“Scopro con malinconia che il mio egoismo non è poi così grande,
visto che ho dato ad altri il potere di farmi soffrire.
Signorinella,
dare questo potere è dolce.
Vederlo usare è malinconico.
Le favole sono
fatte così.
Una mattina ti svegli e dici: «Era solo una favola».
Sorridi
di te.
Ma nel profondo non sorridi affatto.
Sai bene che le favole sono
l’unica verità della vita”.
L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.
...........................................................................................................................................
venerdì 24 luglio 2026
Un amore di Antoine de Saint-Exupéry
sabato 11 luglio 2026
Cortese Avvocato, ieri sera ho ritrovato ...
Torino, (13) aprile 1907
Cortese Avvocato, ieri sera ho ritrovato fra le pagine del suo libro un poco di quella fraternità spirituale che la sua offerta mi rivela.
Il rimpianto di ciò che fu, e l’ansia di ciò che non è ancora, e il sottile tormento del dubbio, e l’ebrezza folle del sogno, tutte le cose belle e perfide di cui noi poeti si vive e ci s’avvelena.
Non ho ancora assaporato le squisitezze dell’arte,
solo ho sfiorato l’essenza, l’anima della sua poesia:
un’anima un poco amara, un poco inferma.
Spero che la sua fraternità non sarà più tanto silenziosa, ch’essa vorrà esprimersi in modo più diretto.
Cordialmente
Amalia Guglielminetti
Il rapporto tra Guido Gozzano e Amalia Guglielminetti rappresenta una delle storie d'amore e dei sodalizi letterari più intensi, complessi e malinconici del Novecento italiano. La loro relazione si è consumata principalmente attraverso un celebre carteggio epistolare specchio delle loro profonde inquietudini e della distanza insuperabile tra le loro personalità (dalla rete).
lunedì 6 luglio 2026
Je t'adore à l'égal de la voûte nocturne
T’amo, come amo la volta notturna,
anfora di tristezza, taciturna,
più fuggi, bella, più forte io sento
amore; tu, delle mie notti ornamento,
vai scavando con ironia distanze
tra i miei sensi e le azzurre lontananze.
Vengo all’attacco, all’assalto ritorno
come su un morto i vermi tutt’intorno.
T’amo, animale crudele che offende,
t’amo nel gelo che bella ti rende.
Charles Baudelaire
Questo splendido e tormentato verso apre la poesia Je t'adore à l'égal de la voûte nocturne, composta dal celebre poeta maledetto francese Charles Baudelaire; il componimento fa parte della sua opera più famosa, I fiori del male (Les Fleurs du Mal), pubblicata per la prima volta nel 1857. In questi versi Baudelaire esprime una visione dell'amore cupa, ossessiva e fortemente intrisa di Spleen (quella profonda malinconia esistenziale tipica dell'autore). La donna amata non è idealizzata come una figura angelica salvifica, bensì descritta attraverso immagini forti e paradossali (dalla rete).
mercoledì 24 giugno 2026
Sed Non Satiata ("Ma non sazia")
Sed non satiata
Bizzarra divinità, bruna come le notti,
profumata di muschio misto all’avana,
opera di un qualche obi, Faust della savana,
strega dai fianchi d’ebano, figlia della notte buia,
preferisco all’oppio, alle notti, alla costanza
il liquore della tua bocca, in cui trionfa l’amore.
A te i miei desideri si volgono in carovana
e i tuoi occhi sono cisterne che dissetano i miei tormenti.
o demone impietoso, versami meno fiamme:
io non sono lo Stige che può stringerti nove volte,
per smorzare il tuo ardore e metterti alle strette
nell’inferno del tuo letto divenire Proserpina!
Charles Baudelaire
Il poeta confessa di preferire l'inebriante "elisir della tua bocca" agli oppiacei o alle notti di sonno (quasi che il sesso possa superare in qualche modo la dipendenza dalle droghe abitualmente utilizzate dal poeta).
C'è un costante senso di dipendenza da questo amore oscuro e passionale che non trova mai requie e non riesce a soddisfare del tutto la sua sete di tormento.
La seconda parte del componimento si
focalizza sull'insaziabilità dei desideri. Il poeta descrive i grandi
occhi della donna come "cisterne" in cui abbeverare le proprie angosce.
Invocandola come un demone impietoso, le chiede di versare meno fiamme,
ammettendo la sua impotenza di fronte a una passione così travolgente e
carnale.
martedì 16 giugno 2026
Algida e sinuosa
Le vesti ondose hanno riflessi d’iride,
quando cammina par che muova a danza,
ai serpenti somiglia che i giocolieri
sopra i bastoni agitano in cadenza.
Come la sabbia e il cielo del deserto,
sordi alla sofferenza del vivente,
come dell’onda l’intricato crespo,
lei si disvolge fredda, indifferente.
Gli occhi limpidi son pietre ammalianti,
e in quell’essenza simbolica e strana
che l’angelo all’antica sfinge fonde,
dove tutto è oro, luce, diamante,
sempre risplende come stella vana
l’algida maestà feconda.
Charles Baudelaire
La poesia è un ritratto magnetico e inquietante della donna-idolo, algida, sinuosa e indifferente alle sofferenze umane, incarnazione della bellezza puramente estetica, sterile e geometrica.
venerdì 15 maggio 2026
"Rêve Parisien"
"Rêve Parisien"
alla poetica dello spleen
e all'estetica del simbolismo,
offre una visione artificiale,
metallica e onirica di Parigi,
giovedì 14 maggio 2026
Donne perdute
Hanno proprio ragione a trattarle cosí.
E certo è meglio che compassionarle
col cuore e poi godersele nel letto.
«È un bisogno piú forte di tutta la vita»
di’ piuttosto «e siam tutti dannati a quel passo;
ma se mai la ragazza mi facesse il mestiere,
soffocherei di rabbia o saprei vendicarmi».
Sempre compassionare fu tempo perduto,
l’esistenza è tremenda e non muta per questo,
meglio stringere i denti e tacere.
Una sera
ho viaggiato su un treno che c’era una donna,
vesti sobrie, dipinta, serissima in faccia.
Fuori i lumi un po’ pallidi e il verde un po’ grigio
cancellavano il mondo. Eravamo isolati
nel vagone – una terza – la donna ed io giovane.
Non sapevo a quei tempi attaccare discorso
e piangevo pensando alle donne. Cosí
feci il viaggio osservando nervoso e quell’altra
mi guardò qualche volta e fumava. Non dissi,
non pensai certo nulla, ma ancora ho nel sangue
quello sguardo diretto, quel riso di un attimo
di chi ha ben lavorato ed ha preso la vita
come occorre, in silenzio.
Un amico, di quelli
che hanno in mente parole, vorrebbe salvare
una donna e asciugarle le lacrime e darle le gioie.
«No, è un bisogno piú forte di tutta la vita.
E noi, siamo dannati che han l’unica forza
in un’anima dura, che non serve a nulla».
colla faccia sdegnosa o sorridere stanche
– le mie buone compagne – saran sempre vive
a soffrire in silenzio e pagare per tutti.
Cesare Pavese
lunedì 11 maggio 2026
Catullo e Celio
Per Aufileno e Aufilena, fratello e sorella,
muoion d'amore i piú bei giovani di Verona,
per lui Celio, per lei Quinzio: puoi dirlo,
certo, un sodalizio dolcemente fraterno.
Chi preferite? te, Celio,
che senza riserve m'hai offerto la tua straordinaria amicizia
quando una fiamma feroce mi bruciava il cuore:
sii felice, Celio, e possa arriderti l'amore.
Publio Valerio Catullo
Il rapporto tra Catullo e Celio è centrale nel Liber catulliano, evolvendo da una presunta amicizia alla rivalità amorosa. Celio è spesso identificato con Marco Celio Rufo, amante di Lesbia (Clodia) e rivale del poeta, destinatario di carmi che esprimono dolore e disprezzo (dalla rete).
domenica 3 maggio 2026
Kahlil Gibran e Mary Haskell
giovedì 30 aprile 2026
Tergicristalli e pioggia
I tergicristalli sono fondamentali per la sicurezza durante la pioggia, garantendo visibilità e mantenendo il parabrezza pulito da acqua e detriti.
(da Twink)
I miei tergicristalli si sono innamorati tra loro.
Davvero? Dev’essere un idillio perfetto.
Tu credi?
Oh sì - andranno ovunque in pieno accordo.
Non saranno felici.
Perché no?
Saranno troppo frustrati.
Come mai?
Quando piove, si inseguono per un bacio fugace,
ma senza mai riuscirci.
Dev’essere insopportabile.
Non credo che saranno in grado di reggerlo.
Forse stanno meglio senza pioggia,
quando possono limitarsi a restare lì a
covarsi con gli occhi.
Robert Shure
(dalla rete)
mercoledì 29 aprile 2026
Giovenzio e Catullo
Catullo dedica a Giovenzio, un giovane di nobile famiglia probabilmente originario di Verona, un piccolo ciclo di carmi (15, 24, 48, 81, 99) che esplorano il tema dell'amore omoerotico con un tono differente rispetto a quello per Lesbia. 99
Mentre tu giocavi, dolcissimo Giovenzio,
io t'ho rubato un bacio piú dolce del miele.
Ma l'ho pagato caro: crocifisso
per piú di un'ora sono rimasto, ricordo,
a scusarmi con te senza che le mie lacrime
potessero spegnere la tua collera.
Subito ti sei asciugato le labbra umide
d'ogni goccia con tutte e due le mani,
perché non restasse traccia della mia bocca
quasi fosse la sborrata d'una puttana.
E m'hai fatto subire tutte le torture
d'amore, ogni supplizio possibile:
cosí quel bacio che m'era sembrato tanto
dolce, si è rivelato piú amaro del fiele.
Se questa è la pena a cui condanni un amore
infelice, mai piú ti ruberò un bacio.
Publio Valerio Catullo
Il legame con Giovenzio segue le convenzioni sociali del tempo: un uomo adulto (Catullo) che corteggia un ragazzo più giovane in una gerarchia di ruoli ben definita.
Questo testo, mostra un amore passionale e a volte ironico, specchio dei costumi romani del I sec. a.C. in cui tali relazioni erano tollerate.
giovedì 2 aprile 2026
I ricordi... cigolando
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
Trema un ricordo nel ricolmo secchio,
nel puro cerchio un'immagine ride.
Accosto il volto a evanescenti labbri:
si deforma il passato, si fa vecchio,
appartiene ad un altro...
Ah che già stride
la ruota, ti ridona all'atro fondo,
visione, una distanza ci divide.
Eugenio Montale
Nell’acqua tremolante contenuta nel secchio portato alla luce dalla
profondità di un pozzo il poeta, per un attimo, intravede un volto caro
il cui ricordo emerge dalla profondità della memoria. Ma è un’immagine evanescente che si dissolve appena il poeta vi si avvicina e torna nel passato a cui appartiene, così come il secchio del pozzo ritorna al suo atro fondo (dalla rete).
lunedì 30 marzo 2026
Cala tranquilla
Al tuo color di sole alla tua grazia.
La casa è vuota da quando il mio raggio di sole
È andato a tuffarsi in mare.
Se vedi i sommergibili
Di’ loro che t’amo.
Se le nubi s’addensano
Di’ loro che t’adoro.
Se la mareggiata infuria sugli scogli della riva
Di’ agli scogli che sei la mia pietra preziosa.
Se qualche granello di sabbia brilla tra i mille granelli
di sabbia della spiaggia
Digli che sei la sola gemma che amo.
Quando vedrai il postino
Digli con quanta impazienza aspetto le tue lettere.
Ti mando mille baci mille carezze
Che ti raggiungeranno come le parole raggiungono
l’antenna del telegrafo senza fili.
Se vedi dei feriti
Digli che la mia sola ferita è quella che hai inferto
al mio cuore.
Se a volte pensi pensa che il mio pensiero è sempre
con te.
E che t’adoro.
Guillaume Apollinaire

















