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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 9 ottobre 2026

Nixi d'autunno

Autunno malato

Autunno malato e adorato
morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
quando avrà nevicato
sui frutteti.

Povero autunno
muori in biancore e ricchezza
di neve e di frutti maturi.
In fondo al cielo
planano sparvieri
sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
che non hanno mai amato.

Sui confini lontani
i cervi hanno bramito.

E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
i frutti che cadono e che nessuno raccoglie
il vento e la foresta che piangono
tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
le foglie
pestate
un treno
che passa
la vita
che va.

Guillaume Apollinaire 

 

Il componimento affronta i temi classici della malinconia, del declino della natura e dello scorrere inesorabile del tempo. 
Apollinaire
si rivolge all'autunno definendolo "malato" e "adorato", una stagione morente legata all'arrivo dell'inverno ma amata per la sua ricca e struggente bellezza.
La natura malinconica riflette lo stato d'animo del poeta e la delusione amorosa per la fine della relazione con Annie Playden.

 

Nel momento di passaggio si scorge
la nera figura che paziente ci attende;
qualcuno la vuole fuggire, i più,
c'è un tempo per tutte le cose...
 
Il termine "nixi" (dal francese nixes) fa riferimento alle nisse o nixie, ovvero le ninfe acquatiche della mitologia germanica e norrena Apollinaire le descrive come creature «dai capelli verdi e nane», svalutandole con l'epiteto di "nicettes" (ingenue, semplici d'animo) e definendole come esseri "che non hanno mai amato". Rappresentano elementi naturali legati all'acqua che in autunno languono e si riducono, riflettendo lo stato di malattia e di sfiorimento della stagione. Simboleggiano la malinconia, la solitudine e l'incapacità o l'impossibilità dell'amore, richiamando spesso echi di altre figure del folklore germanico care al poeta (dalla rete).

giovedì 8 ottobre 2026

Riposo dell'erba

Il poeta stabilisce un legame profondo, quasi simbiotico, con la natura (dendromorfismo o sensibilità biovegetale).
L'atto di aprire "la zolla ch'è mia" e di adagiarvisi è un ritorno alla terra d'origine (la Sicilia della memoria e dell'infanzia).
Il sonno che segue non è passivo, ma una fusione totale: l'erba riposa il suo cuore insieme a quello del poeta "da secoli", superando i confini del tempo storico.

Riposo dell'erba

Deriva di luce; labili vortici,
aeree zone di soli,
risalgono abissi: apro la zolla
ch'è mia e m'adagio. E dormo:
da secoli l'erba riposa
il suo cuore con me.

Mi desta la morte
più uno, più solo,
battere fondo del vento:
di notte.

 Salvatore Quasimodo

Il vento notturno che batte dal fondo sancisce l'impossibilità di una fusione permanente con la natura: l'uomo si riscopre "più uno,/più solo", segnato da quell'isolamento esistenziale che caratterizza tutta la poetica giovanile di Quasimodo.
Il componimento è caratterizzato da una forte densità lirica, dall'uso di analogie e da una sintassi frastagliata e paratattica.

(dalla rete)

Arriverà il momento di passo
che non si potrà arretrare;
i volti dei tanti vedranno sorrisi
e braccia che tese saranno...

mercoledì 7 ottobre 2026

Protocollo cittadino #180 (Ansiogenesi)

L'ansiogenesi è il processo biologico, psicologico o farmacologico che provoca, genera o sviluppa l'ansia.
 
Ansiogenesi
 
Fatica nel sonno e ansimare
costretto da pensieri e sogni;
il dormiveglia non da ristoro, si
rimane in balia di troppi pensieri...
 
Gujil
 
Il termine deriva dall'unione di "ansia" e dal suffisso di origine greca "-genesi" (nascita, creazione). In ambito clinico e scientifico, si riferisce a tutto ciò che è in grado di scatenare uno stato ansioso (dalla rete).

martedì 6 ottobre 2026

Paul Gavarni attraverso Baudelaire

Paul Gavarni
"Autoritratto"
Avere un ideale significa credere in un valore profondo o in un principio guida (come la giustizia, la libertà o l'onestà) che orienta le proprie azioni e dà un senso alla vita, pur sapendo che si tratta di un modello di perfezione difficile da raggiungere interamente nella realtà.
(dalla rete)

L'ideale

Non le smorte beltà di figurine,
malsane figlie d’un tempo vanesio,
dita da nacchere, piedi da scarpine,
potranno in me saziare il desiderio.

Lascio a Gavarni, poeta dei tisici,
le belanti bellezze d’ospedale:
io non trovo tra queste rose misere
un fiore pari al mio rosso ideale.

Lo colmi tu l’abisso del mio cuore,
Lady Macbeth, del crimine signora,
sogno d’Eschilo schiuso all’uragano,

o tu, grande Notte, di Michelangelo
figlia, che torci il pose strane le agili
tue forme sotto i baci di Titano.

Charles Baudelaire 

L'accostamento tra Paul Gavarni e la figura del "poeta" nasce da un celebre passaggio letterario: Charles Baudelaire lo definisce "poeta dei tisici" nella sua poesia L'ideale (L'Idéal), contenuta nella raccolta I fiori del male.
Paul Gavarni non era un poeta, ma un celebre illustratore, pittore e caricaturista francese dell'Ottocento.
Lo pseudonimo apparteneva a Guillaume-Sulpice Chevalier.
Con questa espressione ("poeta dei tisici"), Baudelaire usa la parola "poeta" in senso figurato.
Identifica Gavarni come il cantore visivo della modernità parigina, un artista capace di ritrarre con le sue litografie le nevrosi, le mode passeggere e le figure tipiche della vita urbana (come le lorettes o i flâneurs).

 Spazio alla rabbia, al dissenso,
frammenti dipassato incedono
con fare indiscusso,il breve passo
distingue ragioni e torti, insieme...

lunedì 5 ottobre 2026

Ottobrino

Ottobre deriva il suo nome dal latino “october”, l’ottavo mese del calendario romano che inizia con il mese di marzo.
(dalla rete)

Poi l’estate svanisce e passa, e arriva ottobre.
Si fiuta l’umidità, si sente u
na chiarezza insospettabile,
un brivido nervoso, una veloce esaltazione,
un senso di tristezza e di partenza.

Thomas Wolfe 

Ottobre è il decimo mese dell'anno nei calendari giuliano e gregoriano.
Ha una durata di 31 giorni e rappresenta il cuore dell'autunno nell'emisfero boreale.
È il mese associato alla vendemmia, alla semina e allo spettacolare fenomeno del foliage, in cui le foglie degli alberi assumono calde tonalità calde di giallo, arancione e rosso.

Ottobre
è il mese della transizione per eccellenza, un periodo dell'anno capace di risvegliare sensazioni intime, contrastanti e profondamente radicate nei nostri ritmi naturali.

Capire Ottobre è un'alba durante
 attimi di vento a scompigliare
pensieri distopici, artefatti urbani;
è ancora silenzio ora il fuori...
 
Da un lato evoca la malinconia per la fine definitiva dell'estate, ma dall'altro porta con sé il piacere intimo del rallentare, del calore domestico e di un nuovo inizio progettuale.
Le "sensazioni di ottobre" non sono solo suggestioni poetiche, ma riflettono una reale trasformazione dell'ambiente, dell'umore e del nostro organismo. Dal punto di vista fisico, ottobre porta spesso una netta sensazione di stanchezza, sonnolenza e pigrizia. Non si tratta di una sensazione immaginaria: la riduzione delle ore di luce solare altera i nostri ritmi biologici, provocando un aumento della melatonina (che induce il sonno) e una riduzione della serotonina (l'ormone del buonumore); è normale avvertire anche rigidità muscolare al risveglio o piccoli fastidi di adattamento termico.

domenica 4 ottobre 2026

Desiderio tra le vele

Il desiderio mi brucia
il desiderio di cose belle
che ho viste e non vissute.
Il desiderio mi brucia
ed impera ardente e solo
nel mio cuore e nel mio cervello.
Desidero tante cose
che ho viste in trasparenza
di musica fiori e profumi.
Di luci e di brusii strani
che avvicinano l’anima alla poesia.

Che è questa voce?
È il mio violino che canta
(Strano. Eppure io non ci sono!)
E questa vertigine insolita?
È quella che provo quando La vedo.
Tutto pare uno strano capogiro di febbre
pieno di tanti frantumi di cristallo
che scintillano e tintinnano
tintinnano, tintinnano e scintillano…
… ed in questa vertiginosa ridda
ancora la vedo, bella e quasi assente
immensamente bella
ma lontana…
… lontana…
… lontana…
… come la musica…
… come l’inebriante profumo…
… come le luci che ora sono
nel silenzio spente.
[8 marzo 1929] 

 Cesare Pavese

Il desiderio è un sentimento intenso che spinge a cercare il possesso, il conseguimento o la realizzazione di qualcosa che possa appagare un bisogno fisico, spirituale o emotivo.  Il desiderio si manifesta in diversi ambiti dell'esperienza umana; è un sentimento violentemente intenso ed una spinta profonda della mente e della psiche che ci muove verso ciò che pensiamoci manchi o che vogliamo realizzare.
Salvador Dalì
"Desiderio"- 1929
La parola deriva dal latino desiderium, composto dalla preposizione de- (che indica mancanza, allontanamento) e da sidus (stella). L'origine del termine racchiude una forte componente poetica e psicologica:

Di amori usati, vissuti a latere
tra pianti infiniti vanamente resi
come imperdibili raffiche nel vento
a strappare vele consunte e intrise...

"Vele strappate dal vento" è un'espressione che richiama immediatamente la forza degli elementi e il superamento dei limiti, ma trova riscontro in contesti molto diversi: da quello tecnico e nautico, a quello artistico, fino a metafore poetiche e sentimentali.
(dalla rete)

sabato 3 ottobre 2026

I colori dei libri

In Italia, l'espressione "il colore dei libri" fa riferimento a una radicata tradizione editoriale e linguistica che associa determinati colori (ad esempio utilizzando il colore giallo per caratterizzare i cosiddetti gialli) a specifici generi letterari (dalla rete).
 
 Meravigliose immagini urtano
le usurate corde dell'anima,solo
colori vaghi, in disuso, tedio, ma 
carichi di sensazioni pastello...

Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.

Eugenio Montale

Questa associazione nasce dalle scelte cromatiche delle copertine di storiche collane editoriali della prima metà del Novecento, diventando col tempo parte integrante della lingua italiana.
🟢  Verde: Storicamente legato ai drammi storici, oggi viene spesso associato alla fantascienza. 🔵  Azzurro/Blu: Spesso utilizzato per la letteratura di viaggio o per le fiabe classiche. 🟠 Arancione: Frequentemente assegnato al romanzo di carattere storico. 🔴 Rosso: Associato ai romanzi di avventura e azione. ⚫ Nero (Noir): Giallo cupo, hardboiled o storie dal punto di vista del criminale. 🟡 Giallo: Poliziesco, thriller e investigativo. 🌸 Rosa: Romanzo sentimentale e d'amore.

venerdì 2 ottobre 2026

Un giorno nel giro del tempo (Carolina)

Nell'antichità la celebrazione della nascita non riguardava le persone comuni. 
Nell'Antico Egitto si festeggiava esclusivamente il giorno dell'incoronazione del faraone (considerata la sua "nascita" come divinità), mentre tra i Greci, Romani e Persiani i festeggiamenti erano riservati unicamente a re, nobili e divinità.

C’è un giorno nel giro del tempo
nel giro dell’anno rotondo:
lo festeggia con te chi è contento.
Tu sei nato in un giorno normale
lungo il giro rotondo dell’anno:
ma quel giorno si è fatto speciale
e lo chiamano il tuo compleanno.
 

Roberto Piumini

Auguri stanchi del tempo
tra le mia braccia solo rifugio
incantantavi la vita con isole
di risa, sguardi, ora vivi...
 
Il compleanno moderno, inteso come festa per la gente comune, ha preso piede in Europa intorno al XIX secolo, inizialmente all'interno delle famiglie aristocratiche e borghesi. 
Si ritiene che la prima festa di compleanno documentata con le modalità odierne (torta e candeline per ogni anno di età) sia stata organizzata il 28 agosto 1802 in Germania per il 53° compleanno del celebre scrittore Johann Wolfgang von Goethe.
(dalla rete)

giovedì 1 ottobre 2026

100.000 (Centomila)!!!

Centomila
(numericamente 100.000) è il numero naturale composto da cento migliaia. Nella cultura italiana, questo termine evoca immediatamente contesti linguistici, letterari e sociali di grande rilievo.
(dalla rete)

100.000

Centomila volte detto e ancora
negli angoli del cuore stipo
unpò di sereno orgoglio, vedo
svanire figure di riferite voglie.

Nel contesto silente di nuove
perpetrate consuete mi vedo
guardare lontano, molto lontano
come in quella luce sognata...
 
Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate
 
 Mai avrei detto o potuto
pensare a un obiettivo così;
sarà stato il sogno mattutino
o quella mano che mi ha tenuto..?
 

mercoledì 30 settembre 2026

Capita nella vita

“Come capita nella vita: vediamo e sappiamo bene, nei momenti cruciali, le molte cose che sarebbe stato meglio non fare, non esternare… ma poi l'istante del ripensamento passa e rimane, con le tante incertezze, i difetti e anche i peccati, il «tutto», che è com'è perché non può essere diverso.
E alla fine siamo responsabili solo del «tutto», i dettagli non contano.” — Sándor Márai

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/178057-sandor-marai-come-capita-nella-vita-vediamo-e-sappiamo-bene-n/

Capita a tutti di attraversare momenti in cui le cose non vanno come previsto, in cui ci si sente sopraffatti dallo stress, stanchi o semplicemente smarriti.

“Come capita nella vita: vediamo e sappiamo bene, nei momenti cruciali, le molte cose che sarebbe stato meglio non fare, non esternare… ma poi l'istante del ripensamento passa e rimane, con le tante incertezze, i difetti e anche i peccati, il «tutto», che è com'è perché non può essere diverso. E alla fine siamo responsabili solo del «tutto», i dettagli non contano.”

Sándor Máraie 

È vero, capita nella vita.

Che si tratti di un imprevisto professionale, di un legame che cambia o di una giornata in cui tutto sembra girare storto, fa parte dell'esperienza umana
(dalla rete).

La vita, nei tanti luoghi comuni,
angoli bui dove luce non entra,
nel solo restare unici siamo vele
strappate e Maestrale che soffia...

"Capita nella vita" è un'espressione comune (comunque carica di senso preponderantemente negativo) che indica l'imprevedibilità dell'esistenza e il verificarsi di eventi o momenti di difficoltà, cambiamento o riflessione che sfuggono al nostro controllo.
È vero, capita nella vita.