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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 2 agosto 2019

da Catullo

76.


Se viene un qualche piacere a un uomo che si ricorda
del bene fatto in passato, quando riflette che è pio
e che la santa lealtà non ha violato, o abusato,
in alcun patto, dei numi per ingannare altri uomini,
ecco che ti è preparata, Catullo, e in un tempo assai lungo,
molta, da questo non grato tuo amore, felicità.
E infatti, quanto di bene a chiunque un uomo può dire
o può fare, ciò è stato da te sia detto sia fatto.
Cose ora tutte perdute, affidate a una mente non grata.
Dunque perché, ormai, ancora tu insisti a metterti in croce?
E perché in cuore non ti rinsaldi, e ti liberi, e smetti
d’essere infelice, contro il volere divino?
È difficile, un lungo amore, deporlo all’istante.
È difficile: eppure, sia come sia, devi farcela.
Questa è la sola salvezza, per vincere fino in fondo,
questo ti resta da fare, sia che tu possa o non possa.

O dèi, se è vostro l’aver compassione, o portaste mai a alcuno
un aiuto ormai estremo quando era in pugno alla morte,
a me infelice guardate, e, se con purezza ho vissuto,
via da me ora strappate questa pestifera piaga,
che, nel profondo del corpo strisciandomi, come un torpore,
ha dall’intero mio petto ogni letizia scacciato.
Più non vi chiedo ormai quanto chiedevo: che lei mi ricambi,
o che, impossibile a darsi, voglia serbarsi pudica.
Io, io, voglio guarire, e il mostruoso morbo deporre:
per il mio essere pio questo rendetemi, o dèi.

 
Catullo
Traduzione di Alessandro Fo
 
 
Valerio Catullo doveva essere un bel giovanotto, quando da Verona venne a Roma ed entrò nei salotti dotti e corrottissimi dell’aristocrazia repubblicana. S’innamorò di Lesbia, che forse è Clodia della Pro Celio di Cicerone, una donna di buon livello culturale e stile, e di costumi dissoluti. Gli parve un facile ed elegante gioco di società, finché non divenne amore e passione, ma senza affetto: “Amare magis, sed bene velle minus”. Era un amore violento, oscuro, geloso, tradito; e devastava il giovane con odio e amore assieme. E intanto l’inutile edonismo diveniva sazietà e noia. Infine, Catullo avvertì i segni di una cupa depressione del corpo e dell’anima, e rivolge, forse invano, la sua preghiera agli dei. Questa è la triste diagnosi che fa della sua condizione: hanc pestem perniciemque, quae mihi subrepens imos ut torpor in artus expulit ex omni pectore laetitias. Peste e rovina, che strisciando come intorpidimento fin nel più profondo delle membra, ha tolto la sanità di vita da tutto il mio petto (dalla rete).

il tempo che passa, nel cielo,
ora sole, ora gonfio di nubi,
la pioggia che cade dilava il cuore,
rimane un sospiro e il fiato che esce...

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