zone d'ombra
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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sabato 12 settembre 2026
Poesia
venerdì 11 settembre 2026
Maschera
La poesia è dedicata allo scultore Ernest Christophe ed è ispirata a una statua allegorica di gusto rinascimentale (dalla rete).
Sono in lei radunate le grazie fiorentine:
in un corpo che insieme è solido e flessuoso
stanno Eleganza e Forza, due sorelle divine.
E’ una donna mirabile, frutto miracoloso,
stupendamente salda, eppure assai leggera,
fatta per troneggiare sopra un letto sontuoso,
e d’un papa o d’un principe attizzare i piaceri.
– Vedi come il sorriso è fine e voluttuoso:
in quella fatuità trascorre dolce un’estasi,
nello sguardo un’ambigua e languida ironia,
un velo intorno al viso la seduzione desta,
ogni tratto ci dice con trionfante malia:
“La Voluttà mi chiama, l’Amore m’incorona”.
Vedi che forte fascino dona la gentilezza
a colei che di tanta maestà si corona.
Su, giriamole intorno, scrutiamo la bellezza.
O artificio blasfemo, sorprendente malizia!
E’ un mostro bicefalo questo corpo di luce
che riverbera un mondo di suprema delizia!
– No, è solo una maschera quel volto che seduce
e che una fine smorfia ora va rischiarando.
Ma osserva il volto vero com’è atrocemente
raggrinzito e com’è arrovesciato standosene
al riparo del primo artefatto sembiante.
Povera sovrumana bellezza, il tuo bel rivo
di lacrime nel cuore spaurito si riversa,
mi fa ebbro il tuo inganno, e l’anima s’abbevera
al flutto che il Dolore dalle pupille versa.
– Perché ora piange, lei, l’avvenente regina
che terrebbe ai suoi piedi l’umanità sperduta?
Quale oscuro male l’è al bel fianco spina?
– Insensato, lei piange proprio perché ha vissuto.
E perché vive. E quello che più e più deplora
e che tutta la scuote è il fatto che poi,
domani, è necessario, ahimé, vivere ancora,
domani, posdomani, e sempre: come noi!
Charles Baudelaire
Una maschera è un oggetto o indumento utilizzato per coprire parzialmente o totalmente il volto, a fini protettivi, cerimoniali, di intrattenimento e spettacolo o di travestimento, eventualmente integrata da un costume.
Di solito segue la forma di un volto umano e presenta fessure per gli occhi, la bocca e il naso, e può essere fatta di cartapesta, plastica, legno o altri materiali.
Maschere diverse hanno usi diversi, come proteggere il volto di un atleta o di un lavoratore in un'industria pericolosa, prevenire l'inalazione di tossine, riscaldarsi, divertirsi, nascondere il volto allo scopo d'impedire l'identificazione o di emulare un personaggio (da wikipedia).
giovedì 10 settembre 2026
Protocollo cittadino #177 (Lontano)
Lontano
mercoledì 9 settembre 2026
Protocollo cittadino #176 (Come mai avesse...)
Come mai avesse...
La definizione e il significato dell'espressione "scroscio di pioggia" indicano una pioggia improvvisa, intensa e scrosciante, caratterizzata dal forte rumore (il fragore continuo) dell'acqua che cade violentemente dall'alto (dalla rete).
martedì 8 settembre 2026
Negromante (o necromante)
Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?
Emily Dickinson
lunedì 7 settembre 2026
Bystander effect
Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il
principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto
impenetrabile.
Blaise Pascal
L'espressione "spettatori impassibili" si riferisce a persone che assistono a un evento (spesso drammatico, insolito o violento) senza mostrare alcuna reazione emotiva, empatia o intenzione di intervenire.
domenica 6 settembre 2026
Aria afosa
Quando l'aria è satura di vapore acqueo infatti, il sudore
non evapora e il corpo non riesce a raffreddarsi efficacemente,
provocando quella classica sensazione di soffocamento e pesantezza (dalla rete).Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria
afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.
Yukio Mishima
sabato 5 settembre 2026
Sole ed ombrelli (più o meno colorati)
Che tu stia cercando un modello compatto da tenere sempre in borsa, un grande ombrello da golf o una spettacolare fantasia arcobaleno, esistono tantissime opzioni adatte a ogni esigenza.
Sole
Vorrei girar la Spagna
sotto un ombrello rosso.
Vorrei girar l’Italia
sotto un ombrello verde.
Con una barchettina,
sotto un ombrello azzurro,
vorrei passare il mare:
giungere al Partenone
sotto un ombrello rosa
cadente di viole.
Aldo Palazzeschi
La storia dell'ombrello affonda le sue radici nell'antichità di oltre 4.000 anni fa, compiendo un affascinante viaggio evolutivo da oggetto sacro e di potere fino a diventare lo strumento quotidiano che tutti usiamo oggi.
Sebbene civiltà come gli Egizi e i Babilonesi utilizzassero rudimentali parasole, l'ombrello moderno per come lo conosciamo oggi è stato inventato nell'antica Cina intorno al XII secolo a.C.
Colorati, divertenti e incredibilmente alla moda: gli ombrelli colorati sono l'accessorio perfetto, adatto ad ogni occasione e sempre al passo con i tempi.
Se la pioggia scarseggierà come prevedibile li useremo come parasole per proteggerci da raggi roventi.
Gli ombrelli sono accessori essenziali per proteggersi dalla pioggia e dal sole, evoluti nel tempo da semplici strumenti funzionali a veri e propri elementi di moda e design.
(dalla rete)
venerdì 4 settembre 2026
Mia terra
Alla mia terra
Un sole rompe gonfio nel sonno
e urlano alberi;
avventurosa aurora
in cui disancorata navighi,
e le stagioni marine
dolci fermentano rive nasciture.
Io qui infermo mi desto,
d’altra terra amaro
e della pietà mutevole del canto
che amore mi germina
d’uomini e di morte.
Il mio male ha nuovo verde,
ma le mani sono d’aria
ai tuoi rami,
a donne che la tristezza
chiuse in abbandono
e mai le tocca il tempo,
che me discorza e imbigia.
In te mi getto: un fresco
di navate posa nel cuore;
passi nudi d’angeli
vi s’ascoltano, al buio.
Salvatore Quasimodo
giovedì 3 settembre 2026
Vita?
Noi non sappiamo quale sortiremodomani, oscuro o lieto;
forse il nostro cammino
a non tócche radure ci addurrà
dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;
o sarà forse un discendere
fino al vallo estremo,
nel buio, perso il ricordo del mattino.
Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno: smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s'esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!
Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un'eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l'erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.
E un giorno queste parole senza rumore
che teco educammo nutrite
di stanchezze e di silenzi,
parranno a un fraterno cuore
sapide di sale greco.
EugenioMontale











