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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 18 dicembre 2024

Come il torto e la ragione...

Tagliando corto

da sempre me ne sono accorto.
La ragione è sempre
dalla parte del torto.

Giorgo Caproni 

Nella maggior parte dei casi ragione e torto non sono mai l'una o l'altro in un solo ambito ma si spartiscono tutti i territori.
Questo dovrebbe produrre maggiore umiltà, rispetto altrui o almeno realismo.
Giacomo Leopardi nel suo Zibaldone riconosceva che «la natura è grande e la ragione è piccola».
Perciò la nostra ragione non può sempre aver ragione perché la realtà è molto più vasta e complessa di quanto la nostra capacità e il nostro orgoglio sappiano elaborare
(dalla rete).

Nell'essenzialità di poche parole
ritrovo un credo perduto di note;
la musica ormai riposta, rimedio
a cose del mondo, a sanare torti...
 


martedì 17 dicembre 2024

Dialogo

Dialogo innocente

Ella disse ridendo: Oh che tormento!
Sempre col mondo e con voi stesso in lite!
Che cosa mai vi ci vorrebbe, dite,
Per farvi stare un pocolin contento?

Sospirando io risposi: In cortesia,
È mia la colpa se non ho mai pace?
Se procellosa più, se è più vorace
Dell’indomito mar l’anima mia?

Credete a me, credete: è un grande strazio,
Tanto più grande quanto è più nascoso,
Questo di non potere aver riposo,
Questo di non potere esser mai sazio.

Ella ridendo mi guardava, fissi
Negli occhi miei que’ suoi grand’occhi neri:
Io, che sospiro molto e volentieri,
Trassi di nuovo un gran sospiro e dissi:

Se terra e mar, se con le stelle sue
Voi tutto il cielo mi deste in governo;
Se mi faceste Giove o Padre Eterno,
Sarei forse contento un’ora o due.

Ma, se leggendo il mio pensier, se tocca
Di pietà più sincera e più garbata,
Mi deste un bacio della vostra bocca,
Sarei contento tutta una giornata.

Arturo Graf 

Un dialogo
(dal latino dialŏgus, in greco antico διάλογος, derivato di διαλέγομαι «conversare, discorrere» composto da dià, "attraverso" e logos, "discorso")
è un confronto verbale tra due o più persone per esprimere sentimenti diversi e discutere idee non necessariamente contrapposte.
(da wikipedia)

Rammento la ricerca di un bacio,
tentativi indecisi, fugaci e lascivi;
spesso il tempo strideva la porta,
il gioco finiva, la voglia passava...

lunedì 16 dicembre 2024

Protocollo cittadino #151 (Infine)

Infine

Ho scorto infine l'infinito
acceso dibattito sul cuore;
finestre dolorose piangono
immerse in disperati mari...
 
Gujil

Finestre di dolore è un susseguirsi di immagini di solitudine e di umana impotenza dinnanzi al destino che annienta. Ragazzi soli malgrado il branco che perdono le proprie menti in una bottiglia o che si aggrappano ad uno spinello attendendo un cambiamento qualsiasi nella loro vita senza saper cosa fare per incidere sul cambiamento stesso, attoniti davanti al mondo ed alla fatica di crescere; uomini in trincea che attendono lo scontro con uomini diversi, in preda ad un terrore talmente vasto da rendere bianco il cervello, assolutamente incapace di pensare. Devastazioni diverse dell'animo umano con sempre la morte alla fine della strada. Unica soluzione possibile, ed è una soluzione che deve arrivare da sola, è aprire al pianto le finestre del dolore, riappropriarsi del proprio essere accettando e calandosi nella propria umanità (dalla rete).

domenica 15 dicembre 2024

Haiku


Che ci sia la luna
sul sentiero notturno
di chi porta fiori.

Takarai Kikaku

Haiku nella vita brevi
sentenze di saggezza;
perle di parole infilano
la collana della vita... 

Gli haiku sono poesie che in realtà non sembrano tali e aforismi che non sono aforismi; si tratta di una manciata di parole in cui ciò che è fondamentale non è quello che viene detto ma il non detto. 
Gli haiku sono componimenti dell’anima che raccontano molte cose, ad esempio l’emozione legata alle stagioni oppure la precaria esistenza umana (dalla rete)

sabato 14 dicembre 2024

Indecisamente

Indecisamente
 
Vagando sconcertato
tra flutti di ricordi esplosi
indecisamente stanco riposo
in angusti artefatti mentali.

Precedenti consueti estirpano
riflessi confusi e desueti
come intinti in colori vivaci
nei toni grigi del vivere.

Ripongo speranze
con lievi sorrisi a labbra
indecisamente protese
in quei baci che furono.

Anonimo
del XX° Secolo
Poesie ritrovate
 
Indecisamente
in|de|ci|sa|mén|te
avverbio
1802, V. Alfieri "Epistolario";
 der. di indeciso con -mente 
in modo indeciso, senza decisione

venerdì 13 dicembre 2024

Santa Lucia

Un tempo il solstizio d’ inverno cadeva proprio nella giornata del 13 dicembre e in tale circostanza nelle campagne era uso praticare una specie di perequazione: chi aveva avuto raccolti più abbondanti ne donava una parte ai meno fortunati. 
Si riallaccia ad analoga forma di solidarietà la storia di un presunto miracolo che risale al sedicesimo secolo. 
Si narra infatti che il Bresciano fosse stato colpito da una grave carestia e che alcune signore di Cremona avessero organizzato una distribuzione di sacchi di grano da lasciare anonimamente sulle porte di tutte le famiglie. 
Così una carovana di asinelli carichi raggiunse Brescia presa nella morse della fame: ma poiché la distribuzione avvenne di nascosto, la notte tra il 12 e il 13 dicembre, si pensò che fosse stata una grazia della martire. 
L’ antica ospitalità, poi, voleva che si accogliessero nelle case i pellegrini che cercavano riparo dal freddo e questi ultimi, a loro volta, prima di ripartire, dovevano lasciare un dono sulla porta della casa che li aveva accolti. 
Con il trascorrere del tempo si consolidò così l’usanza di fare regali in occasione del 13 dicembre (dalla rete).
 

Asinello di Santa Lucia 

Asinello di Santa Lucia
vuoi passar da casa mia?
Io ti ho preparato il latte
e ti aspetto in questa notte!

E con te Santa Lucia
entrerà in casa mia
e i suoi doni donerà
a me, pieno di bontà!

Io ti aspetto mio asinello,
tanto buono e tanto bello,
vieni a prendere un biscotto
per poi ripartire al trotto.

Jolanda Restano

La tavola di Francesco del Cossa, conservata attualmente alla National Gallery of Art di Washington, faceva parte di un polittico (smembrato nel ‘700) commissionato da Floriano Griffoni per la cappella di famiglia nella chiesa di San Petronio a Bologna. 
Si noti il dettaglio degli occhi, che, grazie a un’invenzione tutta personale del pittore, invece di essere appoggiati su un vassoio, sembravano foglie o petali sbocciati dal delicato stelo verde che Santa Lucia reggeva con grazia tra le dita affusolate. 
Una preziosa cosa minuta in un quadro, che è anche affine alla mia ricerca di piante e fiori nelle opere d’arte. 
Francesco del Cossa si è distinto in questo dipinto con una grazia rara, uno degli elementi che contraddistinguono questa santa sono gli occhi, di solito appoggiati su un vassoio o in una coppa che lei stessa tiene in mano.
 
Fa ti prego che gli occhi che amo
rimangano belli e possano vedere
le cose che il mondo ha e dispone;
Luci a venire siano sempre accese!
 
Molto spesso gli attributi iconografici sono associati alle torture o al martirio subito, ma in questo caso non è così. 
Lucia è protettrice della vista, degli oculisti e dei non vedenti, ma pare che questa tradizione sia legata all’etimologia del suo nome: dal latino lux, cioè luce.
(dalla rete)

giovedì 12 dicembre 2024

Ansie notturne

Per molti, l’ansia si manifesta soprattutto di notte, quando la tranquillità e il silenzio esterni offrono terreno fertile per i pensieri ansiogeni. È in quei momenti che l’inquietudine si intensifica, impedendo il riposo e trascinando la mente in un vortice di preoccupazioni.

Sul sentiero

Il tuo volto pallido è una luna piena
che si staglia sulla maglia a collo alto neronotte
Come estranei imbronciati vicini di tavolino
sorseggiamo un nudo espresso
Separati da troppa studiata indifferenza,
fuggo all’irrequieta ricerca di una verità
piena
Sul corridoio tra la cucina non rigovernata
e lo studio di pittura
Sul marciapiede tra il mio appartamento e la caffetteria
Sulla scorciatoia tra te e la beatitudine 

Karen Blessed 


Mi diresti "Ricordi?" ed io
non so se ricordare sia giusto;
rimane quel indicibile momento,
catarsi potente di umani e cose...
 
Così le ore notturne, che dovrebbero essere dedicate al recupero e alla ricarica, diventano spesso un complicato e movimentato campo di battaglia in cui si combatte contro paure irrazionali, rimpianti, rimorsi e preoccupazioni per il futuro (dalla rete).

mercoledì 11 dicembre 2024

Sposa bianca!

Sposa bianca

Nessuno mai passò ne' tuoi capelli
fluenti la carezza di sue dita,
nè reclinò la tua faccia smarrita
a chiuder con le labbra gli occhi belli.

Ma invano amor t'ordì vaghi tranelli;
la virtù del godere ha in te esaurita
mestizia assidua. Brama non t'irrita
di spezzarne gl'immobili suggelli.

Desiderio di gioia non t'assale.
Tu custodisci un'unica dolcezza
sì intensa, che a pensarla ti fa male.

È la tua fedeltà silenziosa
rampogna a chi t'offese. A te è l'ebrezza,
la gioia nuziale, o bianca Sposa!

Amalia Guglelminetti

Nel tempo ora lontano
dove donne e mamme subivano
questa poesia è immagine
di consapevolezza tristezza...

La tradizione, da tempo immemore, ha individuato nel colore bianco il simbolo più emblematico di freschezza e purezza della gioventù. Questa considerazione, seppur ormai anacronistica, continua a far sì che la più alta percentuale di spose non rinunci all'immancabile vestito bianco (dalla rete).

martedì 10 dicembre 2024

Congedo

Congedo
 
significa permesso di partire;
separazione, e saluti che la precedono; 
cessazione dal servizio;
periodo di astensione dal lavoro.

Congedo

Anche te, cara, che non salutai
di qui saluto, ultima. Coraggio!
Viaggio per fuggire altro viaggio.
In alto, in alto i cuori. E tu ben sai.

In alto, in alto i cuori. I marinai
cantano leni, ride l'equipaggio;
l'aroma dell'Atlantico selvaggio
mi guarirà, mi guarirà, vedrai.

Di qui, fra cielo e mare, o Benedetta,
io ti chiedo perdono nel tuo nome
se non cercai parole alla tua pena,

se il collo liberai da quella stretta
spezzando il cerchio della braccia, come
si spezza a viva forza una catena.

Guido Gozzano 

La parola congedo deriva dall’antico francese congiet, dal latino commeatus ‘licenza di partire’, propriamente ‘andare e venire, circolazione’, da commeare ‘andare e venire’, derivato di meare ‘passare’, col prefisso con-.

Quell'ultimo viaggio appare
nei visi di chi soffrendo ci lascia;
congedo dalla vita presente
trascinando pesanti catene...

lunedì 9 dicembre 2024

Anime vaganti

Tiziano Walter Martelli
"Anime vaganti"
Nella descrizione di questo bel quadro dipinto da 
Tiziano Walter Martelli
 (a mio parere molto suggestivo) 
si notano figure colorate che altro non sono che la rappresentazione pittorica di anime senza meta che vagano disorientate in una realtà deformata da spazio e tempo.
 
Talvolta con il Cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi – amano davvero.

Emily Dickinson

Talvolta si agitano anime
prede di sentimenti e tristezze;
il cuore è un enorme rifugio
di intemperanze e speranze...

Le cosiddette "Anime vaganti" altro non sarebbero che  Anime inquiete che vagano sulla terra, ma non devono essere considerate né demoni, né tantomeno anime del Purgatorio.
Le cosiddette “presenze” rappresentano un fenomeno che tuttora la teologia non riesce a sciogliere in un senso positivo oppure, in un senso negativo.
Gli autori (una scrittrice e un religioso), Enrica Perucchietti e don Marcello Stazione esplorano il tema in “Anime Vaganti“ (Sugarco edizioni).

I teologi e gli esorcisti contrari all’esistenza delle anime vaganti propendono vigorosamente per la tesi secondo la quale l’esistenza di queste presunte larve non sia nient’altro che una «falsa credenza».

Le anime erranti si esprimono con toni differenti da quelli dei demoni e che quindi non possano essere identificate con questi.
Esse non mostrano, generalmente, né l’aggressività, né la collera degli angeli caduti, distinguendosi di fatto dai demoni.
Ciò che manifestano sono tristezza e malinconia.
(dalla rete)