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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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lunedì 29 giugno 2026

Difficoltà

Difficoltà
 
Difficoltà impreviste affollano
la vita, le cose, gli istanti;
si vaga come relitti di mare
in inquietudini lese dal fare.
 
Finire gli inizi, progettualità
incombenti, astruse, orpelli
di esistenze ai limiti minimi
correndo pazzi nel vuoto...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
La difficoltà è un ostacolo, un impedimento oppure una situazione complessa che richiede un particolare sforzo fisico, mentale od organizzativo per essere superata. Il termine può riferirsi a diversi contesti specifici, dai disturbi di apprendimento agli itinerari in montagna. Le difficoltà possono essere ostacoli o disagi fisici, emotivi, linguistici o pratici. Il significato della parola difficoltà indica l'insieme delle caratteristiche che rendono un'azione, un'impresa o un concetto complesso da affrontare. Definisce inoltre qualsiasi ostacolo, impedimento o situazione problematica che si frappone al raggiungimento di un obiettivo (dalla rete).

domenica 28 giugno 2026

Stupore

Stupore

L’azzurro infinito del giorno
è come una seta ben tesa
ma sulla serena distesa
la luna già pensa al ritorno.
Lo stagno risplende. Si tace
la rana. Ma guizza un bagliore
d’acceso smeraldo di brace
azzurra: il martin pescatore…

E non sono triste. Ma sono
stupito se guardo il giardin…
Stupito di che? Non mi sono
sentito mai tanto bambino…

Guido Gozzano

Lo stupore è un'emozione intensa e improvvisa di meraviglia e sorpresa di fronte a qualcosa di inatteso, che può essere sia piacevole sia spiacevole. 
Questa parola ha un'origine affascinante e sfumature diverse che spaziano dalla psicologia alla medicina. 
 
Colori potenti guizzano
l'estate come futili giochi;
ali, pinne, nel torrido sole
aspettano il fresco di sera...

Deriva dal latino stupēre (restare immobili, sbigottiti). 
Curiosamente, la parola "stupido" condivide la stessa radice: in origine indicava chi rimaneva talmente a bocca aperta per la sorpresa da perdere temporaneamente la parola o la capacità di agire.
(dalla rete)

sabato 27 giugno 2026

Lettera al nulla (nel Limbo)

Lettera al nulla

 È scrivere a qualcuno
o lanciarsi in silenzio,
nuotando nell’oscurità,
accendendo una fiamma
sebbene affoghino i dubbi.
Una lettera a chi non esiste?
Ci sono porta lettere alate
che si scagliano da soli
e una posta senza indizi
ne tragitto sicuro.

 Eludere il cammino
che tutti conosciamo.
Seguire avanti
la strada di quelli che cercano
ciò che mai avrebbero pensato
e si sentono felici
perchè c’è qualcosa di diverso,
perchè svanisce
all’improvviso quello che avanza
e non esiste il nulla
se vogliamo colmarlo.
 
 Ernestina de Champourcín
 
  Nulla appare insensato
ad occhi che guardano;
si dà ragione a tutto, sempre
eppure in noi esiste un limbo... 
 
Il termine limbo deriva dal latino limbus (che significa "orlo", "bordo" o "confine") e assume significati diversi a seconda del contesto in cui viene utilizzato.
Nel linguaggio quotidiano, l'espressione "essere in un limbo" descrive una situazione di totale incertezza, sospensione o stallo temporaneo. 
Si usa quando ci si trova bloccati in attesa di una decisione, di un giudizio o di un cambiamento, senza poter agire in alcun modo. Dire che ci si trova "nel limbo" o che si è "lasciati in un limbo" significa vivere una fase di transizione o di stallo.
Nella dottrina cattolica, è il luogo o la condizione ultraterrena in cui si trovano le anime che non meritano l'inferno, ma che sono escluse dal paradiso perché prive del battesimo (come i bambini morti senza averlo ricevuto).
Nel capolavoro di Dante Alighieri (La Divina Commedia), il Limbo costituisce il primo cerchio dell'Inferno. Ospita le anime dei bambini non battezzati e degli adulti virtuosi nati prima del cristianesimo (come Virgilio, Omero e Aristotele). Queste anime non subiscono punizioni fisiche, ma vivono in una perenne malinconia, soffrendo per l'assloluta ed eterna impossibilità di riuscire vedere Dio.
(dalla rete)

venerdì 26 giugno 2026

Età

La parola età indica il tempo trascorso dalla nascita di un organismo o dalla creazione di un oggetto. 
Il termine definisce sia la misura cronologica degli anni sia i singoli periodi biologici e sociali che scandiscono l'evoluzione della vita umana.
L'età riferita ad un essere umano definisce e delimita il tempo trascorso dalla sua  nascita (calcolato in anni) o ciascuno dei periodi biologici e culturali che scandiscono la vita umana fino alla sua fine (la morte). 
(dalla rete)

L’età chiedeva

L’età chiedeva che cantassimo
e ci tagliò la lingua.
L’età chiedeva che sgorgassimo
e tappò la bottiglia col turacciolo.
L’età chiedeva che ballassimo
e c’infilò due braghe di bandone.
E alla fine l’età riceveva
né più né meno della merda che chiedeva.
Parigi, 1922
«Querschnitt» (febbraio 1925) 

Ernest Hemingway

Nel fiume di ricordi vagano
anche i tanti rimpianti sopiti;
come gemiti e lamenti inghiottiti
pensiamo la nostra adolescenza...

Le età storiche sono le grandi fasi in cui la storiografia occidentale suddivide convenzionalmente il passato umano. 
Si dividono in quattro periodi principali: Età antica (dalla scrittura al 476 d.C.), Medioevo (fino al 1492), Età moderna (fino al 1789/1815) ed Età contemporanea (fino a oggi).
La storia dell'umanità viene tradizionalmente suddivisa in quattro grandi età storiche (o epoche), precedute dalla cosiddetta Preistoria
Il passaggio fondamentale dalla Preistoria alla Storia vera e propria è segnato dall'invenzione della scrittura, avvenuta intorno al 3500 a.C.

giovedì 25 giugno 2026

Sperdutamente

Sperdutamente

Sperdutamente
amanti, per il mondo,
Amare! Che confusione
senza pari! Quanti errori!
baciare volti invece
di maschere amate.
Universo in equivoci:
minerali in fiore,
che vogano nel cielo,
sirene e coralli
sulle nevi perenni,
e nel fondo del mare,
costellazioni ormai
stanche, transfughe
dalla gran notte orfana
dove muoiono i palombari.
Noi due. Che smarrimento!
Questa strada, l’altra,
quella? Le carte, false,
scombussolando le rotte,
giocano a farci smarrire,
fra rischi senza faro.
I giorni ed i baci
sono in errore:
non hanno termine dove dicono.
Ma per amare dobbiamo
imbarcarci su tutti
i progetti che passano,
senza chiedere nulla,
pieni, pieni di fede
nell’errore
di ieri, di oggi, di domani,
che non può mancare.
Dell’allegria purissima
di sbagliare e trovarci
sulle soglie, sui margini
tremuli di vittoria,
senza voglia di vincere.

Con il giubilo unico

di vivere una vita
innocente tra errori,
e che non vuole altro
che essere, amare, amarsi
nell’immensa altezza
di un amore
che si ama ormai
con tanto distacco da tutto
ciò che non è lui,
che si muove ormai al di sopra
di trionfi o di sconfitte,
ebbro nella pura gloria
della sua certezza.

Pedro Salinas

 Amari amori strutturati
e intense voglie spartite;
il cuore è un anfratto dove
permeano umori distratti..

La parola "sperdutamente" è un avverbio della lingua italiana che significa in modo sperduto, smarrito o intensamente profondo, utilizzato spesso per descrivere sentimenti totalizzanti o stati di forte disorientamento. Deriva dall'aggettivo "sperduto" (participio passato di sperdere) combinato con il suffisso "-mente" (dalla rete).

mercoledì 24 giugno 2026

Sed Non Satiata ("Ma non sazia")

 
Sed non satiata ("Ma non sazia") è il celebre sonetto n. XXVI de I Fiori del Male di Charles Baudelaire. È un inno sensuale e tormentato a una donna bruna, la "divinità" che incarna un amore carnale e insaziabile, capace di superare ogni droga, stordimento o "paradiso artificiale". Nella poesia, Baudelaire esalta la propria musa (spesso identificata con Jeanne Duval, la sua storica amante), descrivendola con toni esotici e oscuri: «Bizzarra divinità, bruna come le notti».
Il titolo è una citazione colta ripresa dalle Satire di Giovenale, dove veniva usata per descrivere l'insaziabile lussuria dell'imperatrice Messalina.

Sed non satiata

Bizzarra divinità, bruna come le notti,
profumata di muschio misto all’avana,
opera di un qualche obi, Faust della savana,
strega dai fianchi d’ebano, figlia della notte buia,

preferisco all’oppio, alle notti, alla costanza
il liquore della tua bocca, in cui trionfa l’amore.
A te i miei desideri si volgono in carovana
e i tuoi occhi sono cisterne che dissetano i miei tormenti.

Da questi grandi occhi neri, spiragli della tua anima,
o demone impietoso, versami meno fiamme:
io non sono lo Stige che può stringerti nove volte,

e non posso, suvvia, megera libertina
per smorzare il tuo ardore e metterti alle strette
nell’inferno del tuo letto divenire Proserpina!

Charles Baudelaire 

Il poeta confessa di preferire l'inebriante "elisir della tua bocca" agli oppiacei o alle notti di sonno (quasi che il sesso possa superare in qualche modo la dipendenza dalle droghe abitualmente utilizzate dal poeta).
C'è un costante senso di dipendenza da questo amore oscuro e passionale che non trova mai requie e non riesce a soddisfare del tutto la sua sete di tormento.
La seconda parte del componimento si focalizza sull'insaziabilità dei desideri. Il poeta descrive i grandi occhi della donna come "cisterne" in cui abbeverare le proprie angosce.
Invocandola come un demone impietoso, le chiede di versare meno fiamme, ammettendo la sua impotenza di fronte a una passione così travolgente e carnale.

Effimere pretese giacciono
in freddi abbracci senza passione;
dove stancamente ricerco calore
trovo solopiacevole tepore... 
 
L'espressione dà anche il nome ai Sed Non Satiata, una nota band musicale screamo/post-hardcore francese originaria di Tolosa, attiva dagli anni 2000, che si ispira proprio alle atmosfere oscure della letteratura francese.
(dalla rete)

martedì 23 giugno 2026

Manto d'oblio (Anche mi fugge la mia compagnia...)


Questa bella lirica di Salvatore Quasimodo (Tutte le poesie) introducendo temi centrali dell'ermetismo come la solitudine, lo spaesamento esistenziale e la frammentazione dell'identità.
La lirica esprime un senso di solitudine interiore e di frammentarietà dell'anima, in cui il poeta avverte il distacco dalle frequentazioni passate ("donne di ghetto, giullari di taverna") e un senso di vuoto esistenziale.
 
 Anche mi fugge la mia compagnia,
donne di ghetto, giullari di taverna,
fra cui passai gran tempo,
e morta è la ragazza
a cui ardeva il volto perenne
unto d'olio della pasta àzzima
e la buia carne d'ebrea.

Forse è mutata pure la mia tristezza,
come fossi non mio,
da me stesso scordato.

Salvatore Quasimodo

La poesia riflette, in maniera assai potente, sul distacco dalle passioni terrene e sulla nostalgia, segnando l'inizio della riflessione intima e crepuscolare del protagonista/poeta della lirica. 
(dalla rete)

Ermeticamente assurdo ricreo
cose riteniute perse, lontane;
nel manto pesante dell'oblio
soppeso respiro ed abbraccio...
 
L'espressione  "manto d'oblio" invece si può considerare come una locuzione letteraria e poetica che stia ad indicare la dimenticanza totale e definitiva che avvolge e nasconde cose, persone o eventi del passato.

lunedì 22 giugno 2026

Mattina di Giugno

Alfred Sisley
"Mattina di Giugno a Saint-Mammés"
Mattina di Giugno
 
Soppeso nell'alba un silenzio
fatto di piccoli, infinitesimi attimi
sono solo, nell'aria fresca
di una mattina di giugno.
 
Ho riso spesso di me,
trovato scuse e rimproveri,
ora siedo, scrivo, ricordo,
mi manca tanto un caffè...

Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
La poesia è un componimento contemporaneo ispirato al celebre dipinto impressionista Mattina di giugno a Saint-Mammès (1884) del pittore Alfred Sisley
Il testo unisce la pittura "en plein air" ad una riflessione intensamente intima, pur non essendo un'opera storica del XX° secolo (dalla rete).

domenica 21 giugno 2026

Carme 101

Il fratello di Catullo (da alcune fonti storiche identificato con il nome di Quinto) è una figura centrale nella vita e nella produzione del poeta latino. Egli morì prematuramente lontano da casa e fu sepolto nella Troade, una regione dell'Asia Minore (nell'odierna Turchia) (dalla rete).

101

Di mare in mare, da un popolo all'altro
vengo a queste tue misere esequie, fratello,
per donarti l'ultima offerta che si deve ai morti
e invano parlare alle tue ceneri mute:
ora che la sorte a me ti ha strappato,
cosí crudelmente strappato, fratello infelice.
Pure, amaro dono per un rito estremo,
nell'uso antico dei padri accogli l'offerta
che ora ti affido: cosí intrisa del mio pianto.
E in eterno riposa, fratello mio, addio.

Valerio Catullo 

Nel 57 a.C., Catullo si recò in Bitinia al seguito del pretore Gaio Memmio. Durante questo viaggio, il poeta colse l'occasione per visitare la tomba del fratello. Da questa dolorosa esperienza nacque il celeberrimo Carme 101 (noto anche come "Multas per gentes et multa per aequora vectus"), una delle elegie funebri più intense dell'intera letteratura classica .

Amore fraterno, così strano,
diverso dal resto, intenso
come può essere l'odio
cospetti di umori ancestrali...

sabato 20 giugno 2026

È triste la sera stanca...

Cesare Pavese
apriva così una delle sue poesie più intime, catturando quel momento in cui la stanchezza del giorno si trasforma in malinconia. La sera, per molti, è il momento in cui le difese si abbassano e i pensieri farsi più pesanti; la sera porta con sé un senso di esaurimento e malinconia, spesso è il segnale di un accumulo di stress o di un calo fisiologico delle energie.

È triste la sera
stanca.
Ma è tanto triste
che non piange neppure.
È triste come quel bocciolo di rosa
piccolo chiuso e chino
che pare non s’abbia ad aprire
mai piú
per non vedere la vita.
(Tre grandi margherite
sane, aperte, diritte,
guardano fisso, stupite,
come tre belle bimbe un po’ sciocchine).
L’aria è profumata a primavera
e il tenue profumo
con un’ebrezza strana
stringe tanto il cuore
come sul far della sera
in campagna
quando si passa presso il Camposanto.
(Un orologio con tic tac regolare
accompagna il monotono
cinguettio delle rondini).
… È triste la sera
stanca.
Ma nulla piange…
… e silenziosa
… scende la notte
profonda.
(solo ora
dalle tenebre
dense e maestose,
sconsolato
sale
un singhiozzo).

Cesare Pavese

La tristezza della sera, visioni,
colori caldi e tepore dai muri
inondati di sole, ora ombre
risaputi fantasmi, compagni...
 
La stanchezza serale è una risposta fisiologica naturale, guidata dall'accumulo di adenosina e dalla conversione della serotonina in melatonina con il calare della luce. Tuttavia, per contrastare il calo di energie, può essere utile curare l'idratazione, seguire un'alimentazione leggera ed evitare sforzi intensi prima di coricarsi. Il livello di cortisolo è più alto al mattino per dare energia e scende la sera per favorire il riposo, bassi livelli di cortisolo fanno emergere e amplificano la sensazione di stanchezza. 
(dalla rete)