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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 15 settembre 2026

Nuvola generata

No, la notte, fa freddo, è tanto nera,
colle sue stelle buie
è tanto immensa che non è piú nulla

il tramonto d’oro è dolce
come la nube d’una sigaretta

come la forza di rupe e di cielo
nello spirito umano

muore la grazia dolce del tramonto,
il fiore dolce, la gioia piú acuta

anche a farsi piccini, a scomparire
si è schiacciati ugualmente.

O bella donna dalle membra sode
pensando a te mi trema la schiena,

i riflessi dorati del tramonto
si fanno rosei come di pudore
e il cielo intenerisce come seta.
[6 aprile 1929]. 

Cesare Pavese 

Se intesa in senso letterale, la nuvola generata dalla combustione di una sigaretta non è semplice vapore, ma una miscela tossica complessa.
Durante la combustione (che raggiunge temperature elevate tra i 600°C e i 900°C) si generano oltre 4.000 sostanze chimiche, di cui circa 40 sono cancerogene certe (tra cui benzene, polonio-210 e idrocarburi aromatici policiclici).
(dalla rete)

La notte porta abbracci
di sogni,incubi attesi;
nella fioca luce di un vivido
pensiero rimasto, ritorto...

lunedì 14 settembre 2026

Ansia assurda

Se in questo momento stai provando un'ansia molto intensa, ricordati prima di tutto una cosa: l'ansia è un'attivazione fisica, raggiunge un picco e poi scende. Non durerà per sempre e sei al sicuro

Se sei depresso, stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente.

Lao Tzuhe

E' quest'ansia, sorda, assurda
ci erode da dentro il pensare;
siamo animali d'affetti che mimano
sicurezze fragili e impalpabili... 
 
Se la mente continua a correre, interrompi il circuito dell'ansia bagnandoti il viso con acqua molto fredda o stringendo un cubetto di ghiaccio tra le mani per 10-20 secondi. Il freddo stimola il riflesso d'immersione (dive reflex), che abbassa istantaneamente la frequenza cardiaca e riduce l'attivazione emotiva dell'amigdala (dalla rete).

domenica 13 settembre 2026

Sagome stagliate

Il testo della poesia mette in scena un serrato dialogo interiore tra i limiti imposti dalla razionalità, dal calcolo o dalla paura e la natura assoluta dell'amore, che risponde a ogni obiezione riaffermando semplicemente la propria identità, senza condizioni o giustificazioni
. 
Le sagome sono forme con contorni definiti che riproducono il profilo di oggetti, animali o persone, e trovano tantissimi utilizzi pratici.

E' quel che è

È assurdo
dice la ragione
È quel che è
dice l’amore

È infelicità
dice il calcolo
Non è altro che dolore
dice la paura
È vano
dice il giudizio
È quel che è
dice l’amore

È ridicolo
dice l’orgoglio
È avventato
dice la prudenza
È impossibile
dice l’esperienza
È quel che è
dice l’amore.

Erich Fried

E' quello che siamo,
che saremmo, se fosse;
imperdibili sagome stagliate
su contrafforti seriosi...
 
L'espressione "sagome stagliate" evoca immediatamente un forte contrasto visivo: profili scuri, netti e ben definiti che emergono o si tagliano contro uno sfondo nettamente più chiaro o luminoso (come il cielo all'alba, al tramonto o una forte sorgente di luce artificiale). 
(dalla rete)

sabato 12 settembre 2026

Poesia

Caro

Riflessa, altera, nell'unico
di un orizzonte al tramonto
ti vedo alla china scoscesa
attenta, intenta alla vita.

Il volto riflette la luce
del sole che sei, che per altri 
sarai nel tuo dare discreto
l'amore che senti ti fugge.

Caro mi sei come l'acqua,
nel fuoco, nel solo che siamo;
infine raggiungeremo l'intento
impetuoso del cuore che batte.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

venerdì 11 settembre 2026

Maschera

La poesia è dedicata allo scultore Ernest Christophe ed è ispirata a una statua allegorica di gusto rinascimentale (dalla rete).

La maschera

Sono in lei radunate le grazie fiorentine:
in un corpo che insieme è solido e flessuoso
stanno Eleganza e Forza, due sorelle divine.
E’ una donna mirabile, frutto miracoloso,
stupendamente salda, eppure assai leggera,
fatta per troneggiare sopra un letto sontuoso,
e d’un papa o d’un principe attizzare i piaceri.

– Vedi come il sorriso è fine e voluttuoso:
in quella fatuità trascorre dolce un’estasi,
nello sguardo un’ambigua e languida ironia,
un velo intorno al viso la seduzione desta,
ogni tratto ci dice con trionfante malia:
“La Voluttà mi chiama, l’Amore m’incorona”.
Vedi che forte fascino dona la gentilezza
a colei che di tanta maestà si corona.
Su, giriamole intorno, scrutiamo la bellezza.

O artificio blasfemo, sorprendente malizia!
E’ un mostro bicefalo questo corpo di luce
che riverbera un mondo di suprema delizia!

– No, è solo una maschera quel volto che seduce
e che una fine smorfia ora va rischiarando.
Ma osserva il volto vero com’è atrocemente
raggrinzito e com’è arrovesciato standosene
al riparo del primo artefatto sembiante.
Povera sovrumana bellezza, il tuo bel rivo
di lacrime nel cuore spaurito si riversa,
mi fa ebbro il tuo inganno, e l’anima s’abbevera
al flutto che il Dolore dalle pupille versa.

– Perché ora piange, lei, l’avvenente regina
che terrebbe ai suoi piedi l’umanità sperduta?
Quale oscuro male l’è al bel fianco spina?

– Insensato, lei piange proprio perché ha vissuto.
E perché vive. E quello che più e più deplora
e che tutta la scuote è il fatto che poi,
domani, è necessario, ahimé, vivere ancora,
domani, posdomani, e sempre: come noi!

Charles Baudelaire

Tutti abbiamo una maschera
a celare sorrisi e pianti;
siamo preda di indicibili istinti
vergogne e paure coprono i volti...

Una maschera è un oggetto o indumento utilizzato per coprire parzialmente o totalmente il volto, a fini protettivi, cerimoniali, di intrattenimento e spettacolo o di travestimento, eventualmente integrata da un costume. Di solito segue la forma di un volto umano e presenta fessure per gli occhi, la bocca e il naso, e può essere fatta di cartapesta, plastica, legno o altri materiali.
Maschere diverse hanno usi diversi, come proteggere il volto di un atleta o di un lavoratore in un'industria pericolosa, prevenire l'inalazione di tossine, riscaldarsi, divertirsi, nascondere il volto allo scopo d'impedire l'identificazione o di emulare un personaggio (da wikipedia).

giovedì 10 settembre 2026

Protocollo cittadino #177 (Lontano)

 

Lontano

Un viaggio lontano,
di qualcuno che amo;
la vitaè fatta così,
siparte, si arriva....
 
Gujil
 
Lontano è un termine italiano che funge sia da aggettivo che da avverbio per indicare una rilevante distanza nello spazio, nel tempo o in un contesto ideale e figurato (dalla rete).

mercoledì 9 settembre 2026

Protocollo cittadino #176 (Come mai avesse...)

Come mai avesse...

Come mai la pioggia avesse
impregnato il mondo di vita;
nello scrosciare impetuoso dell'acqua
le mie domande fluiscono al mare...
 
Gujil

La definizione e il significato dell'espressione "scroscio di pioggia" indicano una pioggia improvvisa, intensa e scrosciante, caratterizzata dal forte rumore (il fragore continuo) dell'acqua che cade violentemente dall'alto (dalla rete).

martedì 8 settembre 2026

Negromante (o necromante)

Necromanzia (Origine Greca): Deriva da nekrós (morto) e manteía (indovino). In origine indicava strettamente la divinazione attraverso il dialogo con le anime dei defunti.
Negromanzia (Evoluzione Latina): Durante il Medioevo, l'assonanza con il latino niger (nero) ha trasformato il termine in "negromanzia", legando indissolubilmente la figura del negromante alla magia nera, all'occultismo e all'evocazione di entità demoniache

Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?

Emily Dickinson

Il negromante (o necromante) è, nel significato storico e letterario, un mago o indovino che evoca gli spiriti dei defunti per predire il futuro o manipolare forze occulte. Nel tempo, il termine ha subito una profonda evoluzione etimologica e culturale, trasformandosi da pratica divinatoria a pilastro del genere fantasy.

Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...
 
Necromanzia, divinazione antichissima, che deriva a sua volta dalla Nekya, ovvero l’interrogazione dei morti (talvolta effettuata con una discesa vera e propria nel sottosuolo, come fanno alcuni eroi mitologici), che a sua volta deriva da una forma di contatto con l’Aldilà e con i defunti.
Il Negromante è una celebre commedia in cinque atti scritta da Ludovico Ariosto, composta originariamente nel 1520 e successivamente revisionata nel 1528 per la prima rappresentazione a Ferrara. L'opera è una delle prime e più importanti commedie regolari in volgare della letteratura italiana, caratterizzata da una forte satira sociale e morale.
(dalla rete)

lunedì 7 settembre 2026

Bystander effect

L’effetto spettatore, definito anche apatia dello spettatore o effetto testimone (in inglese bystander effect), è un fenomeno della psicologia sociale che si riferisce ai casi in cui gli individui non offrono alcun aiuto a una persona in difficoltà, in una situazione d’emergenza, quando sono presenti anche altre persone.

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto impenetrabile.

Blaise Pascal 

L'espressione "spettatori impassibili" si riferisce a persone che assistono a un evento (spesso drammatico, insolito o violento) senza mostrare alcuna reazione emotiva, empatia o intenzione di intervenire.

Siamo spettatori impassibili
di quanto accade e ancora
crediamo possibile i miracoli;
stupidi e stupiti, insieme...
 
La probabilità d’intervento è inversamente correlata al numero degli spettatori. In altre parole, maggiore è il numero degli astanti, minore è la probabilità che qualcuno di loro presterà aiuto.
(dalla rete).

domenica 6 settembre 2026

Aria afosa

L'aria afosa è una condizione atmosferica caratterizzata da un alto tasso di umidità e da temperature elevate, che rende difficile la sudorazione e amplifica in noi la percezione del calore. Il sistema cardiocircolatorio deve lavorare più intensamente del normale per cercare di disperdere il calore, causando all'organismo cali di pressione, stanchezza e mal di testa.
Quando l'aria è satura di vapore acqueo infatti, il sudore non evapora e il corpo non riesce a raffreddarsi efficacemente, provocando quella classica sensazione di soffocamento e pesantezza (dalla rete).

Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.

Yukio Mishima

Del caldo afoso ricordo notti
passate ad ascoltare i grilli
amori liquefatti riemergono
da anfratti spaccati dal sole...