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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 23 marzo 2026

Scivolata

 Scivolando nel cuore

Scivolando nel cuore un nulla
imperversa una mente, sola
congiunzione fatale di voci
impetuose, risuonano vuote.

Nel quadro complessivo rifrulla
un pensiero alla volta come spola
continua, contigua di grevi croci,
nell'anima parole, risapute note
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
In senso lato, l'espressione indica il modo in cui una persona, un ricordo o un'emozione riescono a superare le barriere di qualcuno in modo naturale e senza sforzo. 
Può descrivere l'innamoramento o un momento di profonda empatia.
L'espressione "scivolando nel cuore" evoca immagini poetiche legate al sentimento e all'emozione, spesso utilizzate in contesti musicali, letterari o naturalistici per descrivere un ingresso dolce, profondo o inaspettato nell'animo di qualcuno.
"Scivolando nel cuore" evoca immagini poetiche legate alla natura, all'inverno e alle emozioni. Spesso utilizzato per descrivere esperienze suggestive, il tema richiama la delicatezza e l'immersione nel paesaggio. 
L'espressione gioca sulla metafora del movimento fluido ("scivolare") applicato a un contesto emotivo o fisico profondo ("cuore").
(dalla rete)

domenica 22 marzo 2026

Pomeriggio

Il pomeriggio è la parte della giornata che intercorre tra mezzogiorno e il tramonto, solitamente inquadrabile tra le 12:00 e le 18:00 o le prime ore della sera. Etimologicamente deriva dalla locuzione latina "post meridiem" ("dopo mezzogiorno"), indicando il periodo post-prandiale

Pomeriggio

Addormentata
sei una persona diversa:
il tuo essere
felino-bollente-slanciato-Modiglianesco
con occhi bluporcellana
si distende
in una ragazzina con adombramenti di donna,
calda, rannicchiata,
il sommesso alito del tuo respiro
che emana…
 
Io sto
sopra il tuo letto
- desidero abbracciare dolcemente
la tua minuscola figura perfetta,
baciare la tua fronte,  
baciare la guancia
- eppure ho paura
di svegliarti.  

Dan Propper

Il silenzio del sonno, ristoro
dopo paure, dopo fatiche;
a volte seguiva o precedeva
l'amore, quello umido dei corpi... 
 
Il termine è utilizzato anche in locuzioni avverbiali come "oggi pomeriggio" o "nel pomeriggio" per indicare la collocazione temporale di eventi. Si distingue spesso in "primo pomeriggio" (subito dopo le 12:00) e "tardo pomeriggio" (avvicinandosi alla sera) (dalla rete).

sabato 21 marzo 2026

Still war...

A certi bravi ragazzi morti 

Ci hanno fottuto;
Il re e la patria,
Cristo Onnipotente
E tu o il resto.
Patriottismo,
Democrazia,
Onore…
Parole e frasi,
Ci hanno ferito o ucciso.

Ernest Hemingway

Ancora dentro guerre, morti
il golfo, lo stretto, lo scemo;
tutto quello creduto è ceduto
ad attimi di disperata follia...

 
In data 21 marzo 2026, la guerra in Iran ha raggiunto una fase di estrema criticità con un allargamento del conflitto che coinvolge direttamente Israele, gli Stati Uniti e diverse monarchie del Golfo (dalla rete).

venerdì 20 marzo 2026

Il parco di Monza

Il parco umido

Il parco è serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia;
da un muro coperto di muffe,
coperto di verdi licheni,
grondante di dense fanghiglie.
Né un varco soltanto nel parco traspare
né un foro vi luce.
Soltanto si posson le muffe cadenti, vedere,
soltanto le dense fanghiglie grondanti.
Altissimi cedri ne passano il muro,
i pini dal fusto robusto ne sporgon l’ombrello;
e salici, salici tanti,
che mischian sul muro cadenti
le lacrime ai verdi licheni,
a grige fanghiglie grondanti.
Di fuori ecco il parco serrato serrato serrato,
serrato da un muro
ch’è lungo le miglia le miglia le miglia.
Fra l’ombre, fra l’ombre potenti,
nel folto degli alberi grandi,
soltanto tre donne s’aggirano lento,
bellissime donne: regine parenti.
S’aggirano lento, in silenzio,
nell’ombre del parco serrato,
pesante trascinano il manto di lu o, le donne,
coperte d’un velo
che appena il pallore del volto ne scopre.

Aldo Palazzeschi 

Il Parco di Monza è uno dei maggiori parchi storici europei, esteso per quasi 700 ettari, noto per essere il più grande parco cintato da mura in Europa . Situato a nord di Milano, istituito da Napoleone nel 1805, ospita il famoso Autodromo Nazionale, la Villa Reale, antiche cascine e i Giardini Reali, offrendo percorsi nel verde.

Attraverso gli angusti percorsi
percorro il mio parco, accanto,
nella solitudine di Marzo il sole
ancora non scalda, non brucia... 
 
Il parco con circa 732 ettari (inclusi i Giardini Reali), è tra i più grandi parchi urbani cintati d'Europa. 
Fu voluto da Napoleone Bonaparte il 14 settembre 1805 come tenuta agricola modello e riserva di caccia.
La cinta muraria storica si estende per circa 14 km. È possibile visitarlo a piedi, in bicicletta o risciò, godendo di aree boschive, prati e zone con animali.
Il parco rappresenta un importante complesso paesaggistico, storico e architettonico, parte integrante del Parco regionale della Valle del Lambro (dalla rete).

giovedì 19 marzo 2026

Zmyrna (o Smirna)

95

Dopo nove inverni e nove estati di lavoro
finalmente la Zmyrna del mio Cinna è pubblicata,
mentre Ortensio mezzo milione di versi scrive
all'anno...
La Zmyrna arriverà sino alle acque profonde
del Sàtraco e ancora in secoli lontani sarà letta.
Gli Annali di Volusio invece moriranno a Padova
o forniranno cartaccia per avvolgere gli sgombri.
Mi rimanga dunque in cuore il suo piccolo gioiello
e i profani si godano pure l'enfasi di Antímaco.

Publio Valerio Catullo

La Zmyrna (o Smirna) è un famoso epillio perduto scritto da Gaio Elvio Cinna (I sec. a.C.), poeta neoterico e amico di Catullo, che celebra la perfezione formale e la laboriosità, essendo stato composto in nove anni. L'opera, elogiata nel Carme 95 di Catullo, narra il mito dell'amore incestuoso di Mirra per il padre (dalla rete).

 
Momento intermedio, rifletto
su condizioni maturate;
la vie delle cose perdute
imperscrutabili i futuri...

mercoledì 18 marzo 2026

Profili

Il termine profilo assume significati diversi a seconda del contesto, passando dalla rappresentazione fisica di un volto alla descrizione digitale di un utente (dalla rete)

Al pari di un profilo conosciuto,
O meglio sconosciuto, senza pari
Fra gli altri animali, unica terra
La tua forma casuale quanto amai. 

Sandro Penna

Linea di contorno di un oggetto, di un corpo, di una figura: il profilo del volto; il profilo dei monti lontani; il profilo aerodinamico di un’auto

 
Ermeticamente conciso riesco
 a iterare un contesto, attimo
concluso, liberatorio, unico
che riporta il concetto chiaro...

Linea del volto osservato di fianco, dalla fronte al mento: avere un bel profilo; un profilo regolare, perfetto, delicato; profilo greco.

martedì 17 marzo 2026

Timore

Timore

Timore, ansia, paura
tutto può accadere, importa
una corretta gestione del tempo.

Infiammo il concetto,
riprendo la corsa ancora
timidamente, in silenzio...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il termine timore indica un’emozione di forte incertezza o preoccupazione di fronte a un pericolo, un danno o un evento negativo, sia esso reale o solo immaginato. 
Rispetto alla "paura" (che spesso è una reazione istintiva e immediata), il timore tende a essere più intellettuale o prolungato nel tempo (dalla rete).

lunedì 16 marzo 2026

"Ci sono notti che non accadono mai"

"Ci sono notti che non accadono mai" è un celebre verso di Alda Merini che descrive un profondo concetto di attesa, desiderio e sospensione emotiva. Rappresenta momenti intimi, sogni mai realizzati e passioni vissute in un limbo tra realtà e immaginazione, celebrando il valore struggente dell'incompiuto.
(dalla rete)

Ci sono notti
che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduto
al posto degli dèi.
E non sai dire
dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio
dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama
d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti
che non accadono mai.

Alda Merini 

Sono veramente notti e giorni
che vorremmo sempre in arrivo
eppure, ci piace l'attesa, ecco
percorso che porta al nulla... 
 
La frase esprime l'attesa e il desiderio profondo per qualcosa (o qualcuno) che sembra non arrivare mai. Rappresenta una sorta di sospensione della realtà, dove la speranza e l'immaginazione prendono il sopravvento sul tempo reale.

domenica 15 marzo 2026

Incertezza

Incertezza

Pende alla mia finestra
l’erba azzurra del cielo.
Come lungo mille fili
scendono infinite stelle.
L’anima è una spugna
che assorbe le lacrime – lenti
delle stelle – ad una ad una,
bianche lucenti e tremanti.
La lanugine della mia tristezza
si avvolge di notte alla tristezza,
le ciglia di Dio
cadono nel mio calamaio.
Apro il libro: il libro si lamenta.
Cerco il tempo: non c’è tempo.
Vorrei cantare: non canto, esisto,
sembra che io sia e non esisto più.
Il mio pensiero, di chi è pensiero?
In quale racconto o idea
mi viene alla mente che, forse,
ho fatto parte di tutto?
Scrivo qui, curvo, senza memoria
ascoltando la voce strana
dello stagno e del frutteto
e firmo:

Tudor Arghezi

Nostalgia, di cose, persone
il vento del sentire percuote
l'anima, assetata, inquieta;
rimane il respiro del tempo...
 
L'incertezza è uno stato di conoscenza incompleta, dubbio o mancanza di informazioni precise riguardo a eventi futuri o misurazioni, spesso accompagnata da esitazione o insicurezza. 
Può riferirsi a una condizione psicologica di indecisione o a un'imprecisione quantificabile in ambito scientifico/economico, distinguendosi dal rischio per l'impossibilità di assegnare probabilità definite. Si può definire come uno stato di conoscenza incompleta che può derivare da una mancanza di informazioni o dal disaccordo su ciò che è noto o addirittura conoscibile. Può avere molti tipi di fonti, dall'imprecisione nei dati a concetti o terminologia definiti in modo ambiguo, o proiezioni incerte del comportamento umano (dalla rete).

sabato 14 marzo 2026

Log e Ambleteuse

Log, Ambleteuse è una poesia di Mario Benedetti che riflette sulla frammentazione dello spazio e del tempo, dove i luoghi fisici diventano non-luoghi della memoria.
Ambleteuse è un comune francese affacciato sul Canale della Manica. Questo cortocircuito geografico suggerisce che nella lingua e nel ricordo i luoghi perdono la loro connotazione fisica per diventare spazi dell'anima. 
In Slovenia, il termine "Log" (in sloveno significa "bosco" o "prato vicino a un fiume") è presente in diverse località e attrazioni naturali molto note per il turismo ecosostenibile e la storia.

Log, Ambleteuse

Un bianco dove non si mette niente,
di notte
si vede una pagina di Nerval,
il sangue di Esenin, una baita, la strada nuda di una frontiera,
un bungalow sulla costa.

Non è mai tornare se diventa che mi vedi leggero.
La mano attraverso le case è dirti «guarda»
e già ti sporgi sul mare.
E la primavera gira gli occhi nella primavera
se ti dico «guarda quante eriche».

Difendimi, difendi questa notte bianca,
il giorno ripetuto nel pensiero.
Log, Ambleteuse,
colpi dei piedi sulla strada, facce piene di vento scuro,
i nostri visi nelle mani,
il vento negli occhi chiusi per pensarlo.

E un albero di fiori
sale sullo slargo con la marea
perché la mano è così, amore,
lei va alta fra i tuoi capelli. 

Mario Benedetti

Ambleteuse è un villaggio reale nel Pas-de-Calais, noto per le sue maree e il paesaggio pittoresco ma severo. 
Ambleteuse, un villaggio sul mare nel nord della Francia, è descritto come un paesaggio aspro e "vero", teatro di un vissuto intimo e solitario tra maree e storia.
Ambleteuse è un suggestivo comune costiero francese situato sulla Costa d'Opale, nel dipartimento del Passo di Calais (Alta Francia, nord est). 
Celebre per il suo patrimonio storico e naturalistico, è una meta ideale per chi cerca tranquillità, storia militare e passeggiate nella natura.

Pelago, come confine infinito
delle cose, del sentire profondo;
spiagge desolate di vento e freddo
come il mare in inverno, solo...
 
La poesia fa parte di una ricerca poetica dove ogni luogo citato, pur reale, si svuota della sua concretezza per diventare un luogo dell'assenza, una reliquia della memoria. 
Il dialogo con un "tu" femminile, l'idillio apparentemente sospeso, il tempo che si dilata e lo spazio che cortocircuita, creando un'atmosfera di profonda solitudine e introspezione.
(dalla rete)