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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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mercoledì 18 febbraio 2026

Palazzo fiabesco

"A Palazzo Rari Or" è una celebre poesia di Aldo Palazzeschi, datata 1905 e inclusa in raccolte come I cavalli bianchi (1905) e L'Incendiario (1913).
Descrive un luogo fiabesco, misterioso e inaccessibile, osservabile solo da lontano, caratterizzato da atmosfere sospese tra gioco, musicalità e un tocco crepuscolare.
  
 A palazzo Rari or

Da vetri oscurissimi
leggera una nebbia viola traspare:
finissima luce.
E s’odon le note morenti
dei balli più lenti.
Si vedon dai vetri
passare volanti
le tuniche bianche
di coppie danzanti.

Aldo Palazzeschi

La poesia fa parte della produzione giovanile del poeta, nota per i toni allegri, quasi da "saltimbanco", e per l'uso di nomi fantasiosi e allitteranti.

Fantasmi, paure, sogni,
non spingerti oltre anima
in un frullare veloce di cose
rimango attonito, perplesso...

Il palazzo rappresenta un mondo chiuso, quasi onirico, in bilico tra sogno e realtà, allontanandosi dalle tematiche realistiche per esplorare un orizzonte fantastico.
(dalla rete)

martedì 17 febbraio 2026

Danza alchemica

Danza alchemica
 
Le curve linee del desiderio
irrompono di dolci pendii
la mente  ancora rimanda
messaggi suadenti, le mani.

Sfinire nell'ego riscontri
risaputi ancestrali e passioni
come vento indomabile smuove
la diga che trattiene gli umori.

Prorompe infine una goccia
che muove di fremiti il cuore,
poi si calma il respiro, s'acquieta,
il corpo riposa, appagato, infinito...
 
Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate

Il "gioco sottile" nell'ambito dell'erotismo si riferisce all' arte della seduzione, basata sulla tensione psicologica, il non detto, il contatto visivo e l'attesa, piuttosto che sull'atto fisico esplicito immediato. È una danza alchemica che nutre il desiderio e l'intimità quotidiana, trasformando l'interazione in un gioco di attrazione (dalla rete).

lunedì 16 febbraio 2026

Farandola

La farandola è un'antica e vivace danza popolare originaria della Provenza, in Francia, caratterizzata da danzatori disposti in una lunga catena che si muovono al suono di strumenti tradizionali (flauto e tamburo o tamburello).

La farandola dei fanciulli sul greto
era la vita che scoppia dall'arsura.
Cresceva tra rare canne e uno sterpeto
il cespo umano nell'aria pura.

Il passante sentiva come un supplizio
il suo distacco dalle antiche radici.
Nell'età d'oro florida sulle sponde felici
anche un nome, una veste, erano un vizio,

Eugenio Montale 

Forse non proprio una farandola, cioè un girotondo a ballo, ma semplicemente un gioco comune, chiassoso, vivace. Essa richiama, per allitterazione, ma soprattutto per i colori della combinazione di fanciulli e vita, prima che una danza, un oggetto.
La girandola: spicchi di carta variamente colorati che roteano, e anche in mancanza di vento prendono a frullare, perché il vento viene creato dalla corsa di chi tiene il bastoncino della girandola in mano.

E correre nell’aria stagna e statica, senza brezza alcuna, diventa un allegro sberleffo all’ordine stabilito dalla natura di quell’ambiente così ostico.
Il tutto nell’incoerenza del greto del torrente.
(dalla rete).

Nel mio lontano ricordo di greti
un fruscio di serpi e mio padre
corso in aiuto, al suo cucciolo;
poi questo nulla che è tempo...

domenica 15 febbraio 2026

Saltare (dalla finestra)

Il tema dell'amante che salta o scappa dalla finestra è un classico topos letterario e cinematografico, spesso legato a situazioni comiche o tragiche di tradimento scoperto.
 
Cabina telefonica
Numero 507

salterò dalla finestra
se è questo che serve
per soddisfarti sessualmente,
ma solo se tu abiti nel
seminterrato.
 

Pedro Pietri

Telephone Booth
Number 507

I will jump out the window
if thats what it takes
to satisfy you sexually,
but only if you live in the
basement.

Le notizie di cronaca riportano talvolta episodi reali di fughe precipitose o di gesti estremi per sfuggire all'ira del partner tradito.
(dalla rete)

Finestre sul mondo, coppie
vecchi e giovani amanti reclusi
in amore ancestrali e passione
che sgorga di umori violenti..
 
"Saltare dalla finestra" è una locuzione metaforica usata nell'espressione "o mangi questa minestra o salti dalla finestra", che indica una scelta forzata tra due opzioni, spesso sgradevoli. 
In senso figurato, può significare un tentativo di fuga, un cambiamento drastico o una reazione a una situazione opprimente.
(dalla rete)

sabato 14 febbraio 2026

Gente... persone

Gente non convinta

Questa pioggia che cade per piazze e per strade,
e in caserma e in collina, va tutta sprecata.
Domattina le piante saranno lavate,
lungo i viali, e il cortile in caserma bel molle,
da sfangarci al ginocchio: i lavori che fanno in città
sembran tutti quest’acqua che cade sui tetti.

(Fuori, piova nel buio per tutte le strade,
finirà che domani per terra c’è l’erba).

Si è veduto stasera venire giú l’acqua
per i fossi, in collina, e la terra ingiallita
dalle foglie e dal fango. Ma, sopra il sentore
della terra, uno sterile tanfo di fiori
che succhiavano l’acqua, e tra i fiori, le ville
che grondavano pioggia. Soltanto dall’altro versante,
arrivare sul vento un sentore di vigna.

(Fuori, piova nel buio per piazze e per strade,
non importa: c’è un vino che viene a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).

C’è un odore di pietra nel vento bagnato,
e per terra, soltanto rotaie. Le donne che passano
le conosce nessuno. Le donne in città
sono sempre diverse e non servono a niente.
Nel casino, là sí che gli odori son buoni
e le donne son brave. Ma vivono come in caserma
anche loro e il lavoro che fanno è una stupidità.

(Non importa: le donne verranno a scaldarci
di un calore che ancora domani sapremo cos’è).

Cesare Pavese

Gente si definisce come un nome collettivo che indica un insieme indeterminato di individui, distinguendosi da termini simili per sfumature sociologiche, etimologiche e giuridiche. La parola gente quindi identifica un gruppo generico e indeterminato di esseri umani. Pur riferendosi a più individui, grammaticalmente è un sostantivo femminile singolare (nome collettivo).
 
acqua che scorre nei fiumi
come copiose lacrime agli occhi;
incertezze ammantate di viola
in un contesto assurdo di voci... 
 
In italiano, la scelta tra "gente" e "persone" dipende dal grado di precisione e dal tono che si vuole usare; se si possono contare gli individui o si vuole essere cortesi, meglio scegliere  persone. Se ci si riferisce a una folla indistinta, meglio usare gente (dalla rete).

venerdì 13 febbraio 2026

Sono solo io che penso...

La sensazione di essere l'unico a pensare in un certo modo — o anche solo di essere "intrappolati" nei propri pensieri — è un'esperienza umana universale, spesso legata a fenomeni psicologici.

Sono io che penso...

 In fondo sono solo io che penso
che rurro possa ruotarmi intorno,
le cose, la vita, le tante persone
in un fulgido turbine di colori.

Mi illudo ancora di me,
delle mie sincere posizioni
degli scherzi, delle parole dette;
poi tutto ritorna reale...

 Anonimo
del XIX° Secolo
poesie ritrovate
 
Se nel concetto ci si riferisce a un pensiero specifico o a una preoccupazione particolare, bisogna sapere che quasi certamente migliaia di persone stanno avendo lo stesso dubbio in questo esatto momento.
Spesso viviamo  una specie di unicità Illusoria che altro non è che la tendenza a credere che le proprie capacità, opinioni o dilemmi morali siano più rari di quanto non siano in realtà.
(dalla rete)

giovedì 12 febbraio 2026

Rumore bianco

Per molti, il suono della pioggia è un 
"rumore bianco" 
naturale che favorisce il sonno e riduce lo stress 
mascherando i rumori improvvisi.
(dalla rete)

“Nostalgia della mia dimora”

 
Una città immersa nella nebbia del lago,
la pioggia suona come una canzone di canne.
Persino adesso nella dimora che ho lasciato,
i fiori sono caduti e i rami sono scarni.

Jin Yi

Questo inverno che è ora
pieno di sconfitte e deliri;
rimane un deprecabile gesto
combatto il vuoto dentro...

mercoledì 11 febbraio 2026

L'orto dei veleni

L'orto dei veleni

È cinto da un muro ch’è alto tre spanne,
la via lo circonda.
Di fuori si vedon le frutta mature.
Son alberi grandi
che piegano i rami
col peso
possente
dei pomi.
I pomi maturi rilucono al giorno.
Al centro dell’orto v’è un mucchio di sassi,
di pietre ruinate.
V’è sotto, sepolta, la vecchia padrona dell’orto.
Aveva centanni la vecchia,
viveva nell’orto,
viveva di frutti,
soltanto di frutti.
La gente al narrarlo fa il segno di croce.
Nessuno ha mai colto quei frutti,
nessuno ha varcato quel muro.
Soltanto la sera vi ridon civette a migliaia.
E cadono e cadono i frutti maturi,
s’ammassano ai piedi dei tronchi robusti,
s’ammassan s’ammassan
mandando profumi soavi.

Aldo Palazzeschi

"L'orto dei veleni" di Aldo Palazzeschi, parte della sua produzione tra crepuscolarismo e futurismo, presenta un'atmosfera sospesa e simbolica, poesia pubblicata nella raccolta Lanterna (1907), rappresenta uno dei momenti più significativi della fase giovanile di Aldo Palazzeschi.
L'opera si colloca in una zona di confine tra il Crepuscolarismo e le prime avvisaglie di quell'estro anarchico e funambolesco che caratterizzerà il suo periodo futurista Il testo descrive un orto proibito, un luogo di fascino sinistro nutrito da una vecchia centenaria, evocando un'immagine che fonde il macabro, l'ironia e un disimpegno tipico del primo Novecento palazzeschiano.
 
 Inaccessibili luoghi, la mente
contiene ricordi e posti segreti;
nel brivido intenso del senso
rivedo cose perdute, lontane...

"L'orto dei veleni" si riferisce anche a percorsi tematici botanici (come a Trieste o Bergamo) dedicati a piante tossiche, storicamente usate per preparare veleni o medicine.
 
Il cosiddetto "Orto dei Veleni" (Poison Garden) si trova all'interno di
The Alnwick Garden, un famoso complesso di giardini situato nel Northumberland, in Inghilterra. È considerato uno dei giardini botanici più pericolosi e singolari al mondo, dedicato esclusivamente a piante tossiche, narcotiche o velenose.
Queste esposizioni educative illustrano specie come aconito, belladonna, cicuta e oleandro, evidenziando le loro proprietà velenose ma anche gli utilizzi terapeutici che possono avere. 
(dalla rete)

martedì 10 febbraio 2026

Razzismo

93

Non me ne importa niente di piacerti, Cesare,
né di sapere se sei bianco o nero.

Publio Valerio Catullo

Oggi è troppo razzismo,
diffuso, strisciante, inutile;
abbiamo paura dell'altro
e spesso noi siamo l'altro...
 
Il razzismo si basa sulla falsa convinzione che l'umanità sia divisa in "razze" biologicamente distinte e gerarchizzabili, con gruppi "superiori" e "inferiori". Sebbene la scienza moderna (genetica e antropologia) abbia dimostrato che le razze umane non esistono a livello biologico, il razzismo persiste come costruzione sociale e ideologica (dalla rete).

 

 

lunedì 9 febbraio 2026

Di nuovo lunedi

Non mi piacciono i fine settimana. 
Tutti erano fuori per le strade. 
Tutti a giocare a ping pong o a falciare l'erba o a lustrare le macchine o in giro per i supermercati per i parchi e per le spiagge. 
Gente dappertutto. 
Il lunedì era il mio giorno preferito. 
Tutti tornavano al lavoro e non mi toccava vederli.
 
Charles Bukowski
Hollywood, Hollywood!, 1990 
 
Non è mai stato giorno
diverso da altri, forse
intenso come il vivere
che non sa differenze...
 
 
Il
lunedì è, per convenzione, il primo giorno della settimana lavorativa e scolastica, segnando la transizione tra il riposo del weekend e la routine frenetica. 
Psicologicamente, viene spesso associato a sentimenti di ansia, malinconia o stanchezza, un fenomeno noto come "sindrome del lunedì" o Monday Blues, causato dal brusco ritorno agli impegni.
(dalla rete)