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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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giovedì 23 aprile 2026

Tristezza

La tristezza è una delle emozioni primarie dell'essere umano, universale e presente in tutte le culture fin dalle prime fasi della vita. A differenza di una patologia, è una risposta psicologica naturale e sana a eventi percepiti come negativi, come una perdita, una delusione o un cambiamento difficile.
La tristezza è un'esperienza umana universale, non una malattia, che sorge in risposta a perdite, delusioni o cambiamenti negativi. 
È uno stato d'animo temporaneo caratterizzato da malinconia, abbattimento, pianto, mancanza di energie e un bisogno di isolamento. Serve a riflettere, elaborare il dolore e riscoprire ciò che è importante.
(dalla rete) 
 
Non sone certo brutte sensazioni
a creare scompigli a questi silenzi;
rimangono nodi inespressi in gola
e lacrime come gocce di pioggia...

mercoledì 22 aprile 2026

Festa grigia

Festa grigia

 Iersera la festa dei vivi colori,
vampata di risa e di lazzi iersera!
La festa del grigio è stamane,
del grigio di piombo.

S’è fa a la luce assai tardi,
la strada è ravvolta nel grigio silenzio.
Non s’ode che l’eco di sonno,
di sonno di piombo.

La nebbia leggera purifica l’aria
siccome i vapori d’incenso,
ricopre di grigio lo specchio macchiato
che ancora nell’ombra rifle e
gli sprazzi scarla i di risa,
di risa e di lazzi.

Riposano ai piedi dei le i di sonno profondo
gualciti gli stracci dai vivi colori.
La festa del grigio è stamane.

Rasentan le mura,
coperte di brune mantiglie,
beghine ricurve,
rasentan le mura silenti.

Insiste argentino l’invito alla messa:
la prima.
Con passo fasciato vi corron le piccole figlie.
La strada è ravvolta nel grigio silenzio.

L’invito argentino si tace.
Più nulla.
La messa incomincia.

Più ratte rasentan le mura le brune mantiglie,
più rade si fanno ed il passo ne cessa.

Soltanto la nebbia leggera
tranquilla rimane al suo giorno di festa:
la festa del grigio è stamane.

Aldo Palazzeschi 

E forse pioverà anche oggi,
il grigio, le nubi, i silenzi;
come un ascolto dettato
il tempo picchietta i minuti.

Festa grigia porta la dedica al poeta ed amico Marino Moretti, probabilmente per quel colore grigio così amato dallo scrittore romagnolo, come si può evincere dai tanti suoi versi in cui viene evocato.
Ma non è da dimenticare che il grigio è uno dei colori preferiti un po' da tutti i poeti crepuscolari.
Quanto all'argomento trattato da questi versi, si tratta di un mattino nebbioso che segue una notte di festa grande (forse carnevalesca).
Come in molte altre poesie di Palazzeschi - e si fa riferimento soprattutto alle sue prime raccolte - il tutto è avvolto da un'atmosfera altamente misteriosa e da un'immobilità spaventosa, che fa apparire quel paesaggio, quasi ultraterreno: sia per la sola presenza vitale rappresentata dalle beghine che si recano quasi furtivamente alla prima messa; sia per l'unico rumore presente, che è quello delle campane che annunciano l'inizio del rito religioso. Inutile aggiungere che in questa poesia, il poeta toscano riesce, una volta di più, ad affascinare il lettore come pochissimi altri poeti hanno saputo fare (dalla rete).

martedì 21 aprile 2026

Poesia e concetto emotivo

Avidamente allargo la mia mano

In povertà di carne, come sono
eccomi, Padre; polvere di strada
che il vento leva appena in suo perdono.

Ma se scarnire non sapevo un tempo
la voce primitiva ancora rozza,
avidamente allargo la mia mano:
dammi dolore cibo cotidiano.

Salvatore Quasimodo

Nel dolore tempriamo l'anima,
così si dice ma fa sempre male;
uniti ai contesto scivoliamo vite
aggrappate a fragili sostegni... 
 
"Aggrapparsi a un fragile sostegno" 
descrive una tendenza psicologica ed emotiva umana a cercare sicurezza e stabilità in appigli precari o insufficienti, specialmente in momenti di crisi, ansia o profonda insicurezza relazionale
Questa azione è spesso un tentativo istintivo di evitare la paura dell'abbandono o il crollo emotivo, simile al riflesso dei neonati di aggrapparsi per sentirsi al sicuro.
Aggrapparsi a un fragile sostegno è una risposta istintiva al bisogno di sicurezza, che si rivela inefficace o dannosa quando il supporto esterno o interno su cui si conta non è solido, perpetuando il senso di instabilità. 
(dalla rete)

lunedì 20 aprile 2026

Aforisma

“Le anime più forti
sono quelle temprate dalla sofferenza.
I caratteri più solidi
sono cosparsi di cicatrici.” 

Khalil Gibran

 Non è che non mi piaccia ma
è che vorrei fosse la gioia
a temprare il mio cuore;
a volte quasi ci riesce...
 
L'espressione "temprato dalla sofferenza" si riferisce a un individuo che, attraverso esperienze dolorose o difficili, ha sviluppato una forza d'animo, una resilienza e una maturità superiori. È una metafora che richiama la lavorazione dei metalli: come l'acciaio diventa più resistente dopo essere stato sottoposto a calore estremo e raffreddamento brusco (la "tempra"), così il carattere umano si solidifica affrontando le avversità (dalla rete).

domenica 19 aprile 2026

Alfonso Brezmes

Alfonso Brezmes (Madrid, 1966) è un influente poeta, fotografo e artista visivo spagnolo. 
Sebbene scriva fin dalla giovinezza, ha iniziato a pubblicare le sue opere solo all'età di 47 anni, seguendo il principio che sia necessario aver vissuto intensamente per avere qualcosa di interessante da dire.

 Non disturbare

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non bussi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

Alfonso Brezmes 

La poesia di Brezmes nasce dal silenzio e torna al silenzio guidata dalla «meraviglia», ovvero, dalla capacità dell’essere umano di sorprendersi di fronte alla realtà empirica, e dalla «curiosità», ovvero, dalla tendenza naturale a filosofare.
Oltre alla carriera letteraria,  Alfonso Brezmes lavora come rappresentante del suo paese presso la Corte europea dei diritti dell'uomo.
(dalla rete)

Eccoci spogli a volte
di coperture alla moda, 
singoli testimonials del nulla
infinitesimi attimi passati...

sabato 18 aprile 2026

Catullo, Vezio e uno sciocco vagabondo

Vezio rappresenta per Catullo una delle figure grottesche e spregevoli bersaglio della sua satira personale; il rapporto tra Vezio (Vettius) e Catullo non è di amicizia, bensì di aspro disprezzo (dalla rete).

98

A nessuno peggiore di te, Vezio schifoso, si può dire
quel che si dice a ciarlatani e sciocchi:
se mai ne avessi bisogno, potresti leccar culi
e scarponi con questa tua linguaccia.
E se in un colpo, Vezio, vorrai ammazzarci tutti,
apri la bocca: otterrai in un colpo ciò che tu vuoi.

Publio Valerio Catullo 

Non ci sono certezze storiche sull'identità precisa di questo personaggio. Alcuni studiosi ipotizzano potesse trattarsi di un delatore o di un avversario politico, ma nel contesto del Liber rimane la figura emblematica del "leccaculo" o del maldicente che Catullo, seguendo la poetica dei neoteroi, amava colpire con il suo spirito caustico.

 Mi viene in mente uno, 
in particolare, si crede dio
ed è una grande sciocco
solo pieno di armi e di sé...

venerdì 17 aprile 2026

Mattinale

Mattinale
 
Le ultime ombre del buio
un abbraccio nel silenzio;
quel piccolo gesto di amore,
l'acqua in bottiglia, il caffè,
l'attesa del giorno in arrivo.
Mattinale consueto, finestra
di un bus che passa veloce...
 
Anonimo
del XX° Secolo
poesie ritrovate 
 
Mattinale è un sinonimo di "mattutino", ovvero tutto ciò che riguarda la mattina (es. "le ore mattinali", "il pallore mattinale").
(dalla rete)

giovedì 16 aprile 2026

Poesia e riflesso

Canzone

Le nuvole sono legate alla terra ed al vento.
Fin che ci saran nuvole sopra Torino
sarà bella la vita. Sollevo la testa
e un gran gioco si svolge lassú sotto il sole.
Masse bianche durissime e il vento vi circola
tutto azzurro – talvolta le disfa
e ne fa grandi veli impregnati di luce.
Sopra i tetti, a migliaia le nuvole bianche
copron tutto, la folla, le pietre e il frastuono.
Molte volte levandomi ho visto le nuvole
trasparire nell’acqua limpida di un catino.
Anche gli alberi uniscono il cielo alla terra.
Le città sterminate somiglian foreste
dove il cielo compare su su, tra le vie.
Come gli alberi vivi sul Po, nei torrenti
cosí vivono i mucchi di case nel sole.
Anche gli alberi soffrono e muoiono sotto le nubi
l’uomo sanguina e muore, – ma canta la gioia
tra la terra ed il cielo, la gran meraviglia
di città e di foreste. Avrò tempo domani
a rinchiudermi e stringere i denti. Ora tutta la vita
son le nubi le piante e le vie, perdute nel cielo.
[12-20 dicembre 1931]

Cesare Pavese

Nubi, tante nella mia vita
 in un cielo colmo di volti;
piango lacrime di gioia
che spesso è invece dolore...

mercoledì 15 aprile 2026

Montparnasse

Montparnasse è un celebre quartiere di Parigi situato sulla riva sinistra della Senna, principalmente nel 14° arrondissement. Storicamente noto come il cuore pulsante della vita artistica e intellettuale parigina durante gli Années Folles (gli anni '20), oggi è un vivace centro che mescola uffici moderni, stazioni ferroviarie e siti storici (dalla rete).
 
 Montparnasse

Non ci sono mai suicidi nel quartiere tra la gente che si conosce
Suicidi riusciti.
Un ragazzo cinese s’ammazza ed è morto.
(continuano a mettergli la posta nel casellario al Dome)
Un ragazzo norvegese s’ammazza ed è morto.
(nessuno sa dov’è andato l’altro norvegese)
Una modella, la trovano morta,
sola nel suo letto e morta assai.
(e non parliamo dei fastidi che tu o questo ha dato alla concierge)
Olio d’oliva, bianco d’uovo, senapismi, schiuma di sapone
e sonde gastriche salvano la gente che si conosce.
La gente che si conosce la si trova ogni pomeriggio al caffè.
Parigi, 1922

Ernest Hemingway
Three Stories & Ten Poems (1923

Nella quotidianità notizie
di addii, di soste, di vita
che sfugge in un disperato gesto
di drammi consumati nel buio...
 
Ernest Hemingway ha vissuto intensamente il quartiere di Montparnasse a Parigi negli anni '20, frequentando assiduamente caffè iconici come Le Dôme, La Coupole e La Rotonde. Parte della "Generazione perduta", ambientò qui parte delle sue opere, descrivendo la vita bohemien e la miseria creativa del tempo. Abitò al n. 113 di rue Notre-Dame-des-Champs.

martedì 14 aprile 2026

Guerra e chitarre

“Un giorno anche la guerra
s'inchinerà al suono di una chitarra.”  

Jim Morrison 

Questa celebre frase,
attribuita al chitarrista cantante
Jim Morrison,
simboleggia il potere salvifico della musica
sull'odio e la violenza.

I suoni del mondo racchiusi
in accordi maggiori, melodie
che scalziono scoppi e boati,
sonorità palesi e armonie...
 
È un messaggio di speranza che evoca un futuro in cui l'arte trionferà sulla brutalità, spesso associato al pacifismo e alla cultura rock degli anni '60/'70.
Questa frase potente, attribuita al frontman dei Doors Jim Morrison, che racchiude l'idea della musica come forza di pace universale superiore a qualsiasi conflitto. 
Esprime la speranza che l'arte e la bellezza possano, un giorno, rendere l'odio obsoleto. 
"Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra" resta una delle citazioni più potenti per invocare la pace attraverso l'arte.
(dalla rete)