Sono sopraffatto dallo sconcerto
zone d'ombra
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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lunedì 23 febbraio 2026
Sconcerto
Sono sopraffatto dallo sconcerto
domenica 22 febbraio 2026
Amari amori impossibili...
Un amore impossibile è un
sentimento che, per ragioni esterne o interne, non può tradursi in una
relazione reale e quotidiana. “È un amore impossibile” – mi dici.
“È un amore impossibile” – ti dico.
Ma scopri che sorridi se mi guardi,
e scopro che sorrido se ti vedo.
“Di notte” – tu confessi – “io ti penso…
Ti penso giorno e notte,
e mi domando se stai pensando a me,
mentre ti penso.
… La società, le regole, i doveri…
ma tremi quando stringo le tue mani.”
“Meglio felici o meglio allineati?”
– Ti chiedo. –
E il tuo sorriso accende il giorno,
cambiando veste ad ogni mio pensiero.
“Questo amore è possibile” – ti dico.
“Questo amore è possibile” – mi dici.
Sesto Aurelio Properzio
Spesso viene descritto come quello che
"non finisce mai" proprio perché rimane sospeso nell'idealizzazione,
nutrendosi di ciò che sarebbe potuto essere anziché della realtà.
L'amore impossibile
è un classico intramontabile, un qualcosa che è un misto di fascino e tortura che ha
alimentato secoli di passionale letteratura e di struggenti canzoni.
Spesso non è la persona a
essere "sbagliata", ma l'incastro: il tempo, la distanza o le
circostanze che remano contro (dalla rete).
"Amore amaro" è un'espressione che descrive un sentimento contrastante, spesso associato a una relazione tormentata, non corrisposta o finita, che lascia un retrogusto di sofferenza nonostante l'affetto provato.
sabato 21 febbraio 2026
Poesia, commento e riflesso
Va’ a sapere perché fossi là quella sera nei prati.
Forse mi ero lasciato cadere stremato di sole,
e fingevo l’indiano ferito. Il ragazzo a quei tempi
scollinava da solo cercando bisonti
e tirava le frecce dipinte e vibrava la lancia.
Quella sera ero tutto tatuato a colori di guerra.
Ora, l’aria era fresca e la medica pure
vellutata profonda, spruzzata dei fiori
rossogrigi e le nuvole e il cielo
s’accendevano in mezzo agli steli. Il ragazzo riverso
che alla villa sentiva lodarlo, fissava quel cielo.
Ma il tramonto stordiva. Era meglio socchiudere gli occhi
e godere l’abbraccio dell’erba. Avvolgeva come acqua.
Ad un tratto mi giunse una voce arrochita dal sole:
il padrone del prato, un nemico di casa,
che fermato a vedere la pozza dov’ero sommerso
mi conobbe per quel della villa e mi disse irritato
di guastar roba mia che potevo e lavarmi la faccia.
Saltai mezzo dall’erba. E rimasi, poggiato le mani,
a fissare tremando quel volto offuscato.
Oh la bella occasione di dare una freccia nel petto di un uomo!
Se il ragazzo non ne ebbe il coraggio, m’illudo a pensare
che sia stato per l’aria di duro comando che aveva quell’uomo.
Io che anche oggi mi illudo di agire impassibile e saldo
me ne andai quella sera in silenzio e stringevo le frecce
borbottando gridando parole d’eroe moribondo.
Forse fu avvilimento dinanzi allo sguardo pesante
di chi avrebbe potuto picchiarmi. O piuttosto vergogna
come quando si passa ridendo dinanzi a un facchino.
Ma ho il terrore che fosse paura. Fuggire, fuggii.
E, la notte, le lacrime e i morsi al guanciale
mi lasciarono in bocca sapore di sangue.
e, curioso, cammino e mi parlo, impassibile
come l’uomo alto e cotto dal sole parlò quella sera.
[15-16 luglio 1932]
Cesare Pavese
venerdì 20 febbraio 2026
Specchio poetico
Specchio può essere letta come una poesia di rinascita. Lo sguardo del poeta si concentra sull’incanto dei piccoli germogli che
nascono alla luce del sole facendo risplendere i rami che parevano
secchi e morti. Salvatore Quasimodo descrive la primavera come il compiersi di un
miracolo: è ciò che ridona vita a un paesaggio fermo, congelato nel
lungo inverno, che pareva destinato a una perenne immobilità (dalla rete). Specchio
Ed ecco sul tronco
si rompono le gemme:
un verde più nuovo dell’erba
che il cuore riposa:
il tronco pareva già morto,
piegato sul botro.
E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell’acqua di nube
che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,
quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c’era.
Salvatore Quasimodo
Secondo la critica Quasimodo in questi versi fa propria una sensibilità biovegetale (denominata dendromorfismo), rintracciabile nell’immagine delle gemme nascenti, in cui il
ciclo biologico della vita dell’uomo e delle piante viene trasfuso in un
destino comune. L’uomo si fonde con l’immagine dell’albero e i
sentimenti umani vengono assimilati, in una sorta di simbiosi,
all’esistenza naturale.giovedì 19 febbraio 2026
"Sconclusionati"
mercoledì 18 febbraio 2026
Palazzo fiabesco
Descrive un luogo fiabesco, misterioso e inaccessibile, osservabile solo da lontano, caratterizzato da atmosfere sospese tra gioco, musicalità e un tocco crepuscolare.
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s’odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.
Aldo Palazzeschi
Fantasmi, paure, sogni,
Il palazzo rappresenta un mondo chiuso, quasi onirico, in bilico tra
sogno e realtà, allontanandosi dalle tematiche realistiche per esplorare
un orizzonte fantastico.
(dalla rete)
martedì 17 febbraio 2026
Danza alchemica
Il "gioco sottile" nell'ambito dell'erotismo si riferisce all' arte della seduzione, basata sulla tensione psicologica, il non detto, il contatto visivo e l'attesa, piuttosto che sull'atto fisico esplicito immediato. È una danza alchemica che nutre il desiderio e l'intimità quotidiana, trasformando l'interazione in un gioco di attrazione (dalla rete).
lunedì 16 febbraio 2026
Farandola
La
farandola è un'antica e vivace danza popolare originaria della Provenza, in Francia, caratterizzata da danzatori disposti in una lunga catena che si muovono al suono di strumenti tradizionali (flauto e tamburo o tamburello).La farandola dei fanciulli sul greto
era la vita che scoppia dall'arsura.
Cresceva tra rare canne e uno sterpeto
il cespo umano nell'aria pura.
Il passante sentiva come un supplizio
il suo distacco dalle antiche radici.
Nell'età d'oro florida sulle sponde felici
anche un nome, una veste, erano un vizio,
Eugenio Montale
Forse non proprio una farandola, cioè un girotondo a ballo, ma semplicemente un gioco comune, chiassoso, vivace. Essa richiama, per allitterazione, ma soprattutto per i colori della
combinazione di fanciulli e vita, prima che una danza, un oggetto.
La
girandola: spicchi di carta variamente colorati che roteano, e anche in
mancanza di vento prendono a frullare, perché il vento viene creato
dalla corsa di chi tiene il bastoncino della girandola in mano.
E correre nell’aria stagna e statica, senza brezza alcuna, diventa un
allegro sberleffo all’ordine stabilito dalla natura di quell’ambiente
così ostico.
Il tutto nell’incoerenza del greto del torrente.
(dalla rete).
domenica 15 febbraio 2026
Saltare (dalla finestra)
Numero 507
salterò dalla finestra
se è questo che serve
per soddisfarti sessualmente,
ma solo se tu abiti nel
seminterrato.
Pedro Pietri
Number 507
I will jump out the window
if thats what it takes
to satisfy you sexually,
but only if you live in the
basement.
Le notizie di cronaca riportano
talvolta episodi reali di fughe precipitose o di gesti estremi per
sfuggire all'ira del partner tradito.
(dalla rete)
sabato 14 febbraio 2026
Gente... persone
Questa pioggia che cade per piazze e per strade,
e in caserma e in collina, va tutta sprecata.
Domattina le piante saranno lavate,
lungo i viali, e il cortile in caserma bel molle,
da sfangarci al ginocchio: i lavori che fanno in città
sembran tutti quest’acqua che cade sui tetti.
(Fuori, piova nel buio per tutte le strade,
finirà che domani per terra c’è l’erba).
Si è veduto stasera venire giú l’acqua
per i fossi, in collina, e la terra ingiallita
dalle foglie e dal fango. Ma, sopra il sentore
della terra, uno sterile tanfo di fiori
che succhiavano l’acqua, e tra i fiori, le ville
che grondavano pioggia. Soltanto dall’altro versante,
arrivare sul vento un sentore di vigna.
non importa: c’è un vino che viene a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
C’è un odore di pietra nel vento bagnato,
e per terra, soltanto rotaie. Le donne che passano
le conosce nessuno. Le donne in città
sono sempre diverse e non servono a niente.
Nel casino, là sí che gli odori son buoni
e le donne son brave. Ma vivono come in caserma
anche loro e il lavoro che fanno è una stupidità.
(Non importa: le donne verranno a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
Cesare Pavese









