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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 22 giugno 2019

Riflesso estivo 2019

 


qualcosa dal passato è tornato,
si va chiudendo il cerchio;
canzone quasi dimenticata, persa,
ora qui, nelle mie mani, ora...
 
Gujil

giovedì 20 giugno 2019

Strada campagnola

Una strada sterrata (o carrareccia) è una strada di campagna priva di pavimentazione stradale, adatta per il transito dei carri e, con difficoltà, di altri veicoli. Poiché non deve essere eccessivamente fangosa, viene sovente ricoperta con uno strato di sassi o ghiaia (strada bianca) allo scopo di favorire lo scorrimento delle ruote evitando il loro affondamento nel terreno.

Strada di campagna
 
Gli alti alberi
filavano lungo la strada.
Tiepidi uccelli vi pigolavano.
A grandi passi con rossi occhi cattivi
percorrevo le strade bagnate.
 
Egon Schiele
 
 come quella che ricordo ancora,
usciva dal paese, un fosso a lato;
il muro di un confine e una rondine,
a terra, uccisa da stupida mano...

Le strade bianche possono essere usate a fini ricreativi, per la pratica di sport o attività all'aperto, come trekking, equiturismo, escursioni someggiate (con l'aiuto di animali da soma), mountain bike, ecc. (da Wikipedia)

mercoledì 19 giugno 2019

Poesia, considerazione e riflesso

Due continenti

 

Come due continenti separati dal mare
l'un l'altro all'orizzonte restiamo ad ammirare.
Forse eravamo nostri nella gioventù del mondo,
perché desideriamo l'altro sempre fino in fondo.

Scorgo i tuoi lontani tratti e presento
il bagliore del granito che all'alba trapela,
il nostro stesso fuoco che ardere io sento,
il luccichio del sole che lo zaffiro rivela.

Non posso abbracciarti, e nemmeno parlare,
con dita elettriche il tuo viso riempire di tocchi,
ma quando vedi la bruma formarsi sopra il mare,
ricorda che origina da questi miei occhi.

 
Aulikki Oksanen
traduzione di Antonio Parente
 
coppia siamo, comunque,
nel tempo che passa,
in quello passato,
comunque...
Gujil 
 
il gioco eterno di una coppia
lui altero e stanco e lei vento e follia;
dovremmo esserci usi ormai al gioco
di parti che noi ben conosciamo... 

martedì 18 giugno 2019

Riflesso tardo primaverile

 

vorrei che il mio cuore battesse
tranquillo, in pace col tutto;
un desiderio inespresso vale sempre
nel contesto della vita, del continuare
in un abbraccio completo col mondo...
 
Gujil

lunedì 17 giugno 2019

Crepuscoli

l'istante prima del sorgere del sole

l'istante prima del sorgere del sole, probabilmente
     appartiene a Dio
fanno un sussulto giunchi e pesci attraverso la foschia
     trasuda un pigro
sonno un muggito del bue nel prato vaporoso dietro la
     palude
dicono preghiere i draghi con strette le manine rosee

Donaldas Kajokas
Da "All'asinello sordo"
traduzione di Jurga Po Alessi e Davide Ferrari
 
 
La durata del crepuscolo è variabile a seconda del luogo preso in considerazione e della posizione della Terra rispetto al Sole nel momento in questione; questi parametri sono espressi dalla latitudine geografica (che condiziona i crepuscoli in modo simmetricamente opposto nei due emisferi in ogni momento, tranne che durante i due equinozi) e il giorno dell'anno preso in considerazione, che determina la posizione della Terra lungo l'orbita intorno al Sole (moto di rivoluzione), e conseguentemente la maggiore o minore esposizione ad esso a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre (Vedi anche declinazione).
A latitudini elevate corrispondono crepuscoli più lunghi, anche tali da durare dal tramonto all'alba successiva nei periodi in cui l'emisfero in questione è maggiormente esposto al Sole; in tali periodi, nei luoghi in cui si verifica il sole di mezzanotte, mancando il sole di tramontare e sorgere viene a mancare totalmente anche ogni forma di crepuscolo.
Presso i poli geografici e aree adiacenti - nel relativo semestre buio - i crepuscoli possono durare fino a diverse settimane, nel corso delle quali il Sole permane ininterrottamente tra gli 0° e i -18° rispetto all'orizzonte sia nelle ore notturne che in quelle diurne (vedi notte polare). Inoltre negli equinozi il crepuscolo ha la durata minore dell'anno, mentre nei solstizi questa è massima. Solamente all'equatore la durata dei crepuscoli è quasi costante (da Wikipedia).
 
crepuscolo, giusto prima del sole,
una luce strana, che non diresti mai;
c'è chi di crepuscolo vive e chi ci vive,
io, sono un uomo di luce riflessa...

 Il crepuscolo civile mattutino comprende il periodo che intercorre tra l'istante in cui il Sole raggiunge la distanza zenitale di 96° (-6° dall'orizzonte) e la sua levata. Nella parte più luminosa di questo intervallo è già possibile distinguere chiaramente gli oggetti circostanti e condurre attività all'aperto senza utilizzare illuminazioni supplementari; nella parte iniziale più scura, è invece necessaria una illuminazione artificiale. È questo il momento in cui si accendono (la sera) o si spengono (il mattino) le luminarie cittadine stradali e di servizio. Durante il crepuscolo civile in cielo sono visibili solo alcune stelle e pianeti particolarmente luminose (da Wikipedia).

domenica 16 giugno 2019

Agua Azul

Le cascate senza acqua dopo il terremoto Messico,
i contadini salvano la cascata di
Agua Azul
rimasta senza acqua.
Dopo il terremoto del 7 settembre le famose cascate erano rimaste senza acqua: i campesinos del villaggio di Arroyo Agua Azul in Chiapas hanno lavorato per ripristinare il corso del fiume deviato e le cascate, nota meta turistica, sono tornate come prima.
di Luca Zanini 


Il mio cuore si gonfia per te, Terra,
come la zolla a primavera.
Io torno.
I miei occhi con nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto m'intenerisce e mi dà gioia.
 
In te mi lavo come dentro un'acqua
dove si scordi tutto di se stesso.
La mia miseria lascio dietro a me
come la biscia la sua vecchia pelle.
Io non sono più io, io sono un altro.
Io sono liberato di me stesso.

Terra, tu sei per me piena di grazia.
Finché vicino a te mi sentirò
così bambino, fin che la mia pena
in te si scioglierà come la nuvola
nel sole,
io non maledirò d'esser nato.

Le cascate ripristinate dai contadiniIo mi sono seduto qui per terra
con le due mani aperte sopra l'erba,
guardandomi amorosamente intorno.
E mentre così guardo, mi si bagna
di calde dolci lacrime la faccia.
 
Camillo Sbarbaro
 
 
la terra, la mostra casa, muore
uccisa da noi, i suoi parassiti;
uomini che non sanno, non vedono
la rovina avanza e noi ancora si canta...
 
Si sono messi tutti in fila, con le gambe sprofondate nel fango, per costruire un nuovo argine spostando grosse pietre e terra.
Per salvare la «loro» cascata.
Bbc racconta l’impresa di un gruppo di campesinos del villaggio di Arroyo Agua Azul, municipio di Tumbalá, nel Sud dello stato messicano del Chiapas, che dopo l’ultimo terremoto di magnitudo 8,2 che ha colpito la zona il 7 settembre (facendo un centinaio di vittime e distruggendo interi isolati) hanno trovato il tempo — tra la ricostruzione di una casa e la posa di un cavo dell’alta tensione — di lavorare con pale e picconi per riportare nel suo alveo il fiume locale.
Perché? Perché il sisma ne aveva fatto deviare il percorso, lasciando a secco le meravigliose cascate di Agua Azul (nella foto Bbc) che sono la perla di un parco naturale: e con le cascate a secco stava crollando il turismo. «La maggior parte degli abitanti della zona dipende dalle cascate. E quando le hanno viste progressivamente scomparire, si sono detti che non potevano stare con le mani in mano». Ora l’acqua scorre di nuovo ma è marrone. Secondo le autorità locali, le Agua Azul dovrebbero tornare a scorrere limpide entro un mese: le loro acque turchesi sono il risultato del passaggio attraverso minerali provenienti da rocce calcaree.
 
una bella storia di umanità anche se penso
che siano pesati più gli interessi economico/turistici
che l'amore per la terra...
Gujil
 
 

sabato 15 giugno 2019

Resurrezione e autoritratto

Piero della Francesca
"Resurrezione"
Museo Civico di Sansepolcro

Resurrezione

Talvolta ci alziamo
ci alziamo per la resurrezione
nel bel mezzo del giorno
coi nostri capelli vivi
con la nostra pelle che respira.

Intorno a noi c'è solo il consueto.
Niente miraggi con palme
con leoni pascolanti
e mansueti lupi.

Le sveglie non cessano di ticchettare
le loro lancette luminose non si spengono.
          Il consueto però è leggero
però è invulnerabile
ordinato in un ordine segreto
anticipato in una casa di luce.


Marie Luise Kaschnitz

Traduzione di Nino Muzzi

 
 
 Nel soldato senza elmo al centro è probabile che sia dipinto un autoritratto di Piero. Dietro di lui si trova la base del vessillo che regge Cristo, quasi a voler indicare un diretto contatto con la divinità, per ispirare il pittore, ma anche l'uomo politico, poiché egli stesso ricoprì più volte incarichi pubblici per la sua città. Nelle vesti dei soldati ricorrono quelle caratteristiche di alternanza cromatica tipiche delle opere di Piero: il rosso è alternatamente colore dell'elmo e dei calzari di un soldato e dello scudo di un altro; il verde ricorre nella cotta di uno, nel mantello di un altro e nei calzari del terzo, ecc. In basso a destra di chi guarda è visibile una grossa pietra, essa è la potrà degli scolastici cioè di quel movimento filosofico che riproponeva i testi degli antichi filosofi greci, la pietra è la pietra della trasmutazione e indica che qualunque cosa o situazione creata da Piero nello spazio dell'affresco ha un valore simbolico e quindi è una guida alla comprensione dell'opera (da Wikipedia).

sempre più improbabile, difficile,
la ricerca, scovare, riportare;
una resurrezione dell'anima, mortale,
il corpo ancora risponde a domande...

venerdì 14 giugno 2019

Quasi un'elegia

Quasi un'elegia

 

Un tempo anch'io aspettavo che cessasse
la pioggia fredda, sotto il colonnato della Borsa.
E immaginavo che fosse un dono di Dio.
Non mi sbagliavo, forse.
          Un giorno anch'io
sono stato felice. Prigioniero
degli angeli vivevo. Andavo a caccia di vampiri.
Una donna bellissima di corsa
scendeva la scalinata. Io l'attendevo al varco,
come Giacobbe, nel portone.

Chissà dove
tutto questo è svanito, se n'è andato. Tuttavia
guardo dalla finestra e scrivo "dove"
senza mettere l'interrogativo.

È settembre. Di fronte a me c'è un parco.

Lontano un tuono mi occlude gli orecchi.
Nel fitto del fogliame le pere mature
pendono come testicoli. Oggi
l'udito nella mente sonnacchiosa
lascia passare solo l'acquazzone,
come il pitocco che accoglie in cucina
i parenti lontani:
non più rumore, non ancora musica.

Iosif Brodskij
Traduzione di Giovanni Buttafava

 

L'elegia
è la denominazione del genere letterario che raggruppa i componimenti lirici della poesia greca e latina accomunati da una forma metrica specifica e da una diversità di argomenti in opposizione all'epica.
Il termine elegia, dopo un periodo di abbandono in età medievale, ricompare nella poesia europea, ma la sua definizione fu collegata al contenuto e non più alla forma metrica (da Wikipedia).

quasi un'elegia la mia vita,
alti, bassi, normalità quotidiana;
eppure mi piace pensarla eroica,
superati dolori e tristezze..., la vita...

giovedì 13 giugno 2019

Poesia e riflesso

beveva, e rideva, e beveva, la giornalista Gisela  
 
beveva, e rideva, e beveva,
la giornalista Gisela:
si è divertita enormemente,
alla dotta boutade del mio primogenito malizioso:
un "ist mir vergällt,"
 
(seguirono chiarimenti intorno all'etimologia
della poesia, figlia della memoria:
perché scrive soltanto chi non sa ricordare,
per non dimenticare).
 
si è entusiasmata di fronte alle mie lunghe dita,
alla salute di mia moglie,
alla bellezza sensibile del mio terzogenito
che ha fatto la sua minima epifania
nel pieno di una storia di couvades:
 
(e il secondogenito è rimasto in secondo piano,
un po' in ombra, in un atteggiamento
terremotato, e dolente).
 
ma nel rapido addio,
quando io, un Liebling der Schnaken,
mi sono travestito come un Liebling der Götter,
è scoppiato il suo complimento di commiato
ma con delicatissime censure:
 
(per un ipotetico Liebling der Frauen,
in sospensione prematrimoniale);
(e il momento più felice della mia vita,
ho risposto, sono stati tre momenti:
e ho detto quali).
 
Edoardo Sanguineti
da “Reisebilder”, 1972
 
 
 

 
bere, ridere, scordarsi,
in un insieme di costanze ridotte;
siamo incivili nel mondo
solitari esseri che migrano...

mercoledì 12 giugno 2019

Neve fuori stagione

Neve

Se noi, come siamo, siamo polvere, e la polvere, com'è certo,
risorge,
allora risorgeremo, e ci raduneremo
nel vento, nella nuvola, e saremo il loro effluvio,

una cascata di cose nella cascata del mondo, e scivoleremo
fra i rami puntuti e le giunture schiantate dei sempreverdi,
formiche bianche, formiche bianche e le piccole nervature.


Charles Wright
da "Breve storia dell’ombra"
traduzione di Antonella Francini 
 

 
 
fuori stagione, lo so, capisco,
mi piace però pensare alla neve,
una calda coperta per la terra
sotto cui riposare, ripensare la vita