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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 4 maggio 2026

Poesia, ricordo e riflesso

Ritorni

Piazza Navona, a notte, sui sedili 
stavo supino in cerca della quiete, 
e gli occhi con rette e volute di spirali 
univano le stelle, 
le stesse che seguivo da bambino 
disteso sui ciotoli del Platani 
sillabando al buio le preghiere. 

Sotto il capo incrociavo le mie mani 
e ricordavo i ritorni: 
odore di frutta che secca sui graticci,
di violaciocca, di zenzero, di spigo; 
quando pensavo di leggerti, ma piano, 
(io e te, mamma, in un angolo in penombra) 
la parabola del prodigo, 
che mi seguiva sempre nei silenzi 
come un ritmo che s'apra ad ogni passo 
senza volerlo. 

Ma ai morti non è dato di tornare, 
e non c'è tempo nemmeno per la madre 
quando chiama la strada, 
e ripartivo, chiuso nella notte 
come uno che tema all'alba di restare . 

E la strada mi dava le canzoni, 
che sanno di grano che gonfia nelle spighe, 
del fiore che imbianca gli uliveti 
tra l'azzurro del lino e le giunchiglie ; 
risonanze nei vortici di polvere, 
cantilene d'uomini e cigolio di traini 
con le lanterne che oscillano sparute 
ed hanno appena il chiaro di una lucciola. 

Salvatore Quasimodo

Una poesia del ricordo, mamma
e ricordo il tuo viso, il sorriso
così raramente espresso
eppure velato di infinito amore...

domenica 3 maggio 2026

Kahlil Gibran e Mary Haskell

La relazione tra Kahlil Gibran e Mary Haskell è stata una delle collaborazioni intellettuali e affettive più profonde del XX secolo. 
Mary Haskell, preside di una scuola femminile a Boston e mecenate, non fu solo l'amore platonico del poeta, ma la sua principale sostenitrice.
Le loro lettere, note come Mio amato profeta, rivelano un amore che ha superato la distanza fisica.
(dalla rete)
 
Quando sono infelice, cara Mary, leggo le tue lettere. 
Quando la nebbia travolge il mio “io”, tiro fuori dalla piccola scatola due o tre lettere e le rileggo. 
Mi ricordano del mio vero me. 
Mi fanno dimenticare tutto quello che non è alto e bello nella vita. 
Ognuno di noi, cara Mary, deve avere un luogo in cui poter riposare da qualche parte.
Il luogo di riposo della mia anima è un bellissimo boschetto in cui vive il mio pensiero di te.

 Nelle solitarie elucubrazioni
rimane un filo di pensieri,
di volti, chiari, sempre vividi
e le voci che ancora io sento... 
 
La relazione tra Kahlil Gibran e Mary Haskell (1908-1931) fu un profondo legame intellettuale, amoroso e spirituale. Haskell, preside e mecenate americana, fu la musa e sostenitrice economica del poeta, documentando la genesi di opere come Il Profeta nel suo diario. 
Oggi, queste lettere sono considerate una testimonianza preziosa non solo della vita privata dello stesso Kahlil Gibran, ma del processo creativo che ha dato vita a uno dei testi più letti al mondo.

sabato 2 maggio 2026

Into the "blues"

Il blues è un genere musicale nato nelle comunità afroamericane del Profondo Sud degli Stati Uniti verso la fine del XIX secolo.
Caratterizzato da un'intensa carica emotiva, il termine deriva dall'espressione inglese "blue devils", che indica uno stato di malinconia o tristezza.

 Il Blues dei blues

Non c’è nulla di male a portare una bimba
nella propria stanza a sentire un gramofono.
Ma veniva il momento che i dischi morivano
soli e nessuno di noi due li ascoltava.
Si capisce – eravamo piú giovani ancora di loro
e quelle arie, quei suoni cantavano forte la vita.

Il male cominciò con me seduto
sul sofà e la ragazza che canterellando scendeva
a rimettere un disco dei soliti – un blues.

Erano cose gaie d’America, anche i blues
ma sentirli ripetere – sempre gli stessi –

e vederli ripetere, sempre, dalla medesima mano.

Ora – parlo soltanto di ieri – ma il giorno è venuto
che darei, darei tanto per tornare a vedere
la ragazza salirsene canterellando da me
e rimettere il disco d’un tempo – anche un blues.
(novembre 1931)

Cesare Pavese

Into the blue, troppo spesso
e gli sorrisi scarni nelle foto,
un black & white del tempo
come un abbraccio, lontano... 
 
Il blues è un genere musicale nato negli Stati Uniti meridionali tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, creato dalla comunità afroamericana dalle canti di lavoro. Caratterizzato da una struttura di 12 battute, note abbassate ("blue notes") e temi di malinconia o riscatto, ha influenzato profondamente la musica moderna.
(dalla rete)

venerdì 1 maggio 2026

Primo Maggio di festa

Primo Maggio

Onirche immagini e visi
come bandiere rosse al sole
e ancora umidi percorsi
di pioggia o lacrime dense.
 
Attimi, istanti, insieme, invisi
al potere che dispensa parole
inutili e ancora vani discorsi
che il tempo magnanimo spense.
 
Primo maggio ancorato a derisi
ideali come al cuore ora duole
il ricordo dei tempi trascorsi,
 canzoni, emozioni, immense...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il 1° maggio 1900, all'alba del nuovo secolo, la festa dei lavoratori era già una tradizione consolidata da quasi un decennio (dal 1891 in Italia), nata per commemorare le lotte per le 8 ore (dalla rete).

giovedì 30 aprile 2026

Tergicristalli e pioggia



I tergicristalli sono fondamentali per la sicurezza durante la pioggia, garantendo visibilità e mantenendo il parabrezza pulito da acqua e detriti.

(da Twink)

I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi. 

Robert Shure 

In caso di pioggia, è obbligatorio accenderli, insieme ai fari anabbaglianti e al climatizzatore per prevenire l'appannamento.

Credere agli oggetti, a vitalità
indotte dal pensare continuo;
l'affezione porta al dolore,
 non sono eterne le cose...
 
Un'ottima visibilità sotto la pioggia dipende sia dallo stato dei tergicristalli che dalla pulizia del parabrezza. Per una guida sicura, è fondamentale che le spazzole scorrano senza lasciare striature o fare rumore, specialmente di notte per evitare abbagliamenti pericolosi.
(dalla rete)

mercoledì 29 aprile 2026

Giovenzio e Catullo

Catullo dedica a Giovenzio, un giovane di nobile famiglia probabilmente originario di Verona, un piccolo ciclo di carmi (15, 24, 48, 81, 99) che esplorano il tema dell'amore omoerotico con un tono differente rispetto a quello per Lesbia
Mentre il rapporto con Lesbia è segnato da un'intensità tragica e dolorosa, la relazione con Giovenzio è descritta con una leggerezza ironica e giocosa, tipica della pederastia ellenistica (dalla rete).

99

Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio. 

Publio Valerio Catullo 

Il poeta racconta di aver rubato un bacio a Giovenzio, venendo però punito con un'ora di "croce" e freddezza.
Il ragazzo si pulisce le labbra con disgusto, trasformando la dolcezza dell'ambrosia nell'amarezza dell'elleboro.
 
I confini dell'amare, oggi
come insondabili sensi, pure
accovacciati dentro di noi;
siamo animali d'affetti...

Il legame con Giovenzio segue le convenzioni sociali del tempo: un uomo adulto (Catullo) che corteggia un ragazzo più giovane in una gerarchia di ruoli ben definita.
Questo testo, mostra un amore passionale e a volte ironico, specchio dei costumi romani del I sec. a.C. in cui tali relazioni erano tollerate.

martedì 28 aprile 2026

Sonno, sogno e incubo

“Il cuore prima chiede gioia,
Poi assenza di dolore,
Poi gli scialbi anodini
Che attenuano il soffrire,
Poi chiede il sonno, e infine
Se a tanto consentisse
Il suo tremendo Giudice,
Libertà di morire.”

Emily Dickinson  

Il legame tra sonno e incubi è un fenomeno biologico e psicologico complesso che avviene principalmente durante la fase REM (Rapid Eye Movement), il momento in cui l'attività cerebrale è più intensa.
(dalla rete)

Nel sonno il riparo è labile,
dalla gioia, al dolore, incubo
e la mente girovaga perduta
nel tempo assoluto che siamo...

Sogno e incubo rappresentano le due facce dell'esperienza onirica, distinte principalmente dall'intensità delle emozioni e dalla reazione fisica che scatenano. 
Il sogno è una normale elaborazione di immagini e pensieri, l'incubo ne rappresenta la versione spaventosa o angosciante, spesso legata a stress o traumi.
Mentre il sogno è una rielaborazione generale di vissuti e desideri, l'incubo è caratterizzato da sensazioni negative così forti da provocare spesso il risveglio improvviso.
(dalla rete)

lunedì 27 aprile 2026

Sonno e sogno

Sonno e sogno

Ancora il sonno insiste
e il sogno lascia il posto
al torpore, agli occhi velati.
Non siamo semplici cose
nel contesto del buio
animiamo nostre voci
nascoste, piene di  cose,
segreti e pensieri e voglie
spesso trattate a slenzi
per spezzare le tante paure
infinite, stanche e sole...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il sonno e il sogno sono due fenomeni strettamente intrecciati, ma profondamente diversi per natura: il sonno è uno stato biologico oggettivo e misurabile, mentre il sogno è l'esperienza soggettiva e psichica che avviene prevalentemente durante alcune sue fasi (dalla rete).

domenica 26 aprile 2026

Upupa ilare uccello...

L'upupa (Upupa epops) è uno degli uccelli più iconici e facilmente riconoscibili che vivono in Europa, noto per la sua spettacolare cresta erettile e il piumaggio dai colori vivaci.
 
 Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Eugenio Montale

Eugenio Montale definisce questo meraviglioso uccellino coloratissimo e schivo, l'upupa, come "calunniato dai poeti" perché autori come Ugo Foscolo (nei Sepolcri) o Ovidio l'avevano descritto come un nefasto presagio di sventura che si aggira tra le tombe dei cimiteri.  
Per Montale, invece, l'upupa è un "ilare uccello" e un "nunzio primaverile". 
Con il suo movimento, sembra quasi arrestare il tempo e vincere il gelo dell'inverno ("non muore più il Febbraio"). 
Viene descritta come un "aligero folletto" (folletto alato) che porta un piccolo miracolo di luce e vitalità, pur restando totalmente ignara del potere che esercita sulla realtà circostante.
 
Lo vidi una volta, sul greto,
confuso alla terra il sentiero
a cornice di splendide immagini
e poesia tra gli occhi, questa...
L'upupa a è un uccello migratore che arriva in Italia e nel resto d'Europa tra marzo e aprile per nidificare, tornando in Africa per l'inverno. 
Preferisce ambienti aperti e caldi come frutteti, vigneti e oliveti, dove può trovare facilmente insetti terricoli.
È una specie schiva che nidifica nelle cavità degli alberi o dei muretti a secco. Per difendere il nido, i piccoli e la femmina possono emettere un liquido dall'odore nauseabondo per scoraggiare i predatori.
Oggi l'upupa è anche il simbolo della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), proprio per sottolineare la bellezza e l'importanza di questa specie al di là delle antiche superstizioni.
(dalla rete)