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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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domenica 14 agosto 2016

Mare silente

Sulla riva del mare silente
Si è levata la notte, e la luna
Si fa largo attraverso le nubi,
E si sente sussurrare i flutti:
Quell'uomo, laggiù, certo è un pazzo,
O deve essere innamorato,
Perché ha l'aria avvilita e contenta,
È contento ed è insieme avvilito?
E la luna guardandolo ride,
E con limpida voce dichiara:
Quello è innamorato ed è pazzo,
E per giunta è anche un poeta.
 
Heinrich Heine
Traduzione di Simonetta Carusi
L'infelice beffardo
 
 

la notte, la spiaggia, ricordo
e ora lei, uguale, come fui;
non passa momento che sfoglio
bacheche riposte, segrete...

sabato 13 agosto 2016

Giorni di minime #6



Intimi ricorsi adempiono
rituali consueti, nel giorno
conto ore lente o veloci;
che importa...
vivo...

Gujil

venerdì 12 agosto 2016

giovedì 11 agosto 2016

Approdi


appròdo
sostantivo maschile [der. di approdare].
- TRECCANI -

1.- L’approdare, il giungere a riva: luogo di facile o difficile approdo.

2.- a. Località litoranea, anche di fortuna, dove si può approdare.
2.-b. fig. Risultato, esito positivo di un’azione: giungere all’a., raggiungere l’approdo.

In meteorologia, con approdo si intende il giungere di un ciclone tropicale o di una tromba marina sul suolo dopo essere stato sull'acqua. È anche usato comunemente il termine in inglese landfall.


NON È UN CASO che sia approdata qui
la luce mi ha attratto in queste contrade
questo giallo questo verde altrove son diversi
e in nessun luogo la sabbia asciutta odora come qui
anziché setacciare nuove terre
mi sono votata all'era glaciale
al corso delle sue acque di scioglimento ai maelstrom
mi sono immersa nel miocene
mappe carte archeologiche
tabelle cronologie carte escursionistiche ho dispiegato
cercando i passaggi dalla valle glaciale alla morena terminale
terra friabile chiara lieta feconda
e sono approdata qui per sempre
stavolta non dimentico che ho vita precaria

Helga Maria Novak
Traduzione di Paola Quadrelli
Canti di una senza patria
 
 
 
 
 

gli approdi,
arrivi dall'acqua,
si tocca, si ondeggia,
poi si scende e tutto è finito,
oppure sta per cominciare...

mercoledì 10 agosto 2016

Sosta

Ieri ho dimenticato di pubblicare il post...
eccolo,
segue il nuovo...
sorry...

Un'altra sosta
 
Appoggiami la testa sulla spalla:
ch'io ti accarezzi con un gesto lento,
come se la mia mano accompagnasse
una lunga invisibile gugliata.
Non sul tuo capo solo: su ogni fronte
che dolga di tormento e di stanchezza
scendono queste mie carezze cieche,
come foglie ingiallite d'autunno
in una pozza che riflette il cielo.
Milano, 23 aprile 1929
 
Antonia Pozzi
L'età delle parole
 
 
sosta
[sò-sta] s.f.
1.- Breve fermata in un luogo: fare s. in una città; divieto di s., s. vietata
2.- Breve interruzione, pausa || senza s., ininterrottamente
 
 
le soste servono a pensare,
si riflette su ogni cosa,
quando si può;
a volte fermarsi è dura...

Le lettere d'amore

finché arrivano lettere d'amore
 
finché arrivano lettere d'amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto
finché nei pensieri
vi chiedete dove io sia
non tutto è perduto

Helga Maria Novak

Traduzione di Paola Quadrelli
Canti di una senza patria
 
 
Le lettere d'amore
 
Fernando Pessoa chiese gli occhiali
 e si addormentò
 e quelli che scrivevano per lui
 lo lasciarono solo
 finalmente solo...
 così la pioggia obliqua di Lisbona
 lo abbandonò
 e finalmente la finì
 di fingere fogli
 di fare male ai fogli...
 E la finì di mascherarsi
 dietro tanti nomi,
 dimenticando Ophelia
 per cercare un senso che non c'è
 e alla fine chiederle "scusa
 se ho lasciato le tue mani,
 ma io dovevo solo scrivere, scrivere
 e scrivere di me..."
 e le lettere d'amore,
 le lettere d'amore
 fanno solo ridere:
 le lettere d'amore
 non sarebbero d'amore
 se non facessero ridere;
 anch'io scrivevo un tempo
 lettere d'amore,
 anch'io facevo ridere:
 le lettere d'amore
 quando c'è l'amore,
 per forza fanno ridere.
 E costruì un delirante universo
 senza amore,
 dove tutte le cose
 hanno stanchezza di esistere
 e spalancato dolore.
 Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
 non è quello di un uomo,
 e si rivide nella pena
 di quel brillare inutile,
 di quel brillare lontano...
 E capì tardi che dentro
 quel negozio di tabaccheria
 c'era più vita di quanta ce ne fosse
 in tutta la sua poesia
 e che invece di continuare a tormentarsi
 con un mondo assurdo
 basterebbe toccare il corpo di una donna,
 rispondere a uno sguardo...
 E scrivere d'amore,
 e scrivere d'amore,
 anche se si fa ridere
 anche quando la guardi,
 anche mentre la perdi
 quello che conta è scrivere
 e non aver paura,
 non aver mai paura
 di essere ridicoli:
 solo chi non ha scritto mai
 lettere d'amore
 fa veramente ridere
 Le lettere d'amore,
 le lettere d'amore,
 di un amore invisibile
 le lettere d'amore
 che avevo cominciato
 magari senza accorgermi;
 le lettere d'amore
 che avevo immaginato,
 ma mi facevan ridere
 magari fossi in tempo
 per potertele scrivere...
 
Roberto Vecchioni
  
 

 
e quando non arriva più nulla?
quando ci si scrive da soli?
questo è il punto, l'arrivo;
basterà mai
questa consolazione?

lunedì 8 agosto 2016

Rose e grano tagliato



Mauro Bendinelli
"Campo di grano tagliato"
Esposto nella galleria di San Gimignano
 
La rosa

La rosa
che l'inverno dischiuse,
svolse, innervò, arricciò,
vetrificò
d'incarnatini zuccheri, venò
d'impercettibile sangue. Fissata
nel suo gelo oltrevita, la penso
perfetto emblema d'un giorno, a disfarsi
non destinata foglia
dopo foglia nel molle
sfacelo delle stagioni, ma come
aereo, spettrale cristallo, di colpo

a frangersi.

Sergio Solmi

 
Quando le rose tendono ad appassire è consigliabile praticare una potatura del ramo che le porta; se l'arbusto è di dimensioni contenute potiamo arrivando fino alla seconda foglia presente sul fusto al di sotto dei fiori; se invece l'arbusto è molto vigoroso e grande possiamo potare anche più drasticamente, accorciando anche di metà il fusto che porta i fiori. In questo modo favoriremo lo sviluppo di nuovi germogli.
Alcune varietà di rose tendono a produrre bacche decorative; all'appassire dei fiori quindi si cominciano a vedere frutti tondeggianti verdi, che diverranno dorati o rossi con il passare delle settimane; se desideriamo vedere le bacche solo in inverno e godere di più fiori durante la bella stagione, rimuoviamo i fiori appassiti anche di queste varietà di rose, lasciando le bacche sulla pianta solo verso la fine dell'autunno (dalla rete).
  
ormai le rose sfioriscono secche,
ormai il grano ridotto a palle di paglia,
l'oro giace a terra, confuso al marone;
cicale stridono ancora su alberi alti,
mi manca la voglia, il fiato...

domenica 7 agosto 2016

Anniversario

Per chi ha vegliato una notte una madre
 
Altro che la visione delle immacolate
vette dell'Himalaya, altro che le meraviglie
dei vulcani in ripresa d'attività, altro
che da una sponda osservare le maestose
cascate come nel film Niagara
affacciata alla sponda del tuo letto d'ospedale
la visione della candida collina del lenzuolo
che faticosi respiri fanno sollevare
abbassare sollevare, nella bianca camicia

un ricamo trasale, trema un bottone
di madreperla in precario equilibrio

quieto luccica il termometro
sul comodino posato e luccica
come un'aurora un tramonto il rosa
della flebo e nel sacchetto l'oro
dell'urina e lo scialle bianco fa la collina
coperta di neve tanta neve infatti
stai cercando di formare la frase senti che
freddo qui che freddo che fa?
 
Vivian Lamarque
Madre d'inverno
 
 
Non so se Piera è ora felice, serena con la sua di mamma che amava così tanto; non so un sacco di cose, purtroppo e la vita è diventata pesante, piena di stupide cose, arida di lei. Nello scorrere del tempo pensavo di trovare più conforto un aiuto, non è così, rivivo e rivedo più di quanto immaginassi, più di quanto avrei pensato. Molti dei posti hanno cambiato sapore, le contingenze continuano imperterrite e noiose
Già,... rivivo e rivedo...

 
avrei voluto esserci,
eppure non c'ero;
una folata di carezza,
ricordo, vivido,
poi il cuore pesante...
I miss you...so much...
 
 
 

sabato 6 agosto 2016

Albeggiare


Albeggiare
 
Dora il sole di miele
il campo malva e verde
- pietra e vigneto, pianura e dosso -.
La brezza inclina, fresca e mite,
il fiore azzurro delle siepi viola
Ancora, o già, nessuno
nell'immensa campagna preparata
che con cristallo e ali
l’allodola abbellisce.
Sparsi qua e là, spalancati e deserti,
i rossi borghi abbacinati.
 
Juan Ramon Jiménez
da “Diario di poeta e mare”, 1918

 albeggiare
v. intr. [der. di alba1] (albéggia, ecc.; aus. essere)
- TRECCANI -
 
– Biancheggiare, apparire della luminosità caratteristica del crepuscolo mattutino (alba): il giorno inizia ad a. (o, usato impersonalmente: comincia già ad a.); anche sostantivato: quell’a. così diverso da quello ch’era solito vedere ne’ suoi monti (Manzoni). In usi estens. e fig., del linguaggio letter. o poet.: Mira albeggiar i suoi monti da lunge (Foscolo); Itala gente da le molte vite, Dove che albeggi la tua notte e un’ombra Vagoli spersa de’ vecchi anni, vedi Ivi il poeta (Carducci); forse per la prima volta da quando ci eravamo sposati mi albeggiò nella mente la fragilità del nostro legame (Moravia).  
 
 alba solitaria e sole,
fresco dopo pioggia,
nel viaggio solitario
ritrovo me stesso...

venerdì 5 agosto 2016

Giorni di minime #4

Temporale marino e vento,
Sono istanti di frescura e pioggia;
le mie ansie ristrette ristanno
come minime estive costrette 
da contingenze incombenti.
Mi stanco ora spesso...

Gujil