La parola sorella indica una persona di sesso femminile che condivide uno o entrambi i genitori con un'altra persona che diventa a sua volta o fratello (se di sesso maschile) o sorella (se di sesso femminile).Sorella nei venti
un posto per capire
un posto per pensare
un posto per sostare quell'attimo
La parola sorella indica una persona di sesso femminile che condivide uno o entrambi i genitori con un'altra persona che diventa a sua volta o fratello (se di sesso maschile) o sorella (se di sesso femminile).Sorella nei venti
La tradizione contadina (particolarmente viva in Lombardia, tra Milano, la Brianza, Brescia e Bergamo) voleva che nella notte tra l'1 e il 2 novembre i propri cari tornassero dall'aldilà.Agli occhi degli stolti parve che morissero.
La loro fine fu ritenuta
una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella
pace
Bibbia
(Libro della Sapienza, 3, 2-3)
Il pane dei morti (o pan dei morti)
è un dolce tradizionale lombardo,
tipico delle zone di Milano, Brianza, Bergamo e Brescia, preparato in
autunno in concomitanza con la festa di Ognissanti e la Commemorazione
dei Defunti (1 e 2 novembre).
Nella Grecia e nella Roma antica, l'asfodelo era considerato il fiore dei morti e del sottomondo (creduto come il tramite per parlare con loro).
Omero, nell'Odissea, descrive il regno dei morti come una distesa infinita di "prati di asfodelo" (i Campi Elisi). Il prato di asfodeli non è un luogo di punizione né di beatitudine.
Nella concezione omerica, le anime vi conducono un'esistenza pallida,
senza forza, quasi un'eco della vita. La pianta che vi cresce rispecchia
questa condizione: un fiore chiaro, sobrio, che fiorisce in luoghi
spogli. Era l'erba dell'oblio, piantata sulle tombe sia come tributo per le anime dei defunti, sia come simbolo di immortalità.
Asfodeli
Madonna, se il cuore v’offersi,
il cuore giovine e scarlatto,
e se voi, con un magnifico atto,
lo accettaste insieme a` miei versi
di fanciullo poeta, e se voi
con l’olio del vostro amore
teneste vivo il suo splendore
e lo appagaste de` suoi
capricci assiduamente,
perché ieri lo faceste
sanguinare, lo faceste
lagrimare dolorosamente?
Tutte le sue gocce rosse
caddero a terra, mute,
poi che furono cadute
Sergio Corazzini
L'asfodelo (Asphodelus) è un genere di piante erbacee perenni appartenente alla famiglia delle Asphodelaceae, tipico della macchia mediterranea e noto fin dall'antichità per il suo profondo valore simbolico e la sua straordinaria resistenza al fuoco (dalla rete).
Rainer Maria Rilke
Ho rivisto una nebbia sottile
abbracciare gli ondulati colli,
la mia terra, e colori che toccano
corde del cuore, sempre battente... 
L'avanzare dell''autunno in Brianza regala atmosfere sospese e ricche di fascino, dove i colori caldi del foliage si fondono con la tipica nebbia e foschia che caratterizza questa stagione.
Le mattine d'autunno trasformano i paesaggi brianzoli in veri e propri quadri naturali, perfetti per passeggiate suggestive, fotografie e momenti di assoluto relax.
Luoghi come il sentiero dei proverbi a Lissolo permettono di camminare su tappeti di foglie umide respirando l'aria frizzante della stagione avanzata.
(dalla rete).
Eugenio Montale
L'aggettivo "balbo" significa letteralmente balbuziente, incerto, faticoso.
Eugenio Montale utilizza questa immagine per descrivere la pochezza ed insufficienza della parola poetica.
A differenza di Gabriele D'Annunzio, che celebrava una fusione totale e melodiosa con la natura (il panismo), Eugenio Montale riconosce di non avere sufficienti strumenti per tradurre la voce potente e assoluta del mare ("dato mi fosse accordare/alle tue voci il mio balbo parlare") (dalla rete).
Gilda Radner
Dopo aver lasciato il Saturday Night Live, la Radner ha portato il suo spettacolo solista Gilda Live a Broadway e si è dedicata al cinema, così ha conosciuto l'attore e regista Gene Wilder. I due si sono sposati nel 1984 e sono diventati una delle coppie più affiatate e iconiche di Hollywood.
Attendendo la morte
cosí, pieno di giovinezza,
di giorno in giorno, senza piú speranze,
mi dibatto nell’ultimo dolore:
questo, di far l’eroe
cogli uomini, cosí, per fissazione.
[24 gennaio 1929].
Cesare Pavese
“Vento d'ottobre
grida come l'orco
e fa cascar la ghianda
che fa ingrassare il porco.”
Detto popolare
I tantissimi proverbi che abbiamo nel nostro paese sono brevi espressioni della saggezza popolare che tramandano insegnamenti, tradizioni e regole di vita di generazione in generazione.
Città d'isola
sommersa nel mio cuore,
ecco discendo nell'antica luce
delle maree, presso sepolcri
in riva d'acque
che una letizia scioglie
d'alberi sognati.
Mi chiamo: si specchia
un suono in amorosa eco,
e il segreto n'è dolce, il trasalire
in ampie frane d'aria.
Una stanchezza s'abbandona
in me di precoci rinascite,
la consueta pena d'esser mio
in un'ora di là dal tempo.
E i tuoi morti sento
nei gelosi battiti
di vene vegetali
fatti men fondi:
un respirare assorto di narici.
Salvatore Quasimodo
L'espressione che dà il titolo al componimento evoca un movimento eterno e ciclico, capace di riportare a galla i frammenti della memoria e del mito personale.
Nelle strofe finali, il legame con la terra d'origine si fa biologico e ancestrale. Il poeta percepisce la presenza dei defunti attraverso la natura, in una fusione panica ed ermetica tra l'elemento umano, il ricordo e il mondo botanico.
In questa bellissima poesia merge la tipica stanchezza e la sofferenza legata all'isolamento esistenziale e all'identità individuale, che trova un momento di tregua solo nell'abbandono al ricordo e all'eco della propria voce.
Il componimento appartiene alla fase ermetica di Quasimodo, caratterizzata da un linguaggio evocativo, analogico e concentrato.
(dalla rete)