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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 7 luglio 2026

Oltre il buio

Le poesie di Emily Dickinson, trovate nella sua camera da letto dalla sorella, che si occuperà personalmente di pubblicarle con l’aiuto di un’amica, erano scritte su foglietti ripiegati e cuciti con ago e filo.
 
 Ti vedo meglio al buio
non mi occorre altra luce:
l’amore è per me un prisma
che supera il violetto.

Ti vedo meglio per gli anni
che s’inarcano in mezzo.
Al minatore basta la sua lampada
per annullare la miniera.

E ti vedo ancor meglio nella tomba –
le sue brevi pareti
si rischiarano, rosse, per la luce
che così in alto sollevai per te.

A cosa serve il giorno
per chi nella sua tenebra
ha un sole così eccelso
che mai sembra scostarsi
dal meridiano?

Emily Dickinson

Quando tutto intorno è buio, allora l’immagine della persona amata è più chiara e forte.
Non occorre altra luce. Anzi. L’invisibile si fa visibile attraverso la magia di un amore che oltrepassa l’oscurità.
Neanche la distanza fisica rappresenta un ostacolo per due cuori che si amano. Nemmeno la morte ha potere sull'amore.
(dalla rete)
.

Noi custodiamo cose segrete
attimi come violente sassate;
intravedono gli occhi risposte
che non riusciamo ad afferrare...

lunedì 6 luglio 2026

Je t'adore à l'égal de la voûte nocturne

T’amo, come amo la volta notturna,
anfora di tristezza, taciturna,
più fuggi, bella, più forte io sento
amore; tu, delle mie notti ornamento,
vai scavando con ironia distanze
tra i miei sensi e le azzurre lontananze.

Vengo all’attacco, all’assalto ritorno
come su un morto i vermi tutt’intorno.
T’amo, animale crudele che offende,
t’amo nel gelo che bella ti rende.

Charles Baudelaire 

Questo splendido e tormentato verso apre la poesia Je t'adore à l'égal de la voûte nocturne, composta dal celebre poeta maledetto francese Charles Baudelaire; il componimento fa parte della sua opera più famosa, I fiori del male (Les Fleurs du Mal), pubblicata per la prima volta nel 1857. In questi versi Baudelaire esprime una visione dell'amore cupa, ossessiva e fortemente intrisa di Spleen (quella profonda malinconia esistenziale tipica dell'autore). La donna amata non è idealizzata come una figura angelica salvifica, bensì descritta attraverso immagini forti e paradossali (dalla rete).

Passioni scontate le notti
passate a cercare ragioni,
impietose distanze asseriscono
dati di fatto, veri, reali...

domenica 5 luglio 2026

Grotte marine

Le grotte marine sono capolavori naturali scavati dall'erosione delle onde e del vento sulle rocce costiere. 
Offrono spettacolari giochi di luce, fondali limpidi e sono spesso raggiungibili tramite tour in barca o in kayak. Isole, scogliere e promontori ne sono ricchi, ideali per esplorazioni estive.
(dalla rete)
 
 Ho sostato talvolta nelle grotte
che t'assecondano, vaste
o anguste, ombrose e amare.
Guardati dal fondo gli sbocchi
segnavano architetture
possenti campite di cielo.
Sorgevano dal tuo petto
rombante aerei templi,
guglie scoccanti luci:
una città di vetro dentro l'azzurro netto
via via si discopriva da ogni caduco velo
e il suo rombo non era che un sussurro.
Nasceva dal fiotto la patria sognata.
Dal subbuglio emergeva l'evidenza.
L'esiliato rientrava nel paese incorrotto.
Così, padre, dal tuo disfrenamento
si afferma, chi ti guardi, una legge severa.
Ed è vano sfuggirla: mi condanna
s'io lo tento anche un ciottolo
róso sul mio cammino,
impietrato soffrire senza nome,
o l'informe rottame
che gittò fuor del corso la fiumara
del vivere in un fitto di ramure e di strame.
Nel destino che si prepara

c'è forse per me sosta,
niun'altra mai minaccia.
Questo ripete il flutto in sua furia incomposta,
e questo ridice il filo della bonaccia.

Eugenio Montale

Il poeta si rivolge direttamente al mare.Le grotte marine sono gli anfratti fisici e interiori in cui l'uomo cerca rifugio, assecondando il ritmo e la volontà della natura acquatica .

Come ramarri, assolati buchi,
grotte, per nascondersi al suono
di passi irritati e stanchi;
la canicola incombe... 
 
Davanti alla grandezza assoluta e indifferente del mare, l'io lirico si riconosce simile a un "ciottolo róso" o a un "informe rottame". 
C'è una totale identificazione con gli oggetti minimi e scartati, simboli del "male di vivere" montaliano .

sabato 4 luglio 2026

"Carpe diem, quam minimum credula postero".

"Carpe diem" è una celeberrima locuzione latina tratta dalle Odi del poeta Orazio (Odi I, 11, 8) che letteralmente significa "cogli il giorno", comunemente adattata in italiano come "cogli l'attimo".
La locuzione latina completa pronunciata da Orazio è "Carpe diem, quam minimum credula postero". 
Leuconoe è il personaggio femminile a cui il poeta rivolge la frase.
(dalla rete)

 Carpe diem
Cogli l’attimo (Odi XI)

Non domandare, Leuconoe – non è dato sapere – che
destino gli dei hanno assegnato a me e a te, e non consultare
gli oroscopi. Perché è meglio tollerare ciò che sarà,
sia che Giove ci abbia dato ancora tanti inverni sia che questo,
che sfianca il mar Tirreno con rocce di pomice,
sia l’ultimo: sii assennata, purifica il vino e recidi la duratura speranza,
ché la vita è breve. Mentre parliamo, se ne va il tempo geloso:
cogli l’attimo, e non fare nessun affidamento sul domani. 

Orazio

L'espressione affonda le radici nella corrente dell'epicureismo.
Più che un'esortazione a sperperare il tempo, è un invito a vivere pienamente il presente e ad apprezzare ogni istante senza l'ansia del domani.

Ma quante volte... "Olim...",
"Carpe diem..." dettati dal suono
di metriche astruse, latino,
greco, e pensieri lontani... 
 
Essa non invita al divertimento sfrenato o all'incoscienza.
La lucuzione di Orazio rappresenta un'esortazione a vivere appieno il presente, accettando con serenità l'inesorabile scorrere del tempo e l'incertezza del futuro.

venerdì 3 luglio 2026

Il caldo

Il caldo è la sensazione soggettiva e la percezione ambientale di temperature elevate rispetto alla norma, causate dal trasferimento di energia termica (calore)
Fisicamente, il calore è l'energia legata al movimento delle particelle che compongono un corpo e si propaga sempre da un oggetto più caldo a uno più freddo.

Il caldo

Che giorni caldi, caldi,
che affanno di calura:
darei tutti i miei soldi
per un po’ di frescura.

Che ore d’afa, d’afa,
sotto il gran sole rosso:
è come se una stufa
soffiasse fuoco addosso.

Che caldo, caldo, caldo,
mi sento soffocare:
ma il vento maramaldo
perché non vuol soffiare?

Roberto Piumini 

Roberto Piumini  con la sua ripetizione di “caldo, caldo, caldo” esprime e condivide tutto il fastidio di un pomeriggio estivo, ma anche la scelta di riderci sopra, di trasformare la sofferenza in un gioco di parole, di umanizzare perfino il vento chiamandolo “maramaldo”, come se fosse un amico burlone che ci sta facendo uno scherzo.

Nei giorni di caldo si sta
fermi a pensare, il mondo
le cose passate e vicine, noi;
nell'acqua si cerca frescura...

Il caldo è la sensazione soggettiva di un'elevata temperatura ambientale o lo stato fisico dell'aria quando viene fortemente riscaldata, ad esempio dall'irraggiamento solare. 
Nel linguaggio comune e in meteorologia, tendiamo a sovrapporre questo concetto con la definizione fisica di calore, ma si tratta di due aspetti distinti.

(dalla rete)

giovedì 2 luglio 2026

Un sogno dentro un sogno

Un sogno dentro un sogno
Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient’altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
E io piango – io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall’onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno? 
Edgar Allan Poe 
Nel sonno prevale a volte
incubo divenuto sogno e noi,
come fuscelli nel vento,
sballottati dal vivere...
 
Scritta pochi mesi prima della sua morte, la poesia Un sogno dentro un sogno di  Edgar Allan Poe esplora l'angoscia umana di fronte allo scorrere inesorabile del tempo e all'impossibilità di stringere a a sé la realtà. 
Pubblicata per la prima volta il 31 marzo 1849 sul periodico di Boston The Flag of Our Union, la lirica si colloca negli ultimissimi e drammatici mesi di vita dell’autore americano, che si spegnerà il 7 ottobre dello stesso anno. 
Si tratta di un periodo devastante per Edgar Allan Poe, ormai quasi sopraffatto dall’alcolismo e da una crisi esistenziale senza via d’uscita. Sono proprio queste profonde ferite biografiche a sanguinare tra i versi, da cui emergono con forza i temi della perdita, il dolore per il tempo che fugge e una disperata ricerca di senso (dalla rete).

mercoledì 1 luglio 2026

Faticosamente

Faticosamente

Faticosamente sollevo insieme
pesanti palpebre gonfie
dei notturni incubi sognati.
 
Insisto algiorno che preme
sul petto al cuore tronfie
immagini, lontani afflati.

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Faticosamente è un avverbio della lingua italiana che significa "in modo faticoso, con grande sforzo o con notevole difficoltà".
Indica un'azione che richiede un forte dispendio di energie fisiche o mentali per essere portata a termine. 
Nasce dall'unione dell'aggettivo faticoso con il suffisso -mente, utilizzato in italiano per formare gli avverbi di modo.
(dalla rete)

martedì 30 giugno 2026

Toilette

Il titolo allude al momento intimo del risveglio e della cura di sé, traslato però sull'intera natura.
Il componimento descrive un paesaggio mattutino, sospeso e silenzioso.

Toilette

I giganteschi cipressi d’argento
attendono in circolo sul prato.
Fra i loro tronchi d’ebano istoriato
pendono distesi
tanti lenzuoli bianchi di bucato.
Intrepida riflette nell’attesa
l’acqua grigia della vasca.
Ecco: tra i veli della mattina nebulosa
il sole che s’affaccia insonnolito
pare una luna rosa.

Aldo Palazzeschi


I panni stesi e l'acqua nella vasca suggeriscono un'immagine di pulizia, freschezza e ordine, in contrapposizione alle figure bizzarre e grottesche spesso protagoniste della poetica palazzeschiana.

Aldo Palazzeschi
crea un contrasto cromatico forte usando l'argento,
l'ebano e il bianco dei lenzuoli.
L'ambiente ricorda un giardino incantato o un'opera d'arte figurativ
.

Immagini prese dal vento
le terre stagliate nel cuore;
ritorno nel tempo che avevo
di vita, di sole,di corse...
 
Il testo, che appartiene alla fase futurista di Aldo Palazzeschi, si articola come un dipinto impressionista o un gioco di specchi in cui gli elementi naturali vengono personificati. La "toilette" non è quella di una persona, ma è un rito mattutino della natura. L'uso delle sinestesie (unione di sfere sensoriali diverse) e delle similitudini serve a trasmettere un senso di pace e di irrealtà ovattata.
(dalla rete)

lunedì 29 giugno 2026

Difficoltà

Difficoltà
 
Difficoltà impreviste affollano
la vita, le cose, gli istanti;
si vaga come relitti di mare
in inquietudini lese dal fare.
 
Finire gli inizi, progettualità
incombenti, astruse, orpelli
di esistenze ai limiti minimi
correndo pazzi nel vuoto...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
La difficoltà è un ostacolo, un impedimento oppure una situazione complessa che richiede un particolare sforzo fisico, mentale od organizzativo per essere superata. Il termine può riferirsi a diversi contesti specifici, dai disturbi di apprendimento agli itinerari in montagna. Le difficoltà possono essere ostacoli o disagi fisici, emotivi, linguistici o pratici. Il significato della parola difficoltà indica l'insieme delle caratteristiche che rendono un'azione, un'impresa o un concetto complesso da affrontare. Definisce inoltre qualsiasi ostacolo, impedimento o situazione problematica che si frappone al raggiungimento di un obiettivo (dalla rete).

domenica 28 giugno 2026

Stupore

Stupore

L’azzurro infinito del giorno
è come una seta ben tesa
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.
Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d’acceso smeraldo di brace
azzurra: il martin pescatore…

E non sono triste. Ma sono
stupito se guardo il giardin…
Stupito di che? Non mi sono
sentito mai tanto bambino…

Guido Gozzano

Lo stupore è un'emozione intensa e improvvisa di meraviglia e sorpresa di fronte a qualcosa di inatteso, che può essere sia piacevole sia spiacevole. 
Questa parola ha un'origine affascinante e sfumature diverse che spaziano dalla psicologia alla medicina. 
 
Colori potenti guizzano
l'estate come futili giochi;
ali, pinne, nel torrido sole
aspettano il fresco di sera...

Deriva dal latino stupēre (restare immobili, sbigottiti). 
Curiosamente, la parola "stupido" condivide la stessa radice: in origine indicava chi rimaneva talmente a bocca aperta per la sorpresa da perdere temporaneamente la parola o la capacità di agire.
(dalla rete)