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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 8 settembre 2026

Negromante (o necromante)

Necromanzia (Origine Greca): Deriva da nekrós (morto) e manteía (indovino). In origine indicava strettamente la divinazione attraverso il dialogo con le anime dei defunti.
Negromanzia (Evoluzione Latina): Durante il Medioevo, l'assonanza con il latino niger (nero) ha trasformato il termine in "negromanzia", legando indissolubilmente la figura del negromante alla magia nera, all'occultismo e all'evocazione di entità demoniache

Che locanda è mai questa
dove la notte si ferma
lo strano viaggiatore?
Chi è il Padrone?
Dove le serve?
Guarda, che stanze curiose!
Dove sui focolari non bruciano fuochi vermigli –
E i boccali non traboccano fino agli orli –
Negromante! Padrone!
Chi sono quelli laggiù?

Emily Dickinson

Il negromante (o necromante) è, nel significato storico e letterario, un mago o indovino che evoca gli spiriti dei defunti per predire il futuro o manipolare forze occulte. Nel tempo, il termine ha subito una profonda evoluzione etimologica e culturale, trasformandosi da pratica divinatoria a pilastro del genere fantasy.

Le tante domande arruffate
poste in cassetti strapieni
di lettere, polvere, sogni;
restio, catatonico, incredulo...
 
Necromanzia, divinazione antichissima, che deriva a sua volta dalla Nekya, ovvero l’interrogazione dei morti (talvolta effettuata con una discesa vera e propria nel sottosuolo, come fanno alcuni eroi mitologici), che a sua volta deriva da una forma di contatto con l’Aldilà e con i defunti.
Il Negromante è una celebre commedia in cinque atti scritta da Ludovico Ariosto, composta originariamente nel 1520 e successivamente revisionata nel 1528 per la prima rappresentazione a Ferrara. L'opera è una delle prime e più importanti commedie regolari in volgare della letteratura italiana, caratterizzata da una forte satira sociale e morale.
(dalla rete)

lunedì 7 settembre 2026

Bystander effect

L’effetto spettatore, definito anche apatia dello spettatore o effetto testimone (in inglese bystander effect), è un fenomeno della psicologia sociale che si riferisce ai casi in cui gli individui non offrono alcun aiuto a una persona in difficoltà, in una situazione d’emergenza, quando sono presenti anche altre persone.

Ma alla fine, cos’è un uomo nella natura?
Un nulla davanti all’infinito,
un tutto davanti al nulla,
qualcosa di mezzo tra il nulla e il tutto,
infinitamente lontano dal comprendere gli estremi.
Il fine e il principio delle cose gli sono
inesorabilmente nascosti da un segreto impenetrabile.

Blaise Pascal 

L'espressione "spettatori impassibili" si riferisce a persone che assistono a un evento (spesso drammatico, insolito o violento) senza mostrare alcuna reazione emotiva, empatia o intenzione di intervenire.

Siamo spettatori impassibili
di quanto accade e ancora
crediamo possibile i miracoli;
stupidi e stupiti, insieme...
 
La probabilità d’intervento è inversamente correlata al numero degli spettatori. In altre parole, maggiore è il numero degli astanti, minore è la probabilità che qualcuno di loro presterà aiuto.
(dalla rete).

domenica 6 settembre 2026

Aria afosa

L'aria afosa è una condizione atmosferica caratterizzata da un alto tasso di umidità e da temperature elevate, che rende difficile la sudorazione e amplifica in noi la percezione del calore. Il sistema cardiocircolatorio deve lavorare più intensamente del normale per cercare di disperdere il calore, causando all'organismo cali di pressione, stanchezza e mal di testa.
Quando l'aria è satura di vapore acqueo infatti, il sudore non evapora e il corpo non riesce a raffreddarsi efficacemente, provocando quella classica sensazione di soffocamento e pesantezza (dalla rete).

Ancora e ancora,
il grido instancabile delle cicale
trafigge l’aria afosa dell’estate
come un ago al lavoro
su uno spesso panno di cotone.

Yukio Mishima

Del caldo afoso ricordo notti
passate ad ascoltare i grilli
amori liquefatti riemergono
da anfratti spaccati dal sole...

sabato 5 settembre 2026

Sole ed ombrelli (più o meno colorati)

Gli ombrelli colorati sono la scelta perfetta per dare un tocco di allegria e vivacità anche alle giornate di pioggia più grigie.
Che tu stia cercando un modello compatto da tenere sempre in borsa, un grande ombrello da golf o una spettacolare fantasia arcobaleno, esistono tantissime opzioni adatte a ogni esigenza.

Sole

Vorrei girar la Spagna
sotto un ombrello rosso.

Vorrei girar l’Italia
sotto un ombrello verde.

Con una barchettina,
sotto un ombrello azzurro,
vorrei passare il mare:
giungere al Partenone
sotto un ombrello rosa
cadente di viole.

Aldo Palazzeschi

Il Sole ora fa un pò di paura
sotto i suoi raggi brucia la terra;
ricordo un bambino giocare le ombre
ora rimane un arido abbraccio...

La storia dell'ombrello affonda le sue radici nell'antichità di oltre 4.000 anni fa, compiendo un affascinante viaggio evolutivo da oggetto sacro e di potere fino a diventare lo strumento quotidiano che tutti usiamo oggi.
Sebbene civiltà come gli Egizi e i Babilonesi utilizzassero rudimentali parasole, l'ombrello moderno per come lo conosciamo oggi è stato inventato nell'antica Cina intorno al XII secolo a.C.
Colorati, divertenti e incredibilmente alla moda: gli ombrelli colorati sono l'accessorio perfetto, adatto ad ogni occasione e sempre al passo con i tempi.
Se la pioggia scarseggierà come prevedibile li useremo come parasole per proteggerci da raggi roventi. Gli ombrelli sono accessori essenziali per proteggersi dalla pioggia e dal sole, evoluti nel tempo da semplici strumenti funzionali a veri e propri elementi di moda e design.
(dalla rete)

venerdì 4 settembre 2026

Mia terra

Alla mia terra

Un sole rompe gonfio nel sonno
e urlano alberi;
avventurosa aurora
in cui disancorata navighi,
e le stagioni marine
dolci fermentano rive nasciture.
Io qui infermo mi desto,
d’altra terra amaro
e della pietà mutevole del canto
che amore mi germina
d’uomini e di morte.
Il mio male ha nuovo verde,
ma le mani sono d’aria
ai tuoi rami,
a donne che la tristezza
chiuse in abbandono
e mai le tocca il tempo,
che me discorza e imbigia.
In te mi getto: un fresco
di navate posa nel cuore;
passi nudi d’angeli
vi s’ascoltano, al buio.

Salvatore Quasimodo

Terra come casa, come senso
malinconico abbandono ai cicli
di stagioni calde ormai contorte
ritorno allamente passati recenti...
 
L'espressione "alla mia terra" indica il luogo in cui si è nati o la propria madrepatria. Si tratta di una formula dal tono nobile, poetico e fortemente evocativo, utilizzata per esprimere il legame viscerale e affettivo con le proprie radici culturali e geografiche (dalla rete).

giovedì 3 settembre 2026

Vita?

Noi non sappiamo quale sortiremo
domani, oscuro o lieto;
forse il nostro cammino
a non tócche radure ci addurrà
dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;
o sarà forse un discendere
fino al vallo estremo,
nel buio, perso il ricordo del mattino.
Ancora terre straniere
forse ci accoglieranno: smarriremo
la memoria del sole, dalla mente
ci cadrà il tintinnare delle rime.
Oh la favola onde s'esprime
la nostra vita, repente
si cangerà nella cupa storia che non si racconta!
Pur di una cosa ci affidi,
padre, e questa è: che un poco del tuo dono
sia passato per sempre nelle sillabe
che rechiamo con noi, api ronzanti.
Lontani andremo e serberemo un'eco
della tua voce, come si ricorda
del sole l'erba grigia
nelle corti scurite, tra le case.
E un giorno queste parole senza rumore
che teco educammo nutrite
di stanchezze e di silenzi,
parranno a un fraterno cuore
sapide di sale greco.

EugenioMontale

La vita è un concetto straordinariamente ampio che può essere analizzato attraverso lenti biologiche, filosofiche o puramente quotidiane.
 
 Porteremo con noi quel Sole che siamo
immeritate parole, frasi, le cose d'amore;
saremo vigili sterili tra nuvole o pioggia
che beve alla terra ricompensa promessa...
 
Il significato della vita non è una risposta fissa, ma un valore personale che ciascuno costruisce attraverso le proprie azioni, le relazioni e le esperienze quotidiane .
(dalla rete)

mercoledì 2 settembre 2026

Ombre

Justyna Napiorkowska, "Ombre", Bianco e nero

Sono uscito al mattino al freddo e al sole
come a un’impresa eroica.
Ho fatto nulla tutta la giornata
finché stremato della gran fatica
son ritornato a stento, moribondo.
Cosí ogni giorno ripasso la vita
che mi è venuta in sorte a questo mondo.
[6 aprile 1929]

Cesare Pavese

Nel quotidiano vivere incombe
la morte, come una cosa sterile;
nel contesto insistiamo sul mondo
ma non siamo che stupide ombre...

La parola "ombre" può riferirsi a diversi concetti a seconda del contesto. Il significato principale in italiano è il plurale di ombra (l'area scura creata da un corpo che blocca la luce), ma l'Ombra rappresenta la parte inconscia della personalità. Include tutti gli aspetti, i desideri, gli impulsi e i tratti del carattere che l'Io cosciente non riconosce come propri e tende a rifiutare o a nascondere perché considerati negativi o socialmente inaccettabili (dalla rete).

martedì 1 settembre 2026

Nostra vita

Il concetto di "la nostra vita" può essere interpretato attraverso almeno un paio di chiavi di lettura principali: il significato psicologico e filosofico dell'esistenza e i pilastri biologici che la definiscono.

104

Come avrei potuto maledire la mia vita
se degli stessi occhi mi è piú cara?
Fosse cosí non ti amerei con questa rabbia:
ma tu d'ogni sciocchezza fai un dramma.

Publio Valerio Catullo

Nelle riflessioni con me stesso
ritrovo un ragazzo distratto,solo;
la mia vita è ancora grande e unica
come è quella di tutti in fondo...
 
Il concetto insito nell'espressione "nostra vita" unisce la dimensione esistenziale del valore dell'esistenza umana alla ricerca personale e collettiva di coerenza, scopo e direzione (dalla rete).

lunedì 31 agosto 2026

Elisa


Elisa
 
Concitate stupidaggini nei sensi
la ricordo serena e sua madre
che ancora tocca i capelli
un'ultima carezza d'amore...
 
Anonimo
del XX° Secolo
frammenti ritrovati

domenica 30 agosto 2026

Protocollo cittadino #175 (Rivolte)

Eugène Delacroix
"La libertà che guida il popolo"

La "Libertà che guida il popolo" è una tela realizzata da Eugène Delacroix nel 1830 e conservato al Museo del Louvre nella città di Parigi.
Il dipinto rappresenta l'insurrezione del popolo parigino contro la monarchia reazionaria di Carlo X durante le "Tre Gloriose Giornate" del luglio 1830. 

Rivolte
 
La testa piena di dubbi, domande
impegni intrapresi sconfinano
nelle teorie dei sempre, rivolte
come rivoluzioni sospese...
 
Gujil


La figura femminile centrale è Marianne, allegoria della Francia e della libertà stessa; indossa il berretto frigio ed agita il tricolore francese per incitare la folla. 
Accanto alla Libertà insieme borghesi con il cilindro, operai, studenti e ragazzi del popolo; la lotta coinvolge l'intera società. I corpi caduti in primo piano ricordano che la libertà ha un costo altissimo, mentre sullo sfondo la cattedrale di Notre-Dame colloca storicamente l'evento nella città di Parigi.  Eugène Delacroix (1798-1863) è stato l’ultimo grande pittore del Romanticismo francese.
(dalla rete)