zone d'ombra
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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giovedì 23 luglio 2026
"inondare il mondo"
mercoledì 22 luglio 2026
“Scrivi, ti prego”
Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno.
A denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui,
se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via,
una riga si potrà salvare. (Forse).
Dino Buzzati
Scrivi ti prego non è il titolo del testo di Buzzati né una vera e propria poesia, ma un estratto da una pagina intitolata La salvezza tratta dalla raccolta eterogenea di prose e riflessioni In quel preciso momento (Neri Pozza, 1950) in seguito pubblicata da Mondadori in una nuova edizione contenente frammenti inediti nel 1974.
La chiave di lettura di questo breve scritto di DinoBuzzati ce la dà per l’appunto il suo titolo: “La salvezza”. La scrittura per l’autore è “salvezza”, come dimostra la pur desolante conclusione.
(dalla rete).
martedì 21 luglio 2026
Astenia
ed è la più terribile delle stanchezze.
Non è pesante come la stanchezza del corpo,
e non è inquieta come la stanchezza dell'emozione.
È un peso della consapevolezza del mondo,
una impossibilità di respirare con l'anima.”
Fernando Pessoa
La stanchezza fisica e mentale, nota in medicina come astenia, è un
segnale con cui l'organismo comunica un esaurimento delle riserve
energetiche dovuto a stress, stile di vita o carenze nutrizionali.
Quando colpisce contemporaneamente corpo e mente, anche le azioni
quotidiane più semplici richiedono uno sforzo sproporzionato, ci si trova in una condizione di diffusa mancanza di energia e annebbiamento cognitivo.
(dalla rete)
lunedì 20 luglio 2026
Oggi
Oggi
domenica 19 luglio 2026
Riandare
Ogni giorno che passa è un riandare
tutta la storia grigia della vita.
Una donna che appena mi ha parlato
mi ha messo in cuore come un gran germoglio
gonfio di gioia.
È una gioia vedere tanti rami
verdissimi nel vento e tanti fiori
prepotenti, sboccianti, è una gran gioia
perché nel sangue pure è primavera.
[17 aprile 1929]
Cesare Pavese
Riandare significa, in maniera letterale, "andare di nuovo" oppure "ritornare" in un
luogo.
Quando il verbo è intransitivo, segue la coniugazione irregolare di andare (es. io rivado, tu rivai, noi riandiamo).
Quando invece è transitivo, assume una flessione regolare (es. io riando, tu riandi), anche se queste forme con l'accento sulla radice sono rarissime e poco usate nella lingua parlata.
Nel linguaggio comune è usato prevalentemente in senso figurato,
specialmente in espressioni come "riandare con la mente", per indicare
l'atto di ripensare o rievocare un ricordo.
(dalla rete)
sabato 18 luglio 2026
Capigliatura
La capigliatura
Capelli riccioluti sino alla scollatura!
Boccoli profumati carichi d’indolenza!
Estasi! Per popolare quest’oscura alcova
dei ricordi che dormono nella tua capigliatura
la scuoterò nell’aria come un fazzoletto.
La rovente Africa e la languida Asia,
tutto un mondo lontano, assente, quasi estinto,
vive nel tuo profondo, foresta di aromi!
Alcune anime navigano immerse nella musica,
la mia anima, amore, nuota nel tuo profumo.
Andrò laggiù dove colmi di linfa,
albero e uomo godono al calore dei climi.
Siate, forti trecce, l’onda che mi trascina!
Possiedi, mare d’ebano, il sogno meraviglioso
di vele, di vogatori, di bandiere e di alberi.
Un porto risonante, dove la mia anima beve
a vaste ondate profumi e suoni e colori,
dove vascelli scivolano sull’oro e sulla seta
e aprono ampie braccia per accogliere la gloria
d’un cielo puro e fremente d’eterno calore.
Affonderò la testa avida d’ebbrezza
nel tuo nero oceano dove l’altro è racchiuso;
e il mio sottile spirito cullato dal rollio
saprà ritrovarvi, o feconda pigrizia,
dondolii infiniti di piaceri odorosi!
siete l’azzurro di un cielo immenso e rotondo;
sui bordi vellutati delle ciocche ondulate
con furore m’inebrio ai profumi confusi
di catrame, di muschio e di olio di cocco.
seminerà per sempre rubini zaffiri e perle
affinché tu non sia sorda al mio desiderio!
Non sei forse l’oasi in cui sogno e l’anfora
da cui bevo a gran sorsi il vino del ricordo?
Charles Baudelaire
La capigliatura indica l'insieme dei capelli di una persona,
specialmente quando si fa riferimento alla loro quantità, lunghezza o
stile di acconciatura specifico.
I capelli non sono solo un elemento
estetico, ma rappresentano un vero e proprio tratto identitario e di
comunicazione sociale.
Il termine capigliatura può essere sinonimo di chioma, mentre il suo contrario principale è la calvizie (dalla rete).
venerdì 17 luglio 2026
Dissonanze
un'ora che il tuo cuore disumano
ci spaura e dal nostro si divide.
Dalla mia la tua musica sconcorda,
allora, ed è nemico ogni tuo moto.
In me ripiego, vuoto
di forze, la tua voce pare sorda.
M'affisso nel pietrisco
che verso te digrada
fino alla ripa acclive che ti sovrasta,
franosa, gialla, solcata
da strosce d'acqua piovana.
Mia vita è questo secco pendio,
mezzo non fine, strada aperta a sbocchi
di rigagnoli, lento franamento.
E' dessa, ancora, questa pianta
che nasce dalla devastazione
fra erratiche forze di venti.
Questo pezzo di suolo non erbato
s'è spaccato perché nascesse una margherita.
Eugenio Montale
giovedì 16 luglio 2026
Solo
Solo
Fin da bambino, io non sono stato
uguale agli altri; non ho mai guardato
il mondo come gli altri; le passioni
da una fonte comune non ho tratto.
Dalla stessa sorgente non ho attinto
il mio dolore; né ho accordato il cuore
alla gioia di chi mi stava accanto.
Ciò che io ho amato, l’ho amato da solo.
Allora – nei miei primi anni, nell’alba
delle burrasche di una vita – è sorto
dai grandi abissi del bene e del male
questo mistero che ancora mi avvince:
sempre, dalla fontana o dal torrente,
da quella rossa rupe in cima a un monte,
dal sole che girava intorno a me
nel suo bagliore dorato d’autunno,
dal lampo che scoccava in mezzo al cielo
sfiorandomi nel suo rapido volo,
dalla tempesta e dal rombo del tuono,
e dalla nube che prendeva forma
(mentre il resto del Cielo era sereno):
la sagoma di un demone al mio sguardo
Edgar Allan Poe
mercoledì 15 luglio 2026
Amicizia
Se fiducioso un amico poté affidare all'altro
un segreto, sicuro della sua discreta fedeltà,
me stesso vedrai consacrato a questo giuramento
e credimi, Cornelio, muto come una statua
Publio Valerio Catullo
In questi quattro versi, Catullo esalta il valore dell'amicizia basata sulla fiducia e sulla capacità di custodire un segreto.
Catullo dichiara di far parte della ristretta cerchia di persone "consacrate" dalla legge della segretezza reciproca (illorum iure sacratum).
Per il poeta, la lealtà e la custodia dei segreti sono doveri morali imprescindibili nel codice dell'amicizia.
(dalla rete)











