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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 18 ottobre 2018

Notte


Apri le porte della notte
Troverai il mio cuore impiccato
Nell’armadio i sentori dell’amore
Appesi tra gli abiti rosa dell’alba
Divorati dalle tarme, la sporcizia e gli anni
Appesi senza vestiti, stracciati dalla speranza
Il mio cuore dai sogni galanti
Vive ancora.
 
Joyce Mansour
traduzione di Marco Conti
 
 
 Non posso camminare
attraverso i sobborghi nella solitudine della notte
senza pensare che la notte ci piace perché,
come il ricordo,
sopprime i particolari oziosi.

 Jorge Luis Borges

 
 
 la notte a volte così breve,
spesso lunga di ansie ed attese;
eppure...quante cose la notte,
spiraglio verso l'alba nascente...

mercoledì 17 ottobre 2018

Riflesso autunnale n°4 e Chaos


Magnum Chaos,
dalle tarsie del coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo.


questo caos intorno alimenta
fantasmi di tempi passati;
non nascondo, ho paura, timore,
la costruzione vacilla al vento,
pericolosamente oscillano anche le idee...
 
Gujil  
 
(GRC) «Ἦ τοι μὲν πρώτιστα Χάος γένετ᾽, αὐτὰρ ἔπειτα
Γαῖ᾽ εὐρύστερνος, πάντων ἕδος ἀσφαλὲς αἰεὶ
[ἀθανάτων, οἳ ἔχουσι κάρη νιφόεντος Ὀλύμπου,
Τάρταρά τ᾽ ἠερόεντα μυχῷ χθονὸς εὐρυοδείης,]
ἠδ᾽ Ἔρος, ὃς κάλλιστος ἐν ἀθανάτοισι θεοῖσι,
λυσιμελής, πάντων δὲ θεῶν πάντων τ᾽ ἀνθρώπων
δάμναται ἐν στήθεσσι νόον καὶ ἐπίφρονα βουλήν.
Ἐκ Χάεος δ᾽ Ἔρεβός τε μέλαινά τε Νὺξ ἐγένοντο•
Νυκτὸς δ᾽ αὖτ᾽ Αἰθήρ τε καὶ Ἡμέρη ἐξεγένοντο,
οὓς τέκε κυσαμένη Ἐρέβει φιλότητι μιγεῖσα.»

(IT) «Dunque, per primo fu il Chaos, e poi Gaia dall'ampio petto, sede sicura per sempre di tutti
gli immortali che tengono le vette dell'
Olimpo
nevoso,
e
Tartaro
nebbioso nei recessi della terra dalle ampie strade,
e poi
Eros
, il più bello fra gli dèi immortali,
che rompe le membra, e di tutti gli dèi e di tutti gli uomini
doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.
Da Chaos nacquero
Erebo e nera Nyx
.
Da Nyx provennero
Etere e Hemere
che lei partorì concepiti con Erebo unita in amore.»
(Esiodo, Teogonia, 116-125. Traduzione di Graziano Arrighetti, in Esiodo Opere : 1998 Einaudi-Gallimard; 2007 Mondadori, p. 9)

martedì 16 ottobre 2018

Riflesso autunnale n°3, crogiolo o crogiuolo e un ricordo

 
 mi sono preso un giorno,
un giorno di requie dai miei pensieri,
un giorno per me forse, lontano,
nelle fatiscenti immagini scorgo ancora
volti risaputi e stanchi, sogni confusi;
le folle, i dubbi, le maldicenze, insieme
nel vasto crogiuolo dell'anima...
oggi si ricorda, oggi si torna ad allora...
 
 
Gujil
 

crogiòlo
(letter. crogiuòlo)
sostantivo maschile
 [dal fr. croiseul, nome di una specie di lampada]
 
"Crogiolo", o anche "Crogiuolo",
è il recipiente usato per la fusione dei metalli.
In senso figurativo il termine indica un contesto in cui si mescolano e si integrano elementi eterogenei.
Spesso riferito a città multietniche, in particolare a New York.
Purtroppo è usuale ricorrere all'equivalente inglese "melting pot", il quale ha lo stesso significato sia letterale sia figurativo. (dalla rete)

domenica 14 ottobre 2018

Colomba


Anima di colomba
 
Anima di colomba o fatta d’aria,
si scioglie in trite sillabe la voce.
 
Tremante amore, la memoria resta,
il cadenzare lieve del tuo passo,
la finestra da cui guardammo il mare,
l’isola che ci accolse e ti rapì.
Ora la pioggia e il vento ho per compagni,
e la notte. Ed è lunga la notte.
Il vento è un mare. Altro mare è la pioggia.
E notte e vento e pioggia, e quest’angoscia.
 
Luigi Fiorentino
da "Un fiume d'amore, 1961

  
palpebre chiuse, rime baciate,
ho qualche ricordo di Grecia, di lei, colomba,
come un romantico film avvenne,
gli sguardi, le intese l'amore...

Colomba – femmina del colombo, della famiglia dei Columbidi
Colomba – simbolo dello Spirito Santo
Colomba – forma femminile del nome proprio di persona italiano maschile Colombo
Colomba – dolce pasquale
Colomba – comune del Guatemala nel Dipartimento di Quetzaltenango
Colomba o Columba – nome di una costellazione
Colomba – marca di birra corsa
Colomba – romanzo di Prosper Mérimée
Colomba – personaggio dei fumetti DC Comics
Colomba (araldica) – figura araldica

sabato 13 ottobre 2018

Riflesso autunnale n°2

 


l'asilo del tempo si inombra nella solita attesa,
qualcuno prepara una valigia pesante,
qualcuno ce l'ha solo leggera;
vedere queste partenze mi duole e rattrista,
l'attesa del tramite snerva, prova e costringe
eppure qualcosa avrà un qualche senso,
avrà una nascosta ragione...
si vive di poche cose, inutili a volte,
si vive, si passa, si muore...
 
Gujil

venerdì 12 ottobre 2018

Cittadino

Canto di un cittadino
 

Pietra del fondo, che vedeva disseccarsi i mari
e milioni di bianchi pesci con salti di tormento –
io, pover’uomo, vedo un formicaio di genti bianche e nude,
prive di libertà. E vedo il granchio che ne divora il corpo.

E stati cadere, nazioni rovinare,
fuggire i re e gli imperatori.
Poi, la potenza dei tiranni.
E adesso posso dire, in questa ora,
che esisto, sebbene tutto muoia,
che è meglio un cane vivo di un leone morto,
così come dice la Scrittura.

Io, pover’uomo, seduto su una fredda sedia, occhi serrati,
sospiro e penso a un cielo di stelle,
a spazi non-euclidei, a germinanti amebe,
e agli alti monticelli delle termiti.

Io camminando dormo, e dormendo son desto,
corro inseguito e poi vengo sommerso,
su piazze di città, sospese in un’aurora
intensa, sotto il frantume marmoreo di una porta in rovina
commercio vodka e oro.

 

Eppure mi capitò di esserci vicino, giungevo
al cuore del metallo, allo spirito della terra, dell’acqua,
          del fuoco,
l’ignoto scopriva il volto, come si scopre
una notte tranquilla riflessa in un ruscello.
E mi salutavano specchi di giardini
fogliati di rame, che scompaiono quando li si afferra.

 E vicino, qui oltre la finestra, una serra di mondi,
dove il maggiolino e il ragno sono pianeti,
e l’atomo vagante è un rilucente Saturno,
e i mietitori portano alle labbra
il freddo boccale nell’estate che brucia.

 Questo volevo e null’altro. Da vecchio mettermi
come il vecchio Goethe di fronte alla terra
e riconoscerla, e conciliarla
con l’opera, elevata
come una rocca nel bosco sopra il fiume
delle luci mutevoli e delle ombre labili.

Questo volevo e null’altro. Allora
di chi è la colpa? Perché mi è stata tolta
la giovinezza e poi l’età matura, perché hanno drogato
i miei anni migliori di sgomento? Di chi,
di chi è la colpa, o Dio, di chi?

E posso solo pensare a un cielo di stelle,
agli alti monticelli delle termiti.

Varsavia 1943-1944
 
Czeslaw Milosz
traduzione di Valeria Rossella
 


 

Un cittadino è un abitante o residente in uno Stato del quale possiede la cittadinanza avendone i conseguenti diritti e i doveri.
Tale definizione ha origine dalle antiche città stato e specialmente in Roma. Chi era cittadino di Roma, e quindi ne aveva o ne conseguiva la cittadinanza, era tutelato e si considerava protetto e intoccabile in ogni luogo dell'impero e anche nelle città straniere. Il conseguimento dello status di Cittadino romano fu considerato a lungo un privilegio e l'aspirazione ad esserlo, da parte degli abitanti delle zone sotto il dominio romano, fu anche oggetto di aspre contese tra Roma e le altre popolazioni italiche.
All'epoca dei comuni il termine identificava quella classe sociale superiore ai popolani ma inferiore ai nobili. (da Wikipedia)

 Eccoci, come sempre, presenti,
ricordiamo il passato e temiamo;
futuri incerti dietro le finestre dell'anima,
soli, come sempre inutilmente soli....

giovedì 11 ottobre 2018

Orazione


Orazione
 
Signore,io ti amo
perché giochi pulito:
Senza imbrogli - senza miracoli -;
perché lasci che esca
poco a poco,
senza trucchi - senza utopie -;
carta a carta,
senza scambi,
il tuo formidabile
solitario.


Leòn Felipe
da "Versi e orazioni del viandante" (1920-1930)
 
 
 secondo una lettura puramente religiosa e cristiana, per indicare la relazione cosciente e colloquiale dell'uomo con Dio si usano due vocaboli: preghiera e
orazione .
La parola "preghiera" proviene dal verbo latino precor , che significa pregare, rivolgersi a qualcuno chiedendo un beneficio.
Il termine "orazione"
proviene dal sostantivo latino oratio ,
che significa parlare, discorso, colloquio.
L’orazione è necessaria per la vita spirituale: è il respiro che permette alla vita dello spirito di perfezionarsi e attualizzare la fede nella presenza di Dio e del suo amore.
(dalla rete).

Guarda caso ci si affida alla preghiera quando tutto sembra perduto, difficile, come per raccogliere tutte le energie interiori per creare una forza che soccorra e supporti.
Le orazioni si dicono spesso solo per abitudine.
 
una preghiera, anch'io, ora,
per chi trapassa, per chi resta;
la prece va, in alto, sopra di noi
verso entità, nomi diversi nei cuori...