele e si espande nell'azzurro biancastro dei cieli ventosi dove qualche uccello veleggia trasportato dalle aeree correnti.
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Copriremo il mondo di fiori perchè lo colorino sempre in tutte le stagioni sembrano dire le due tele sopra esposte e magari fosse così davvero, magari si potessi coi colori sistemare le brutte cose che troppo spesso ci circondano ed affannano.

Sarà nella natura la risposta?

O ci piegheremo inesorabilmente al progresso inquinato?
Le nostre nuvole continueranno a solcare cieli bluette come candidi destrieri?

Ai posteri l'ardua sentenzia, io, la mia l'ho già emessa.


Jean-Frédéric Bazille
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Jean Frédéric Bazille Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870, è stato un pittore francese.
Proveniente da una famiglia protestante agiata, si reca a Parigi a studiare medicina, facoltà che abbandona presto per dedicarsi, con la disapprovazione dei genitori, alla pittura, influenzato dalla pittura di Eugene Delacroix. Nel 1862 viene in contatto con Monet, Renoir e Sisley, i migliori membri del movimento impressionista, che aveva conosciuto frequentando lo studio del maestro Gleyre a Parigi. Le stanze dello studio di Bazille, situato a Batignolle, diventano ben presto punto di incontro per questi artisti. Il nome iniziale per gli impressionisti fu, appunto per questo, "Scuola di Batignolle".
Durante i suoi soggiorni annuali a Meric, sulle rive del Lez, presso la villa di famiglia, maturò il suo stile. Qui dipinse La robe Rose nel 1864, risultato della volontà di voler conciliare le tesi impressioniste con le regole della pittura classica. Nello stesso luogo, dipinge anche La vue de village: Castelnau, qualche anno più tardi. Quest'opera presenta una struttura molto simile a La robe Rose. La sua maggiore conquista a livello artistico fu quella di aver saputo fondere in un'unica immagine la figura umana con il paesaggio.
Bazille non si è mai sposato, e i suoi rapporti intimi con amici maschi hanno fatto supporre che fosse omosessuale, cosa che a quei tempi era molto criticata. [senza fonte] I programmi per la prima mostra impressionista indipendente furono interrotti dallo scoppio della guerra franco-prussiana nel 1870-1871. Bazille si arruola volontariamente nell'esercito in un reggimento di zuavi, contro le richieste degli amici pittori. Poco dopo, durante la sua prima battaglia al fronte a Beaune-la-Rolande, venne ucciso all'età di soli 29 anni.
Nella sua vita ha stretto amicizie con i migliori artisti del tempo, i quali divennero i più celebri del movimento impressionista, compresi Monet, Manet, Renoir, Sisley e Morisot.



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