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Jacques Callot (Les Peches Capitaux) "La Colere" |
L’ira è un sentimento primordiale, antico, universale, capace di manifestarsi in ogni epoca e in ogni società.
Cambiano le abitudini, le tecnologie e i modi di vivere, ma gli uomini
continuano a reagire con rabbia quando si sentono minacciati, offesi,
traditi o trattati ingiustamente.Facili all’ira sopra la terra
siamo noi di stirpe umana.
Omero
“Facili all’ira sopra la terra siamo noi stirpi umane” è una celebre citazione tratta dal Libro XX dell'Odissea di Omero, pronunciata storicamente per riflettere sulla fragilità psicologica e sulla vulnerabilità della natura umana.La frase omerica non esprime soltanto una condanna morale.
Essa rivela soprattutto la consapevolezza della fragilità umana:
siamo esseri razionali, ma non sempre riusciamo a dominare le nostre
emozioni.
L’ira, spesso, si impone sulla ragione e ci spinge a compiere
azioni delle quali potremmo pentirci.
La rabbia è un'emozione primaria e universale di difesa, mentre l'ira è una sua evoluzione più intensa, prolungata e orientata all'attacco o alla punizione.
Correre nel verso di incerte notti
scandite da imperdibili sogni;
gridare nel vento l'ira, la rabbia
e vivere circondati dall'odio...
Nella teologia morale cristiana, l'ira è considerata il quarto dei sette vizi capitali. Si definisce come una passione incontrollata che acceca la ragione, spingendo l'individuo verso il risentimento, il furore, l'odio e un desiderio sproporzionato di vendetta.
Viene classificata come vizio "capitale" (dal latino caput, capo) perché non è solo un singolo atto peccaminoso, ma una radice profonda della natura umana da cui si originano molti altri peccati e immoralità, come la violenza verbale e fisica, la maldicenza e l'ingiustizia.
(dalla rete)