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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 4 aprile 2026

War!

«Arsiero, Asiago…»

Arsiero, Asiago,
E un’altra cinquantina,
Paeselli di frontiera,
Prima della carneficina,
Monte Grappa, Monte Corno,
Due dozzine così,
Nei bei giorni di pace
Manco sapevi che fossero lì.

Ernest Hemingway

La guerra è un conflitto armato e organizzato tra Stati, popoli o gruppi, caratterizzato da violenza esplicita e uso della forza militare per motivi politici, economici o ideologici.
Rappresenta la forma più estrema di ostilità, distinta dalla pace, e comporta distruzione e disordine sociale.

Guerra, oggi, come ieri,
morte, distruzione, paura,
come ieri, come sempre,
pazzi, stupidi uomini...
 
In questo momento (aprile 2026), il panorama globale è segnato da un'escalation di conflitti che coinvolgono direttamente le grandi potenze e diverse regioni calde del mondo (dalla rete).

venerdì 3 aprile 2026

Freccia, uova sode e ulivo

In spagnolo, "saeta" significa letteralmente "freccia", ma indica anche un tipico canto religioso del folklore andaluso, intonato durante le processioni della Settimana Santa.

La freccia

Oh, la freccia, il canto
al Cristo degli zingari,
sempre con il sangue sulle mani,
sempre da sbloccare!
Canta del popolo andaluso,
che ogni primavera
chiede le scale
salire sulla croce!
Canta della mia terra,
che getta fiori
al Gesù dell'agonia,
ed è la fede dei miei anziani!
Oh, non sei la mia canzone!
Non posso cantare, né voglio
a quel Gesù sull'albero,
ma a chi camminava nel mare!

Antonio Machado 

Nella poesia, Machado critica la devozione tradizionale focalizzata sul "Gesù dell'agonia" (il Cristo inchiodato alla croce), contrapponendogli un "Gesù che camminò sul mare". Il poeta esprime il desiderio di cantare a un Dio vivo e in cammino (dalla rete).

Un canto nel buio notturno
passione di Cristo, mia madre,
mia nonna, le uova sode deposte
e una foglia di ulivo, ricordo...

La tradizione dell'uovo sodo preparato o consumato durante il periodo pasquale, spesso legato simbolicamente all'ulivo, affonda le radici in antichi riti cristiani e contadini che uniscono sacro e profano. Alcune tradizioni contadine attribuivano poteri particolari alle uova deposte o bollite proprio il giorno del Venerdì Santo, considerandole simboli di vita che resiste nonostante il lutto della giornata (dalla rete).

giovedì 2 aprile 2026

I ricordi... cigolando

Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...

Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide. 

Eugenio Montale 

Nell’acqua tremolante contenuta nel secchio portato alla luce dalla profondità di un pozzo il poeta, per un attimo, intravede un volto caro il cui ricordo emerge dalla profondità della memoria.
Ma è un’immagine evanescente che si dissolve appena il poeta vi si avvicina e torna nel passato a cui appartiene, così come il secchio del pozzo ritorna al suo atro fondo (dalla rete).

Nel cigolio il silenzio
si ruppe, cadde un velo;
rimane il rumore, chiudo
i miei occhi, riascolto... 
 
Ricordare è come attingere dal pozzo oscuro della memoria 
Il ricordo come il secchio risale con grande difficoltà, cigolando.
Il passato si rivela dai contorni confusi, deformato e subito lontano perché appartiene a colui che lo ha vissuto e che ora è irrimediabilmente altro. E’ illusorio cercare di dare consistenza ad un ricordo, la visione della mente sparisce e si avverte il senso del tempo trascorso irrimediabilmente. Tutto è dunque un’illusione, tutto è effimero.

mercoledì 1 aprile 2026

Gaio Licinio Calvo

96

Se mai la tenerezza di un conforto può giungere
alle tombe silenziose, Calvo, dal nostro dolore,
dal rimpianto che rivive l'amore passato
e lamenta l'affetto perdutosi nel tempo,
certo Quintilia tanto s'incanta al tuo amore,
che piú non si dispera della sua vita breve.

Publio Valerio Catullo 

Catullo e Licinio Calvo, entrambi poeti neoteroi (poetae novi), erano amici fraterni e colleghi, condividendo un profondo legame basato sull'arte, l'amore per la poesia dotta e la giovinezza vissuta tra "nugae" (poesie leggere) e letteratura.

Nei rimorsi, nei rimpianti,
ricerche imperiose di brevi
passioni, eccitanti momenti
indiscussi attimi di gioia...
 
Il rapporto tra
Gaio Valerio Catullo e Gaio Licinio Calvo rappresenta l'esempio più alto di amicizia intellettuale e solidarietà poetica all'interno del movimento dei neòteroi (i "poeti nuovi").
I due poeti condividevano un gusto per la poesia dotta, raffinata e di breve estensione.
Calvo non era solo un poeta raffinato, ma anche un celebre eccellenteoratore; insieme a Catullo, condivise la rivoluzione letteraria che portò a Roma il gusto alessandrino per la brevità, l'erudizione e la cura formale (labor limae).
Entrambi rappresentano il rinnovamento della poesia latina in epoca cesariana, privilegiando l'erudizione e la raffinatezza formale di matrice alessandrina. 
(dalla rete).

martedì 31 marzo 2026

Parzialmente stremato

Strematoè un aggettivo che indica una condizione di estremo esaurimento fisico o mentale. Si usa per descrivere chi ha consumato completamente ogni energia o risorsa a disposizione.

Parzialmente stremato

Parzialmente stremato, il sonno
come un guerriero distrutto
automa, infinito, stanco,
solitudine di latta e bere.
 
Guardingo, in ansia, paura
contratta, assurdamente forte
nel cuore si aspetta, si soffre,
lontano il cielo è grigio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
Essere stremati indica uno stato di esaurimento fisico e mentale estremo, definito come una totale mancanza di energie, spesso definita astenia. È caratterizzato da una stanchezza persistente che non migliora con il riposo, spesso causata da stress, ritmi frenetici o condizioni mediche. Si manifesta con dolori muscolari, difficoltà cognitive (memoria/apprendimento) e irritabilità (dalla rete).

lunedì 30 marzo 2026

Cala tranquilla

Amica mia

Amica mia penso a te,
Al tuo color di sole alla tua grazia.
La casa è vuota da quando il mio raggio di sole
È andato a tuffarsi in mare.
Se vedi i sommergibili
Di’ loro che t’amo.
Se le nubi s’addensano
Di’ loro che t’adoro.
Se la mareggiata infuria sugli scogli della riva
Di’ agli scogli che sei la mia pietra preziosa.
Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli
di sabbia della spiaggia
Digli che sei la sola gemma che amo.
Quando vedrai il postino
Digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere.
Ti mando mille baci mille carezze
Che ti raggiungeranno come le parole raggiungono
l’antenna del telegrafo senza fili.
Se vedi dei feriti
Digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto
al mio cuore.
Se a volte pensi pensa che il mio pensiero è sempre
con te.
E che t’adoro. 

Guillaume Apollinaire

Lontano, lontano,ricerca
di cale ranquille, sole
come le nuvole sparse,
insensato errare continuo...
 
L'espressione "cala tranquilla" viene spesso utilizzata come metafora del rifugio interiore, di uno stato di pace profonda o di una tregua dalle tempeste della vita. Rappresenta un luogo (reale o mentale) dove il mare — spesso simbolo del caos o del divenire della vita — si placa, permettendo al pensiero di annullarsi o rigenerarsi.
Una "cala tranquilla" è la metafora di tutto ciò che offre protezione e silenzio di fronte all'immensità e all'imprevedibilità dell'esistenza. 
(dalla rete)

domenica 29 marzo 2026

Nazzarene

Nazzareno Cipriani
"Suore al capezzale"
Il passo delle Nazzarene

Nazarene bianche, Nazarene nere.
Del fiume alle rive
si guardan da tanto i conventi,
si guardan con occhio di vecchia amicizia
le piccole torri, una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Due volte s’incontran, le bianche e le nere,
sul ponte, sul ponte che unisce i conventi,
li unisce da tanto per vecchia amicizia,
le piccole torri si guardan ridenti
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.
Le piccole chiese al crepuscolo s’aprono,
ne sortono leste le suore ed infilano il ponte,
nel mezzo s’incontran, s’inchinano,
le bianche e le nere,
si recan l’un l’altre alla piccola chiesa al saluto;
vi fanno una breve preghiera
e leste rinfilano il ponte.
Di nuovo s’incontran, s’inchinan le file
una bianca e una nera,
le suore s’incontran la sera,
la sera al crepuscolo.

Aldo Palazzeschi

Ho spesso pensato al ritiro,
spirituale, ascetico, solitario;
leggere, meditare, pregare,
religioso, assoluto, silenzio...
 
Suore Nazarene della Passione, una congregazione religiosa femminile fondata a Torino nel 1865 dal beato Marcantonio Durando. Si dedicano all'assistenza dei malati a domicilio, degli anziani e dei bambini, seguendo lo spirito di carità di San Vincenzo de' Paoli.Sono presenti principalmente in Italia (con sedi storiche a Torino e Milano) e svolgono un'importante attività missionaria in Madagascar, dove gestiscono orfanotrofi e scuole. Nate per servire i sofferenti "nel nome del Nazareno", la loro missione originaria era l'assistenza domiciliare gratuita, una novità assoluta per l'epoca (dalla rete).

sabato 28 marzo 2026

Dawning on me

 
Dawning on me

I've been awake for so long now
Sono stato sveglio per così tanto tempo ormai
Just can't get to sleep
Non riesco semplicemente a dormire
You've been tugging at my eyelids
Ti sei aggrappata alle mie palpebre
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
And there's a light coming through the window
E c'è una luce che viene dalla finestra
But I all can see
Ma tutto ciò che riesco vedere
Is the light of your love
È la luce del tuo amore
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
Dawning on me
Svegliata su di me
I've been awake for so long now
Sono stato sveglio per così tanto tempo ormai
Just can't get to sleep
Non riesco semplicemente a dormire
You've been calling on the sunlight
Hai fatto appello alla luce del sole
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
From your lips, to your belly
Dalle tue labbra, alla tua pancia
To your knees (dawning on me), and your feet
Alle tue ginocchia (albeggiare su di me) e ai tuoi piedi
And the spirit that moves them
E allo spirito che li muove
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
I've been awake for so long now
Sono stato sveglio per così tanto tempo ormai
Just can't get to sleep
Non riesco semplicemente a dormire
You've been delivering the daydream
Hai consegnato il sogno ad occhi aperti
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
There's a light coming through the window
E c'è una luce che viene dalla finestra
But all I can see
Ma tutto ciò che vedo
Is the light of your love
È la luce del tuo amore
You've been dawning on me
Ti sei svegliata su di me
 
Villagers 
 
Silenzio, musica, sogno
in un disilludersi continuo;
lontani, un poò meno ora
come un soffio o una luce...

venerdì 27 marzo 2026

Nessuno

"Nessuno" è un pronome o aggettivo indefinito italiano, usato al singolare per escludere in modo assoluto la presenza, l'esistenza o la qualità di persone o cose.

Nessuno

Io sono forse un fanciullo
che ha paura dei morti,
ma che la morte chiama
perche' lo sciolga da tutte le creature:
i bambini, l'albero, gli insetti;
da ogni cosa che ha cuore di tristezza.

Perche' non ha piu doni
e le strade son buie,
e piu non c'e' nessuno
che sappia farlo piangere
vicino a te, Signore.

Salvatore Quasimodo 

Nel timore le vie, velate
di ardui percorsi, latenti;
il cuore che arranca, le erte,
la vita che passa insomma...

Nessuno significa "neanche uno" e si usa prevalentemente in frasi negative o interrogative. Si usa esclusivamente al singolare e può richiedere la negazione "non" quando segue il verbo (es. "Non c'è nessuno").Sinonimi includono nessuno, alcuno (con non), nemmeno uno (dalla rete).

giovedì 26 marzo 2026

Ostico

Il termine ostico descrive qualcosa di difficile da comprendere, da imparare o da affrontare, spesso perché risulta sgradevole o poco stimolante.

Ostico

Sputo nell'aria un nulla
di pace, quella che resta;
attese infinite sbocciano
inquietudini, sospiri.
 
Elevato indice di sopportazione
soccombe al gesto alle parole;
si tratta di vivere, eccome,
si tratta di stare tra gli altri.
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
L'aggettivo ostico deriva dal latino ostĭcus (propriamente "nemico" o "estraneo") e viene usato in senso figurato per descrivere qualcosa che oppone resistenza alla nostra comprensione.
(dalla rete)