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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 11 giugno 2019

Ora il vivere...


Ora il vivere
 
L'ultima madre chiama dalla duna
già cupa il figlio che rincorre
il sughero sfuggito alla rete:
ombrelloni spaventapasseri disperdono
i pensieri. Ora il vivere
è questo sereno essere accanto
con il sangue fresco e leggiero
nelle vene di sale. Gli errori
macchiano meno dell'acqua
il tuo costume. Se guardiamo
oltre la spiaggia di nailon, il cielo
è il mare. Non aspettiamo nessuno.

Milano Marittima, '60
 
Alberico Sala


 
Vivere in campagna è per molti versi più salutare che vivere in città, non ci sono dubbi.
Non servono studi scientifici o prove mediche per comprendere che il contatto con la natura migliora la qualità della vita.
No allo smog e allo stress, sì ai cibi sani e ai prodotti a kilometro zero, le famiglie riescono a ritrovare una dimensione bucolica ormai perduta.
Oltre ad un generale benessere, però, sembra che la vita rurale aumenti addirittura le probabilità di battere il cancro.
Secondo un recente studio britannico, vivere in campagna potrebbe ridurre del 29% il rischio di morire di cancro.
Ciò non dipenderebbe solo dall’ambiente esterno e dal contatto con la natura, ma anche dal rapporto con il medico del luogo.
I centri medici dei villaggi rurali, infatti, sarebbero più facilmente accessibili di quelli nelle grandi città.
Il rapporto con il medico, inoltre, è più diretto e confidenziale, tanto che ai primi sintomi i pazienti ne fanno subito ricorso.
E, come sappiamo, una diagnosi precoce è salvifica in questo tipo di malattie.
I vantaggi di vivere in campagna, oltre alla possibilità di sconfiggere il cancro, sono stati evidenziati in una serie di altri studi. Ad esempio, si riduce il rischio di obesità ed aumenta la longevità.
Uno studio di Amici della Terra ha mostrato che la grande attività all’aperto offre vantaggi anche alle donne in gravidanza e che i bambini nati in zone rurali erano di dimensioni molto più sane.
I ricercatori dell’Università di Harvard hanno inoltre rilevato che coloro che vivono nella giungla urbana hanno un tasso di mortalità superiore di 12% rispetto a quelli con accesso agli spazi verdi. Gli esperti dell’Università di Stato dell’Oregon, infine, sostengono che la campagna aiuta a sorridere. Anche se si tratta di una semplice escursione! (dalla rete).
 
altro pensare sul vivere di oggi,
non importano gli anni, i pesi;
forse siamo solo uccelli marini
smarriti su strapiombi montani...
 
 
 

lunedì 10 giugno 2019

Istanti

istante
sostantivo maschile
 
attimo, momento, lampo, baleno, minuto, secondo, palpito,
fam. batter di ciglia
(dalla rete).

 
guarda
le mie dita, che

toccarono te
e il tuo caldo e il frale
tuo poco
– vedi? non sembrano le mie
dita. Le mani i polsi miei
che strinsero cautamente il fioco silenzio
di te (del corpo del
sorriso degli occhi delle mani dei piedi tuoi)
sono diversi
da quello che erano. Le mie braccia
in cui tutto di te si ripiegò
quietamente, come una
foglia o qualche fiore
appena fatto dalla Primavera
Stessa, non sono le mie
braccia. Non riconosco
come me stesso questo che trovo davanti
a me in uno specchio. Non
credo
di avere mai visto queste cose;
qualcuno che tu ami
e che è più magro
più alto di
me è entrato e divenuto le
labbra che uso per parlare,
una nuova persona vive e
gesticola con il mio
o sei forse tu che
con la mia voce
stai
giocando. 

Edward Estlin Cummings
da "Il periodo dentro l'istante"
traduzione di Nicola Gardini
 
 
La farfalla non conta gli anni ma gli istanti:
per questo il suo breve tempo le basta
(Tagore)


 
in un istante si trova l'eternità,
sarebbe bello se fosse così;
saremmo esseri eterni in continuum
come spazio temporalità latenti...

 

domenica 9 giugno 2019

Tristezza e haiku

151
 
Con la tristezza
si può andare lontano
se uno va da solo.
 
Mario Benedetti
 
Essere tristi etimologicamente deriva da termini latini o sanscriti che rimandano ai significati di “ruvido”, “torbido”, “scuro”...
L’emozione della tristezza, dunque, sembra rimandare, nel suo significato più essenziale, ad un vissuto piuttosto sgradevole, “scomodo” e, al tempo stesso, piuttosto oscuro, confuso, difficile da decifrare e comprendere.
La tristezza rappresenta d’altra parte una delle emozioni primarie, quelle emozioni, cioè, che rappresentano risposte innate agli stimoli e che tutti noi esprimiamo, anche se in forme molto primitive, fin dalla nascita. La sua funzione è essenzialmente quella di indurci ad un ritiro dal mondo esterno e dall’oggetto-stimolo che la ha provocata, un ritiro a scopo, naturalmente, difensivo e protettivo (dalla rete).
 
da soli, quante volte, spesso,
in un mare di persone uno;
stare soli non è come sentirsi tali
è una tristezza che può durare una vita...

sabato 8 giugno 2019

Ancora sulla parola

È vana la parola e non ci assiste
Quando, a colmare il cuor nostro, vorremmo
La liquida vertigine dei tasti,
Le matasse degli archi,
Le cacce degli ottoni.
Oh misera parola, grave
Di definite significazioni,
Negata a libertà, d’inferno schiava.

La parola significa. E ben questa
È la sua morte –
Scindere dalle corde del destino
La nostra vera dignità celeste
E ritrovare il tuono che declina
La nostra umanità terrestre,
Scaricare la soma che ci ingombra
E il terrore dell’ombra,
Nulla significare, nulla dire:
Tale forse il supremo atto d’amore.
 
Tommaso Landolfi
 
 
la parola può essere affascinante, magica,
uno strumento potente in bocca a pochi;
i più ne usano così in minima parte
che ciò che dicono è banale e irrisorio 
Gujil
 
quanta verità, eppure il suono,
quello che affascina e armonizza;
ci mancherebbe la parola, il dire,
chi ha solo gesti è un po' più solo...

venerdì 7 giugno 2019

Pruno e haiku

Oltre le tende
una quieta profondità -
fiori di prugno del Nord
 
Matsuo Bashō 
 
Il susino cino-giapponese, o prugno cino-giapponese (Prunus salicina), è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rosaceae come pesco e ciliegio.
Anche se non ci sono certezze, molti studiosi suppongo che sia originario dell’Asia minore.
I susini necessitano di una regolare irrigazione, soprattutto durante la fioritura e la fruttificazione. Per assicurare una produzione migliore e abbondante molto spesso è necessaria l’impollinazione incrociata tra varietà differenti (tramite innesto, impianto di più alberi o uso di rami in fiore). È una pianta caratterizzata da un’apparato radicale superficiale che ne permette la crescita anche in suoli poco profondi. L’albero del susino è alto fino a 10 metri, ha una chioma espansa formata da rami che tendono a essere pendenti e abbastanza fragili. La chioma è composta da foglie di forma ovale-allungata, spesse e coriacee. I fiori sono ermafroditi, hanno 5 petali bianchi e la fioritura avviene a metà primavera.

A seconda della varietà, il susino produce in estate drupe di varie dimensioni che possono essere verdi, gialle, rosse o viola. I frutti sono ricoperti dalla “pruina”, un rivestimento protettivo ceroso che ne impedisce la disidratazione. La susina può essere consumata fresca, cotta, secca (in questo caso prende il nome di prugna) o usata per preparare marmellate o confetture (dalla rete).

sapere cosa dire, sempre,
basterebbe pensare un po';
parlare non è come scrivere,
la voce si perde nel tempo...

giovedì 6 giugno 2019

Strade nei nostri percorsi

Strade
Inutile chiedersi che lago protetto da aironi
si trovava nell’altra vallata,
o rimpiangere i canti del bosco
che non avevo attraversato.
Inutile chiedersi dove potevano portare altre strade,
dato che portavano altrove;
poiché è solo qui e ora
la mia vera destinazione.
È dolce il fiume nella tenera sera
e tutti i passi della mia vita mi hanno portata a casa.


Ruth Bidgood
traduzione di Giorgia Sensi
 

la ricerca di strade alternative è una costante degli uomini,
trovare o provare percorsi diversi a volte
è una necessità inevitabile, spesso una scelta consapevole...
Gujil
 
maestre, piccoli sentieri appena visibili,
le mie strade si incrociano ad altre;
mi piace pensare alle soste, ai riposi,
poi il cammino continua, fino alla fine...

mercoledì 5 giugno 2019

Legame

legame
(ant. ligame)
sostantivo maschile
[dal lat. ligamen, der. di ligare «legare»]
-TRECCANI-
 
1.- In senso concreto, non com., qualsiasi cosa con cui si lega o che tiene legato: sciogliersi, liberare dai legami. In meccanica, sinon. poco usato di vincolo.
Nel linguaggio marinaro, l’insieme di tutto ciò che tiene connesso lo scafo.
2. a. - Più frequente in senso fig., vincolo morale o sentimentale: il l. dell’amicizia; i l. di parentela, di sangue (o del sangue); l. stretto, intimo; bastava un fischio e il cane era di nuovo vicino a lui, un’altra misura del l., un suono piuttosto che un laccio intorno al collo (Elisabetta Rasy); contrarre, sciogliersi da un l.; avere un l. sentimentale, un l. amoroso, spec. con riferimento a una relazione fra uomo e donna per lo più non sposati (e assol., in questa accezione: avere un l. con un uomo, con una donna; troncare un lungo legame).
Più genericam., qualsiasi rapporto d’obbligo che limita la libertà d’agire e disporre di sé: avere troppi legami.
b.- Con altro uso fig., unione tra più cose concatenate, nesso logico e sim.: l. tra due o più fatti; il l. delle idee, delle parole; una serie di episodî staccati, che non hanno alcun l. tra loro.
Nel linguaggio teatrale, successione di battute pronunciate nel dialogo scenico senza vuoti di memoria né tentennamenti, che dimostra negli attori la perfetta conoscenza della loro parte e la prontezza degli attacchi.
3. - In chimica, l. chimico, l’insieme delle forze che si stabiliscono tra atomi o gruppi di atomi, consentendone la riunione in aggregati non labili o comunque durevoli per un tempo sufficiente ad accertarne l’esistenza; a seconda della natura di queste forze si parla di l. eteropolare (detto anche ionico o elettrostatico) quando sia da attribuirsi all’attrazione coulombiana esistente tra atomi o gruppi atomici ionizzati positivamente o negativamente (v. eteropolare) e di l. omopolare o covalente quando sia da attribuirsi a forze di scambio o di risonanza (v. omopolare).
Per il l. idrogeno, v. idrogeno; per i l. di coordinazione, polare, dativo, v. alle singole voci; per l’energia di l., v. energia.
4. - In psicologia, teoria del doppio l., teoria elaborata dallo psicologo statunitense G. Bateson (1904-1980) per spiegare patologie del comportamento in un soggetto che abbia ricevuto ripetuti messaggi contrastanti da persona a cui sia fortemente legato da un vincolo di dipendenza affettiva e che si sia quindi trovato a fronteggiare dilemmi psicologici non risolubili.

Quel che vogliono i legami
– immedesimare –
è l'importanza del tempo,
il suo favore – o c'è
altra luce intorno?
Venerato nascosto,
prezioso sigillo,
e gettato sulla via
chi deve andare,
con una cosa nuova
per la bocca, prima
che a raggiungerla
s'impari, prima che
il nodo senza nomi
sia disfatto, e acquisito
il suo tormento:

una sola corona, nella
fedele disposizione
delle cose non presenti
né assenti – delle cose
che dietro respirano
ondeggiano avanti.
 
Nanni Cagnone.
da "L'insonnia della superficie"
 
 un legame si può tendere,
fino a spezzarsi, qualcuno si scioglie;
a volte è un crescendo incalzante
a volte un diminuendo inarrestabile...

martedì 4 giugno 2019

Riflesso tardo primaverile

 
la stanchezza si mostra
in un peregrinare di idee,
scarno come non mai il silenzio...
 
Gujil

lunedì 3 giugno 2019

Poesia, riflesso e danza

Edgard Degas
"Donna che danza"
Maria
 
Pensosa Maria
si tolse le calze
 
Dal suo corpo giunsero
voci di altri
di un soldato che parlava come un uccello
di un malato che sarebbe morto del male delle pecore
e i pianti della nipotina di Maria

che nacque proprio in questi giorni
 
Maria pianse e pianse
e poi Maria rise
tese le sue braccia alla notte

rimase con le sue gambe in disparte
 
Poi i suoi occhi si oscurarono
neri neri confusi si oscurarono
 
La radio suonava
Maria pianse
Maria pianse

La radio suonava
 
Allora Maria
aprì lentamente le braccia
e cominciò a volare
attorno alla stanza
 
Miltos Sachtouris
 
 
 
La danza è un'arte performativa che si esprime
nel movimento del corpo umano secondo un piano prestabilito,
detto coreografia, o attraverso l'improvvisazione.
È presente in tutte le culture umane.
(da Wikipedia)
 
 
nella vita di ognuno un lui, una lei,
incrociamo i passi con gli altri,
per non stare soli, per avere compagni;
qualcuno fallisce, miseramente intristisce....

sabato 1 giugno 2019

Poesia e riflesso

Definizione di amore
                  

Strano, considerando quanto sull'amore
è stato scritto, che nessuno lo abbia detto
dove l'amore signoreggia: non nel sesso,
né nel volere il bene degli altri,
ma nell'occupare tutto il tempo a cena,
in apparenza assorti nel discorso,
a cercare invero di far prendere coraggio
alla mano affinché oltrepassi l'invisibile spada
sulla tovaglia e tocchi un dito in equilibrio sul tessuto.

A un giovane curato di una parrocchia di West Cork
fu detto che sua madre era gravemente ammalata
e che lui doveva venire a casa a Boherbue
(di fatto era già morta, ma l'intendimento era
di attenuare il colpo). Corse in auto mezzo Kerry
spericolatamente, per schiantarsi e lì morire
nella bella valle di Glenflesk.
Così avvenne, per quel suo fantasticare vano
di toccarle un'ultima volta le dita della mano.                   


Bernard O'Donoghue
da "Dietro il Connor Pass"
traduzione di Alessandro Gentili

 

 se desideriamo l'Amore di una persona dobbiamo apprendere le tecniche per mantenere immutato il pensiero d'Amore che abbiamo nei suoi confronti. Diversamente genereremmo solo confusione e finiremmo per allontanarla da noi. In fondo è capitato a tutti di notare come nei periodi di forte propensione positiva o negativa verso il prossimo, sia molto facile incontrare rispettivamente la benevolenza o l'ostilità altrui (dalla rete).
 
quanti abbiamo cercato sempre
di inquadrarlo, definirlo, limitarlo;
l'amore è colore del vento, dell'aria,
ci culla in un refolo che diventa tormenta....