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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 23 gennaio 2026

Stagioni

Abolissimo il gelo
Non avrebbe mai termine l'estate -
Che le stagioni muoiano o trionfino
È una scelta nostra -

Did We abolish Frost
The Summer would not cease --
If Seasons perish or prevail
Is optional with Us --

Emily Dickinson
 
Il concetto di stagioni dell'anima rappresenta una metafora spirituale e psicologica che associa i cicli della natura alle diverse fasi evolutive, emotive e di crescita interiore dell'essere umano.
Primavera (Nascita e Rinnovamento): Rappresenta la fase della vitalità, dei nuovi inizi e della semina di progetti o intenzioni.
Estate (Pienezza e Realizzazione): È il momento della massima espressione esteriore, del vigore e del raccolto di quanto seminato.
Autunno (Introspezione e Rilascio): Caratterizzato dalla malinconia e dal lasciare andare ciò che non serve più, preparando l'anima a una nuova consapevolezza.
Inverno (Quiete e Trasformazione): Rappresenta il tempo del silenzio, del riposo e della riflessione profonda necessari per la rigenerazione futura
 
Nel freddo dell'anima l'inverno
del nostro quotidiano vivere incede
nascondiamo le rughe del corpo
ma mostriamo quelle del cuore...
 
"Le stagioni dell'anima" è una metafora poetica e psicologica che associa i quattro cicli naturali (primavera, estate, autunno, inverno) ai diversi stati emotivi, alle fasi della vita, ai cambiamenti interiori e alla crescita personale. 
Questo concetto rappresenta il viaggio della coscienza, dove emozioni, ricordi e spiritualità si evolvono, insegnando ad adattarsi al naturale flusso della vita.
(dalla rete)

giovedì 22 gennaio 2026

Prima e dopo tra poesia e riflesso


S'ode ancora il mare
  
Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare
 

Salvatore Quasimodo

Nella città di Parigi, una vista lungo la Senna nel 1900 durante l'Esposizione Universale, nel 2017: rimane imperturbabile la Torre Eiffel da lontano 
Incontri successivi del tempo
come ragazzi ancora speriamo
di rivederci giovani e belli;
solo gli occhi possono mentire...

mercoledì 21 gennaio 2026

Oasi

Un'oasi nel deserto è un' area fertile e abitabile, circondata dalla sabbia, dove la presenza di acqua sotterranea (falde acquifere) permette lo sviluppo di vegetazione come palme da dattero e alberi da frutto, rendendola un punto vitale per insediamenti umani, commercio e ristoro per le carovane, e può essere anche un ambiente metaforico di pace o rifugio.
 
E dopo

I labirinti
creati dal tempo
svaniscono.
(Rimane solo
il deserto).
Il cuore,
fonte del desiderio,
svanisce.
(Rimane solo
il deserto).

L'illusione dell'aurora

e i baci
svaniscono.
Rimane solo
il deserto;
l'onduloso
deserto.


Federico Garcia Lorca

Y después

Los laberintos
que crea el tiempo
se desvanecen.
(Sólo queda
el desierto.)
El corazón,
fuente del deseo,
se desvanece.
(Sólo queda
el desierto.)
La ilusión de la aurora
y los besos,
se desvanecen.
Sólo queda
el desierto.
Un ondulado
desierto.

Dopo rimane tanto, o poco
non importa ci si dice sempre
ma è deserta l'anima da sola
finchè non si orizzonta un'oasi... 
 
Un'oasi è un' area isolata di vegetazione all'interno di un deserto, solitamente circondata da una sorgente d'acqua dolce come una falda acquifera o un pozzo.
Le oasi si formano quando l'acqua sotterranea risale in superficie, spesso grazie a una configurazione geologica specifica (falde artesiane) o perché la falda freatica è vicina al suolo, e oggi esistono diverse tipologie, da quelle classiche tra le dune a quelle legate a vecchi fiumi.
(dalla rete)

martedì 20 gennaio 2026

Sconfitta!

Sconfitta

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia solitudine e il mio distacco; Sei più cara a me di mille trionfi, e più dolce al mio cuore di tutta la gloria del mondo.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia conoscenza di me stesso e la mia sfida, attraverso te so che sono ancora giovane e veloce di piedi. E non sono da intrappolare da allori appassiti. E in te ho trovato la solitudine e la gioia di essere evitato e disprezzato.

Sconfitta, mia Sconfitta, la mia spada e il mio scudo splendenti, nei tuoi occhi ho letto che essere intronizzato è essere schiavizzato, e essere compreso è essere livellato verso il basso, e essere afferrato è solo raggiungere la propria pienezza e come un frutto maturo cadere ed essere consumato.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio audace compagno, tu ascolterai le mie canzoni e i miei pianti e i miei silenzi, e nessuno tranne te mi parlerà del battere delle ali, e dell'urgenza dei mari, e delle montagne che bruciano nella notte, e solo tu scalerai la mia anima ripida e rocciosa.

Sconfitta, mia Sconfitta, il mio coraggio immortale, tu ed io rideremo insieme con la tempesta, e insieme scaveremo tombe per tutto ciò che muore in noi, e staremo al sole con una volontà, e saremo pericolosi.

Kahlil Gibran

 
La parola sconfitta altro non  indica che l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto, di un'impresa o di una situazione, esito caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo che si era nel tempo prestabilito.
 
  Gigante di carta frantumo
desiderata sul muro cocente
dell'indifferenza e del contesto
in vicissitudini come tempeste...
 
Il concetto di sconfitta indica l'esito negativo di uno scontro, competizione o tentativo, sia in ambito militare (disfatta), sportivo (fallimento in una gara), sia in senso figurato, come una battuta d'arresto personale, portando con sé l'idea di insuccesso, ma anche un'opportunità per imparare e ripartire, evitando vittimismo e immobilismo.
La parola sconfitta indica l'esito sfavorevole di una prova, di un conflitto o di un'impresa, caratterizzato dalla prevalenza dell'avversario o dal mancato raggiungimento di un obiettivo prestabilito.
(dalla rete)

lunedì 19 gennaio 2026

Brividi

Un brivido può essere descritto come un "flash di freddo" si riferisce a una sensazione improvvisa e intensa di freddo, spesso accompagnata da brividi, pelle d'oca e tremori, che può essere una normale reazione fisiologica per generare calore corporeo.
(dalla rete)

 Non resisti a questo inverno

Cade la neve a falde larghe e piane
da ore e ore, senza mutamento.
Non una voce, non un fil di vento,
non echi a le casupole montane.

Non resisti a quest’inverno
modestamente
quel fango innocente
e con le scarpe in mano
e nudo attraversi
quella piazza,
viaggiare per piazze.

Amelia Rosselli

Flash di istanti freddi
come il gelo di giorni passati;
immagini a scatti di vita
siamo noi, percorsi indecisi... 
 
"Brivido" 
in italiano significa un tremito involontario, solitamente causato da freddo, paura o forte emozione, ma può anche riferirsi a un senso di eccitazione, suspense o orrore, traducibile con "brivido", "tremore" o "sussulto".
Il sistema nervoso simpatico libera adrenalina e noradrenalina, ormoni  che aumentano la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il metabolismo e preparano il corpo all'azione e sono responsabili dei brividi e formazione della pelle d'oca.
Quindi un "brivido" può essere una reazione fisica, un'emozione forte o il nome di un'opera artistica, sempre legata a una sensazione di forte intensità.
(dalla rete)

domenica 18 gennaio 2026

Preghiera

Una preghiera

Ancora!
Vieni, dai, dammi tutta la tua forza!
Da lontano una parola bassa soffia nel cervello che si spezza
La sua calma crudele, la miseria della sottomissione,
La tranquillizza come un’anima predestinata.
Cessa, amore silenzioso! Mio destino!

Accecami con la tua oscura vicinanza, O abbi pietà, amato nemico della mia volontà!
Non oso resistere al freddo tocco che temo.
Allontana da me ancora
La mia lenta vita! Piegati di più su di me, testa minacciosa,
Orgoglioso della mia caduta, ricordando, compiangendo
Colui che è, colui che era!

Ancora!
Insieme, piegati dalla notte, giacevano sulla terra. Io sento
Da lontano la sua bassa parola alita nel mio cervello che si spezza.
Vieni! Mi arrendo. Piegati di più su di me! Sono qui.
Soggiogatore, non lasciarmi! Solo gioia, solo angoscia,
Prendimi, salvami, placami, Oh liberami!

James Joyce 

 
James Joyce ha scritto diverse poesie che evocano preghiere o stati di supplica, la più famosa è "Una preghiera" (1924), che esplora l'angoscia e l'estasi dell'amore attraverso un linguaggio potente e una richiesta di annullamento nel desiderio. 
Il testo esplora il potere soggiogante e quasi violento dell'amore, descritto come una forza che annulla la volontà e induce a una totale sottomissione. Una poesia in cui l’introspezione e l’emotività sono gli assoluti protagonisti. L’originalità è che il tema principe sia proprio l’amore. L’amore diventa il soggetto che controlla ogni cosa, guida emozioni e sentimenti e se non fa valere il suo dominate influsso, le emozioni diventano niente. C’è l’esigenza dice Joyce di diventare martiri dell’amore. Se non si avvertono i suoi “feroci artigli” e la sua “forza dominatrice” tutto diventa sterile privo di quella passione fondamentale per vivere la relazione amorosa e il rapporto intimo di coppia.
 
Mani congiunte e pensare
un liquido fatto di lacrime e sale
nel buio, una candela rompe
l'incanto e la luce diffonde...

"Una preghiera" è una poesia che mette al centro gli effetti controversi che genere nel cuore nella mente l’amore. Una poesia geniale perché il poeta ci fa vivere la parte più intima degli effetti che l’amore può avere per il singolo e per la coppia; questa poesia è un appello all’amore, che diventa una sorta di entità suprema e “soggiogatrice”, affinché possa evitare i suoi devastanti effetti sul cuore e sulla mente (dalla rete).

sabato 17 gennaio 2026

Specchio, specchio... (e la parola botro)

Lo 
specchio  
simboleggia una dualità: 
può rappresentare 
la verità, la conoscenza di sé e la purificazione interiore 
(la mente che riflette la realtà), 
ma 
anche la vanità, l'inganno, la superbia e la fugacità della vita
in quanto riflette solo l'apparenza esteriore.
 
 Specchio

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul
botro(*).

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.

Salvatore Quasimodo 


Lo specchio è un oggetto magico che invita alla riflessione (sia letterale che metaforica), all'autocontemplazione e alla scoperta della propria anima, ma può anche portare al narcisismo e all'illusione.

Voglia di Primavera nel cuore,
oggi che non funziona niente,
oggi che vorrei risposte;
attesa come pietra pesante...

"Gli occhi sono lo specchio dell'anima" così recita  un'antica metafora usata per indicare che gli occhi riflettono le emozioni, i sentimenti e le intenzioni più intime di una persona. Gli occhi rivelano le vere emozioni, i sentimenti e l'interiorità di una persona, spesso più di quanto le parole possano fare, fungendo da finestra sulla sua condizione psicologica, gioia, tristezza, paura o sincerità, e sono fondamentali nella comunicazione non verbale.
(dalla rete)

* il termine, la parola botro  significa e sta ad indicare  un valloncello scosceso, un fossato scosceso, un burrone o un canale di drenaggio scavato dall'erosione.

venerdì 16 gennaio 2026

Guerra!

Il campo dell'odio

La terra è riarsa né l’acqua la bagna.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Nei tempi lontani
in quel campo
fu fatta la guerra.
Moriron, si dice, ridendo fratelli bruciati dall’odio.
La terra pestata in quel giorno
è ancora giallita e riarsa,
né l’acqua mai basta alla sete dell’odio
che ha posto radici profonde sotterra.
La gente si ferma
guardando in quel campo riarso.
Nemmen le gramigne vi fanno,
nemmeno le sciammie.
Ogni anno, allorquando ricorre
la notte del giorno funesto,
la gente sta desta,
guardando in quel campo
si vedono alzare leggère e svanire
le fiammelle gialle:
«sorrisi dell’odio dei morti»

Aldo Palazzeschi

Pessima cosa la guerra
eppure l'uomo la usa,
la vita perde valore in guerra
si muore, si uccide la gente...
 
Il termine "guerra" si riferisce a un conflitto armato tra stati, governi, società o gruppi paramilitari, caratterizzato da violenza estrema, aggressione e distruzione; è un conflitto armato tra gruppi organizzati (Stati, fazioni o coalizioni) per il controllo di risorse, territori o per l'imposizione di una visione politica o ideologica. 
La guerra è un evento tragico, un fallimento del dialogo, una ferita profonda per la società (dalla rete).

giovedì 15 gennaio 2026

Ieri

Ieri 
è il giorno che precede direttamente l'oggi
è il giorno trascorso, 
quello apena passato.
 
Oltre il passato, ieri,
quegli attimi insieme forse
le strade ancora fredde e il sole
angoli coperti di passione...

Anonimo
del XIX° Secolo
frammenti ritrovati
 
Concettualmente, "ieri" indica il giorno immediatamente precedente a quello attuale (l'oggi) e può estendersi a significare un passato recente, un tempo non troppo lontano, o genericamente il passato, fungendo da marcatore temporale per eventi trascorsi, spesso in contrapposizione a "oggi" e "domani".
(dalla rete)

mercoledì 14 gennaio 2026

Roosevelt (FDR)

Roosevelt

I lavoratori credevano
Che spezzasse i monopoli,
E mettevano in vetrina il suo ritratto.
«Cosa non avrebbe fatto in Francia!»
Dicevano.
Forse sì…
Forse sarebbe
Morto,
Anche se i generali muoiono quasi sempre nel loro letto,
Come alla fine è toccato anche a lui.
E tutte le leggende che ha fatto nascere in vita sua
Continuano a vivere e prosperare,
Per nulla ostacolate dalla sua esistenza.

Ernest Hemingway
Parigi, 1922
«Poetry» (gennaio 1923)

Three Stories & Ten Poems (1923)

Franklin Delano Roosevelt è stato il 32° presidente degli Stati Uniti, in carica dal 1933 al 1945. È l'unico ad aver servito per più di due mandati. È noto per aver guidato il paese fuori dalla Grande Depressione con il suo programma di riforme economiche e sociali, il New Deal, e per la sua leadership durante la IIa Guerra Mondiale (dalla rete).

La storia ci giudica, sempre
col tempo che passa le cose,
i fatti, le azioni di noi tutti
sul piatto di una bilancia...