zone d'ombra
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
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giovedì 19 febbraio 2026
"Sconclusionati"
mercoledì 18 febbraio 2026
Palazzo fiabesco
Descrive un luogo fiabesco, misterioso e inaccessibile, osservabile solo da lontano, caratterizzato da atmosfere sospese tra gioco, musicalità e un tocco crepuscolare.
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s’odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.
Aldo Palazzeschi
Fantasmi, paure, sogni,
Il palazzo rappresenta un mondo chiuso, quasi onirico, in bilico tra
sogno e realtà, allontanandosi dalle tematiche realistiche per esplorare
un orizzonte fantastico.
(dalla rete)
martedì 17 febbraio 2026
Danza alchemica
Il "gioco sottile" nell'ambito dell'erotismo si riferisce all' arte della seduzione, basata sulla tensione psicologica, il non detto, il contatto visivo e l'attesa, piuttosto che sull'atto fisico esplicito immediato. È una danza alchemica che nutre il desiderio e l'intimità quotidiana, trasformando l'interazione in un gioco di attrazione (dalla rete).
lunedì 16 febbraio 2026
Farandola
La
farandola è un'antica e vivace danza popolare originaria della Provenza, in Francia, caratterizzata da danzatori disposti in una lunga catena che si muovono al suono di strumenti tradizionali (flauto e tamburo o tamburello).La farandola dei fanciulli sul greto
era la vita che scoppia dall'arsura.
Cresceva tra rare canne e uno sterpeto
il cespo umano nell'aria pura.
Il passante sentiva come un supplizio
il suo distacco dalle antiche radici.
Nell'età d'oro florida sulle sponde felici
anche un nome, una veste, erano un vizio,
Eugenio Montale
Forse non proprio una farandola, cioè un girotondo a ballo, ma semplicemente un gioco comune, chiassoso, vivace. Essa richiama, per allitterazione, ma soprattutto per i colori della
combinazione di fanciulli e vita, prima che una danza, un oggetto.
La
girandola: spicchi di carta variamente colorati che roteano, e anche in
mancanza di vento prendono a frullare, perché il vento viene creato
dalla corsa di chi tiene il bastoncino della girandola in mano.
E correre nell’aria stagna e statica, senza brezza alcuna, diventa un
allegro sberleffo all’ordine stabilito dalla natura di quell’ambiente
così ostico.
Il tutto nell’incoerenza del greto del torrente.
(dalla rete).
domenica 15 febbraio 2026
Saltare (dalla finestra)
Numero 507
salterò dalla finestra
se è questo che serve
per soddisfarti sessualmente,
ma solo se tu abiti nel
seminterrato.
Pedro Pietri
Number 507
I will jump out the window
if thats what it takes
to satisfy you sexually,
but only if you live in the
basement.
Le notizie di cronaca riportano
talvolta episodi reali di fughe precipitose o di gesti estremi per
sfuggire all'ira del partner tradito.
(dalla rete)
sabato 14 febbraio 2026
Gente... persone
Questa pioggia che cade per piazze e per strade,
e in caserma e in collina, va tutta sprecata.
Domattina le piante saranno lavate,
lungo i viali, e il cortile in caserma bel molle,
da sfangarci al ginocchio: i lavori che fanno in città
sembran tutti quest’acqua che cade sui tetti.
(Fuori, piova nel buio per tutte le strade,
finirà che domani per terra c’è l’erba).
Si è veduto stasera venire giú l’acqua
per i fossi, in collina, e la terra ingiallita
dalle foglie e dal fango. Ma, sopra il sentore
della terra, uno sterile tanfo di fiori
che succhiavano l’acqua, e tra i fiori, le ville
che grondavano pioggia. Soltanto dall’altro versante,
arrivare sul vento un sentore di vigna.
non importa: c’è un vino che viene a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
C’è un odore di pietra nel vento bagnato,
e per terra, soltanto rotaie. Le donne che passano
le conosce nessuno. Le donne in città
sono sempre diverse e non servono a niente.
Nel casino, là sí che gli odori son buoni
e le donne son brave. Ma vivono come in caserma
anche loro e il lavoro che fanno è una stupidità.
(Non importa: le donne verranno a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).
Cesare Pavese
venerdì 13 febbraio 2026
Sono solo io che penso...
La sensazione di essere l'unico a pensare in un certo modo — o anche solo di essere "intrappolati" nei propri pensieri — è un'esperienza umana universale, spesso legata a fenomeni psicologici.
Sono io che penso...
giovedì 12 febbraio 2026
Rumore bianco
(dalla rete)
“Nostalgia della mia dimora”
la pioggia suona come una canzone di canne.
Persino adesso nella dimora che ho lasciato,
i fiori sono caduti e i rami sono scarni.
Jin Yi
mercoledì 11 febbraio 2026
L'orto dei veleni
L'orto dei veleni
È cinto da un muro ch’è alto tre spanne,
la via lo circonda.
Di fuori si vedon le frutta mature.
Son alberi grandi
che piegano i rami
col peso
possente
dei pomi.
I pomi maturi rilucono al giorno.
Al centro dell’orto v’è un mucchio di sassi,
di pietre ruinate.
V’è sotto, sepolta, la vecchia padrona dell’orto.
Aveva centanni la vecchia,
viveva nell’orto,
viveva di frutti,
soltanto di frutti.
La gente al narrarlo fa il segno di croce.
Nessuno ha mai colto quei frutti,
nessuno ha varcato quel muro.
Soltanto la sera vi ridon civette a migliaia.
E cadono e cadono i frutti maturi,
s’ammassano ai piedi dei tronchi robusti,
s’ammassan s’ammassan
mandando profumi soavi.
Aldo Palazzeschi
L'opera si colloca in una zona di confine tra il Crepuscolarismo e le prime avvisaglie di quell'estro anarchico e funambolesco che caratterizzerà il suo periodo futurista Il testo descrive un orto proibito, un luogo di fascino sinistro nutrito da una vecchia centenaria, evocando un'immagine che fonde il macabro, l'ironia e un disimpegno tipico del primo Novecento palazzeschiano.
martedì 10 febbraio 2026
Razzismo
Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.
Publio Valerio Catullo











