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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 14 agosto 2026

Partenza

Parto
 
Ancora una volta parto
di quei viaggi usuali,
ripetuti spesso l'estate
marine ormai da tanto.
 
Oggi parto e riporto
cose risapute e usate
come i visi, gli amici
le battige percorse.
 
Parto verso un porto
che bene conosco acqua
salmastra e unta a motori
che solcano onde,orizzonti.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
La partenza è l'atto o il momento in cui una persona, un mezzo di trasporto o una gara lasciano un luogo per iniziare un viaggio o un percorso. Il termine indica anche il punto d'origine di un movimento o, in senso figurato, l'inizio di un'attività o di un discorso (dalla rete).

giovedì 13 agosto 2026

Eclissi

Eclissi di sole

Non v’è nulla d’impossibile, da negar con giuramento,
da stupire, poi che adesso Giove, re del firmamento,
buia notte a mezzo il giorno fe’, spegnendo il sol che in cielo
lampeggiava. In seno agli uomini luttuoso corse un gelo.
D’ora in poi, tutto è credibile, d’ora in poi merita fede
qual sia cosa; né piú alcuno meravigli, anche se vede
che s’insedino le fiere nel soggiorno dei delfini,
giú nel pelago, ed a quelle gli echeggianti antri marini,
ed a questi predilette — sian l’eccelse alpestri vette.
 
Archiloco
L'eclissi solare del 12 agosto vista dal cielo grazie a un volo speciale  Iberia: la visuale dall'aereo anche in diretta streaming 
Attimi di gelidi brividi a rivivere
ancestrali paure, pensieri di buio
scompare, col sole, la luce insieme,
quel turbinio di sospeso che resta..

mercoledì 12 agosto 2026

(Fresche?!?) Serate estive

Il momento più bello della giornat

Fresche sere d’estate.
Le finestre aperte.
Le luci accese.
La fruttiera colma.
E il tuo capo sulla mia spalla.
Questi sono i momenti più felici della giornata.

Insieme alle prime ore del mattino,
naturalmente. E quegli attimi
subito prima di pranzo.
E il pomeriggio e
le prime ore della sera.
Ma davvero adoro

queste serate estive.
Ancor più, mi sa,
di quegli altri momenti.
Il lavoro quotidiano finito.
E nessuno più che ci disturbi, adesso.
Né mai.

Raymond Carver

Le fresche serate estive sono il momento perfetto per potersi rilassare all'aperto, sia che tu stia cercando il look ideale per non farti sorprendere dal vento, sia che tu voglia organizzare una cena leggera o un aperitivo con gli amici.

Quando aspettavo l'Estate
ricolmo di pensieri lunghi e luci 
del giorno, sole, brezze marine;
infiniti miraggi, le ore e la vita...  

Nonostante le nostre speranze, non sono previste serate fresche.
Le temperature restano calde: la massima pomeridiana tocca i 36°C e la sera, intorno alle 22:00, il termometro segna ancora circa 29°C con un'aria piuttosto calda e afosa.
(dalla rete).

martedì 11 agosto 2026

Tiepide sere estive???

Tiepide sere estive

Adesso i tigli sono rifioriti davvero e la sera, quando
comincia a far buio ed è finito il faticoso lavoro,
giungono le donne e le fanciulle, salgono in cima alle scale
appoggiate ai rami e riempiono un cestino di fiori di tiglio.

Dai vecchi alberi, attraverso le tiepide sere estive,
giunge sempre un profumo dolce come il miele…

I bambini cantano giù sulla spiaggia e giocano con le
girandole di carta rossa e gialla… Nella polvere rosso-
– dorata della strada, api e bombi ronzano in cerchi
diffondendo una dorata risonanza.
Herman Hesse 
Ora proprio tiepide non sono.
brucia di febbre la terra;
osservo triste ed affranto,
scuoto spesso il capo...

Il bombo e l'ape sono due insetti diversi. Il bombo non è il maschio dell'ape. Appartengono alla stessa famiglia (gli apidi), ma a generi separati. Entrambi aiutano i fiori a vivere (sono insetti impollinatori), ma hanno forme, abitudini e ruoli differenti in natura. (dalla rete)

lunedì 10 agosto 2026

Profumo


Il profumo di chi amiamo ci trasporta in un’altra dimensione. 
Ci fa percepire in modo assoluto la corporeità dell’altro, la vita che scorre, il calore e l'odore della pelle.
Il profumo naturale del corpo è unico per ogni persona ed è influenzato da genetica, alimentazione, stile di vita e salute.
(dalla rete)
 
Profumo esotico

Quando, gli occhi chiusi, una calda sera autunnale
io respiro il profumo del tuo bel seno ardente,
dinanzi vedo aprirsi rive chiare splendenti
imbiancate dai raggi d’un sole sempre eguale:

ecco un’isola pigra, la natura alimenta
alberi singolari con frutti saporosi,
uomini con i corpi asciutti e vigorosi,
donne che hanno negli occhi un ardire che incanta.

Guidato dal tuo odore verso dolci riviere,
vedo apparire un porto di brigantini e velieri
ancora affaticati per i colpi delle onde:

dei tamarindi verdi il profumo svapora,
penetra nel mio corpo e presto si confonde
col canto dei marinai che sale dalla prora.

Charles Baudelaire

Palme somme invitano a soli
così luminosi, deserti e carovane,
come quelle della mia anima
che sempre cercano un Sud...  
 
Così Charles Baudelaire, a partire dal cosiddetto ‘’profumo esotico’’, immagina luoghi, situazioni, quasi paradisiache, dove poter staccare dalla crudeltà della vita, e sentirsi parte di qualcosa. 
Anche la natura più ostile all’animo (‘’Sole monotono… Isola indolente’’) si trasforma in qualcosa di vigoroso, come il corpo della donna che ama e considera totalmente e solo sua. La femminilità viene affiancata così agli aspetti più vivi, rigogliosi del mondo circostante, facendo sentire il poeta in piena estasi.

mercoledì 5 agosto 2026

Water closet

da Acqua chiusa 

Dio pazientissimo giorno e notte ci insegue;
dove meno si pensa ci attende all’agguato,
non ha bisogno di croce o di altari:
anche nei vestiboli di marmo sterilizzato
che non si possono nominare
egli viene a tentarci proponendoci
la salvezza dell’anima.
(In quel preciso momento, 1950)

Dino Buzzati 

"Acqua chiusa" è un celebre racconto breve di Dino Buzzati pubblicato nel 1950 all'interno della raccolta "In quel preciso momento".
Il titolo gioca sull'italianizzazione ironica del termine inglese water closet (il gabinetto, WC).
Nonostante l'ambientazione apparentemente comica o quotidiana, il testo racchiude uno dei nuclei più profondi e inquietanti della poetica buzzatiana: l'irruzione dell'assoluto e del mistero nella banalità della vita di tutti i giorni.
(dalla rete)

Negli scritti troviamo conforto
anche in Dio, perduto, sconfitto
lacrimante, grondante di dolori umani
perplesso e risentito da tempo...
 

 

martedì 4 agosto 2026

Piccolo cane

Il termine Canicola deriva dal latino Canicula ("piccolo cane"), ed era utilizzato per indicare Sirio, la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore nonché del firmamento, dopo il Sole, che appunto dal 24 Luglio al 26 agosto sorge e tramonta pressoché con il Sole. 
Secondo una versione della mitologia greca il Cane Maggiore sarebbe, invece, Lepalo, il cane di Procri, figlia del re ateniese Eretteo. Lepalo era così veloce che nessuna preda poteva sfuggirgli. 
A Procri era stato donato da Minosse, re di Creta, che nei confronti della fanciulla nutriva tenere speranze. Minosse lo ereditò dalla madre Europa, che a sua volta lo ebbe in dono da Zeus, innamoratosi di lei. 
D'agosto
Avido lutto ronzante nei vivi,
Monotono altomare,
Ma senza solitudine,
Repressi squilli da prostrate messi,
Estate,
Sino ad orbite ombrate spolpi selci,
Risvegli ceneri nei colossei...
Quale Erebo t’urlò? 
Giuseppe Ungaretti 
Sirio, trae le suo origini dal termine greco seirus che significa “che fa appassire” o “che fa inaridire”. In effetti è molto appropriato se si pensa che, nei giorni della levata eliaca di Sirio, cioè quando la stella sorge all’alba insieme al Sole, siamo nel periodo più caldo dell’estate, nei cosi detti “Giorni del Cane”, da cui appunto canicola. 
Infatti tra la fine di luglio e la fine di agosto Sirio sorge e tramonta in quasi contemporaneità al Sole. I nostri antenati notarono questa coincidenza col periodo più caldo dell’anno e lo definirono di conseguenza.
 
Ermetiche frasi scompongono
l'incedere di assurda canicola;
 caldi, lenti, fiumi più non danno
ristoro alle membra, solo paura... 
 
Nell’antico Egitto notiamo che Sirio, che gli egiziani identificavano con Iside (dea della maternità e della fertilità), rivestiva un ruolo ancor più importante e vitale. Si pensava infatti che fosse proprio la levata eliaca di questa stella il fattore scatenante delle piene del Nilo, evento che gli egiziani attendevano con grande favore, poiché le sue esondazioni andavano a fertilizzare i terreni irrorati, permettendo quindi il sostentamento della popolazione.
(dalla rete)

domenica 2 agosto 2026

Mare e silenzio

La combinazione di mare e silenzio rappresenta uno dei binomi più suggestivi della letteratura, del cinema e della riflessione personale, evocando calma, introspezione o resistenza.
(dalla rete
).

In lei tìtubo al mare che mi offende,
manca ancora il silenzio nella mia vita.
Guardo la terra che scintilla,
l'aria è tanto serena che s'oscura.
E questa che in me cresce
è forse la rancura
che ogni figliuolo, mare, ha per il padre.

Eugenio Montale 

Il binomio tra mare e silenzio evoca da sempre un profondo senso di calma, introspezione e rifugio dell'anima.
Questa suggestione si riflette in numerosi ambiti culturali, artistici e geografici.

Il legame tra mare, silenzio e suggestione evoca un profondo stato di pace interiore, unito alla forza della natura e alla riflessione.
Questo incontro di elementi stimola la mente a rilassarsi e a perdersi nell'orizzont
e.

Nella mia vita ora il silenzio
appare costante erosione
del tempo che implica meta
che mai vorrei raggiungere...
 
L'unione tra il mare e il silenzio genera una potente suggestione psicologica e meditativa, capace di ridurre istantaneamente lo stress e azzerare il rumore di fondo dei pensieri quotidiani.
La neuroscienza descrive la contemplazione marina come uno stato di calma e presenza mentale indotto dai colori e dall'orizzonte infinito. il silenzio davanti all'oceano non è assenza di suono, ma una forma di ordine in cui i pensieri si disperdono nel vento e lasciano spazio all'introspezione.

venerdì 31 luglio 2026

Canicola (solleone)

La canicola è un periodo di caldo torrido e afoso tipico dei mesi estivi, solitamente tra metà luglio e fine agosto. 
Il termine deriva dal latino canicŭla ("piccola cagna"), nome latino della stella Sirio, la più brillante della costellazione del Cane Maggiore.  
Gli antichi associavano la vicinanza di questa stella al Sole con l'inizio del caldo più intenso dell'anno.
 
Canicola

Il sole brucia tutta
la vita. Non muove il vento
un albero. Fuori dal tempo
splende il giorno.
La canicola assorbe
le ore, i colori,
il silenzio.

All’improvviso si sente una goccia
di pioggia, e un’altra,
e un’altra ancora, nella sera.
È musica.

Jorge Gaitàn Duràn

 

In attesa di pioggia, secco
come mai la terra brucia
di febbre causata dall'uomo;
noi siamo causa ed effetto... 
 
La canìcola (o solleone) rappresenta il periodo più caldo dell'anno, solitamente concentrato nell'emisfero boreale tra la fine del mese di luglio e la fine del mese di agosto, i cambiamenti climatici ne stanno ampliandone il periodo (dalla rete).

giovedì 30 luglio 2026

Il sesterzio

Il sesterzio era la moneta più diffusa ed emblematica dell'antica Roma, rimasta in circolazione per quasi cinque secoli.

103

Se vuoi, rendimi quei diecimila sesterzi, Silone,
e poi inalbera pure tutta la tua arroganza;
ma se a te piace il denaro, non fare il ruffiano
e smettila con tutta quella tua arroganza. 

Publio Valerio Catullo

Da sempre il denaro, il contante,
le difficoltà, i pagamenti, i prestiti;
spesso si perdono amico e soldi
mi disse, e fu, da allora nulla...   
 
Durante la Repubblica romana era una piccola moneta d'argento, coniata raramente. 
Durante l'Impero romano era una moneta in oricalco (lega di rame e zinco) di ampio modulo.
Un sesterzio era valutato circa 0,08 grammi d'oro. 
Al prezzo attuale dell'oro di circa €60 al grammo, potremmo ricavare che un sesterzio doveva avere un valore compreso tra i 4 e i 5 euro. Il prestito di Catullo a Silone era quindi assai notevole.
(dalla rete)

martedì 28 luglio 2026

Osso del dolore

La poesia Dolore di Giovanni Raboni è un componimento intenso che mette a confronto due diverse concezioni della sofferenza, esplorando il legame profondo e asimmetrico tra l'autore e la persona amata.
(dalla rete)

Dolore

Tu e le tue fissazioni! mi vien voglia
di rinfacciarti le mie piaghe,
quelle sí cancrenose, immedicabili…
Ma no, sbaglio. Non io, tu sei l’erede
d’una sacra penuria,
te e i tuoi da sempre ha saccheggiato il cielo.
C’è piú tristezza nel tuo lutto
per un gioco perduto, per una bambola squartata
che nel mio per il novero dei morti
che colleziono da una vita.
È piú giusta, ha piú stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affamato, tremante, altero amore!
Non rispondi, mi guardi
come, ma sí, come un nemico di classe
se cerco di distrarti,
se ti ricatto con la tenerezza…
Ma credimi, tesoro, che non voglio rubartelo
l’osso del tuo dolore.

Giovanni Raboni

L'immagine finale chiarisce il rispetto assoluto del poeta: non c'è intenzione di sottrarre o sminuire l'integrità aspra e irriducibile del dolore altrui ("non voglio rubartelo / l'osso del tuo dolore")

Dolorosamente conscio avanzo
negli anni, nei giorni, nel tempo;
questo peregrinare continuo è vento
che mi spinge al veloce declivio...

lunedì 27 luglio 2026

Fontana Pensierosa

La Fontana Pensierosa è un antico e suggestivo fontanile risorgivo della fine dell'Ottocento situato nella campagna a nord-est di Offanengo, in provincia di Cremona.

 Mezzogiorno

Chiesoline di campagna
lontane e vicine,
i vostri campanilini fumano
come tanti comignoli di cucine.
Mezzogiorno!
«Bambini si va a mangiare.»

Aldo Palazzeschi

Sole a picco d'estate, mezzodì
nei miei prati erbosi disseccati;
una fonte pensierosa, nonna,
amore predato dal tempo... 
 
Questo luogo naturale alimenta il fosso Lissolo ed è stato recentemente inserito tra i 7 fontanili più belli e caratteristici della Lombardia.
(dalla rete)

domenica 26 luglio 2026

Oboe



Oboe sommerso
è la seconda raccolta di poesie di Salvatore Quasimodo, pubblicata nel 1932 dalle Edizioni di Circoli di Genova. L'opera rappresenta uno dei testi più emblematici e radicali dell'Ermetismo italiano (dalla rete).

Oboe sommerso

Avara pena, tarda il tuo dono
in questa mia ora
di sospirati abbandoni.

Un òboe gelido risillaba
gioia di foglie perenni,
non mie, e smemora;

in me si fa sera;
l'acqua tramonta
sulle mie mani erbose.

Ali oscillano in fioco cielo,
labili: il cuore trasmigra
ed io son gerbido,

e i giorni una maceria.
 
Salvatore Quasimodo 

L'omonima poesia che apre la raccolta poetica racchiude l'essenza di questa stagione poetica, caratterizzata da un linguaggio estremamente denso, analogico e di difficile interpretazione.
Gerbido è un termine regionale (soprattutto piemontese) che indica un terreno arido, brullo e incolto, simile a una brughiera, o uno stato di abbandono della terra ("lasciare in gerbido").
“Oboe sommerso” è una raccolta che include poesie intrise di un forte senso lirico e di una profonda sensibilità verso la natura e il paesaggio. Attraverso queste poesie, Quasimodo estende la sua indagine sul dolore umano alla sofferenza collettiva, collegando la sfera personale con l'ambito universale.
 
Nel tramonto rivedo vite
passate, nei ricordi filmati;
la gioia che provo è inferiore
al dolore di ciò che manca...

L'oboe è uno strumento musicale aerofono a fiato ad ancia doppia appartenente alla famiglia dei legni. È celebre per il suo suono dolce, espressivo e penetrante, che ricorda la voce umana, ed è lo strumento che tradizionalmente dà il "La" per accordare l'orchestra grazie alla stabilità e alla chiarezza del suo timbro (dalla rete).

sabato 25 luglio 2026

Sonetto Shakespeariano


Sonetto 27

Consunto da fatica, corro presto a letto
caro ristoro al corpo distrutto dal cammino;
ma allor nella mia testa s’apre un’altra via
a stancar la mente or che il mio corpo ha tregua.
Svelti i miei pensieri da lontano ove dimoro
volgono in fervido pellegrinaggio a te
e tengono spalancate le mie palpebre pesanti
scrutanti quelle tenebre che il cieco sol conosce:
ma ecco che la vista immaginaria del mio cuore
presenta la tua ombra al mio sguardo senza luce,
che, simile a diamante sospeso nel buio più nero,
fa la cupa notte bella e il suo vecchio volto nuovo.
Così di giorno il corpo, di notte la mia mente
per colpa tua e mia non trovano mai pace.
 
William Shakespeare  
 
Il Sonetto 27 di William Shakespeare descrive l'amore come un pensiero che non si ferma mai, parlando della stanchezza del corpo, del viaggio della mente nel buio e della mancanza di pace.
(dalla rete)
 
Nel nitido pensare cose care
assumono contorni sfuocati
visi dissolvono veli di tempo
rimane un costretto al petto...

mercoledì 22 luglio 2026

“Scrivi, ti prego”

Nel brano riportatoi di seguito, lo scrittore/cronista/giornalista  Dino Buzzati affronta il bisogno viscerale della scrittura, vista sia come una condanna biologica sia come l'unica via di salvezza possibile per l'essere umano.

Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse).

Dino Buzzati 

Scrivi ti prego non è il titolo del testo di Buzzati né una vera e propria poesia, ma un estratto da una pagina intitolata La salvezza tratta dalla raccolta eterogenea di prose e riflessioni In quel preciso momento (Neri Pozza, 1950) in seguito pubblicata da Mondadori in una nuova edizione contenente frammenti inediti nel 1974.
La chiave di lettura di questo breve scritto di DinoBuzzati ce la dà per l’appunto il suo titolo: “La salvezza”. La scrittura per l’autore è “salvezza”, come dimostra la pur desolante conclusione.
(dalla rete)
.

Scrivi  e fatti scrivere se puoi
cosa facile a dirsi, quasi impossibile;
percorsi di menti allineate
spesso divergono e derivano...

lunedì 20 luglio 2026

Oggi

Oggi

Oggi qualcosa che ieri
avrebbe datro la gioia;
oggi è ansia e domande
il fiume forse risposte.
 
Ecco che oggi tentenno
succube il tempo che varca
le soglie del tempo, età
che mai non vorremmo...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
Oggi (today in lingua inglese) è un avverbio e un sostantivo maschile invariabile che indica il giorno corrente o l'epoca attuale. 
Deriva dal latino hŏdie (contrazione di hoc die) e il suo significato si articola in due ambiti principali (dalla rete).

domenica 19 luglio 2026

Riandare

La poesia che segue descrive il contrasto tra il peso della "storia grigia della vita" e l'improvvisa esplosione di gioia e speranza primaverile portata da una donna. 

Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.
[17 aprile 1929] 

Cesare Pavese  

Riandare significa, in maniera letterale, "andare di nuovo" oppure "ritornare" in un luogo.
Quando il verbo è intransitivo, segue la coniugazione irregolare di andare (es. io rivado, tu rivai, noi riandiamo).
Quando invece  è transitivo, assume una flessione regolare (es. io riando, tu riandi), anche se queste forme con l'accento sulla radice sono rarissime e poco usate nella lingua parlata.

Nel linguaggio comune è usato prevalentemente in senso figurato, specialmente in espressioni come "riandare con la mente", per indicare l'atto di ripensare o rievocare un ricordo.

(dalla rete)

Riandare solo per vecchi sentieri
sperando di essere ancora giovani;
l'età non mente e i sogni, realtà
distorte, si sciolgono al mattino...