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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 14 febbraio 2026

Gente... persone

Gente non convinta

Questa pioggia che cade per piazze e per strade,
e in caserma e in collina, va tutta sprecata.
Domattina le piante saranno lavate,
lungo i viali, e il cortile in caserma bel molle,
da sfangarci al ginocchio: i lavori che fanno in città
sembran tutti quest’acqua che cade sui tetti.

(Fuori, piova nel buio per tutte le strade,
finirà che domani per terra c’è l’erba).

Si è veduto stasera venire giú l’acqua
per i fossi, in collina, e la terra ingiallita
dalle foglie e dal fango. Ma, sopra il sentore
della terra, uno sterile tanfo di fiori
che succhiavano l’acqua, e tra i fiori, le ville
che grondavano pioggia. Soltanto dall’altro versante,
arrivare sul vento un sentore di vigna.

(Fuori, piova nel buio per piazze e per strade,
non importa: c’è un vino che viene a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).

C’è un odore di pietra nel vento bagnato,
e per terra, soltanto rotaie. Le donne che passano
le conosce nessuno. Le donne in città
sono sempre diverse e non servono a niente.
Nel casino, là sí che gli odori son buoni
e le donne son brave. Ma vivono come in caserma
anche loro e il lavoro che fanno è una stupidità.

(Non importa: le donne verranno a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).

Cesare Pavese

Gente si definisce come un nome collettivo che indica un insieme indeterminato di individui, distinguendosi da termini simili per sfumature sociologiche, etimologiche e giuridiche. La parola gente quindi identifica un gruppo generico e indeterminato di esseri umani. Pur riferendosi a più individui, grammaticalmente è un sostantivo femminile singolare (nome collettivo).
 
acqua che scorre nei fiumi
come copiose lacrime agli occhi;
incertezze ammantate di viola
in un contesto assurdo di voci... 
 
In italiano, la scelta tra "gente" e "persone" dipende dal grado di precisione e dal tono che si vuole usare; se si possono contare gli individui o si vuole essere cortesi, meglio scegliere  persone. Se ci si riferisce a una folla indistinta, meglio usare gente (dalla rete).

venerdì 13 febbraio 2026

Sono solo io che penso...

La sensazione di essere l'unico a pensare in un certo modo — o anche solo di essere "intrappolati" nei propri pensieri — è un'esperienza umana universale, spesso legata a fenomeni psicologici.

Sono io che penso...

 In fondo sono solo io che penso
che rurro possa ruotarmi intorno,
le cose, la vita, le tante persone
in un fulgido turbine di colori.

Mi illudo ancora di me,
delle mie sincere posizioni
degli scherzi, delle parole dette;
poi tutto ritorna reale...

 Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
Se nel concetto ci si riferisce a un pensiero specifico o a una preoccupazione particolare, bisogna sapere che quasi certamente migliaia di persone stanno avendo lo stesso dubbio in questo esatto momento.
Spesso viviamo  una specie di unicità Illusoria che altro non è che la tendenza a credere che le proprie capacità, opinioni o dilemmi morali siano più rari di quanto non siano in realtà.
(dalla rete)

giovedì 12 febbraio 2026

Rumore bianco

Per molti, il suono della pioggia è un 
"rumore bianco" 
naturale che favorisce il sonno e riduce lo stress 
mascherando i rumori improvvisi.
(dalla rete)

“Nostalgia della mia dimora”

 
Una città immersa nella nebbia del lago,
la pioggia suona come una canzone di canne.
Persino adesso nella dimora che ho lasciato,
i fiori sono caduti e i rami sono scarni.

Jin Yi

Questo inverno che è ora
pieno di sconfitte e deliri;
rimane un deprecabile gesto
combatto il vuoto dentro...

mercoledì 11 febbraio 2026

L'orto dei veleni

L'orto dei veleni

È cinto da un muro ch’è alto tre spanne,
la via lo circonda.
Di fuori si vedon le frutta mature.
Son alberi grandi
che piegano i rami
col peso
possente
dei pomi.
I pomi maturi rilucono al giorno.
Al centro dell’orto v’è un mucchio di sassi,
di pietre ruinate.
V’è sotto, sepolta, la vecchia padrona dell’orto.
Aveva centanni la vecchia,
viveva nell’orto,
viveva di frutti,
soltanto di frutti.
La gente al narrarlo fa il segno di croce.
Nessuno ha mai colto quei frutti,
nessuno ha varcato quel muro.
Soltanto la sera vi ridon civette a migliaia.
E cadono e cadono i frutti maturi,
s’ammassano ai piedi dei tronchi robusti,
s’ammassan s’ammassan
mandando profumi soavi.

Aldo Palazzeschi

"L'orto dei veleni" di Aldo Palazzeschi, parte della sua produzione tra crepuscolarismo e futurismo, presenta un'atmosfera sospesa e simbolica, poesia pubblicata nella raccolta Lanterna (1907), rappresenta uno dei momenti più significativi della fase giovanile di Aldo Palazzeschi.
L'opera si colloca in una zona di confine tra il Crepuscolarismo e le prime avvisaglie di quell'estro anarchico e funambolesco che caratterizzerà il suo periodo futurista Il testo descrive un orto proibito, un luogo di fascino sinistro nutrito da una vecchia centenaria, evocando un'immagine che fonde il macabro, l'ironia e un disimpegno tipico del primo Novecento palazzeschiano.
 
 Inaccessibili luoghi, la mente
contiene ricordi e posti segreti;
nel brivido intenso del senso
rivedo cose perdute, lontane...

"L'orto dei veleni" si riferisce anche a percorsi tematici botanici (come a Trieste o Bergamo) dedicati a piante tossiche, storicamente usate per preparare veleni o medicine.
 
Il cosiddetto "Orto dei Veleni" (Poison Garden) si trova all'interno di
The Alnwick Garden, un famoso complesso di giardini situato nel Northumberland, in Inghilterra. È considerato uno dei giardini botanici più pericolosi e singolari al mondo, dedicato esclusivamente a piante tossiche, narcotiche o velenose.
Queste esposizioni educative illustrano specie come aconito, belladonna, cicuta e oleandro, evidenziando le loro proprietà velenose ma anche gli utilizzi terapeutici che possono avere. 
(dalla rete)

martedì 10 febbraio 2026

Razzismo

93

Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.

Publio Valerio Catullo

Oggi è troppo razzismo,
diffuso, strisciante, inutile;
abbiamo paura dell'altro
e spesso noi siamo l'altro...
 
Il razzismo si basa sulla falsa convinzione che l'umanità sia divisa in "razze" biologicamente distinte e gerarchizzabili, con gruppi "superiori" e "inferiori". Sebbene la scienza moderna (genetica e antropologia) abbia dimostrato che le razze umane non esistono a livello biologico, il razzismo persiste come costruzione sociale e ideologica (dalla rete).

 

 

lunedì 9 febbraio 2026

Di nuovo lunedi

Non mi piacciono i fine settimana. 
Tutti erano fuori per le strade. 
Tutti a giocare a ping pong o a falciare l'erba o a lustrare le macchine o in giro per i supermercati per i parchi e per le spiagge. 
Gente dappertutto. 
Il lunedì era il mio giorno preferito. 
Tutti tornavano al lavoro e non mi toccava vederli.
 
Charles Bukowski
Hollywood, Hollywood!, 1990 
 
Non è mai stato giorno
diverso da altri, forse
intenso come il vivere
che non sa differenze...
 
 
Il
lunedì è, per convenzione, il primo giorno della settimana lavorativa e scolastica, segnando la transizione tra il riposo del weekend e la routine frenetica. 
Psicologicamente, viene spesso associato a sentimenti di ansia, malinconia o stanchezza, un fenomeno noto come "sindrome del lunedì" o Monday Blues, causato dal brusco ritorno agli impegni.
(dalla rete)

domenica 8 febbraio 2026

Lettera mai spedita

…La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo.
La mia notte mi soffoca per la tua mancanza.
La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra.
La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce.
Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra.
Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita.
La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale.
La mia notte mi brucia d’amore...

Frida Kahlo

Mai, e poi, mai, scritto poi letto
ricordo la lingua, i fiocchi di neve
quei superflui inviti spesso recisi
da forbici che tagliano tutto...

sabato 7 febbraio 2026

Un sabato

Un sabato
 
 Un sabato di Febbraio, silenzio
appena albeggia, silenzio,
tra un pò la città si sveglia
ma ora io penso, in silenzio...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il sabato è il sesto giorno della settimana lavorativa nel calendario gregoriano, posizionato tra venerdì e domenica. La parola italiana deriva dal latino sabbătum, a sua volta dal greco σάββατον (sabbaton), proveniente dall'ebraico shabbat («giorno di riposo»), etimologicamente indica la cessazione dal lavoro. Nella tradizione ebraica è il settimo giorno, festivo e consacrato (dalla rete)

venerdì 6 febbraio 2026

Cabina telefonica

La cabina telefonica è una piccola struttura pubblica, solitamente in metallo e vetro, progettata per ospitare un telefono a pagamento e offrire privacy durante le chiamate.
 
Cabina Telefonica
Numero 301

quando ero molto giovane
ero solito avere tante
ragazze immaginarie
ora che sono un adulto
mi mancano parecchio 

Pedro Pietri

Un vecchio libertino ondeggia
barcollante bicchiere di nulla;
rimangono incise nel buio
alcune luci di stelle passate...

Le cabine telefoniche sono praticamente scomparse, rimangono ancora disponibili come articoli da arredamento, repliche o cabine fonoassorbenti per ufficio, con opzioni di acquisto online o tramite rivenditori specializzati in oggetti vintage o arredo.
(dalla rete)

giovedì 5 febbraio 2026

Tosse

La tosse

mi rassegno al non-senso del respiro
e non chiedo
-piuttosto credo-
in chi mi ha venduto
lo sciroppo del domani:
certo più dell’oggi.

Loredana Savelli

Colpo di tosse e silenzi,
ondeggio tra alti e bassi
ago impazzito di bilancia
starata, ruggine erode...
 
La tosse è un riflesso difensivo fondamentale delle vie respiratorie per espellere irritanti, muco o corpi estranei, e può essere acuta (breve) o cronica (oltre 8 settimane), secca o grassa, indicando spesso infezioni (virali/batteriche), allergie, irritanti (fumo, polvere) o reflusso gastroesofageo, richiedendo una visita medica se persistente, accompagnata da febbre alta, dolore o difficoltà respiratorie (dalla rete).