(dalla rete)
“Nostalgia della mia dimora”
la pioggia suona come una canzone di canne.
Persino adesso nella dimora che ho lasciato,
i fiori sono caduti e i rami sono scarni.
Jin Yi
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
Jin Yi
L'orto dei veleni
È cinto da un muro ch’è alto tre spanne,
la via lo circonda.
Di fuori si vedon le frutta mature.
Son alberi grandi
che piegano i rami
col peso
possente
dei pomi.
I pomi maturi rilucono al giorno.
Al centro dell’orto v’è un mucchio di sassi,
di pietre ruinate.
V’è sotto, sepolta, la vecchia padrona dell’orto.
Aveva centanni la vecchia,
viveva nell’orto,
viveva di frutti,
soltanto di frutti.
La gente al narrarlo fa il segno di croce.
Nessuno ha mai colto quei frutti,
nessuno ha varcato quel muro.
Soltanto la sera vi ridon civette a migliaia.
E cadono e cadono i frutti maturi,
s’ammassano ai piedi dei tronchi robusti,
s’ammassan s’ammassan
mandando profumi soavi.
Aldo Palazzeschi
Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.
Publio Valerio Catullo
…La
mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni
curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo.Frida Kahlo
La cabina telefonica
è una
piccola struttura pubblica, solitamente in metallo e vetro, progettata
per ospitare un telefono a pagamento e offrire privacy durante le
chiamate.quando ero molto giovane
ero solito avere tante
ragazze immaginarie
ora che sono un adulto
mi mancano parecchio
Pedro Pietri
Le cabine telefoniche sono
praticamente scomparse, rimangono ancora disponibili come articoli da
arredamento, repliche o cabine fonoassorbenti per ufficio, con opzioni
di acquisto online o tramite rivenditori specializzati in oggetti
vintage o arredo.
(dalla rete)
mi rassegno al non-senso del respiro
e non chiedo
-piuttosto credo-
in chi mi ha venduto
lo sciroppo del domani:
certo più dell’oggi.
Loredana Savelli
Galaverna
Stupita sta la terra nel candore.
Di vetro l’aria, indaco il cielo.
Alberi e prati hanno sfoggiato
vesti di diamanti e crinoline.
Difficile credere sia il gelo
custode generoso della vita.
Difficile credere al ritorno
di una variopinta primavera.
Alfredo Poli

Cardarelli utilizza uno stile che richiama la lezione leopardiana,
incentrato sul "male di vivere" e la meditazione profonda, definendo la
propria condizione notturna come un vero e proprio "sonno di pietra".