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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 13 febbraio 2022

Regalo di compleanno

"Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri.
'Poema a fumetti'
è per me una di queste, come 'Il deserto dei Tartari', come 'Un amore'."

 

ci accorgiamo del valore di tutto
solo quando ne perdiamo il possesso;
siamo animali di affetti, lo dico da sempre,
attimi i contesti, solo momenti...
 

 

Così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori questo libro, troppo a lungo sottovalutato, se non dimenticato.
Uscito con grande scalpore nel settembre 1969, è infatti rimasto per decenni irreperibile nelle librerie.
In questa rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo ed Euridice, Buzzati ci parla di se stesso, concentrando in 208 tavole a colori tutti i temi a lui più cari, a partire dall'eterno dialogo tra la vita e la morte.

Attraverso un raffinato gioco di citazioni e autocitazioni, l'omaggio ad artisti di ogni epoca, la contaminazione di generi, queste pagine svelano l'intero universo creativo di Dino Buzzati, i suoi riferimenti culturali, le fonti di ispirazione, le suggestioni infantili, gli interessi di adulto, il metodo di lavoro. Facendo di "Poema a fumetti" un libro che ne racchiude in sé molti altri, come solo i capolavori possono e sanno fare.
(dalla rete)

sabato 12 febbraio 2022

Amor proprio

a volte è troppo difficile amare,
spesso è semplice, intuitivo, banale;
la vera sfida è verso sè stessi, amarsi,
anche quando il cielo s veste di grigio...

 

Amore dopo amore

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott

 

L'amore per sè stessi è  da sempre stato definito "amor proprio" proprio e altro non è che la pratica di comprendere, abbracciare e mostrare compassione per sè stessi. 
L’amor proprio implica nutrire il tuo intero essere – questo significa prenderti cura di te stesso a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale (il volersi bene insomma).
Quando ci impegniamo nell’amor proprio, lavoriamo anche per perdonare noi stessi, accettare i nostri difetti e abbracciare i nostri demoni interiori (dalla rete).

venerdì 11 febbraio 2022

Poesia e riflesso

 
Non aver paura, sono io

Non aver paura, sono io. Non senti
che su te m’infrango con tutti i sensi?
Ha messo ali il mio cuore
e ora vola candido attorno al tuo viso.
Non vedi la mia anima innanzi a te
adorna di silenzio?
E la mia preghiera di maggio
non matura al tuo sguardo come su un albero?
Se sogni, sono il tuo sogno
ma se sei desto sono il tuo volere;
padrone d’ogni splendore
m’inarco, silenzio stellato,
sulla bizzarra città del tempo.

Marina Cvetaeva



non sono più nemmeno un sogno,
sono stato un attimo ancora, una primavera;
le luci sono fioche e lontane, scariche,
riocordo sempre e comunque, ricordo ancora...


 

giovedì 10 febbraio 2022

Sciocchezze #20


una sola sciocchezza compensa
un'anima in travaglio solitaria,
il desiderio delle cose si schianta sul selciato
è un'inutile approdo doloroso il fato;
leggere, imparare, scoprire...
siamo indicibili fonti di pena... 
 
Gujil

mercoledì 9 febbraio 2022

Piantina

La pianta di Malus sylvestris (Melo selvatico) è un piccolo albero che spesso assume una forma arbustiva, considerato il progenitore del Melo domestico, può raggiungere circa 9 metri di altezza. Il tronco ha un andamento tortuoso e ricurvo. Possiede rami spinosi ed intricati, con chioma irregolare, bassa, a cupola, corteccia bruno-grigia a scaglie in età avanzata. Foglie ovali, a margine dentellato, lunghe 4-8 cm e fiori profumati, con corolla a cinque petali, di colore bianco e sfumature rosa, riuniti in mazzetti, che sbocciano nel mese di Maggio.
I frutti simili a quelli del Melo domestico, sono più piccoli
(2,5 cm di larghezza) e sono di colore verde giallastro, sfumati di rosso, dal sapore asprigno, che maturano a settembre-ottobre. I frutti si possono consumare freschi, per preparare marmellate e gelatine.
(dalla rete)

un nespolo sul suo balcone, forte,
verde perenne come noi siamo nel cuore;
foglie imbevute di turbinii indicibili
sono appunti presenti dell'anima...

 

Melo

Quando sei via, pendono macine di pietra
dal mio albero.
Quando apri la porta del cortile, spuntano
tante orecchie rosa dal fogliame.
Ma con la pioggia, quando dormi, tutte le civettine
spalancano gli occhi tra le fronde.

Oskar Pastior
Traduzione di Gio Batta Bucciol

martedì 8 febbraio 2022

Non buttiamo via

Non voglio gettare via la vita 
 
Perché si parla soltanto di capelli canuti
e di saggezza?
Quando si va spegnendo l’arbusto della vita,
le esperienze non hanno valore.
Del resto non ne hanno mai avuto.
Dopo la grandinata delle tombe
la colonna fu scagliata in alto con irruenza
e quattro poeti di stato
appoggiarono il dorso alla sua pesantezza,
per scriver sulle pagine dei libri
un loro bestseller.
La fontana è ormai vuota,
cicche vi sono sparse
e solo titubando il sole scopre
il lutto della pietra sconvolta.
Qui si potrebbe anche mendicare.
Ma gettar via la vita,
solo così per nulla,
è questo che non voglio
 
Jaroslav Seifert
 
“Non bisogna buttare via 
il bambino con l’acqua sporca”
  
è un modo di dire che si usa per criticare chi, rifiutando qualcosa del passato (un brutto periodo, un cattivo governo, un amore finito ecc.) finisce con il voler cancellare proprio tutto di quel passato, magari anche quel qualcosa di buono che certamente c’è stato e che potrebbe essere salvato.
 
questo vivere che per qualcuno è peso,
quel rimanere su binari che scartano spesso;
siamo fatti di sogni e di incubi profondi,
ricuciamo strappi soli e lontani...
 
Il modo di dire non è italiano: viene dal tedesco "Kind mit dem Bade ausschütten", documentato già in un libro del 1512 ("Narrenbeschwörung" di Thomas Murner, dove troviamo la bella illustrazione di una donna che butta via l’acqua sporca di una tinozza dimenticandosi che dentro c’è anche un bambino). 
In tempi più recenti è stato usato da scrittori importanti, come per esempio Günter Grass. 
Lo stesso modo di dire è presente poi anche in inglese nella forma “don’t throw the baby out with the bath water”. (dalla rete)

lunedì 7 febbraio 2022

Pensare a...

Impiccio

ti ho pensata
di mattina presto
i miei occhi semichiusi
i tuoi appoggiati al muro
& la voglia dietro il ginocchio
(mi sto inventando tutto; o no?)
il modo che avevi di ficcarmi le braccia
dentro il cappotto
& di gridare ch’era troppo grande
ma che non importava
ad ogni modo
è mattina presto

Victor Hernàndez Cruz
(Aguas Buenas, 1949)
da Nuova poesia americana. New York
(Mondadori, 2009)

 
 
Non riusciremo a smettere di pensare a qualcuno 
che è stato importante per noi da un giorno all’altro. 
Questo richiede il suo tempo, ma, soprattutto,
è necessario accettare quello che sta accadendo.
(dalla rete)
 
già è mattina presto sempre,
i suoni della vita ancora abbassati;
vorrei essere più semplice, saper fare,
vorrei che il respiro fosse normale...

domenica 6 febbraio 2022

Bimbi e gioco

Per i bambini il gioco è un affar serio. Non si tratta, infatti, di un semplice modo per passare il tempo e rimanere impegnati durante la giornata, anzi. Il gioco svolge un'importante funzione nella crescita dei bambini ed è un'attività che non deve essere mai sottovalutata ma, anzi, incentivata.
(dalla rete)

Quando i bimbi giocano

Quando i bimbi giocano
e li odo giocare
qualcosa nella mia anima
comincia a rallegrarsi

e tutta quell’infanzia
che non ebbi mi viene
in un’onda di allegria
che non fu di nessuno.

Se chi fui è un enigma,
e chi sarò visione,
chi sono almeno questo
senta nel cuore.

Fernando Pessoa

 

il gioco è fondamentale per il corretto sviluppo cognitivo del bambino e si tratta di un'attività che attraversa tutte le fasi dell'infanzia: i bimbi giocano con la faccia dei genitori, con i capelli e le orecchie di chi li prende in braccio; quando sono più grandi cominciano a giocare con gli oggetti e successivamente, inventano giochi in modo autonomo e cominciano a giocare con gli altri bambini. Ne consegue, quindi, che l'aspetto ludico riveste una parte importantissima nella vita dei bimbi. I bambini, infatti, attraverso il gioco mettono alla prova e affinano le loro capacità motorie e sensoriali, scoprono il mondo che li circonda e creano connessioni con esso.

 

i sogni infranti vivono nei bimbi,
guardarli è ritornare come loro;
schiavi del ruolo siamo attoniti attori,
"vita ci sfuggi", col tempo, nel tempo...


Dinet Etienne
"Bambine che giocano"

sabato 5 febbraio 2022

Protocollo cittadino #55

 
 
Testa pesante, sensazione di malessere
eppure il vino mi ha dato sollievo.
Comincia il processo di contenimento,
comincia a fare meno male,
rimane una triste scia di pensieri
che accompagna il presente, l'oggi,
e forse è meglio così, forse è giusto
ma sicuramente non è piacevole...
 
Gujil

venerdì 4 febbraio 2022

Penultima

penùltimo
agg. [dal lat. tardo paenultĭmus, comp. di paene- «pene-» e ultĭmus «ultimo»].
- TRECCANI -
 

Perché uomini e donne si cercano sempre con tanta caparbietà?

Che viene o si trova immediatamente prima dell’ultimo: il p. giorno; il p. verso; la p. volta; è arrivato p. nella corsa dei cento metri piani; la p. sillaba (anche s. f., la penultima); parola con l’accento sulla p., parola parossitona, piana. Legge della p., legge prosodica che regola l’accentazione moderna delle parole della lingua latina, secondo cui l’accento cade sulla penultima sillaba se questa è lunga, cade sulla terzultima se la penultima è breve (per es. monēre ‹monère›, ma lègĕre ‹lèǧere›); nella lingua scritta dell’epoca classica, le eccezioni a questa legge sono solo secondarie e dovute a cause determinate, mentre dovevano essere numerose nel latino parlato dell’età classica e ancor più in quello dell’età successiva. 

 La penultima volta

Non sapevamo mai
quando sarebbe stata
l’ultima volta.
Era importante
non saperlo.
Facevamo l’amore
la penultima volta,
sempre la penultima volta,
tante volte
quanto il tempo ne concedeva.

Andavamo a letto

e accostavamo le teste,
cercando di scoprire
dov’eri andata.
La tua malattia era un terreno
vasto ma, in un modo o nell’altro,
ancora e sempre,
ti trovavamo.

Michel Faber
Traduzione di Luca Manini

 

 dovremmo vivere sempre le cose
come se fosse l'ultima volta;
quanto spesso ricordiamo, rimpiangiamo,
non è cosa da poco vivere intensamente...

 

E perché, di là dalle apparenze, è tanto difficile che riescano davvero a incontrarsi