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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 10 giugno 2026

Descrizione, poesia e riflesso

L'evoluzione di Gialal al-Din Rumi (1207–1273) rappresenta uno dei viaggi spirituali, filosofici e letterari più straordinari della storia dell'umanità. Noto nel mondo islamico come Mawlāna ("Nostro Signore") e in Occidente semplicemente come Rumi, la sua trasformazione lo ha portato dall'essere un austero teologo e giurista ortodosso a diventare il più grande poeta dell'estasi, dell'amore universale e del misticismo sufi (dalla rete).
 

Evoluzione

 

Ogni forma che vedi ha il suo Tipo supremo nell’Oltrespazio:
se la forma scompare, non temere: la sua radice è eterna.

Ogni immagine che vedi, ogni discorso che ascolti
non penarti quando scompare, ché questo non è vero.

Poiché eterna è la fonte, i suoi rami scorrono sempre,
e poiché ambedue mai cessano, inutile è il lamento.

Considera l’Anima come fontana e le opere sue come rivoli:
finché la fonte dura ne scorrono freschi ruscelli.

Via dal cervello il dolore, e di quest’acqua pur bevi;
non temer che si secchi, è acqua senza sponde!

Da quando tu venisti in questo mondo d’esseri
davanti ti fu messa, a salvarti, una scala.

Fosti dapprima sasso, poi diventasti pianta,
e ancora poi animale: come ciò t’è nascosto?

Poi diventasti Uomo con scienza, mente, e fede:
guarda come ora è un Tutto quel corpo, già Parte di terra!

E, trascorso oltre l’Uomo, diverrai Angelo certo,
oltre questa terra, dopo: il tuo luogo è nei cieli.

E passa ancora oltre l’Angelo e in quel Mare ti immergi:
così tu, goccia, sarai mare immenso ed Oceano.

Smetti di parlar di “Figlio”, dì col cuore: “Uno”.
Se il tuo corpo è vecchio, a che temere, se l’anima è giovane? 

Gialal al-Din Rumi

Immagine di Canne al vento - infilaindianaedizioni.comEvolvere verso sensi diversi
attingere a piene mani l'essenza;
nel misticismo molte risposte languono
come canne immote se il vento non soffia...

martedì 9 giugno 2026

Pensierosa Fontana

Nel mio paese

Leggeri ormai sono i sogni,
da tutti amato
con essi io sto nel mio paese,
mi sento goloso di zucchero;
al di là della piazza e della salvia rossa
si ripara la pioggia
si sciolgono i rumori
ed il ridevole cordoglio
per cui temesti con tanta fantasia
questo errore del giorno
e il suo nero d'innocuo serpente

Del mio ritorno scintillano i vetri
ed i pomi di casa mia,
le colline sono per prime
al traguardo madido dei cieli,

tutta l'acqua d'oro è nel secchio

tutta la sabbia nel cortile

e fanno rime con le colline

Di porta in porta si grida all'amore
nella dolce devastazione
e il sole limpido sta chino
su un'altra pagina del vento

Andrea Zanzotto

Il territorio comunale di Offanengo, in provincia di Cremona, è caratterizzato da una ricca rete idrografica alimentata da almeno otto risorgive (o fontanili) che sgorgano nella sua fascia settentrionale. 
Queste sorgenti naturali di pianura nascono dall'affioramento spontaneo dell'acqua sotterranea e hanno storicamente garantito l'irrigazione agricola locale.
(dalla rete)
 
 Nell'arrancare ormai stremato
vive ancora la fanciullezza gaia
di resorgive pure e soli caldi,
estati del mio vivere allora...
 
 
Fontanile Pensierosa
È una delle risorgive storiche più celebri di Offanengo, luogo simbolo e punto di aggregazione per le generazioni locali. È stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione ambientale dell'alveo, delle sponde e delle polle sorgive, supportato dalle compensazioni della società energetica.
I lavori hanno previsto la pulizia del fondo, il rifacimento delle sponde, la pulizia delle polle, il ripristino dei livelli di scorrimento dell’acqua
L'intervento oltre a restituire alla cittadinanza questo luogo assume un significato ancora più ampio, visto il periodo di carenza d’acqua che stiamo affrontando che ci pone la massima attenzione alla preservazione delle risorse idriche. 
L’auspicio è che, nonostante siano stati adottati opportuni strumenti volti alla deterrenza degli atti vandalici, questo luogo continui ad essere preservato dall’amore dei cittadini e tramandato ai più giovani.”

lunedì 8 giugno 2026

Progressista

Lamento dell’onesto progressista

Lo so che i preti si masturbano di notte,
Che i gatti fottono,
E le ragazze non sono marmotte,
E tuttavia
Che cosa posso fare
Per aggiustar le cose se son rotte?
Parigi, 1922
«Querschnitt» (autunno 1924) 

Ernest Hemingway 

Un progressista è chi sostiene il progresso sociale, politico ed economico attraverso riforme graduali mirate a migliorare la società e i diritti dei cittadini.

Le cose non dette, celate
alla vista di altri, pudiche;
passioni irrisolte e amplessi
rubati, nascosti, furtivi...
 
Il termine progressista si riferisce a chi sostiene il progresso, l'innovazione e l'evoluzione della società, sia in ambito politico ed economico che su quello sociale. 
I progressisti mirano a migliorare le condizioni di vita dei cittadini attraverso riforme e interventi razionali ed egualitari.
(dalla rete)

domenica 7 giugno 2026

Relitti nell'anima sparsi

Antico, sono ubriacato dalla voce
ch'esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane,
t'era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l'aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m'hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d'ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie dei tuo abisso.

EugenioMontale

Tumultuoso come il mare sento
brividi, venti impetuosi al cuore;
sabbia negli occhi, bruciore,ansia
scarni relitti sparsi in anima sola...

L'espressione "relitti sparsi nell'anima" evoca un'immagine poetica e malinconica, carica di un profondo significato psicologico ed emotivo. Rappresenta visivamente i frammenti di esperienze passate che continuano a galleggiare o a giacere sul fondo della nostra psiche. Quando si parla di "relitti sparsi nell'anima" si evoca una profonda metafora interiore. Spesso richiama alla memoria i frammenti di ricordi, sogni infranti o dolori irrisolti che giacciono sul fondo della nostra mente. Proprio come le navi affondate negli abissi, questi "rottami" diventano col tempo parte di noi, custodi di storie silenziose e a tratti carichi di una bellezza malinconica.
(dalla rete)

sabato 6 giugno 2026

Danza

La poesia che segue è un inno alla femminilità sensuale della donna amata, una donna ambivalente, dalla sensualità provocante e infantile (“tête d’enfant”) al tempo stesso, che non si rivela al poeta e che non gli si dona pienamente (“Ses yeux où rien ne se révèle”). Egli può avere il suo corpo, ma non può possedere la sua anima.

Il serpente che danza

Quanto mi piace, cara indolente,
del tuo corpo splendido
veder, come stoffa ondeggiante,
brillar l’epidermide!

Sopra la tua chioma profonda,
pregna d’acri profumi,
mare d’odore forte e vagabondo,
flutti cerulei e bruni,

come una nave che si ridesta
al vento del mattino
sognante l’anima s’appresta
per un cielo lontano.

Dai tuoi occhi nulla traspare
né di dolce né d’amaro,
algide gioie ove son mischiati
il ferro e l’oro.

E nel vederti andare in cadenza,
splendida d’abbandono,
mi sembri un serpente che danza
in alto a un bastone.

Sotto il peso della tua pigrizia
la tua testa d’infante
languida dondola, con pari grazia
d’un giovane elefante,

il tuo corpo si piega e si tende
come naviglio esile
che fila inclinato rituffando
nell’acqua l’albero.

Come fonte gonfia per l’alimento
di ghiacciai mugghianti
se la saliva in bocca ti rimonta
fino all’orlo dei denti,

mi sembra di bere un vino boemo,
amaro e vincitore,
liquido cielo che mi sparge seme
di stelle nel cuore.

Charles Baudelaire

Il poeta si rivolge a una donna con la quale si può dedurre che abbia una relazione molto intima e passionale; i versi della poesia esprimono un’aperta, intensa dichiarazione d’amore, un amore carico di sensualità, erotismo e passione profonda.
La donna fu la compagna e la musa ispiratrice di Charles Baudelaire, Jeanne Duval; il legame tra Baudelaire e Jeanne fu lungo e tempestoso, segnato da passsioni, convivenze, separazioni e continue riconciliazioni.

In quelle sfrenate passioni ho smarrito
innocenti, disincantati occhi cerulei;
infilato nel cuore un sospeso rimembra
cose passate, irrisolti momenti e catarsi... 
 
Il poeta, vive una sorta di dipendenza amorosa da lei, come da una droga, per il fascino che da lei promana, per i suoi baci da cui sgorga un amaro e forte vin de bohème. La danza di Jeanne ipnotizza il poeta e la donna viene rappresentata con l’immagine del serpente, animale tentatore e malefico, simbolo del male e del peccato, del piacere e del pericolo.
(dalla rete)

venerdì 5 giugno 2026

Aufileno e Aufilena

100

Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio, che senza riserve
m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore

Publio Valerio Catullo

Tra umori dissoluti, vaghi
come lettere affidate al mare
ci pensiamo permeati di sole,
invece siamo colmi di ombre...

In base ai carmi di Catullo, Aufileno (in latino Aufillenus) e Aufilena (in latino Aufillena) sono due fratelli, protagonisti di una serie di componimenti dai toni sarcastici e moraleggianti. Aufileno e Aufilena sono due fratelli veronesi che diventano oggetto del desiderio e dei pettegolezzi della cerchia di amici del poeta. all'interno del Liber (dalla rete).

giovedì 4 giugno 2026

Crisantemi III

Questa catarsi continua, assillante,
come a ricordarmi che è inutile
lottare, arrabbiarsi, sperare;
no, no, no, non sono più io...

mercoledì 3 giugno 2026

"Zio" Dario

"Zio Dario"

Soffuso rumore di remi,
acqua increspata di vento,
e quel ridere serio sul viso
provato da vita vissuta.
 
Fratello di tante avventure
di fiume, di boschi, di cibo
ti vedo, giulivo guardare
le cime innevate dei monti.
 
Ora so che mi manchi nel grido
strozzato al dolore di un figlio
più tuo che di dio, partito
lasciandoti solo nel vivere.
 
Più non fu vita la tua amico
che mi allontanasti con garbo
da quell'ultimo gioco di carte
che ancora mi pesa alla gola...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate

martedì 2 giugno 2026

Le Suore Nazzarene

Con il termine Suore Nazarene ci si riferisce principalmente alle Suore Nazarene della Passione, una Società di Vita Apostolica di diritto diocesano che fa parte della grande Famiglia Vincenziana. 
Questa congregazione è nata e radicata in Italia, ma opera attivamente anche in terre di missione.
(dalla rete)

Il convento delle Nazzarene

Nazarene settecento
Tutte chiuse  in un convento
senza luci e senza grate
per le suore rinserrate.
Ma ve le figurate
tutte quelle monache,
con quelle enormi tonache,
là dentro rinserrate?
Una gran croce sul petto,
un anello benedetto,
una cinta nera e dura
per le suore di clausura.
Facce liete, facce austere,
chete chete passeggiare,
adunate in grandi schiere,
con sommesso mormorare
di preghiere.
Non un gesto di lamento
non un guardo di sconforto,

e son nientedimeno che settecento,

rinserrate là dentro.
Se ne vede una passare
con incesso da gran signora,
esemplare,
la Superiora Generale.

Immobile su di una poltrona,

con un' aria legnificata,
una suora centenaria
stringe l'ultimo chicco della sua corona.
E in un canto del vasto cortile;
una giovane, parte un pomo a spicchi,
in terra ha posato un bacile
pieno zeppo di radicchi.

Aldo Palazzeschi 

Le Suore Nazarene fanno riferimento principalmente all'istituto delle Suore Nazarene della Passione, una congregazione religiosa femminile di diritto diocesano attiva nell'assistenza ai bisognosi e nella cura degli orfani.
La loro direzione e sede principale si trovano a Torino
.

Nel silenzio raccolto sgrana
una preghiera che sa di pena;
"vecchie suore nere", ricordo
botte, nel dormitorio silenzio... 
 
Nelle zone vicino a Monza e Milano, si possono trovare diverse comunità religiose e istituti attivi.
Vicino al capoluogo lombardo, ad esempio, è presente l'Istituto delle Suore Nazarene in Via Luigi Calamatta 11 a Milano.
La missione principale delle Suore Nazarene della Passione fuori dall'Italia si concentra in Madagascar, dove operano dal 16 maggio 1967. 
La loro attività missionaria sul territorio unisce l'assistenza sanitaria e sociale al sostegno educativo per l'infanzia e le famiglie bisognose.
Le Suore Nazarene continuano, ogni singolo giorno, a sostenere e a far crescere i bimbi che non hanno più una famiglia, oppure, la loro famiglia è troppo povera per farsene carico.

lunedì 1 giugno 2026

Dolore passionale

De profundis clamavi

Pietà io chiedo a Te, mio solo amore,
da quest’abisso dove son recluso,
cupo universo dal confine chiuso
che notte empie di bestemmia e d’orrore.

C’è per sei mesi un sole che non raggia,
grava per altri sei una notte cruda,
quest’è landa del polo ancor più nuda:
bestie non v’ha o fiumi o bosco o piaggia.

Non c’è un più crudele orrore al mondo
di questo sole ghiaccio ed infecondo,
di questa notte al vecchio Caos eguale.

Sorte invidio del più vile animale
che in un torpore opaco si ravvolge,
tanto lento il suo fuso il tempo svolge.

 Charles Baudelaire

Disastro annunciato di passioni
ritorce in noi il vivere e la vita;
stanchi di sogni cerchiamo
concrete occasioni, infinite...
 
L'espressione "dolore passionale" non appartiene al linguaggio medico ufficiale, ma viene usata comunemente in due contesti differenti: quello psicologico ed emotivo (la sofferenza legata a relazioni intense, abbandoni o amori tormentati) e quello fisico-intimo, dove indica il dolore provato durante i rapporti sessuali, clinicamente noto come dispareunia (dalla rete)