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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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sabato 17 ottobre 2026

Ancora Francia #01

Ancora Francia

Sarà Francia, ancora, oggi,
le diritte linee dei boulevard
confuse, come la mia mente;
a ritroso, nel tempo, nel cuore...
 
Gujil
 
Il Castello di Chantilly è uno dei tesori più preziosi del patrimonio storico francese, situato nell'omonima cittadina a circa 50 chilometri a nord di Parigi.

Mi preparo a questo nuovo
viaggio, ancora Francia a sentire
l'aria frizzante di futili immagini;
parto con un senso di ansia...
 
Eletto nel 2025 come il monumento preferito dai francesi, questa straordinaria tenuta non è solo un capolavoro architettonico del Rinascimento, ma custodisce anche una delle collezioni d'arte e di manoscritti antichi più importanti del Paese, superata in Francia soltanto da quella del Museo del Louvre.
(dalla rete)

venerdì 16 ottobre 2026

Padre mio!

Padre mio!
 
Ancora risuona nei sensi
quella così triste domanda
a cui non risposi, pietoso
così prossimo, vicino la fine 
che il mio pianto non seppe
altro che scorrere incredulo.

Padre mio! che ancora
mi stringi le vene del dire
che sempre premi sul cuore
del vivere giorni riposti
in angoli angusti intrisi
di sospiri e umide preci.
 
Intravedo il tuo incedere
lento, deciso, di sofferenti
membra provate dal tempo
eppure mai fosti lamento
ai figli che amasti silente
quasi in disparte, di lato.
 
Ora solo posso piangerti
ricordando com'eri e sorrisi
appena accennati, e carezze,
stupide cose che mancano
ridotti e luminosi frammenti
mischiati al potente dolore.

Anonimo
del XX° secolo
poesie ritrovate

giovedì 15 ottobre 2026

Incredulità

Michelangelo Merisi
detto "Il Caravaggio"
"Incredulità di San Tommaso"
“C'è molta gente che crede ai sogni profetici
perché a volte il futuro si realizza
come il desiderio lo ha costruito nel sogno.
In questo non c'è nulla di strano
tanto più che la credulità del sognatore
trascura volentieri le considerevoli differenze
che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.”

Sigmund Freud 

La credulità è l'attitudine o la facilità a credere come vero tutto ciò che viene detto, dimostrando un eccesso di fiducia nel prossimo o nelle cose senza richiedere prove o verifiche.
Il termine deriva dal latino credulĭtas -atis, legato al verbo credere.

L'incredulità mi spinge a impormi
assurde domande e risposte multiple;
questa fase di vita ripone desideri
che sanno di vento, di mare, di terra...

L'incredulità è l'atteggiamento di riluttanza, diffidenza o rifiuto ad accettare come vero un fatto, una notizia o una dottrina.
Il termine deriva dal latino incredulĭtas e indica una mancanza di disposizione a credere, che può variare da una temporanea sorpresa e perplessità fino a uno scetticismo radicato. 

(dalla rete)

mercoledì 14 ottobre 2026

Questioni sospese

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.

Pablo Neruda 

In un contesto interpretabile
si cercano soluzioni certe, sicure;
non resta che l'incertezza a dirimere
questioni sospese, rimaste irrisolte...
 

L'espressione "questioni sospese" (o più comunemente "questioni in sospeso") si riferisce a situazioni, decisioni, problemi o compiti che sono rimasti aperti. Significa che non è ancora stata trovata o applicata una soluzione definitiva, lasciando le parti coinvolte in uno stato di attesa o incertezza (dalla rete).

martedì 13 ottobre 2026

Protocollo cittadino #181 (Tentativo)

Man mano che l'età avanza, la perdita di idratazione ed elasticità dei tessuti, unita a cambiamenti ormonali o a sovraccarichi meccanici, può causare infiammazione, rigidità e limitazioni nei movimenti quotidiani.

 Tentativo

Vincendo il fastidio ora provo
ad articolare i pensieri e le ali;
in un volo pindarico cerco ristoro
a membra che dolenti rispondono...
 
Gujil
 
Il dolore alle ginocchia in età avanzata (generalmente compare superati i cinquant'anni ed ha carattere progressivo) è una condizione molto comune che spesso segnala l'inizio dell'artrosi del ginocchio (gonartrosi), una patologia degenerativa che colpisce la cartilagine articolare. 
(dalla rete)

lunedì 12 ottobre 2026

Robert Graves ed Ernest Hemingway

Robert Graves ed Ernest Hemingway sono indissolubilmente legati nella storia della letteratura, pur avendo stili, background e personalità profondamente diversi. La loro connessione si sviluppa principalmente attorno alla traumatica esperienza della Prima Guerra Mondiale e a una serie di curiose coincidenze biografiche.
(dalla rete)

Robert Graves

Ghiandole per il finanziere,
Per il soldato, bandiere,
Per i poeti inglesi da bere,
Birra forte per me.

Parigi, circa 192 

Ernest Hemingway 

Mentre lo stile di Hemingway divenne celebre per le sue frasi brevi, asciutte e telegrafiche (la teoria dell'iceberg), Graves mantenne sempre una scrittura più classica e distaccata, proseguendo una monumentale carriera che lo portò a pubblicare oltre 140 libri tra poesia, saggistica e romanzi storici di enorme successo.

Una birra gelata quando occorre
in viaggio, distrazione ancestrale;
i ricordi mi punteggiano l'anima,
qualcuno ancora punge e fa male...

domenica 11 ottobre 2026

Crepuscolo autunnale

Felice Melis Marini
"Crepuscolo autunnale"
acquaforte
In autunno (che inizia con l'equinozio di settembre) le giornate si accorciano visibilmente e la luce del giorno si tinge di tonalità calde, morbide e malinconiche (ocra, rosso, marrone, oro) prima di cedere il passo al buio precoce dell'inverno

Crepuscolo autunnale

Di sanguigni riflessi il sol colora
le nuvole con l’ultime faville
e sovra il buio mar guizzano ancora
d’onda in onda fuggevoli scintille.

S’addensa il color grigio ad ora ad ora
su le colline a torno e su le ville:
ridean di luce sino da l’Aurora
e nell’oscurità muoion tranquille.

Da quale novo incanto, ora, da quale
vision mossa dà la fantasia
una tristezza indefinita a ‘l core?

Nel silente crepuscolo autunnale
sorge — squallido fior — la Poesia
di tutto ciò che sotto il ciel si muore.

Guido Menasci

 

Questa vita in discesa, precipizio
verso un'infinita fine, che intravedo
ora che il tempo ricorda gli insulti
Ivan Fedorovich
"Crepuscolo d'autunno"
e il mio corpo palesa l'usura...
 
In ambito letterario, il testo più celebre è la lirica "Crepuscolo autunnale" del drammaturgo e librettista Guido Menasci.
I versi descrivono i riflessi sanguigni del sole morente sulle nuvole e il grigio che avvolge le colline, interpretando la fine del giorno e la transizione stagionale come una metafora di dolce tristezza in cui nasce l'ispirazione poetica.

Il crepuscolo autunnale è un concetto che unisce il fenomeno fisico del tramonto di fine giornata a una profonda metafora esistenziale e filosofica legata al trascorrere del tempo.

Un'immagine di
"Crepuscolo autunnale" evoca atmosfere malinconiche e intense che hanno ispirato numerosi artisti nel corso del tempo, declinandosi nella letteratura, nella pittura e nella musica.
L'autunno e il crepuscolo non nascondono la fine delle cose (la caduta delle foglie, l'accorciarsi del giorno, la luce trasversale), ma svelano una bellezza intima e pacata proprio nella loro transitorietà.
È una stagione che invita alla lentezza, al raccoglimento e alla riflessione sul ciclo della vita, della maturità e dell'inevitabile tramonto dell'esistenza umana.
(dalla rete)

sabato 10 ottobre 2026

Autunno al crepuscolo

Vincent Van Gogh
"Autunno, paesaggio al crepuscolo"
Un "crepuscolo autunnale" evoca atmosfere malinconiche e cariche di fascino, che hanno ispirato numerosi artisti nel corso del tempo attraverso diverse forme d'arte.
 
 “In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo
- e tuttavia, mi sembra la stagione più bella;
volesse il cielo allora,
quando io vivrò il mio crepuscolo,
che ci fosse qualcuno che mi ami
come io ho amato l'autunno.” 

Søren Kierkegaard

Autunno... ed il silenzio è diverso
sembra più intenso, più vicino, reale;
singhiozzano i tristi volti del dolore
io rimango in disparte a guardare...
 
L'opera di Vincent Van Gogh "Autunno, paesaggio al crepuscolo" (1885), conservata al Centraal Museum di Utrecht  (città nel centro dei Paesi Bassi che ospita il museo civico più antico dell'Olanda), racconta la transizione stagionale coi suoi toni di colore che è caratteristica di questo periodo dell'anno. 
Il dipinto raffigura un sentiero di campagna circondato da alberi alti (forse pini in tonalità verde scuro) con foglie caratterizzate dai toni dorati e rossi, lunghi filari d'ombre e una figura umana solitaria, probabilmente femminile, che cammina totalmente immersa nella natura. (dalla rete)

venerdì 9 ottobre 2026

Nixi d'autunno

Autunno malato

Autunno malato e adorato
morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
quando avrà nevicato
sui frutteti.

Povero autunno
muori in biancore e ricchezza
di neve e di frutti maturi.
In fondo al cielo
planano sparvieri
sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
che non hanno mai amato.

Sui confini lontani
i cervi hanno bramito.

E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
i frutti che cadono e che nessuno raccoglie
il vento e la foresta che piangono
tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
le foglie
pestate
un treno
che passa
la vita
che va.

Guillaume Apollinaire 

 

Il componimento affronta i temi classici della malinconia, del declino della natura e dello scorrere inesorabile del tempo. 
Apollinaire
si rivolge all'autunno definendolo "malato" e "adorato", una stagione morente legata all'arrivo dell'inverno ma amata per la sua ricca e struggente bellezza.
La natura malinconica riflette lo stato d'animo del poeta e la delusione amorosa per la fine della relazione con Annie Playden.

 

Nel momento di passaggio si scorge
la nera figura che paziente ci attende;
qualcuno la vuole fuggire, i più,
c'è un tempo per tutte le cose...
 
Il termine "nixi" (dal francese nixes) fa riferimento alle nisse o nixie, ovvero le ninfe acquatiche della mitologia germanica e norrena Apollinaire le descrive come creature «dai capelli verdi e nane», svalutandole con l'epiteto di "nicettes" (ingenue, semplici d'animo) e definendole come esseri "che non hanno mai amato". Rappresentano elementi naturali legati all'acqua che in autunno languono e si riducono, riflettendo lo stato di malattia e di sfiorimento della stagione. Simboleggiano la malinconia, la solitudine e l'incapacità o l'impossibilità dell'amore, richiamando spesso echi di altre figure del folklore germanico care al poeta (dalla rete).

giovedì 8 ottobre 2026

Riposo dell'erba

Il poeta stabilisce un legame profondo, quasi simbiotico, con la natura (dendromorfismo o sensibilità biovegetale).
L'atto di aprire "la zolla ch'è mia" e di adagiarvisi è un ritorno alla terra d'origine (la Sicilia della memoria e dell'infanzia).
Il sonno che segue non è passivo, ma una fusione totale: l'erba riposa il suo cuore insieme a quello del poeta "da secoli", superando i confini del tempo storico.

Riposo dell'erba

Deriva di luce; labili vortici,
aeree zone di soli,
risalgono abissi: apro la zolla
ch'è mia e m'adagio. E dormo:
da secoli l'erba riposa
il suo cuore con me.

Mi desta la morte
più uno, più solo,
battere fondo del vento:
di notte.

 Salvatore Quasimodo

Il vento notturno che batte dal fondo sancisce l'impossibilità di una fusione permanente con la natura: l'uomo si riscopre "più uno,/più solo", segnato da quell'isolamento esistenziale che caratterizza tutta la poetica giovanile di Quasimodo.
Il componimento è caratterizzato da una forte densità lirica, dall'uso di analogie e da una sintassi frastagliata e paratattica.

(dalla rete)

Arriverà il momento di passo
che non si potrà arretrare;
i volti dei tanti vedranno sorrisi
e braccia che tese saranno...