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L'ombra è l'opposto del sole, ma si nutre di esso.
Un cielo grigio non genera ombre: nessun contrasto, nessun pensiero.


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martedì 10 giugno 2025

Il segno della croce

Il segno della croce è il gesto con cui i cristiani tracciano la figura di una croce in forma piccola o grande su se stessi, su altre persone o su oggetti, sia direttamente sia a distanza.
Tale usanza era tradizione già consolidata dei cristiani al tempo di Tertulliano e di Origene.

Il segno

Laddove le vie fan crocicchio
poggiata a un cipresso è la croce.
Sul nero del legno risplendono
i numeri bianchi.
La gente passando si ferma un istante,
e sol con due dita toccando leggero quel legno
fa il segno di croce.

Aldo Palazzeschi

La piccola croce è quella che si fa con il dito pollice (o indice) della mano destra, ritenuta la mano benefica, e ispirato, si pensa, da un passo del libro del profeta dell'Apocalisse, collegato alla figura di Cristo.  Il segno della croce esprime il sigillo di Cristo su colui che gli appartiene e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce.
(dalla rete)

Popolari credenze albergano
nei cuori di umili e puri;
decisioni imperative discordano
ciò che era prassi prima...

lunedì 30 dicembre 2024

Inesprimibile

Tutti dovrebbero cercare di amarsi un po’ come farebbero sempre  i ragazzi. Baciarsi non curanti del mondo che li circonda, in piedi o seduti su un muretto o una panchina. Tutti dovrebbero amarsi e farlo di giorno o di notte, con il Sole e al chiaro di Luna e nella folla o nascosti dal riflesso di sfumature crepuscolari.

  L’inesprimibile

Quando in giugno svolazzavano i moschini
Intorno al lampione sull’angolo
Gettando ombre guizzanti sulla strada;
Quando tu passeggiavi a piedi nudi
In una calda e buia sera di giugno
Con l’erba che ti bagnava i piedi di rugiada;

Quando sentivi strimpellare un banjo
Sulla veranda della casa di fronte,
E dal parco ti giungeva il profumo dei lillà
C’era qualcosa che lottava, in te,
Che non riuscivi a mettere in parole…
Eri viva poesia, nel buio, là!

Erneswt Hemingway 

Tutti dovrebbero amarsi con trasporto e passione come se fosse sempre il primo amore e abbagliare così anche l’ultimo di quelli che provano solo invidia.

Inesprimibile
inespri'mibile/
aggettivo [der. di esprimibile, col pref. in-²].
-TRECCANI- 

[che non si può adeguatamente esprimere con parole: provare una gioia i.] ≈ incomunicabile, indefinibile, indescrivibile, indicibile, ineffabile, inenarrabile. ‖ intraducibile. ↔ definibile, descrivibile, esprimibile.

Ragazzi che si baciano nell'erba,
ricerca di movimenti più audaci;
il sole, il gelo, gli umori caldi
poi tutto finisce in un attimo...

Inesprimibile
è qualcosa a
l di là delle possibilità di comunicazione;
esempio: un senso inesprimibile d’angoscia. 
(dalla rete)

 
 

sabato 9 novembre 2024

Abbraccio

Virgo fragilis

Un languor di stanchezza io riconosco
nel volger delle tue pupille schive.
Fragil tu sei com'edera di bosco
che solo a un tronco avviticchiata vive.

Come l'acqua tu sei, che in ogni chiosco
verde si lagna e geme in fratte e in rive,
finchè tremando, giù pel greto fosco,
sposi al fiume le sue acque giulive.

Si porgono le tue docili mani,
sè stesse offrendo a una catena grave
con fervor d'umiltà nei gesti piani.

L'anima tua in fondo a' tuoi sfuggenti
occhi, saprà sorridere soave
sol quando per amare s'annienti. 

Amalia Guglielminetti

Non fu poi così bello e gioia,
ricordo il timore e il freddo;
ora resta il calore lontano
di quel tiepido abbraccio... 
 
Un abbraccio 
può variare da una breve stretta di un secondo, con le braccia non completamente attorno all'altra persona, a una presa estesa. La durata di un abbraccio in ogni situazione è socialmente e culturalmente determinata.
(dalla rete)

venerdì 26 luglio 2024

Lasciare un biglietto

Lasciare un biglietto può sembrare un’azione a dir poco discutibile, ma in realtà non lo è:
si tratta invece di un buon modo per sorprendere una persona soprattutto quando non se lo aspetta da te.
 
 Biglietto lasciato
prima di non andar via

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
È stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

Giorgio Caproni

Non fui mai quando portai
nel peso il nulla, giovanile intesa,
che precluse sogni difficili, scarni,
miriade di offensivi pensieri...

lunedì 22 aprile 2024

Gesti

Dammi la tua mano…
Vedi?
Adesso tutto pesa la metà…

Leo Delibes 

Dare la mano è un gesto di saluto o di accordo che si fa stringendo la mano di un'altra persona. È un modo comune per mostrare rispetto, cortesia, fiducia o accordo reciproco (dalla rete).

 Mano nella mano andiamo
dove ci porta il cuore spesso
siamo preda di assurdi ostacoli
e rimaniamo fermi, inmmobili....

giovedì 18 aprile 2024

Fiori sempre graditi?

Il tulipano è il fiore maschile per eccellenza sempre nei toni forti già  indicati. 
E’ simbolo di vita e di amore perfetto. 
 
Eternità
Tra un fiore colto e l’altro donato
l’inesprimibile nulla.

Giuseppe Ungaretti

Fiori nel senso esatto
dell'essere conseguenti?
"Ti regalerei dei fiori ma..."
poi ci si scorda delle date... 
 
La prima regola da rispettare per la scelta dei fiori da regalare ad un uomo è quella di evitare i fiori troppo fragili dai toni troppo tenui perché richiamerebbero ad un significato troppo romantico. 
Pensiamo, invece, ad un bel rosso, a un bel arancione ad un giallo intenso. 
Anche la corolla della avere un’aspetto deciso per cui si consiglia di regalare ad un uomo un mazzo di tulipani, di sterlizie o di anthurium che, ovviamente, deve essere confezionato senza fiocchetti o merletti di sorta. Meglio una fettuccia colorata e opaca su tono del colore scelto. I fiori hanno un significato che va comunque ricordato: le rose sono una scelta sia per le donne che per gli uomini. Ad ogni colore di rosa corrisponde un significato diverso (dalla rete).

venerdì 24 marzo 2023

To pet

Petting deriva dal verbo inglese "to pet", che significa letteralmente «coccolare» e indica il gesto con cui un essere umano accarezza il pelo di un cane o un gatto ("pets", animali domestici). 
Per estensione, petting viene applicato anche al reciproco accarezzarsi ed abbracciarsi fra esseri umani, non necessariamente in modo sensuale; il termine - con l'accezione più simile a quella che noi oggi conosciamo - risale agli anni '40 del 20° secolo e veniva utilizzato per indicare il corteggiamento, la seduzione o il gioco di attrazione sessuale (dalla rete).

In piedi, sulla soglia,

il mio occhio nella tua
mano, la tua lingua
sul mio orecchio:
così ci conosciamo,
toccandoci, perché
la pupilla è sgranata
per lo sforzo, le papille
come scartavetrate.

Se l’asse cede, se la
voce affonda,
c’è qui,
nell’aria, la
parola-ramo
che ci tiene.

Elisa Biagini

 

Negli infiniti sogni incaglio
resti di disamorevoli gesti;
nel consumarsi impera il passo
veloce, di che sempre ha fretta...

lunedì 13 marzo 2023

Abbracci

G. Daniela Samperi
"Addio"

Un abbraccio è una forma di tenerezza, universale nella maggior parte delle comunità umane, in cui due o più persone mettono le braccia intorno al collo, alla schiena o alla vita l'una dell'altra e si tengono strettamente. Se sono coinvolte più di due persone, si parla di un "abbraccio di gruppo".  (da Wikipedia)

 L'universo non ha centro

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

Chandra Ilva Candiani

 Conosco anche tiepidi abbracci,
di quelli che faresti volentieri a meno;
sono quelli preludio agli addii,
lasciano scampoli di rovinosa paura...

 
L'abbraccio è un gesto semplice ma carico di significato, di importanza, di affetto e di benessere che può avere grandissimi effetti sul nostro organismo, se è caloroso e avviene tra persone che si vogliono bene.  
L'abbraccio è considerato infatti il principale gesto d'amore dell'essere umano. 
Oltre a esprimere un senso di protezione e di accudimento che ci riporta all'infanzia e al primo contatto con la madre l'abbraccio può trasmettere vicinanza affettiva, condivisione di emozioni, accoglienza, fiducia nel creare legami ed empatia. 
La durata media di un abbraccio tra due persone è di 3 secondi
Ma quando un abbraccio dura 20 secondi, si produce un effetto terapeutico sul corpo e la mente. 
La ragione è che un abbraccio sincero produce un ormone chiamato "ossitocina", noto anche come l'ormone dell'amore.

giovedì 2 marzo 2023

Abbracci


In un viavai di indugi e di pensieri

liane oscillano della memoria.
in ombra taciturne si passano
parola e filigrane intessono
a una canzone nuova.
Quale filo t’incatena nella valle
oscura? Eri farfalla d’oro.
Brucavi l’erbe in orizzonti estremi-.
Io non ricordo questo vuoto appeso
non ricordo turbamento e peso.
in angoli smarriti
la vita trema come rena sparsa.
Indecisione estrema come seme
d’erba in un cristallo di neve.

Grazia Di Lisio
da “Un asciugar di tempo”
 

 

Un abbraccio è una forma di tenerezza,
universale nella maggior parte delle comunità umane,
in cui due o più persone mettono le braccia intorno
al collo, alla schiena o alla vita
l'una dell'altra e si tengono strettamente.
Se sono coinvolte più di due persone,
si parla di un "abbraccio di gruppo".
(da wikipedia)

orizzonti vicini e lontani sono
concetti stretti intorno alla vita,
come quegli abbracci che fremono
e poi ti lasciano subito andare...


 

 

sabato 3 dicembre 2022

Poesia e riflesso

Nessuno parlerà
nella lingua arcaica dell’anima
con questa musica di cuore che si scortica
e quel mormorio di lacrime che fendono la pietra
Con quelle parole intagliate nelle radici
e il becco ricurvo dell’aquila
Con il tuono che sghignazza
col fuoco che s’inghiotte e risputa
Con il panico
e la promessa di sette flagelli
Con la stella che appare
e il delirio che ha senso
Con la folla in preghiera
e i tiranni che muoiono
di uno strano mal di testa
Ma dove sono i profeti di un tempo?

Abdellatif Laâbi

 Zittire la parola, il gesto,
come a scongiurare il destino, la vita;
inflessibili giudici per altri,
noi siamo colpevoli e innocenti...

sabato 4 giugno 2022

Maschere

La maschera è un manufatto o un indumento che si indossa per ricoprire l'intero viso o una parte di esso. Utilizzata fin dalla preistoria per rituali religiosi, la si ritrova anche nelle rappresentazioni teatrali o in feste popolari come il Carnevale. In tutto il mondo, le maschere possono essere molto diverse fra loro per materiale, forma (tratti zoomorfi, facce buffe), colore (da wikipedia).

Maschere

Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell’anima, così quando,
Se per un mero gioco, l’anima stessa si smaschera,
Sa d’aver tolto l’ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Qualunque sia la coscienza che inizi l’opera
Sua, fatale e accettata sorte è l’ottundimento.
Come un bimbo impaurito dall’immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
E, quando un pensiero rivela l’anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.

Fernando Pessoa

 

E non saremo sempre alla ricerca di volti
sotto queste maschere che usiamo portare;
l'eccitazione dissolve e sfuma la routine
permane sempre un lieve effluvio di noi... 
 
Spesso, con l'illusione che ci proteggano, ci mettiamo delle maschere, cioè assumiamo atteggiamenti rigidi e disfunzionali il cui scopo è quello di proteggerci dalla sofferenza, di allontanarci a tutti i costi da essa, donandoci l’illusione di essere forti e resistenti, di avere il controllo, di poter fare a meno di sentire quel dolore (Annalisa Barbier - dalla rete).

sabato 5 marzo 2022

Cammina... cammina...

Camminare è per tutti noi un atto semplice e naturale ma se ci concentriamo attentamente sulla dinamica del movimento scopriremo che si tratta di un meccanismo complesso e affascinante, dove ogni parte del nostro corpo è chiamata in causa con uno scopo ben preciso. 
I bambini iniziano a camminare all’incirca dopo il primo anno di vita.
 
le partenze, i ritorni, i lunghi cammini,
tragedie semicomiche del mondo moderno;
sono ancora il pellegrino incostante di allora,
un Icaro deluso che vola rasoterra...
 
Non c’è dunque gesto più naturale per l’uomo che, attraverso la locomozione, esprime la più grande conquista frutto di un lunghissimo processo evolutivo: la posizione eretta. Se dovessimo dare una definizione sintetica diremmo che camminare è il movimento armonico che l’essere umano compie per spostarsi da un luogo all’altro (dalla rete).

Se camminiamo

Se camminiamo è per andare avanti,
per cercare qualcosa, per non abbandonare
una speranza. Dimenticando tutto il resto.
Tornare ha sempre avuto poco significato.
Tornare dove? Riconosciamo i sassi
e gli orizzonti: i sentieri ci dicono
che ci siamo, che andiamo.
(Lugano, 1982)

 Yari Bernasconi
da Nuovi giorni di Polvere
(Casagrande, 2015)

Federica Bedini
"Camminiamo insieme"
  

domenica 16 gennaio 2022

Dèdica

Dèdica 
s. f. [der. di dedicare]. - TRECCANI - 

Atto, parole con cui si dedica qualche oggetto; in partic., lettera o epigrafe, stampata generalmente dopo il frontespizio e prima del testo, con la quale l’autore o l’editore offre un libro. Anche, frase riverente o affettuosa scritta personalmente dall’autore o dall’editore sui singoli esemplari destinati ad amici, critici, ecc.: una copia del volume con d. autografa dell’autore; d’altre cose: disegno, fotografia con dedica.


Una dedica a mia moglie

Alla quale devo l’impulso di piacere
Che mi desta i sensi nelle nostre ore di veglia
E il ritmo che governa il riposo delle nostre ore di sonno,
il respiro all’unisono

Di amanti i cui corpi odorano l’uno dell’altro
Che pensano gli stessi pensieri senza necessità di parole
E balbettano le stesse parole senza necessità di senso.

Nessun ostinato vento d’inverno potrà gelare
Nessun cupo sole tropicale potrà inaridire
Le rose nel roseto che è nostro, nostro soltanto.

Ma questa dedica è perché altri la leggano:
parole private che ti sono rivolte in pubblico.

Thomas Stern Eliot

 
ponderate parole smitizzano
situazioni precluse, offuscate e dense;
lae meriadi di costernazioni non bastano
rimane il sapore acre dell'addio...

mercoledì 29 dicembre 2021

Giorni di minime #82 (gesti)

Cosa si nasconde in un gesto presunto eroico?
la disperazione di essere riusciti a muoversi,
di essere finalmente riemersi a respirare?
Vorrei così tanto capire, capirmi,
il fiato mi pesa in gola, nella testa,
io sono un uomo di sole, odio il freddo
eppure mi muovo tra il grigio di oggi
come in un "pastello del tedio";
la memoria fatica a comporre il mosaico,
la tristezza compenetra le gioie residue
in un caleidoscopico confuso di cose.
Leggo ontani cartelli di avviso,
"reperto compatibile con l'età"
cerco di non affrettare il passo
perchè il tempo scarseggia...
 
Gujil 
 
Lytras Nikiforos - "Antigone e Polinice"

"E tutta quell’infanzia che non ebbi,
mi giunge come in onda d’allegria
chi fui è un enigma, chi sarò è visione
chi sono è ciò che sente il cuore"

Con questi versi di Pessoa si potrebbe rappresentare la figura di Antigone e riassumerne il destino.
Era appena una bambina spensierata nella sua reggia a Tebe quando un’indicibile verità squarciò il velo della realtà e un’ immane tragedia si abbatté e travolse la sua famiglia: il re Edipo, colui che la piccola amava e venerava come padre, era anche suo fratello! Edipo aveva sciolto l’enigma della Sfinge, osando sfidare la divinità che, per vendetta, lo aveva spinto a consumare l'inconsapevole incesto con la propria madre Giocasta generando quattro figli, tra i quali Antigone. Sotto gli occhi di questa bambina si compie la vendetta del Fato: la madre non regge al dolore ed alla vergogna e si dà la morte; Il padre/fratello si acceca con le sue stesse mani quasi a voler cancellare, almeno dalla vista quell’abominio. La crudele scoperta fa scempio dei suoi affetti, le viene strappato il tempo dell’infanzia: cresce in fretta Antigone, indossando l’abito di una lunga intimità con il dolore ma, nel contempo, cresce in lei l’amore. Il padre, ormai cieco e folle, abbandona la reggia per una vita raminga, esule migra dalla sua terra se non riesce a migrare dal suo dolore. Antigone, senza esitare, sceglie di restargli accanto e lo accudisce e lo accompagna nel suo itinerario peregrino, sino alla morte, dinanzi alle soglie della reggia di Colono, in Attica. La legge del cuore governa i passi di questa fanciulla anzitempo assennata. Alla morte del padre, ritorna alla reggia di Tebe ove governa lo zio Creonte.
E, ancora una volta, la sorte la inchioda ad una scelta difficile: i suoi due fratelli sono morti in una guerra fratricida e Creonte, il sovrano interprete fedele del potere, impone che solo uno dei due, Eteocle, possa avere gli onori della sepoltura. L’altro, Polinice, reo di aver combattuto contro la patria, dovrà restare insepolto sulla nuda terra alla mercé di avvoltoi e sciacalli. Antigone non ha esitazioni, la sua coscienza la guida a sfidare il potere della tirannia pur quando si manifesti con leggi scritte. Sceglie la disobbedienza nel nome della legge eterna ed immutabile della pietas, dell’amore che sa ciò che è bene come un marchio sul cuore. Accompagna il corpo del fratello alla sepoltura, strappandolo all’infelice condizione di non vivo-non morto e consentendogli così di varcare la soglia del passaggio. Con fierezza è pronta a soccombere alle leggi della violenza e della sopraffazione, ma vince sul tiranno che la condanna a morte, con la sua purezza ed innocenza. Finirà i suoi giorni in un antro nella solitudine e nell’abbandono, lei sì senza conforto e sepoltura. Un archivio di memorie è il suo struggente e poetico testamento di fragilità e forza d’animo: il gesto eroico di una giovane donna che si trasforma in un atto politico individuale e collettivo (dalla rete - Maria Antonietta Adamo).

venerdì 26 marzo 2021

Dal "Diario di un inguaribile vecchio" -5-

Diario di un inguaribile vecchio

 Scellerate azioni proiettano visioni
in un loop continuo e fastidioso
errori si sommano a sbagli
delicate imprecisioni di insani gesti

 -5-

Anche tacere nasconde trame indistinte.
In un viavai di pensieri la testa perde capacità cognitive, si torna bambini a guardare le nuvole dell’anima, si cerca ragione là dove ragione non c’è.
Mi ritrovo spesso ad urlare il sole, il vento, la pioggia, come il giorno che crebbi, senza accorgermi crebbi ed il sorriso accennato si spense ma rimase il sarcasmo, l’ironia della sorte e la vita contigua.
Stridono i poeti incassati tra assi di legno, in quei libri ho da sempre cercato risposte alle mille domande, qualcuna l’ho trovata ma il rifugio è sempre stato potente, sicuro, intimo e ancora lo sento.
Riassetto come posso la complicata geografia del cuore in un intento fallito di chiarezza interiore, la pace si stende sul labirinto dei pensieri, si calma il respiro.
Non paga il silenzio quando serve il rumore, gli errori si assommano alle mosse sbagliate e danno somme pesanti, che gravano e costringono il petto nei respiri che cercano sfogo ma sfogo non hanno.
E' tempo di lunghi pensieri e riflessi allo specchio; è tempo di alcuni bilanci rimandati da troppo.
Si assottiglia il percorso che quasi si vede la fine in lontananza.
Le mani rovinate dagli anni ancora si muovono a creare momentanee magie segnate da fervide immaginarie mentali, come disegni e arabeschi colorano i sogni… o sono i sogni a colorare i disegni?

Linee impercettibili si arroccano a confine invalicabile, marcano sentieri imprecisi di impavide voglie, si stagliano vivide incastonate tra vette di monti immobili; le vie si intersecano e confondono in un intrigo di sentieri da sempre percorsi, ormai segnati e risaputi.

Un dignitoso silenzio mi pervade ancora.

Età dell’oro e innocenti richiami si stingono nell’umido abbraccio delle mie sensazioni di quando non riesco a capire, un senile gesto di affetto mi cinge le spalle di questo cammino.
Riavvolgo ancora gli ultimi istanti.

Non basta, ancora non riesco a capire.
Fuori la notte cede spazio alle ore del giorno ma è ancora crepuscolo mattutino e fatico a scorgere risapute sagome, a dare la forma reale e incastonarle nel posto che loro spetta nel mondo fuori dagli occhi miei.
La leggerezza non è mai stata il mio forte ma si deve imparare, rientrare nei ranghi per farsi capire, per essere compreso e non solamente frainteso nelle cose che sono e che appaio.
Vorrei prolungare di un niente il mio sonno.

Claude Monet
"Impressioni, levar del sole"

martedì 22 settembre 2020

Bacio


 

Bacio che sopporti il peso
della mia anima breve
in te il mondo del mio discorso
diventa suono e paura.
 

Alda Merini

Il bacio: le 6 curiosità che non sapevate
Quando ci baciamo, scambiamo con il partner da 10 milioni a 1 miliardo di batteri; studi scientifici hanno dimostrato che questa esposizione ai batteri, ma anche ai virus, promuove la produzione di nuovi anticorpi. In altre parole: chi si bacia regolarmente ha meno probabilità di ammalarsi (dalla rete).


 quanti baci, tanti, troppi,
ora siamo balia del tempo, vecchi,
come le cose che ci portiamo attorno,
come i agende usate e riposte...

domenica 4 agosto 2019

Pane spezzato

Julian Merrow-Smith,
"Pane e vino"
 olio su tela


Questo pane che spezzo
un tempo era frumento...

Questo pane che spezzo un tempo era frumento,
questo vino su un albero straniero
nei suoi frutti era immerso;
l'uomo di giorno o il vento nella notte
piegò a terra le messi, spezzò la gioia dell'uva.
In questo vino, un tempo, il sangue dell'estate
batteva nella carne che vestiva la vite;
un tempo, in questo pane,
il frumento era allegro in mezzo al vento;
l'uomo ha spezzato il sole e ha rovesciato il vento.
Questa carne che spezzi, questo sangue a cui lasci
devastare le vene, erano un tempo
frumento ed uva, nati
da radice e linfa sensuali.
È il mio vino che bevi, è il mio pane che addenti.
 
DylanThomas
 
 
Nel nostro pasto quotidiano il concetto e l' atto che spesso facciamo di
 "spezzare il pane"
ha un doppio significato: è allo stesso tempo un gesto di condivisione e di unione. In virtù del pane condiviso la comunità a tavola diventa una: tutti mangiano dello stesso pane. La condivisione è un gesto di comunanza, di donazione, che rende partecipi della famiglia anche gli ospiti... (dalla rete)
 
il pane... i denti..., vecchio proverbio,
mi rendo conto ora che invecchio,
capisco un poco più a fondo, profondo;
rimane un costerno di senso, ancora...