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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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venerdì 1 maggio 2026

Primo Maggio di festa

Primo Maggio

Onirche immagini e visi
come bandiere rosse al sole
e ancora umidi percorsi
di pioggia o lacrime dense.
 
Attimi, istanti, insieme, invisi
al potere che dispensa parole
inutili e ancora vani discorsi
che il tempo magnanimo spense.
 
Primo maggio ancorato a derisi
ideali come al cuore ora duole
il ricordo dei tempi trascorsi,
 canzoni, emozioni, immense...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il 1° maggio 1900, all'alba del nuovo secolo, la festa dei lavoratori era già una tradizione consolidata da quasi un decennio (dal 1891 in Italia), nata per commemorare le lotte per le 8 ore (dalla rete).

giovedì 30 aprile 2026

Tergicristalli e pioggia



I tergicristalli sono fondamentali per la sicurezza durante la pioggia, garantendo visibilità e mantenendo il parabrezza pulito da acqua e detriti.

(da Twink)

I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi. 

Robert Shure 

In caso di pioggia, è obbligatorio accenderli, insieme ai fari anabbaglianti e al climatizzatore per prevenire l'appannamento.

Credere agli oggetti, a vitalità
indotte dal pensare continuo;
l'affezione porta al dolore,
 non sono eterne le cose...
 
Un'ottima visibilità sotto la pioggia dipende sia dallo stato dei tergicristalli che dalla pulizia del parabrezza. Per una guida sicura, è fondamentale che le spazzole scorrano senza lasciare striature o fare rumore, specialmente di notte per evitare abbagliamenti pericolosi.
(dalla rete)

mercoledì 29 aprile 2026

Giovenzio e Catullo

Catullo dedica a Giovenzio, un giovane di nobile famiglia probabilmente originario di Verona, un piccolo ciclo di carmi (15, 24, 48, 81, 99) che esplorano il tema dell'amore omoerotico con un tono differente rispetto a quello per Lesbia
Mentre il rapporto con Lesbia è segnato da un'intensità tragica e dolorosa, la relazione con Giovenzio è descritta con una leggerezza ironica e giocosa, tipica della pederastia ellenistica (dalla rete).

99

Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio. 

Publio Valerio Catullo 

Il poeta racconta di aver rubato un bacio a Giovenzio, venendo però punito con un'ora di "croce" e freddezza.
Il ragazzo si pulisce le labbra con disgusto, trasformando la dolcezza dell'ambrosia nell'amarezza dell'elleboro.
 
I confini dell'amare, oggi
come insondabili sensi, pure
accovacciati dentro di noi;
siamo animali d'affetti...

Il legame con Giovenzio segue le convenzioni sociali del tempo: un uomo adulto (Catullo) che corteggia un ragazzo più giovane in una gerarchia di ruoli ben definita.
Questo testo, mostra un amore passionale e a volte ironico, specchio dei costumi romani del I sec. a.C. in cui tali relazioni erano tollerate.

martedì 28 aprile 2026

Sonno, sogno e incubo

“Il cuore prima chiede gioia,
Poi assenza di dolore,
Poi gli scialbi anodini
Che attenuano il soffrire,
Poi chiede il sonno, e infine
Se a tanto consentisse
Il suo tremendo Giudice,
Libertà di morire.”

Emily Dickinson  

Il legame tra sonno e incubi è un fenomeno biologico e psicologico complesso che avviene principalmente durante la fase REM (Rapid Eye Movement), il momento in cui l'attività cerebrale è più intensa.
(dalla rete)

Nel sonno il riparo è labile,
dalla gioia, al dolore, incubo
e la mente girovaga perduta
nel tempo assoluto che siamo...

Sogno e incubo rappresentano le due facce dell'esperienza onirica, distinte principalmente dall'intensità delle emozioni e dalla reazione fisica che scatenano. 
Il sogno è una normale elaborazione di immagini e pensieri, l'incubo ne rappresenta la versione spaventosa o angosciante, spesso legata a stress o traumi.
Mentre il sogno è una rielaborazione generale di vissuti e desideri, l'incubo è caratterizzato da sensazioni negative così forti da provocare spesso il risveglio improvviso.
(dalla rete)

lunedì 27 aprile 2026

Sonno e sogno

Sonno e sogno

Ancora il sonno insiste
e il sogno lascia il posto
al torpore, agli occhi velati.
Non siamo semplici cose
nel contesto del buio
animiamo nostre voci
nascoste, piene di  cose,
segreti e pensieri e voglie
spesso trattate a slenzi
per spezzare le tante paure
infinite, stanche e sole...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate
 
Il sonno e il sogno sono due fenomeni strettamente intrecciati, ma profondamente diversi per natura: il sonno è uno stato biologico oggettivo e misurabile, mentre il sogno è l'esperienza soggettiva e psichica che avviene prevalentemente durante alcune sue fasi (dalla rete).

domenica 26 aprile 2026

Upupa ilare uccello...

L'upupa (Upupa epops) è uno degli uccelli più iconici e facilmente riconoscibili che vivono in Europa, noto per la sua spettacolare cresta erettile e il piumaggio dai colori vivaci.
 
 Upupa, ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l’aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile, upupa, come
per te il tempo s’arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori.

Eugenio Montale

Eugenio Montale definisce questo meraviglioso uccellino coloratissimo e schivo, l'upupa, come "calunniato dai poeti" perché autori come Ugo Foscolo (nei Sepolcri) o Ovidio l'avevano descritto come un nefasto presagio di sventura che si aggira tra le tombe dei cimiteri.  
Per Montale, invece, l'upupa è un "ilare uccello" e un "nunzio primaverile". 
Con il suo movimento, sembra quasi arrestare il tempo e vincere il gelo dell'inverno ("non muore più il Febbraio"). 
Viene descritta come un "aligero folletto" (folletto alato) che porta un piccolo miracolo di luce e vitalità, pur restando totalmente ignara del potere che esercita sulla realtà circostante.
 
Lo vidi una volta, sul greto,
confuso alla terra il sentiero
a cornice di splendide immagini
e poesia tra gli occhi, questa...
L'upupa a è un uccello migratore che arriva in Italia e nel resto d'Europa tra marzo e aprile per nidificare, tornando in Africa per l'inverno. 
Preferisce ambienti aperti e caldi come frutteti, vigneti e oliveti, dove può trovare facilmente insetti terricoli.
È una specie schiva che nidifica nelle cavità degli alberi o dei muretti a secco. Per difendere il nido, i piccoli e la femmina possono emettere un liquido dall'odore nauseabondo per scoraggiare i predatori.
Oggi l'upupa è anche il simbolo della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), proprio per sottolineare la bellezza e l'importanza di questa specie al di là delle antiche superstizioni.
(dalla rete)

venerdì 24 aprile 2026

Cane e uomo

“L'amore tra il cane e l'uomo è idilliaco.
Non conosce conflitti, né scene raccapriccianti;
non conosce sviluppi.”

Milan Kundera

L'amore tra cane e uomo è un legame ancestrale e unico, spesso descritto come la forma più pura di affetto incondizionato.

Amore senza giudizio, animali
diciamo così ma sono la parte

di noi migliore, quella ancestrale;

quando si è amati così è la vita...

Questa connessione non è solo emotiva, ma ha solide basi scientifiche: studi hanno dimostrato che il semplice scambio di sguardi tra un cane e il suo proprietario innesca il rilascio di ossitocina, l'ormone dell'amore, sia nell'uomo che nell'animale
Questo attaccamento, che spesso rispecchia quello tra genitori e figli, offre benefici emotivi reciproci, riducendo lo stress e migliorando la qualità della vita. È una relazione unica che unisce due specie diverse (dalla rete).

giovedì 23 aprile 2026

Tristezza

La tristezza è una delle emozioni primarie dell'essere umano, universale e presente in tutte le culture fin dalle prime fasi della vita. A differenza di una patologia, è una risposta psicologica naturale e sana a eventi percepiti come negativi, come una perdita, una delusione o un cambiamento difficile.
La tristezza è un'esperienza umana universale, non una malattia, che sorge in risposta a perdite, delusioni o cambiamenti negativi. 
È uno stato d'animo temporaneo caratterizzato da malinconia, abbattimento, pianto, mancanza di energie e un bisogno di isolamento. Serve a riflettere, elaborare il dolore e riscoprire ciò che è importante.
(dalla rete) 
 
Non sone certo brutte sensazioni
a creare scompigli a questi silenzi;
rimangono nodi inespressi in gola
e lacrime come gocce di pioggia...

mercoledì 22 aprile 2026

Festa grigia

Festa grigia

 Iersera la festa dei vivi colori,
vampata di risa e di lazzi iersera!
La festa del grigio è stamane,
del grigio di piombo.

S’è fa a la luce assai tardi,
la strada è ravvolta nel grigio silenzio.
Non s’ode che l’eco di sonno,
di sonno di piombo.

La nebbia leggera purifica l’aria
siccome i vapori d’incenso,
ricopre di grigio lo specchio macchiato
che ancora nell’ombra rifle e
gli sprazzi scarla i di risa,
di risa e di lazzi.

Riposano ai piedi dei le i di sonno profondo
gualciti gli stracci dai vivi colori.
La festa del grigio è stamane.

Rasentan le mura,
coperte di brune mantiglie,
beghine ricurve,
rasentan le mura silenti.

Insiste argentino l’invito alla messa:
la prima.
Con passo fasciato vi corron le piccole figlie.
La strada è ravvolta nel grigio silenzio.

L’invito argentino si tace.
Più nulla.
La messa incomincia.

Più ratte rasentan le mura le brune mantiglie,
più rade si fanno ed il passo ne cessa.

Soltanto la nebbia leggera
tranquilla rimane al suo giorno di festa:
la festa del grigio è stamane.

Aldo Palazzeschi 

E forse pioverà anche oggi,
il grigio, le nubi, i silenzi;
come un ascolto dettato
il tempo picchietta i minuti.

Festa grigia porta la dedica al poeta ed amico Marino Moretti, probabilmente per quel colore grigio così amato dallo scrittore romagnolo, come si può evincere dai tanti suoi versi in cui viene evocato.
Ma non è da dimenticare che il grigio è uno dei colori preferiti un po' da tutti i poeti crepuscolari.
Quanto all'argomento trattato da questi versi, si tratta di un mattino nebbioso che segue una notte di festa grande (forse carnevalesca).
Come in molte altre poesie di Palazzeschi - e si fa riferimento soprattutto alle sue prime raccolte - il tutto è avvolto da un'atmosfera altamente misteriosa e da un'immobilità spaventosa, che fa apparire quel paesaggio, quasi ultraterreno: sia per la sola presenza vitale rappresentata dalle beghine che si recano quasi furtivamente alla prima messa; sia per l'unico rumore presente, che è quello delle campane che annunciano l'inizio del rito religioso. Inutile aggiungere che in questa poesia, il poeta toscano riesce, una volta di più, ad affascinare il lettore come pochissimi altri poeti hanno saputo fare (dalla rete).