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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 23 settembre 2026

Perigliose chine

Natura come amante alla terra
che brucia di inutili cose umane;
correre a perdifiato i sogni conduce
a perigliose chine di passi e cadute... 
 
La parola china in senso "naturale" indica un pendio, declivio o terreno in discesa più o meno accentuata (dalla rete).
 
La ragazza gigante

Nei tempi che con impeto la Natura potente
generava ogni giorno qualche essere mostruoso,
avrei voluto vivere accanto a una gigante,
come ai piedi regali un gatto voluttuoso.

Vedere insieme all’anima il suo corpo fiorire
ed ingrassarsi libero in mezzo a giochi loschi;
dalle nebbie fluttuanti nei suoi occhi arguire
quali torbide fiamme il cuore attoschi;

percorrere a piacere le sue grandiose forme,
arrampicarmi in cima al suo ginocchio enorme,
e quando poi d’estate, sotto l’afa inclemente,

lei stanca si distende nella verde campagna,
all’ombra dei suoi seni dormire dolcemente,
come un quieto villaggio ai piè d’una montagna. 

Charles Baudelaire

L'espressione "perigliose chine" in senso figurato significa aver intrapreso un percorso o una serie di decisioni (morali, politiche, economiche o personali) che rischiano di portare a un rapido e incontrollabile peggioramento della situazione.

mercoledì 4 marzo 2026

Complicità

Luca Borelli
"Complicità"
La complicità è un legame profondo che si manifesta attraverso un’intesa immediata e spesso silenziosa tra due o più persone.
Il termine abbraccia sfumature che vanno dall'ambito psicologico e sentimentale a quello giuridico.
(dalla rete)
 
Complicità
  
Complici a volte, parole
in libere espressioni, insieme
senza freni inibitori
senza paure e retoriche.
 
Complici insieme così
senza spine nel fianco,
senza rancori cercando
una via nuova, reciproca...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
La complicità indica la partecipazione, attiva o passiva, a un'azione colpevole o delittuosa.
In senso esteso, descrive anche una profonda intesa, affinità o segreta sintonia tra persone, frequente nelle relazioni di coppia o amicizia. 
Ciò che definiamo complicità è l'unione speciale che trascende l'amore, che si fa inondare da questo e che si comprende risvolti morali diversi.
La parola deriva dal latino complex, indicando un legame stretto che può avere..

Sinonimi includono connivenza e collusione.

domenica 11 gennaio 2026

Fine della fantasia

 

Fine della fantasia

Questo corpo mai piú ricomincia. A toccargli le occhiaie
uno sente che un mucchio di terra è piú vivo,
ché la terra, anche all’alba, non fa che tacere in se stessa.
Ma un cadavere è un resto di troppi risvegli.

Non abbiamo che questa virtú: cominciare
ogni giorno la vita – davanti alla terra,
sotto un cielo che tace – attendendo un risveglio.
Si stupisce qualcuno che l’alba sia tanta fatica;
di risveglio in risveglio un lavoro è compiuto.
Ma viviamo soltanto per dare in un brivido
al lavoro futuro e svegliare una volta la terra.
E talvolta ci accade. Poi torna a tacere con noi.

Se a sfiorare quel volto la mano non fosse malferma
– viva mano che sente la vita se tocca –
se davvero quel freddo non fosse che il freddo
della terra, nell’alba che gela la terra,
forse questo sarebbe un risveglio, e le cose che tacciono
sotto l’alba, direbbero ancora parole. Ma trema
la mia mano, e di tutte le cose somiglia alla mano
che non muove.
                    Altre volte svegliarsi nell’alba
era un secco dolore, uno strappo di luce,
ma era pure una liberazione. L’avara parola
della terra era gaia, in un rapido istante,
e morire era ancora tornarci. Ora, il corpo che attende
è un avanzo di troppi risvegli e alla terra non torna.
Non lo dicon nemmeno, le labbra indurite.

Cesare Pavese

La "fine della fantasia" non indica la scomparsa della creatività, ma piuttosto una sua crisi di autonomia: non siamo più noi a immaginare il mondo, ma è il mondo (attraverso la tecnologia e i media) a imporci le sue immagini.
Il concetto di "fine della fantasia" si riferisce spesso allaperdita di capacità immaginativa nella società moderna, dominata dalla razionalità e dalla simulazione.
(dalla rete)

Vero è che non si torna alla terra,
ora si è come vaghi, insulsi presagi
vagando sul mondo percosso da troppi
e gli attimi sono schegge impazzite...

mercoledì 3 dicembre 2025

Siamo piccole attese

"Piccole attese"
significa letteralmente "brevi attese" o "piccoli momenti di aspettativa" e viene spesso usato in senso figurato per descrivere sia momenti spiacevoli e provanti che quei piacevoli e brevi momenti di anticipazione che scandiscono la vita quotidiana, come l'attesa del Natale o una pausa caffè.
 
 Siamo piccole attese
 
Sempre le attese si tingono
di un colore vicino al cuore,
intirizziti e bagnati, la pioggio
un amore passato, ballerino.
 
Ancora le attese affiorano
e pesano il petto di greve,
fuori si aspetta arrivi la neve
il fiato lo dice e disegna l'aria.
 
 Come le attese gravano occhi
pieni di speme, lucidi a volte
di un pianto soffocato in gola,
il vento scompiglia i capelli...
 
Anonimo
del XX° Secolo 
poesie ritrovate

lunedì 29 settembre 2025

Di ansie ed attese

Le ansie e le attese descrivono la condizione psicologica in cui una persona prova forte preoccupazione, paura o disagio per eventi futuri, anche prima che questi si manifestino, a volte immaginando scenari negativi.
 
Di ansie ed attese
 
Ci incontreremo sempre noi
tra ansie e attese, insieme
a redigere carte discoste
in inusuali sensi di colpa.

Ci siederemo sempre noi 
a scrutare baci furtivi e orienti
di soli nascenti e spiagge lunghe
dove posare le nostre care orme.

Ci lasceremo alfine noi
seguendo divergenti percorsi
usando saluti affrettati e tristi
con le mani e umidi gli occhi...
 
Anonimo
del XX° Secolo
 poesie ritrovate
 
L'ansia anticipatoria, in particolare, è una risposta di stress legata all'aspettativa di un evento, che può causare sintomi fisici e psicologici, influenzando il comportamento e il benessere quotidiano.
(dalla rete)

venerdì 8 agosto 2025

Protocollo cittadino #88 (Tramonto) e opacarofilia

"Era già l'ora che volge il disio
 ai navicanti e 'ntenerisce il core"
 
 L'espressione "ai naviganti intenerisce il core" è un verso tratto dal 
canto VIII del Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri. 
Tradotto dal latino medievale, significa 
"ai naviganti intenerisce il cuore". 
L'espressione descrive la nostalgia e la tristezza che provano i marinai al tramonto, quando il giorno volge al termine e ricordano gli amici lontani.
 
Tramonto
 
Intenerito il cuore nell'ora
che il sommo disse e io vedo;
ripensare a cose, persone, istanti
nel colore che stempera i toni...

Gujil  
 
Il tramonto è il momento in cui il sole scompare sotto l'orizzonte. 
Chi ama i tramonti si chiama opacarofilo.
L'amore per i tramonti, invece, è detto opacarofilia. 
Opacarofilia deriva dal latino "opacus" che significa "ombreggiato" o "oscurato", e indica l'amore per il momento in cui il sole tramonta e il cielo si tinge di colori suggestivi.
(dalla rete)

lunedì 28 ottobre 2024

Ansimando

Ansimare
è un verbo intransitivo che significa respirare affannosamente, anche figuratamente;
(lett.) anelare, ansare, boccheggiare, sbuffare.
-TRECCANI-
 
Ansimando
 
Silenzio e fiato rotto
come singhiozzi e brandelli
di cuore in poltiglia e dolore;
le precluse leggi del cosmo
in tiritere assurde, lunghe
verso orizzonti distratti,
avvizzire ccome fiori recisi.
l'agitazione si percepisce,
il suono tarda ancora;
aspetto la luce del giorno.
 
Anonimo
del XX° Secolo
"Poesie ritrovate"

domenica 6 ottobre 2024

Morto che cammina

Morto che cammina

Vi parrà qualche nuova baggianata
Da far mettere un uomo alla berlina;
Eppur, signora, è una cosa provata:
Signora, io sono un morto che cammina.

Me ne ricordo come fosse jeri:
Ero vivo e spavaldo e malaccorto:
Un dì, mentre ne gìa sopra pensieri,
Mi colse freddo e da quel dì son morto.

Morii solo, da me, senza nojose
Querele e a guisa d’un antico saggio;
Morii nel mese in cui nascon le rose;
Morii un mattino del mese di maggio.

Da quel dì mangio e bevo e vesto panni,
E discorro, e talor vado a diporto;
Ma voi non ci credete a quest’inganni;
Ma voi tenete a mente ch’io son morto.

E però, se vi guardo, e se talora
Vi parlo delle mie pene secrete,
E se dico d’amarvi, — oh, mia signora,
Per carità di voi, non mi credete.

Arturo Graf

Impressionanti derive segnano
confini ormai stravolti, nel piano
di mente provata ricerco tracce,
spunti, indizi a direzioni certe...

giovedì 19 settembre 2024

Indicazione

Indicazione

Smettetela di tormentarvi.
Se volete incontrarmi,
cercatemi dove non mi trovo.
Non so indicarvi altro luogo.

Giorgio Caproni

Perso nel marasma d istanti
convulsi, accecato, momenti;
insignito di cariche assurde
ritrovo me stesso nel buio...
 
Indicazione 
è l'atto di indicare, segnare o mostrare qualcosa o qualcuno. 
Il termine ha diverse accezioni in vari ambiti, come medicina, diritto, lingua, industria, storia, religioni, fisica, militare, matematica, geologia.
(TRECCANI)

lunedì 12 agosto 2024

Protocollo marino #80 (Solleone)

E' il Solleone! 
Da quando il Sole è entrato nel segno zodiacale del Leone, ci siamo dentro
 
Solleone
 
Si sgrananno lenti gli effetti del caldo,
sudore, fatica il respiro, miraggia la spiaggia.
Come relitti deriviamo nel tempestoso
mare della vita, nel solleone agostano...
 
Gujil
 
Il solleone (o canicola) meterepologicamente rappresenta il momento più caldo di tutto l'anno, concentrato nell'emisfero boreale tra la fine di luglio e la fine di agosto.

domenica 4 agosto 2024

Occasione

Occasione è una parola che indica una circostanza, un concorso di circostanze o un motivo che rende possibile o opportuno qualcosa (TRECCANI).

 Occasione

L’occasione era bella.
Volli sperare anch’io.
Puntai in alto. Una stella
o l’occhio (il gelo) di Dio?

Giorgio Caproni

Quelle che ho perso e preso,
quelle nemmeno intuite;
di occasione in occasione
la vita scorre e va finendo...

venerdì 19 luglio 2024

Protocollo cittadino #132 (Oggi)

Oggi 
vuol dire in questo giorno; 
in senso più generico, 
al momento presente, nell'epoca attuale 
(dalla rete)

Oggi

Oggi raggiungo una meta
la prima di ancora parecchie;
rimane un retrogusto di tempo
che manca, che va esaurendo...
 
 Gujil

mercoledì 6 marzo 2024

Protocollo cittadino #114 (Adesso)

L’avverbio adesso significa in questo momento, nel tempo presente; è sinonimo più familiare e più frequente di ora (a. non posso riceverlo, sono occupato; sembra che a. siano di nuovo amici; a. che abbiamo finito il lavoro, possiamo riposarci; e a. cosa facciamo?). Con un limite di tempo più ampio, può alludere all’età presente: in questo significato è sinonimo di oggi (la moda, la gioventù di a.; questi sistemi a. non si usano più).
Pur essendo un avverbio di tempo riferito essenzialmente al presente, adesso non si usa soltanto per fatti e situazioni che avvengono nel presente, ma anche per fatti e situazioni che sono cronologicamente molto vicini al momento attuale, tanto da essere percepiti come “al presente” anche se avvengono nel passato o nel futuro. Sicché adesso può significare anche un momento fa, poco fa, con riferimento a qualcosa che è passato da poco (sono stato a. da lui; m’ha telefonato proprio a.);
oppure può significare tra poco, tra un momento, con riferimento a qualcosa che avverrà entro un tempo molto breve (a. te lo dico; dovrebbe arrivare a.) -TRECCANI- (dalla rete).

Adesso

Adesso, ora che scrivo poco
mi sento compresso in un sol
attimo di smarrimento totale;
la via del pensiero è preclusa..?
 
Gujil

mercoledì 26 luglio 2023

Paolo Buzzi

Il nome di Paolo Buzzi  (Milano, 15 febbraio 1874 – Milano, 18 febbraio 1956), figura tra i primi “manifesti” di Filippo Tommaso Marinetti e potremmo tranquillamente inserirlo nella tradizione del filone lombardo che ha iniziato con la Scapigliatura e termina con il Futurismo, assumendo una fisionomia nuova: ottimista e fiduciosa nel progresso. Nato in una famiglia borghese ma con origini legate alle antiche corporazioni familiari, Buzzi si inserisce in una temperie culturale  che vede da una parte, gli scapigliati contro quell’etica tipicamente borghese, dall’altra l’ azione del primo socialismo e l’energetismo marinettiamo che vuole dare una voce politica alla civiltà moderna delle macchine.

 

Sera di uragano

Il cielo è nero fumo che voltola, sfiocca, imperversa
      come a un fiato d’incendio. Corron ruote di cenere
       per l’infinito campo: gorghi d’ocra e di fuliggine
       si riproducono e ripercotono.
      Tutto fugge come a un fosco mare.
       Le case impallidiscono di spasimi sulle montagne,
       mostrano i mille occhi dalle palpebre chiuse,
       i lampi sono rosei
       come i filari efimeri delle gambe alle ballerine
  in passo di finale.
       Le folgori son come bisce verdi e violette.
       Spesso han vene di sangue a capo, a coda. Sparve
       la scena de’ monti lontani.
       I monti attigui sono i lontani. S’opaca la distanza.
Eccoli dispariti.
       Una dolomia, sola, il chiaro picco mantiene, alto,
       in un canto de la nerezza, teso.
       Piovon tutte le acque,
       a gocce, a schegge, a frecce, a micce ebbre di fuoco.
  Gli uccelli fuggono gli occhi accesi dei gatti saliti sulle piante:
       i gatti fuggono le spire di bragia delle folgori:
       le foglie degli alberi tremano per l’Universo.
       Io m’abbandono
       a tutti i fiumi oscuri di me stesso che straripano.

Paolo Buzzi

 
Nero da vite assolate impegna
il cielo di luglio, scuro e minaccioso;
mi investe la pioggia di raffiche
resto bagnato ed incredulo, solo...

Di buoni studi classici e amante della musica, laureato in legge, lavora all’Amministrazione Provinciale milanese occupandosi di problemi sociali. Il poeta lombardo si è imposto nel panorama letterario italiano con lo scandalo provocato negli ambienti ufficiali dalla sua Ode ad Asinari di Bernezzo, il generale colpito da severi provvedimenti per aver tenuto un discorso interventista ai suoi soldati. 
L’ode portò all’ arresto di Marinetti e dei suoi seguaci.
Tra le liriche più originali ed interessanti di Buzzi figurano: Versi liberi (1913), che al programma dell’anarchico ed egotista Lucini del verso libero andava sostituendo la marinettiana parola in libertà, e L’elisse e la spirale (1915).

Tra i fondatori della rivista Poesia (1905), è uno dei maggiori esponenti della poesia futurista.
Tra i volumi di versi: Poesie leopardiane (1898). Aeroplani (1909), Versi liberi (1913), che chiude la fase dichiaratamente futurista della sua produzione, cui seguono forme più tradizionali, Bel canto (1916), Popolo, canta così! (1920), Poema dei quarantanni (1922), Canti per le chiese vuote (1930), Poema di radioonde (1940), Atomiche (1950).
Tra le opere narrative, il poema in prosa L'esilio (1906) e il romanzo sperimentale L'Ellisse e la spirale, “Film + Parole in libertà” (1915); tra quelle teatrali, Sintesi sceniche (1917).
(TRECCANI - dalla rete)